Illustrazione Elena Prette
Firenze è stata costruita presso un insediamento etrusco e presso la successiva antica colonia romana, Florentia (fondata nel 59 a.C.). Questa città toscana divenne uno dei simboli del Rinascimento durante il primo periodo mediceo (tra il XV e il XVI secolo), raggiungendo straordinari livelli di sviluppo economico e culturale. L’attuale centro storico si estende su 505 ettari ed è delimitato dai resti delle mura della città risalenti al XIV secolo. Le mura prevedono cancelli, torri e due fortezze medicee tuttora esistenti: la fortezza di San Giovanni Battista a nord, popolarmente conosciuta come “da Basso”, e il Forte di San Giorgio del Belvedere, situato tra le colline del lato sud. Il fiume Arno attraversa la città, scorrendo da est a ovest, e una serie di ponti, tra cui Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita, collegano le sue due sponde. I 700 anni di straordinaria fioritura culturale e artistica fiorentina sono ben visibili nella cattedrale trecentesca di Santa Maria del Fiore, nella Chiesa di Santa Croce, in Palazzo Vecchio, Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti. La storia della città è ancora più evidente nelle opere d’arte di grandi maestri come Giotto, Brunelleschi, Botticelli e Michelangelo. Il Centro Storico di Firenze può essere percepito come un centro di singolare rilevanza sociale ed urbana, risultato di una persistente e durevole creatività che interessa musei, chiese, palazzi e opere d’arte di valore incommensurabile. Firenze ha avuto un’influenza immensa nello sviluppo dell’architettura e delle belle arti, prima in Italia e poi in Europa. E’ proprio nel contesto fiorentino che è nato il concetto di Rinascimento. In tal modo questo patrimonio conferisce a Firenze eccezionali qualità storiche ed estetiche.
- Valore UNESCO
Firenze (Florentia), fondata nel 59 a.C. presso un insediamento etrusco e successivamente divenuta colonia romana, è considerata, a buona ragione, la culla del Rinascimento: durante il primo periodo mediceo, tra il XV e il XVI secolo, raggiunse, infatti, straordinari livelli di sviluppo economico e culturale. Il suo centro storico si estende attualmente su 505 ettari ed è delimitato dai resti delle mura della città risalenti al XIV secolo, con i loro cancelli e torri. Sono tuttora esistenti le due fortificazioni medicee: la Fortezza di San Giovanni Battista a nord, popolarmente conosciuta come “da Basso”, e il Forte di San Giorgio del Belvedere, situato tra le colline del lato sud. Il fiume Arno attraversa la città, scorrendo da est a ovest, e una serie di ponti, tra cui Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita, collega le sue due sponde. Il Centro Storico di Firenze viene immediatamente percepito nella sua singolare rilevanza sociale e urbana. Settecento anni di fioritura culturale e artistica fiorentina sono stratificati e ben leggibili nelle sue piazze, palazzi, chiese, musei e monumenti tra i quali la cattedrale trecentesca di Santa Maria del Fiore, la chiesa di Santa Croce, Palazzo Vecchio, la Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti. Di analoga, se non maggiore, importanza le numerose opere d’arte di grandi pittori e scultori quali Giotto, Brunelleschi, Botticelli, Michelangelo e molti altri. L’influenza di Firenze nell’evoluzione architettonica, artistica e culturale in Italia e in tutta Europa è stata enorme. Firenze è stata culla e fucina di ingegni eccezionali in numerosi campi; grazie alle loro opere la città si è strutturata e consolidata nella sua assoluta unicità.
La Capitale dell’arte italiana
Tra Quattrocento e Cinquecento, sotto il governo signorile della Famiglia Medici, la città raggiunse il suo apice diventando la casa di alcuni dei più importanti artisti e intellettuali del tempo. Pittori come Masaccio, Paolo Uccello, Sandro Botticelli e Raffaello; architetti come Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti; scultori come Luca della Robbia; scrittori e musicisti quali Poliziano e Landino e artisti poliedrici come Michelangelo, Donatello e Leonardo Da Vinci crearono in città alcuni dei più importanti capolavori dell’ingegno umano. Qui operavano intellettuali del calibro di Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, che possono essere considerati a ragione tra gli artefici dei concetti stessi di “Umanesimo” e “Rinascimento”. Nel 1982 Firenze è stata inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, uno dei primi siti italiani in assoluto, grazie alla sua importanza in campo urbanistico, architettonico e artistico in generale.Un passato di prosperità, al centro della scena politica rinascimentale
Già forte del passato comunale e dell’esperienza repubblicana la città fiorì sotto la guida della famiglia Medici. La potente signoria, che governò la città fino al XVIII secolo, dimostrò grande lungimiranza nel magnificare il proprio principato favorendo la produzione culturale. Lorenzo detto Il Magnifico (1449-1492) rappresenta il più grande esempio del mecenatismo mediceo. Fine uomo politico, intellettuale umanista e prodigo mecenate, Lorenzo garantì a Firenze il ruolo di ago della bilancia nei sottili equilibri politici e finanziari della penisola nel corso del Quattrocento.Una ricca lista di Monumenti
Firenze è una città sorprendente, dove si giustappongono, e talvolta si sovrappongono, spazi pubblici e religiosi. Piazza del Duomo è il centro spirituale cittadino. La Cattedrale di Santa Maria del Fiore, sovrastata dall’imponente cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto e il Battistero di San Giovanni riempiono la piazza con la loro maestosità. Poco distante, le Basiliche di Santa Maria Novella, di San Lorenzo e di Santa Croce completano il panorama dei maggiori complessi cristiani sorti sulla sponda destra dell’Arno. Piazza della Signoria, principale centro amministrativo, è dominata dalla possente sagoma del cosiddetto Palazzo Vecchio, per secoli sede del potere politico e signorile, e custodisce alcune delle più importanti testimonianze della scultura rinascimentale. Protette dalla Loggia della Signoria (detta “dei Lanzi”) o sull’Arengario del palazzo, fanno mostra di sé statue di Benvenuto Cellini, Donatello, Michelangelo, Giambologna e Bandinelli, i cui originali sono custoditi nei vari musei fiorentini. A sud della grande piazza, connesso al Palazzo tramite il Corridoio Vasariano (un passaggio sopraelevato coperto che raggiunge il Forte Belvedere), il Complesso Museale degli Uffizi custodisce capolavori di Giotto, Cimabue, Donatello, Leonardo, Botticelli, Tiziano, Caravaggio e numerosi altri artisti, coprendo un arco temporale che va dal Medioevo fino al XIX secolo, nonché antiche sculture romane e copie ellenistiche di originali greci. Superato Ponte Vecchio, con le sue ricche botteghe di orafi e argentieri, e giunti nella zona di Oltrarno, si incontra Palazzo Pitti, residenza della famiglia Medici dalla metà del Cinquecento. Il giardino del palazzo, detto “di Boboli”, è uno dei più grandi esempi di giardino all’italiana, arricchito da sculture che vanno dall’epoca romana a quella contemporanea. I più importanti centri spirituali dell’Oltrarno sono sicuramente le Basiliche di Santo Spirito e quella del Carmine, con i celeberrimi affreschi di Masaccio e Masolino.Per saperne di più
Breve storia di Firenze. Da Florentia al Rinascimento
Il municipio di Florentia, sorto su un precedente insediamento etrusco, fu dedotto come colonia da Giulio Cesare nel 59 a.C. La città aumentò il proprio prestigio in epoca tardo-imperiale, periodo in cui divenne capitale della Regio Tuscia et Humbria (287). Sede vescovile a partire dai primi decenni del IV secolo, Florentia fu un baluardo romano e bizantino durante gli sconvolgimenti del V e VI secolo resistendo prima agli Ostrogoti (405) poi all’assedio di Totila. Inserita nel regno longobardo, Firenze divenne sede di un Gastaldo e di una Curtis Regia; fatto che ne sottolinea l’importanza anche nei primi secoli del Medioevo, ulteriormente rafforzata durante la dominazione carolingia, quando divenne luogo di diffusione dei progetti riformatori dei sovrani franchi. Gli Ottoni ne fecero la sede di un Conte, strumento di controllo e di lotta ai potenti marchesi di Toscana. Prese le parti della Chiesa, a fianco di Matilde di Canossa, durante la lotta per le investiture Firenze iniziò ad affermare il proprio primato sul limitrofo contado costituendo le prime magistrature comunali (1138). La città continuò la sua espansione a scapito dei territori pisani e mugellani diventando, su posizioni filopapali, il perno del movimento guelfo. Questi anni segnarono un incremento demografico e urbanistico che vide la città superare i limiti delle antiche mura romane. Il Duecento fu segnato dalla lotta tra le fazioni favorevoli al Papa (Guelfi) e quelle vicine all’Imperatore (Ghibellini) che si alternarono al governo della città. Questi anni tormentati videro tra i protagonisti il grande poeta Dante Alighieri (1285-1321). Riconquistata l’indipendenza politica, persa per pochi anni nei primi decenni del Trecento, Firenze iniziò un periodo di espansione territoriale a scapito di Arezzo, Cortona, Pistoia e Colle Val d’Elsa. Al termine di queste conquiste Firenze passò dal rango di semplice città a quello di stato regionale. Superato un periodo di crisi nel corso del Trecento, decenni in cui il ceto dominante entrò in crisi favorendo moti rivoluzionari ed esperimenti democratici, la città passò nelle salde mani della famiglia Medici che nel rispetto formale delle istituzioni vi instaurò una Signoria de facto. Sotto Cosimo e suo figlio Lorenzo, Firenze e la casata Medici raggiunsero l’apice dello splendore svolgendo un ruolo fondamentale negli intricati equilibri dell’Italia rinascimentale. Firenze, grazie al mecenatismo delle sue famiglie più importanti, divenne un importantissimo centro culturale e intellettuale. Architetti, pittori, filologi, scultori e intellettuali trasformarono la città sulle rive dell’Arno nella culla dell’epoca che prenderà il nome di Rinascimento.Breve storia di Firenze. Dal Rinascimento all’Epoca contemporanea
La morte di Lorenzo De’ Medici segnò un periodo di instabilità e di momentaneo ritorno al sistema repubblicano, favorito dalla discesa in Italia di Carlo VIII di Francia. Sconfitti i francesi dalla Lega Santa, i Medici rientrarono nuovamente a Firenze. La discesa dei Lanzichenecchi e il “sacco di Roma” (1527) favorirono l’ultima esperienza repubblicana fiorentina, sconfitta definitivamente dall’alleanza tra il Papa e Carlo V. Restaurato il potere mediceo la città si costituì in Principato (1530) e accrebbe ulteriormente la propria estensione territoriale. Trasformata in Monarchia assolutista, la città vide diminuire il proprio ruolo politico ma non quello culturale. Firenze divenne, infatti, una delle capitali della rivoluzione scientifica del Seicento grazie a figure come Galileo Galilei e all’interesse dei Medici per gli studi di astronomia e meteorologia. Nel 1569 Cosimo I de’Medici ricevette dal Papa il titolo di granduca di Toscana. Morto l’ultimo discendente dei Medici, il Granducato passò sotto il controllo degli Asburgo-Lorena (1737). Firenze divenne, nel secolo dei Lumi, un centro fertile per la nuova cultura illuminista tanto da essere il primo stato moderno a ripudiare nei propri codici la tortura e la pena di morte (1786). La città, nel corso dell’Ottocento, passò prima sotto il controllo francese, che soppresse il Granducato e istituì in sua vece il Regno d’Etruria (1801); nel 1860 fu annessa al nascente Regno d’Italia. Tra il 1865 e il 1870, su pressione di Napoleone III, Firenze ricoprì il ruolo di Capitale d’Italia.Gli angeli del fango
Il novembre del 1966 vide l’Arno in piena invadere gran parte della città. Chiese, musei, biblioteche e opere d’arte rischiarono di andare irrimediabilmente perduti e deturpati dalla miscela di acqua e nafta che invase il centro storico. La tragedia portò a Firenze centinaia di giovani che, per difendere il patrimonio della culla del Rinascimento, si prodigarono per mesi nel salvare il patrimonio a rischio.La Cupola del Duomo e il genio di Filippo Brunelleschi
La cupola del Duomo, progettata da Filippo Brunelleschi, fu costruita tra il 1418 e il 1436. Per risolvere il gravoso problema di costruire una struttura così imponente, Brunelleschi trovò una soluzione geniale e innovativa. La cupola fu realizzata senza armature, con una doppia intercapedine; la prima con funzione strutturale, realizzata con conci a spina di pesce che la rendevano autoportante, quella esterna con semplice compito di copertura. A sovrastare la cupola, sempre su progetto del Brunelleschi, fu posta una grande lanterna con copertura a cono. Le decorazioni interne, dedicate al tema del Giudizio Universale, furono affidate a Giorgio Vasari e Federico Zuccari. I 463 scalini che portano in cima alla cupola permettono di avere una visuale della città senza pari.Battaglia di San Romano: il capolavoro di Paolo Uccello
Nel 1432, Firenze otteneva a San Romano una grande vittoria sulle truppe senesi. Questo glorioso episodio ispirò a Paolo Uccello uno dei massimi capolavori conservati agli Uffizi. Inizialmente commissionato dalla ricca famiglia Bartolini, passò velocemente in mano a Lorenzo Il Magnifico. La porzione di quadro conservata a Firenze (parte centrale di un trittico: le altre si trovano a Londra e Parigi) mostra un momento cruciale della battaglia: il disarcionamento del condottiero senese Bernardino della Ciarda. Il lavoro sulla composizione prospettica, la grande attenzione per il naturalismo e per la descrizione di armature e cavalli fanno di questo quadro una delle più grandi opere di transizione tra Tardogotico e Rinascimento.Protagonisti
Filippo Brunelleschi
Filippo Brunelleschi (Firenze, 1377 – Firenze, 1446)Nato da una facoltosa famiglia di notai, iniziò da giovanissimo a lavorare in una bottega orafa collaborando alla creazione dell’altare della Chiesa di San Jacopo a Pistoia. Perso il concorso per la realizzazione delle formelle bronzee per il Battistero, vinto da Lorenzo Ghiberti, il giovane Filippo si spostò a Roma con l’amico Donatello. Qui si concentrò sullo studio dei monumenti antichi e dell’architettura classica. Tornato a Firenze si dedicò ad alcune opere scultoree, come il crocifisso di Santa Maria Novella, e agli studi sull’ottica e la prospettiva. Nel 1418 Brunelleschi vinse il concorso per la costruzione della Cupola del Duomo fiorentino. L’immensa opera, terminata nel 1436, divenne il simbolo di una civiltà rinnovata e in espansione. Costruiti altri importanti edifici per le più agiate famiglie fiorentine (Medici, Pazzi, Bicci e Pitti), spesso con l’ausilio di macchine e meccanismi da lui progettati. Orafo, scultore, architetto e ingegnere; con la sua arte poliedrica e il suo costante ispirarsi alla tradizione classica, Brunelleschi è supremo esempio di intellettuale umanista, padre di innumerevoli grandezze di Firenze.
Lorenzo di Piero De’ Medici, detto Il Magnifico
Lorenzo di Piero De’ Medici, detto Il Magnifico (Firenze, 1449 – Firenze, 1492)
Nato da Piero De’ Medici detto Il Gottoso e Lucrezia Tornabuoni, Lorenzo fu educato da alcuni dei più importanti umanisti del tempo – Marsilio Ficino, Cristoforo Landino e Giovanni Agiropulo. Nel 1469, morto il padre, ottenne tramite un plebiscito il primato della Signoria fiorentina. I rapporti sempre più tesi con Papa Sisto IV sfociarono nella congiura dei Pazzi (1478) che Lorenzo, pur perdendo il fratello Giuliano, riuscì a volgere a proprio favore consolidando il potere del casato mediceo su Firenze. Sventate altre cospirazioni Lorenzo riuscì a imporsi come ago della bilancia tra i poteri che si confrontarono sullo scacchiere della penisola italiana. Morì a Firenze nel 1492, confortato sia dai grandi intellettuali a lui fedeli come Poliziano e Pico Della Mirandola sia da chi più tardi attenterà al primato dei Medici sulla città (Savonarola). Lorenzo, poeta e intellettuale a sua volta, promosse lo sviluppo della cultura e dell’arte a Firenze e nei suoi domini. Fondò accademie, finanziò nuove ristrutturazioni e opere architettoniche, favorì l’ascesa di artisti e intellettuali e fu un instancabile promotore di collezioni e raccolte di ‘anticaglie’ che favorirono il recupero dell’antico, tipico del Rinascimento.
Agnolo Ambrogini detto Il Poliziano
Agnolo Ambrogini detto Il Poliziano (Montepulciano, 1454 – Firenze, 1494)Nato nel 1454 a Mons Politianus, città a cui deve il soprannome, si formò a Firenze presso lo Studio di Cristoforo Landino, Giovanni Agiropulo e Andronico Callisto. Fine conoscitore del greco tradusse in latino l’Iliade di Omero, dedicandola a Lorenzo Il Magnifico. Entrato alla corte medicea (1475) come segretario di Lorenzo e precettore dei suoi figli, Poliziano si dedicò alla scrittura e allo studio dei classici latini e greci. In questi anni scrisse Le Stanze. Quest’opera, ispirata dalle gesta di Giuliano fratello di Lorenzo, resta il suo capolavoro. Il letterato restò coinvolto negli avvenimenti attorno alla congiura dei Pazzi (1478). Inizialmente appoggiò la causa medicea ma successivamente, rotta l’amicizia con Lorenzo, abbandonò Firenze per intraprendere un lungo viaggio in Italia che lo vide, infine, accasarsi alla Corte mantovana di Francesco Gonzaga. Qui compose Orfeo, una delle sue opere più note. Rientrato a Firenze e rinsaldato il rapporto con Lorenzo, Poliziano si dedicò all’insegnamento e agli studi classici e filologici salvo, talvolta, ricoprire incarichi ufficiali nelle ambascerie medicee. Morto Il Magnifico, cercò una sistemazione senza grande successo presso la Curia pontificia e morì di febbri nel 1494. Poliziano, con il suo instancabile recupero e studio dei testi classici, è stato creatore, animatore e protagonista di quella temperie culturale che prenderà il nome di Rinascimento.
Testimonianze d’autore
Testimonianze
► “E come l’volger del ciel della luna / cuopre e riscopre i liti sanza posa, / così fa di Fiorenza la Fortuna: / per che non dee parer mirabil cosa / ciò ch’io dirò delli alti Fiorentini / onde è la fama nel tempo nascosa”.
Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, XVI (XIV sec.)
► “La detta città di Firenze è molto bene popolata, e generativa per la buona aria: i cittadini ben costumati, e le donne molto belle e adorne: i casamenti bellissimi, pieni di molte bisognevoli arti, oltre all’altre città d’Italia. Per la qual cosa molti di lontani paesi la vengono a vedere, non per necessità, ma per bontà de’ mestieri ed arti, e per bellezza ed ornamento della città.
Piangano adunque i suoi cittadini sopra loro e sopra i loro figliuoli, i quali, per loro superbia e per loro malizia e per gara d’ufici, hanno così nobile città disfatta, e vituperate le leggi, e barattati gli onori in picciol tempo, i quali i loro antichi con molta fatica e con lunghissimo tempo hanno acquistato; e aspettino la giustizia di Dio, la quale per molti segni promette loro male sì come a colpevoli, i quali erano liberi da non potere essere soggiogati”.
Dino Compagni, Cronica delle cose occorrenti né tempi suoi (XIV sec.)
► “Firenze principale città di Toscana è una delle prime d’Italia, è posta alle radici del monte Apennino, dal quale è coperta dalla parte settentrionale e orientale, dove si veggono molti poggi, sopra de’ quali sono fondati di bellissimi palazzi e ville nobilissime che fanno parere la contrada molto dilettevole: verso occidente si stende in una amplissima pianura. È divisa in due parti dal fiume Arno sopra del quale sono quattro gran ponti di pietra per passare di qua e di là. Nella città sono edificii e sacri e profani di mirabile struttura e di spesa incredibile”.
Andrea Minucci, Descrizione di un viaggio fatto nel 1549 da Venezia a Parigi (XVI secolo)
Legami tra i siti Unesco italiani
Firenze e... le Ville Medicee
A testimoniare la grandezza del Casato dei Medici non restano solo i monumenti fatti erigere a Firenze. Le ville di piacere sparse nel territorio fiorentino riflettono un potere che si estendeva ben oltre le mura cittadine. Costruite sia nell’immediato contado sia nei territori conquistati dalla ricca città toscana, le residenze di campagna dei Medici testimoniano il gusto e la cultura rinascimentali. Giardini monumentali, ricche fontane, fertili tenute agricole e architetture razionali testimoniamo da un lato il recupero del concetto di otium tipico della classicità e dall’altro la volontà di possedere luoghi di rappresentanza consoni al potere mediceo. Le ville Medicee e la città di Firenze sono lo specchio, in costante dialogo, di un mondo in rinnovamento e trasformazione.Firenze e... Pienza
Adagiata tra le colline della Val d’Orcia, Pienza è stata inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 1996. Il Centro Storico della cittadina rappresenta l’utopia rinascimentale della città ideale e comunica al mondo i canoni urbanistici del Quindicesimo secolo. Pienza, prima conosciuta col nome di Corsignano, è stata realizzata per volontà di Papa Pio II (1405-1464). Quest’ultimo, determinato a ripensare il borgo natio, ne affidò la ristrutturazione a Bernardo di Matteo Gambardelli detto il Rossellino, allievo di Leon Battista Alberti. Simbolo e cuore di Pienza è la suggestiva piazza dedicata al Papa Pio II. Qui si concentra la maggior parte del patrimonio storico-artistico della città. Al centro della Piazza spicca la Cattedrale dell’Assunta, che rappresenta un raro e delicato equilibrio di forme gotiche e rinascimentali. Accanto alla Cattedrale, si trova Palazzo Piccolomini in pietra viva e a pianta quadrata che si erge su tre piani con al suo interno una piccola Corte con loggiato e un giardino. Completa la chiusura della piazza Palazzo Borgia, donato da Papa Pio II al futuro Papa Alessandro VI.Firenze e... Ferrara
Ferrara, come Firenze, deve gran parte del suo splendore al periodo rinascimentale e al mecenatismo della famiglia d’Este. La città, sorta come castrum bizantino e sede vescovile al posto della vicina Voghenza, conobbe una progressiva crescita a partire dall’età comunale. Al centro di vari conflitti con le città vicine (Verona, Mantova, Bologna e Venezia) nel corso del Trecento, la città raggiunse il suo apice nella seconda metà del Quattrocento. Sotto il governo di Leonello, Borso ed Ercole I d’Este, divenne fucina per una scuola pittorica unica che vide in Cosmè Tura, Ercolè de’ Roberti e Francesco Del Cossa alcuni tra i suoi principali esponenti. Divenne residenza di artisti come Tiziano, Dosso Dossi e Bellini e letterati come Ludovico Ariosto, Torquato Tasso e Matteo Maria Boiardo. Ferrara divenne luogo privilegiato per applicare nuove concezioni urbanistiche, nel 1492 Ercole I commissionò a Biagio Rossetti il progetto per modellare la parte settentrionale della città, “l’addizione Erculea” che con i suoi viali regolari e i suoi palazzi, divenne un simbolo della città ideale teorizzata dagli umanisti.Firenze e... Urbino
Urvinum, antica città romana, attraversò nel corso della sua storia diversi domini: gotico, bizantino, longobardo, franco e fu, infine, donata allo Stato dalla Chiesa. Nel 1200 il suo governo passò in mano dei Montefeltro, che ne ressero le sorti per tre secoli. In particolare, sotto Federico (1444-1482), che ne curò la riorganizzazione amministrativa e urbanistica, la città raggiunse il suo massimo sviluppo economico e culturale; al suo interno operavano artisti e intellettuali di grande levatura, quali Piero della Francesca, Francesco di Giorgio Martini, Giovanni Santi (padre di Raffaello) e Baldassarre Castiglione. Al principio del XVI secolo iniziò il dominio dei Della Rovere e l’inizio del suo inesorabile declino. La città, sorta in un contesto collinare di notevole bellezza, offre ai visitatori monumenti e opere di grande pregio, quali il grande e turrito Palazzo Ducale, completato dal Laurana e sede della Galleria Nazionale delle Marche. Questa importante collezione comprende, tra le altre, opere di Raffaello, Piero della Francesca, Paolo Uccello e Tiziano. Il Duomo, originariamente rinascimentale, fu ricostruito dopo il terremoto del 1789 in forma neoclassica da Valadier; al suo interno si segnalano opere di Barocci, Maratta e un raro organo callidiano. Tra le moltissime opere degne di nota che fanno di questa città un sito di grande valore storico, artistico e culturale, meritano, inoltre, particolare attenzione il Mausoleo dei Duchi, l’ex Monastero di Santa Chiara, le Stalle Ducali e l’imponente Rampa Elicoidale che collega le Stalle al Palazzo.Firenze e... Mantova
Mantova e Firenze hanno tratti comuni legati alla fondazione, per entrambe etrusca, all’ampliamento in epoca romana e al valore culturale e politico ottenuto in epoca Rinascimentale grazie alla presenza delle signorie dei Medici e dei Gonzaga. Il legame tra le due signorie si è consolidato anche attraverso il matrimonio di Vincenzo I Gonzaga ed Eleonora de’ Medici.Note bibliografiche
Bibliografia
F. Cardini, Breve storia di Firenze, Pacini Editore, Pisa, 1990
G. Zucconi, P. Ruschi, Firenze guida all’architettura, Arsenale Editrice, Verona, 1995
Lapi Ballerini, Le ville medicee. Guida Completa, Giunti, Firenze, 2003
S. Bietoletti, E. Capretti, M. Chiarini, C. Cresti, A. Giusti, C. Morandi, A. Paolucci, M. Scalini, A. Tartuferi, Firenze arte e architettura, Magnus Edizioni, Firenze, 2005
Walter, Lorenzo il Magnifico e il suo tempo, Donzelli, Roma, 2005
G. Damiani, Le arti a Firenze. Tra gotico e rinascimento, Giunti Editore, Firenze, 2009
J. M. Najemy, Storia di Firenze. 1200-1575, Einaudi, Torino, 2014
- Valore UNESCO
Firenze, la culla del Rinascimento, nacque da un insediamento etrusco poi trasformato in colonia romana (59 a.C.) con il nome di Florentia. La città vide maturare il proprio ruolo politico, economico e culturale nel corso del Medioevo e nella prima Età Moderna. Il fiorente commercio, la ricca produzione tessile, il vasto impegno dei nuovi ordini religiosi nati nel Duecento e la accesa vita culturale ne fecero una dei centri più vitali dell’Europa. Il centro storico della città, attraversato dall’Arno, diventa il luogo di rappresentazione del potere cittadino sia per le Istituzioni comunali e repubblicane, sia per la Signoria Medicea. I prestigiosi complessi religiosi, arricchiti e ampliati nel corso dei secoli, e i grandi edifici pubblici, eretti per garantire all’amministrazione cittadina spazi adeguati a un centro facoltoso e in costante espansione, modificarono per sempre l’urbanistica trasformando Firenze nel simbolo del Rinascimento italiano.
La capitale dell’arte italiana
Tra Quattrocento e Cinquecento, sotto il governo signorile della Famiglia Medici, la città raggiunse il suo apice diventando residenza di alcuni dei più importanti artisti e intellettuali del tempo. Pittori come Masaccio, Paolo Uccello, Sandro Botticelli e Raffaello; architetti come Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti; scultori come Luca della Robbia e artisti poliedrici come Michelangelo, Donatello e Leonardo Da Vinci crearono in città alcuni dei più importanti capolavori dell’ingegno umano. La ricchezza della città e la protezione dei Medici garantirono una fervida vita intellettuale che permise a personaggi come Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Poliziano e Landino di forgiare il concetto stesso di Rinascimento. Firenze entrò a far parte della Lista del Patrimonio Mondiale nel 1982 – tra le prime iscrizioni italiane! – per l’importanza del suo complesso urbanistico, architettonico e artistico opera dei più grandi maestri italiani.Un passato di prosperità, al centro della scena politica rinascimentale
La storia accorda a Firenze una sorte benevola di prosperità commerciale e progressiva espansione dei domini territoriali, ma è l’energico e savio spirito cittadino che dimostra di saper “signoreggiar le stelle”, cioè di poter governare gli astri, l’astrologia e, quindi, di poter volgere il fato a proprio vantaggio. Già forte del passato comunale e dell’esperienza repubblicana la città fiorì sotto la guida della famiglia Medici. La potente signoria, che governò la città fino al XVIII secolo, dimostrò grande lungimiranza nel magnificare il proprio principato favorendo la produzione culturale. Lorenzo detto Il Magnifico (1449-1492) rappresenta il più grande esempio del mecenatismo mediceo. Fine uomo politico, intellettuale umanista e prodigo mecenate, Lorenzo garantì a Firenze il ruolo di ago della bilancia nei sottili equilibri politici e finanziari della penisola nel corso del Quattrocento.Una ricca lista di monumenti
Firenze è una città sorprendente, dove spazi pubblici e religiosi si giustappongono e talvolta si sovrappongono. Piazza del Duomo, sovrastata dalla maestosa cupola in muratura del Brunelleschi, è il centro spirituale cittadino. La Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Campanile di Giotto e il Battistero di San Giovanni riempiono la piazza con la loro maestosità. Poco distanti, le Basiliche di Santa Maria Novella, San Lorenzo e Santa Croce completano il panorama dei grandi complessi cristiani situati sulla riva destra dell’Arno, nel cuore del centro storico. Piazza della Signoria, principale centro amministrativo, custodisce alcune delle più importanti testimonianze della scultura rinascimentale. Protette dalla Loggia della Signoria (detta “dei Lanzi”) o sull’Arengario di Palazzo Vecchio, edificio per secoli sede del potere politico e signorile, fanno mostra di sé statue di Benvenuto Cellini, Donatello, Michelangelo, Giambologna e Bandinelli, i cui originali sono custoditi nei vari musei fiorentini. A sud della grande piazza, connesso al Palazzo tramite il Corridoio Vasariano, un passaggio sopraelevato coperto progetatto dall’architetto Giorgio Vasari che raggiunge il Forte Belvedere, il Complesso Museale degli Uffizi custodisce capolavori di Giotto, Cimabue, Donatello, Leonardo, Botticelli, Tiziano, Caravaggio e numerosi altri artisti, coprendo un arco temporale che va dal Medioevo fino al XIX secolo, nonché antiche sculture romane e copie ellenistiche di originali greci. Superato Ponte Vecchio, con le sue ricche botteghe di orafi e argentieri, e giunti nel quartiere di Oltrarno si incontra Palazzo Pitti, residenza della famiglia Medici dalla metà del Cinquecento. Il giardino del palazzo, detto di Boboli, è uno dei più grandi esempi di giardino all’italiana arricchito da sculture che vanno dall’epoca romana a quella contemporanea. Le Basiliche di Santo Spirito e quella del Carmine, con gli straordinari affreschi di Masaccio e Masolino, sono i principali centri spirituali dell’Oltrarno.Per saperne di più
Breve storia di Firenze. Da Florentia al Rinascimento
Il municipio di Florentia, sorto su un precedente insediamento etrusco, fu fondato come colonia romana da Giulio Cesare nel 59 a.C. La città aumentò il proprio prestigio in epoca tardo-imperiale, periodo in cui divenne capitale della Regio Tuscia et Humbria (287). Sede vescovile a partire dai primi decenni del IV secolo, Florentia fu un baluardo romano e bizantino durante gli sconvolgimenti del V e VI secolo resistendo prima agli Ostrogoti (405) poi all’assedio di Totila. Inserita nel regno longobardo, Firenze divenne sede di un Gastaldo e di una Curtis Regia, fatto che ne sottolinea l’importanza già nei primi secoli del Medioevo, ulteriormente aumentata durante la dominazione carolingia, quando la città divenne luogo di diffusione dei progetti riformatori dei sovrani franchi. Gli Ottoni ne fecero la sede di un Conte, strumento di controllo e di lotta ai potenti marchesi di Toscana. Prese le parti della Chiesa, a fianco di Matilde di Canossa, durante la lotta per le investiture Firenze iniziò ad affermare il proprio primato sui territori circostanti costituendo le prime magistrature comunali (1138). La città continuò la sua espansione a scapito dei territori pisani e mugellani diventando, su posizioni vicine a quelle del Papa, il perno del movimento guelfo. Questi anni segnarono un incremento demografico e urbanistico che vide la città superare i limiti delle antiche mura romane. Il Duecento fu segnato dalla lotta tra le fazioni favorevoli al Papa (Guelfi) e quelle vicine all’Imperatore (Ghibellini) che si alternarono al governo della città. Questi anni tormentati videro tra i protagonisti il grande poeta Dante Alighieri (1285-1321). Riconquistata l’indipendenza politica, persa per pochi anni nei primi decenni del Trecento, Firenze iniziò un periodo di espansione territoriale a scapito di Arezzo, Cortona, Pistoia e Colle Val d’Elsa. Al termine di queste conquiste Firenze passò dal rango di semplice città a quello di stato regionale. Superato un periodo di crisi nel corso del Trecento, decenni in cui il ceto dominante entrò in crisi favorendo moti rivoluzionari ed esperimenti democratici, la città passò nelle salde mani della famiglia De’ Medici. Firenze e la Casata De’ Medici raggiunsero l’apice dello splendore svolgendo un ruolo fondamentale negli intricati equilibri politici dell’Italia rinascimentale. Grazie al mecenatismo delle famiglie più importanti, divenne un importantissimo centro culturale e intellettuale. Architetti, pittori, filologi, scultori e intellettuali trasformarono la città nella culla dell’epoca che prenderà il nome di Rinascimento.Breve storia di Firenze. Dal Rinascimento all’epoca contemporanea
La morte di Lorenzo segnò un periodo di instabilità e di momentaneo ritorno al sistema repubblicano, favorito dalla discesa in Italia di Carlo VIII di Francia. Sconfitti i francesi dalla Lega Santa, i Medici rientrarono nuovamente a Firenze. La discesa dei Lanzichenecchi e il sacco di Roma (1527) favorirono l’ultima esperienza repubblicana fiorentina, sconfitta definitivamente dall’alleanza tra il Papa e Carlo V. Restaurato il potere mediceo la città si costituì in principato (1530) e accrebbe ulteriormente la propria estensione territoriale. Trasformata in monarchia assolutista, la città vide diminuire il proprio ruolo politico ma non quello culturale. Firenze divenne, infatti, una delle capitali della rivoluzione scientifica del Seicento grazie a figure come Galileo Galilei e all’interesse dei Medici per gli studi di astronomia e meteorologia. Passata sotto il controllo degli Asburgo-Lorena (1737) Firenze divenne, nel secolo dei Lumi, un centro fertile per la nuova cultura illuminista tanto da essere il primo stato moderno a ripudiare nei propri codici la tortura e la pena di morte (1786). La città, nel corso dell’Ottocento, passò prima sotto il controllo francese e poi fu annessa al Regno di Sardegna poco prima che questo si trasformasse in Regno d’Italia (1861). Tra il 1865 e il 1870, su pressione di Napoleone III, Firenze ricoprì il ruolo di capitale d’Italia.Gli angeli del fango
Il novembre del 1966 vide l’Arno in piena invadere gran parte della città. Chiese, musei, biblioteche e opere d’arte rischiarono di andare irrimediabilmente perduti e deturpati dalla miscela di acqua e nafta che invase il centro storico. La tragedia portò a Firenze centinaia di giovani che, per difendere il patrimonio della culla del Rinascimento, si prodigarono per mesi nel salvare il patrimonio a rischio, in uno straordinario momento di impegno e condivisione dei valori universali della cultura.La cupola del Duomo e il genio di Brunelleschi
La cupola del Duomo, progettata da Filippo Brunelleschi, fu costruita tra il 1418 e il 1436. Per risolvere il gravoso problema di costruire una struttura così imponente, Brunelleschi trovò una soluzione geniale e innovativa. La cupola fu realizzata senza l’utilizzo di armature, strutture di sostegno in legno o metallo, ma con una doppia intercapedine; la prima con funzione strutturale, realizzata con conci a spina di pesce che la rendevano autoportante, quella esterna con semplice compito di copertura. A sovrastare la cupola, sempre su progetto del Brunelleschi, fu posta una grande lanterna con copertura a cono. Le decorazioni interne, dedicate al tema del Giudizio Universale, furono affidate a Giorgio Vasari e Federico Zuccari. I 463 scalini che portano in cima alla cupola permettono di avere una magnifica visuale della città .Battaglia di San Romano: il capolavoro di Paolo Uccello
Nel 1432, Firenze otteneva a San Romano una grande vittoria sulle truppe senesi. Questo glorioso episodio ispirò a Paolo Uccello uno dei massimi capolavori conservati agli Uffizi. Inizialmente commissionato dalla ricca famiglia Bartolini, passò velocemente in mano a Lorenzo Il Magnifico. La porzione di quadro conservata a Firenze (parte centrale di un trittico: le altre si trovano a Londra e Parigi) mostra un momento cruciale della battaglia: il disarcionamento del condottiero senese Bernardino della Ciarda. Il lavoro sulla composizione prospettica, la grande attenzione per il naturalismo e la descrizione di armature e cavalli fanno di questo quadro una delle più grandi opere di transizione tra Tardogotico e Rinascimento.Protagonisti
Filippo Brunelleschi
Filippo Brunelleschi (Firenze, 1377 – Firenze, 1446)Nato da una facoltosa famiglia di notai, iniziò da giovanissimo a lavorare in una bottega orafa collaborando alla creazione dell’altare della chiesa di San Jacopo a Pistoia. Perso il concorso per la realizzazione delle formelle bronzee per il battistero, vinto da Lorenzo Ghiberti, il giovane Filippo si spostò a Roma con l’amico Donatello. Qui si concentrò sullo studio dei monumenti antichi e dell’architettura classica. Tornato a Firenze si dedicò ad alcune opere scultoree, come il crocifisso di Santa Maria Novella, e agli studi sull’ottica e la prospettiva. Nel 1418 Brunelleschi vinse il concorso per la costruzione della cupola del Duomo fiorentino. L’immensa opera, terminata nel 1436, divenne il simbolo di una civiltà rinnovata e in espansione. Costruiti altri importanti edifici per le più agiate famiglie fiorentine (Medici, Pazzi, Bicci e Pitti), spesso con l’ausilio di macchine e meccanismi da lui progettati, morì a Firenze nel 1446. Orafo, scultore, architetto e ingegnere; con la sua arte poliedrica e il suo costante ispirarsi alla tradizione classica, Brunelleschi, supremo esempio di intellettuale umanista, ha arricchito Firenze con numerose opere di prima grandezza.
Lorenzo di Piero De’ Medici, detto Il Magnifico
Lorenzo di Piero De’ Medici, detto Il Magnifico (Firenze, 1449 – Firenze, 1492)Nato da Piero De’ Medici detto Il Gottoso e Lucrezia Tornabuoni, Lorenzo fu educato da alcuni dei più importanti umanisti del tempo – Marsilio Ficino, Cristoforo Landino e Giovanni Agiropulo. Nel 1469, morto il padre, il controllo della città era nelle sue mani. I rapporti sempre più tesi con Papa Sisto IV sfociarono nella congiura dei Pazzi (1478) che Lorenzo, pur perdendo il fratello Giuliano, riuscì a volgere a proprio favore consolidando il potere del casato mediceo su Firenze. Sventate altre cospirazioni Lorenzo riuscì a imporsi come ago della bilancia tra i poteri che si confrontarono sullo scacchiere della penisola italiana. Morì a Firenze nel 1492. Lorenzo De’ Medici, poeta e intellettuale a sua volta, promosse lo sviluppo della cultura e dell’arte a Firenze e nei suoi domini. Fondò Accademie, finanziò nuove ristrutturazioni e opere architettoniche, favorì l’ascesa di artisti e intellettuali e fu un instancabile promotore di collezioni e raccolte di ‘anticaglie’ che favorirono il recupero dell’antico, tipico del Rinascimento.
Agnolo Ambrogini detto Il Poliziano
Agnolo Ambrogini detto Il Poliziano (Montepulciano, 1454 – Firenze, 1494)Nato a Mons Politianus, da cui il soprannome, si formò a Firenze presso lo Studio di Cristoforo Landino, Giovanni Agiropulo e Andronico Callisto. Fine conoscitore del greco tradusse in latino l’Iliade di Omero, dedicandola a Lorenzo Il Magnifico. Entrato alla corte medicea (1475) come segretario di Lorenzo e precettore dei suoi figli, Poliziano si dedicò alla scrittura e allo studio dei classici latini e greci. In questi anni scrisse Le Stanze. Quest’opera, ispirata dalle gesta di Giuliano fratello di Lorenzo, resta il suo capolavoro. Il letterato restò coinvolto negli avvenimenti attorno alla congiura dei Pazzi (1478). Inizialmente appoggiò la causa medicea ma successivamente, rotta l’amicizia con Lorenzo, abbandonò Firenze per intraprendere un lungo viaggio in Italia che lo vide, infine, accasarsi alla corte mantovana di Francesco Gonzaga. Qui compose Orfeo, una delle sue opere più note. Rientrato a Firenze e rinsaldato il rapporto con Lorenzo, Poliziano si dedicò all’insegnamento e agli studi classici e filologici salvo, talvolta, ricoprire incarichi ufficiali nelle ambascerie medicee. Morto Il Magnifico, Agnolo cercò una sistemazione senza grande successo presso la curia pontificia per poi morire di febbri nel 1494. Poliziano, con il suo instancabile recupero e studio dei testi classici, è stato creatore, animatore e protagonista di quella temperie culturale che prenderà il nome di Rinascimento.
Legami tra i siti Unesco italiani
Firenze e... le Ville Medicee
A testimoniare la grandezza del Casato dei Medici non restano solo i monumenti fatti erigere a Firenze. Le ville di piacere sparse nel territorio fiorentino riflettono un potere che si estendeva ben oltre le mura cittadine. Costruite sia nell’immediato contado sia nei territori conquistati dalla ricca città toscana, le residenze di campagna dei Medici testimoniano il gusto e la cultura rinascimentali. Giardini monumentali, ricche fontane, fertili tenute agricole e architetture razionali testimoniamo da un lato il recupero del concetto di otium tipico della classicità e dall’altro la volontà di possedere luoghi di rappresentanza consoni al potere mediceo. Le ville Medicee e la città di Firenze sono lo specchio, in costante dialogo, di un mondo in rinnovamento e trasformazione.Firenze e... Pienza
Adagiata tra le colline della Val d’Orcia, Pienza è stata inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 1996. Il Centro Storico della cittadina rappresenta l’utopia rinascimentale della città ideale e comunica al mondo i canoni urbanistici del Quindicesimo secolo. Pienza, prima conosciuta col nome di Corsignano, è stata realizzata per volontà di Papa Pio II (1405-1464). Quest’ultimo, determinato a ripensare il borgo natio, ne affidò la ristrutturazione a Bernardo di Matteo Gambardelli detto il Rossellino, allievo di Leon Battista Alberti. Simbolo e cuore di Pienza è la suggestiva piazza dedicata al Papa Pio II. Qui si concentra la maggior parte del patrimonio storico-artistico della città. Al centro della Piazza spicca la Cattedrale dell’Assunta, che rappresenta un raro e delicato equilibrio di forme gotiche e rinascimentali. Accanto alla Cattedrale, si trova Palazzo Piccolomini in pietra viva e a pianta quadrata che si erge su tre piani con al suo interno una piccola Corte con loggiato e un giardino. Completa la chiusura della piazza Palazzo Borgia, donato da Papa Pio II al futuro Papa Alessandro VI.Firenze e... Ferrara
Ferrara, come Firenze, deve gran parte del suo splendore al periodo rinascimentale e al mecenatismo della famiglia d’Este. La città, sorta come castrum bizantino e sede vescovile al posto della vicina Voghenza, conobbe una progressiva crescita a partire dall’età comunale. Al centro di vari conflitti con le città vicine (Verona, Mantova, Bologna e Venezia) nel corso del Trecento, la città raggiunse il suo apice nella seconda metà del Quattrocento. Sotto il governo di Leonello, Borso ed Ercole I d’Este, divenne fucina per una scuola pittorica unica che vide in Cosmè Tura, Ercolè de’ Roberti e Francesco Del Cossa alcuni tra i suoi principali esponenti. Divenne residenza di artisti come Tiziano, Dosso Dossi e Bellini e letterati come Ludovico Ariosto, Torquato Tasso e Matteo Maria Boiardo. Ferrara divenne luogo privilegiato per applicare nuove concezioni urbanistiche, nel 1492 Ercole I commissionò a Biagio Rossetti il progetto per modellare la parte settentrionale della città, “l’addizione Erculea” che con i suoi viali regolari e i suoi palazzi, divenne un simbolo della città ideale teorizzata dagli umanisti.Firenze e... Urbino
Urvinum, antica città romana, attraversò nel corso della sua storia diversi domini: gotico, bizantino, longobardo, franco e fu, infine, donata allo Stato dalla Chiesa. Nel 1200 il suo governo passò in mano dei Montefeltro, che ne ressero le sorti per tre secoli. In particolare, sotto Federico (1444-1482), che ne curò la riorganizzazione amministrativa e urbanistica, la città raggiunse il suo massimo sviluppo economico e culturale; al suo interno operavano artisti e intellettuali di grande levatura, quali Piero della Francesca, Francesco di Giorgio Martini, Giovanni Santi (padre di Raffaello) e Baldassarre Castiglione. Al principio del XVI secolo iniziò il dominio dei Della Rovere e l’inizio del suo inesorabile declino. La città, sorta in un contesto collinare di notevole bellezza, offre ai visitatori monumenti e opere di grande pregio, quali il grande e turrito Palazzo Ducale, completato dal Laurana e sede della Galleria Nazionale delle Marche. Questa importante collezione comprende, tra le altre, opere di Raffaello, Piero della Francesca, Paolo Uccello e Tiziano. Il Duomo, originariamente rinascimentale, fu ricostruito dopo il terremoto del 1789 in forma neoclassica da Valadier; al suo interno si segnalano opere di Barocci, Maratta e un raro organo callidiano. Tra le moltissime opere degne di nota che fanno di questa città un sito di grande valore storico, artistico e culturale, meritano, inoltre, particolare attenzione il Mausoleo dei Duchi, l’ex Monastero di Santa Chiara, le Stalle Ducali e l’imponente Rampa Elicoidale che collega le Stalle al Palazzo.Firenze e... Mantova
Mantova e Firenze hanno tratti comuni legati alla fondazione, per entrambe etrusca, all’ampliamento in epoca romana e al valore culturale e politico ottenuto in epoca Rinascimentale grazie alla presenza delle signorie dei Medici e dei Gonzaga. Il legame tra le due signorie si è consolidato anche attraverso il matrimonio di Vincenzo I Gonzaga ed Eleonora de’ Medici.Glossario
Glossario
ambasceria, gruppo di agenti diplomatici incaricati di una missione in uno stato straniero.
amministrativo, vedi amministrazione
amministrazione, attività che regola, organizza e controlla un’azienda, un ente o un organo pubblico o privato.
anticaglie, oggetti vecchi o passati di moda, pezzi d’antiquariato.
apice, punto più alto, cima.
Asburgo-Lorena, dinastia creatasi con il matrimonio tra Maria Teresa d’Asburgo e Francesco Stefano di Lorena.
baluardo, ostacolo, naturale o artificiale, che si oppone validamente al passaggio di uomini e cose.
battistero, s.m., edificio religioso a pianta centrale dedicato al sacramento del battesimo. Coperto da una cupola, contiene al suo interno il fonte battesimale, dove è conservata l’acqua per la liturgia.
concio, s.m., pietra tagliata a forma regolare.
congiura, s.f., tradimento, complotto, segreta macchinazione ai danni di qualcuno.
cupola, s.f., struttura architettonica con sezione emisferica o a sesto acuto, sorretta da un tamburo; il tamburo è l’elemento strutturale di collegamento tra la cupola e l’edificio che si sviluppa al di sotto di esso.
Curtis, organismo economico e giuridico proprio dell’età feudale, caratterizzato da una struttura economica tendenzialmente chiusa e autosufficiente che assorbiva l’intero ciclo della produzione e dello scambio, e da un sistema amministrativo e giudiziario indipendente
deturpato, s.m., rovinato, danneggiato, sfigurato, corrotto nell’aspetto originale.
duomo, s.m., proviene dall’espressione latina Domus Dei, Domus Ecclesiae, ‘casa di Dio’, ‘casa della Chiesa’. Il duomo è la chiesa più importante di una città. Per essere chiamata cattedrale, una chiesa deve essere sede vescovile.
facoltoso, ricco, benestante.
fervido, caldo, intenso.
filologia, disciplina che studia i testi letterari al fine della ricostruzione della loro forma originaria. Tuttavia il termine è attualmente utilizzato anche in altri ambiti, ad esempio in musica e arte.
finanziario, che riguarda la finanza, cioè l’attività svolta dallo Stato o dagli enti pubblici per procurarsi i mezzi necessari (beni, denaro, …) a raggiungere i suoi scopi.
forgiare, formare, fabbricare.
formella, s.f., lastra ornamentale per pavimentazione o per altra applicazione decorativa; elemento decorato delimitato da una cornice.
gastaldo, presso i Longobardi, l’amministratore della curtis del re, posto sotto la sua immediata dipendenza, con estese attribuzioni politiche e amministrative entro il territorio a lui affidato.
Gotico, fase della storia dell’arte che, da un punto di vista cronologico, nasce intorno al 1100 nella regione intorno a Parigi, per poi diffondersi in tutta l’Europa, dalle caratteristiche molto complesse e variegate. La novità più originale dell’architettura gotica è la scomparsa delle spesse masse murarie tipiche del romanico: il peso della struttura veniva, invece, distribuito su pilastri e su strutture secondarie poste all’esterno degli edifici. Nascevano così le pareti di luce, coperte da magnifiche vetrate. Gli archi rampanti, i pinnacoli, gli archi di scarico contenevano e indirizzavano al suolo le spinte laterali della copertura.
Illuminismo, vedi “secolo dei Lumi”
intercapedine, in edilizia, è uno spazio vuoto compreso tra due elementi verticali (muro) o orizzontali (tetto) di un edificio, utilizzato per scopi tecnici o strutturali.
lanterna, struttura posta alla sommità di una cupola. La funzione è quella di dare luce alla cupola stessa, essendo provvista di pareti verticali nelle quali è possibile aprire finestre. Per questa ragione, oltre per similitudine di forma, ha il nome di “lanterna”.
Lanzichenecchi, soldati mercenari di fanteria arruolati principalmente nelle regioni tedesche del Sacro Romano Impero, che combatterono tra la fine del XV e la fine del XVII secolo.
magistratura, complesso di organi istituzionali (pubblici e statali) con funzioni giurisdizionali in campo civile, penale, costituzionale e amministrativo.
mecenatismo, sostegno ad attività artistiche e culturali e agli stessi artisti coinvolti in tali attività.
Monarchia assoluta, forma di governo in cui il monarca detiene sia il potere legislativo che quello esecutivo e giudiziario, esercitati in maniera assoluta. Questo è giustificato dal concetto di “diritto divino dei re”, che implica che l’autorità di un governante derivi direttamente da Dio.
plebiscito, nel diritto romano è la decisione della sola plebe riunita nei concilia plebis. Nell’uso comune si usa per indicare un voto a larghissima maggioranza.
poliedrico, si dice di cosa o persona che ha molti e differenti aspetti o capacità.
precettore, s.m., insegnante privato, istitutore; la parola indicava il professore incaricato dell’educazione della prole di famiglie nobili e agiate.
prodigo, s.m., generoso, magnanimo.
prospettiva, insieme di procedimenti geometrico-matematici che consentono di costruire l’immagine di una figura dello spazio su un piano.
Rinascimento, periodo artistico e culturale della storia d’Europa che si sviluppò a partire da Firenze tra la fine del medioevo e l’inizio dell’età moderna, dalla seconda metà del XIV secolo fino al XVI secolo e maturò un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, sviluppando le idee dell’Umanesimo e portandole ad influenzare, per la prima volta, anche le arti figurative e la mentalità corrente.
savio, s.m., saggio, assennato, intelligente.
scacchiere, vasta regione, strategicamente autonoma, che costituisce un teatro (reale o potenziale) di azioni di guerra.
Secolo dei Lumi, il Settecento, secolo in cui si sviluppa l’Illuminismo, movimento politico, sociale, culturale e filosofico europeo, che ebbe il suo massimo sviluppo in Francia. Il termine Illuminismo è passato a significare genericamente qualunque forma di pensiero che voglia “illuminare” la mente degli uomini, oscurata dall’ignoranza e dalla superstizione, servendosi della ragione e della scienza.
Tardogotico, che si riferisce all’ultimo periodo del Gotico.
temperie, s.f., clima, condizione, atmosfera, contesto.
Umanesimo, nella storia del pensiero, dell’arte e della letteratura, periodo tra gli ultimi decenni del secolo XIV e la fine del secolo XV, caratterizzato da un rinnovato fervore per lo studio dell’antichità.
Umanista, vedi Umanesimo
urbanistica, disciplina che studia il territorio antropizzato, cioè abitato da persone, e il suo sviluppo. Essa ha come scopo la progettazione del territorio e la pianificazione delle sue modificazioni.
Il sito per immagini 
1982, Parigi, Francia, 6a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale
Sito Culturale
Età Medievale, Età Rinascimentale
Italia Centrale
Regione Toscana
Criteri di Iscrizione
(i) L’insieme urbano di Firenze è di per sé una realizzazione artistica unica, un capolavoro assoluto, frutto di una continua creazione durata sei secoli. Qui troviamo, oltre ai Musei (Archeologico, Uffizi, Bargello, Pitti, Accademia, ecc.) la più forte concentrazione di opere d’arte conosciute in tutto il mondo – la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Battistero e il Campanile di Giotto, la Piazza della Signoria dominata da Palazzo Vecchio e dal Palazzo degli Uffizi, San Lorenzo, Santa Maria Novella, Santa Croce con la Cappella Pazzi, Santo Spirito, San Miniato ed il Convento di San Marco che ospita le pitture del Beato Angelico.
(ii) Dal Quattrocento, Firenze ha esercitato un’influenza predominante sullo sviluppo dell’architettura e delle arti monumentali, in primo luogo in Italia e poi in Europa. I principi artistici del Rinascimento sono stati definiti a partire dal 1400 da Brunelleschi, Donatello e Masaccio. È all’interno della realtà fiorentina che si sono formati e affermati due geni dell’arte: Michelangelo e Leonardo da Vinci.
(iii) Il Centro Storico di Firenze apporta una testimonianza eccezionale, sia come città mercantile del Medioevo, sia come città rinascimentale. Firenze ha conservato integre strade, palazzi fortificati (Palazzo Spini, Palazzo del Podestà, Palazzo della Signoria), logge (Loggia del Bigallo, Loggia dei Lanzi, Loggia degli Innocenti e del Mercato Nuovo), fontane e Ponte Vecchio, il meraviglioso ponte del XIV secolo costeggiato da negozi. I mestieri, organizzati in corporazioni, hanno lasciato dei monumenti eccezionali come ad esempio Orsanmichele.
(iv) Dal XIV al XVII secolo Firenze esercitò un forte potere economico e politico in Europa. Durante questo periodo sono stati costruiti prestigiosi edifici che testimoniano la magnificenza dei suoi banchieri e dei suoi principi: Palazzo Rucellai, Palazzo Strozzi, Palazzo Gondi, Palazzo Medici-Riccardi, Palazzo Pandolfini, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli, senza dimenticare la Sacrestia di San Lorenzo, le Cappelle funebri dei Medici, la Biblioteca Laurenziana ed altri.
(vi) Firenze è associata ad eventi di portata universale. È durante il periodo dell’Accademia Neoplatonica che è stato forgiato il concetto di Rinascimento. Firenze è la patria dell’Umanesimo moderno ispirato da Landino, Poliziano, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola ed altri.




