Illustrazione Elena Prette
La costiera amalfitana può, a ragione, essere definita come una zona di eccezionale valore culturale per la sorprendente attività sia della natura che dell’uomo. In questa zona la natura è incontaminata e armoniosamente fusa con le attività dell’uomo. Il paesaggio è caratterizzato da aree rocciose, boschi e macchia, ma anche da agrumeti e vigneti cresciuti ovunque fosse possibile trovare un posto adatto. Le zone costiere hanno mantenuto le loro distintive caratteristiche nel corso dei secoli e hanno svolto un ruolo importante nella storia e nella cultura dell’umanità. Basti menzionare la potenza economica raggiunta dalla Repubblica Marinara di Amalfi e l’architettura raffinata, nata dalla fusione di elementi orientali e occidentali, conosciuta come stile arabo-normanno. Esempi tipici di questo stile sono le numerose cattedrali, colme di inestimabili opere d’arte. Il paesaggio e la topografia della zona sono praticamente unici sia per le caratteristiche ecologiche che biologiche. Alcuni dei più bei posti del mondo si trovano nella Costiera, con aree fondamentali per la conservazione della biodiversità, dove specie di eccezionale valore, minacciate, prosperano.
- Valore UNESCO
La Costiera Amalfitana è un eccezionale paesaggio culturale, dove la Natura e l’Uomo hanno interagito in armonia realizzando uno scenario di grande valore culturale, artistico, architettonico, paesaggistico. In un contesto naturale dalla topografia scenografica, attraverso un percorso storico-evolutivo di secoli, la Costiera Amalfitana è divenuta un tesoro del Mediterraneo da conservare in tutti i propri aspetti.
Il passato glorioso della Repubblica Marinara di Amalfi
Reperti trovati a Positano risalenti al Paleolitico e al Mesolitico precedono gli insediamenti umani nella zona in età classica, quando nobili famiglie posero qui le proprie residenze di svago, anche per godere delle aree boschive come riserva di caccia o delle ricchezze dell’agricoltura. Nell’Alto Medioevo (IV secolo) venne fondata la città di Amalfi, di cui si ha prima testimonianza nel 596 d.C. come città fortificata. Contesa tra Bisanzio, i Longobardi di Benevento e il ducato di Napoli, Amalfi si sviluppò floridamente fino a divenire autonoma Repubblica Marinara nel 839 d.C., governata dal Doge, e conobbe la sua età d’oro proprio tra i secoli IX e XI in concomitanza col declino della supremazia bizantina nei mari. Padrona del Tirreno, con un territorio che si estendeva da Vietri sul Mare all’isola di Capri, Amalfi monopolizzava il commercio di legno, ferro, armi, vino e frutta, ma aveva anche importanti contatti con l’Oriente, sul cui mercato acquistava spezie, essenze profumate, gioielli e tessuti preziosi per poi venderli in Occidente.Il paesaggio amalfitano: uomo e ambiente, uomini e culture.
Coprendo un’area di 11.231 ettari e 15 comuni della provincia di Salerno, il Sito testimonia lo storico connubio tra risorse territoriali e marittime, una ricca tradizione fondata sullo scambio, i legami con l’Oriente. Una serie di fortificazioni tra terra e mare, lungo la costa, ci ricorda l’importanza che da sempre ha l’interazione tra uomo e ambiente: le torri di avvistamento servivano per difendersi dai corsari turchi, intorno al IX secolo d.C., ai tempi della Repubblica Marinara. Bastioni di rocce calcaree e valli strette e profonde formano lo straordinario contesto naturale in cui si è inserito l’intervento umano. I paesi della Costiera sembrano piccole gemme, la loro presenza rappresenta la miracolosa sfida dell’uomo che si insedia armoniosamente nel territorio, giocando e operando con fantasia e abilità. Il paesaggio urbano della Costiera mostra un’eccezionale mescolanza di stili architettonici, anche se frammentari: Bizantino, Romanico, Barocco, Rococò e Neoclassico. La simbiosi e l’armonia con cui questi stili si incontrano, donano al paesaggio urbano della Costiera un aspetto artistico multiforme e vario. A tre chilometri da Salerno si incontra Vietri sul Mare, all’inizio della meravigliosa via panoramica che tocca Amalfi e Sorrento. Al centro della città sorge (risalente al X secolo) la chiesa dedicata a San Giovanni Battista. Vietri, oltre ad essere una rinomata località balneare della Costiera, è famosa per le sue ceramiche, la cui tradizione risale all’epoca medioevale. Ad Amalfi si vedono gli esiti di quelli che furono i legami con le culture orientali durante il Medioevo. Le costruzioni abitative e i vari elementi architettonici prendono fittamente posto in piccoli spazi, si assestano nel tessuto urbano arrampicandosi sui versanti collinari, si collegano tramite scalinate ripide e stretti passaggi: tutto ciò ricorda magicamente le caratteristiche dei souk arabi, centri funzionali (dedicati al commercio) delle città musulmane. Sia l’arte e l’architettura siculo-araba che il Barocco hanno un ruolo caratterizzante per Amalfi. Di particolare interesse il Duomo intitolato a Sant’Andrea, costruito nel IX secolo e in stile Tardo Barocco all’interno, a cui si accede con un’imponente scala di 57 gradini. Atrani, fissata su tela con le opere di Escher (“Costiera Amalfitana”, litografia del 1931), sorge allo sbocco del fiume Dragone, attaccata alla parete rocciosa e affacciata sul mare. Originatasi nel Medioevo dall’accorpamento dei borghi formatisi attorno alle Chiese di S. Maddalena, S. Salvatore, S. Michele, la Chiesa del Carmine, S. Rosalia e S. Maria del Bando, Atrani, con la piazza e la cortina di edifici alle sue spalle, è dotata di una sorta di anfiteatro naturale. Il paesaggio verticale di Positano offre alla vista un eccezionale panorama di case e stradine; un tempo borgo marinaro, oggi conserva uno charme straordinario e regala un’atmosfera unica perché racchiuso e protetto dai monti e proteso verso il suo mare. Ravello sorge in una felicissima posizione da cui si ha la più ampia veduta sul Golfo, tra la Valle del Dragone e quella del Reginna. La Cattedrale di Ravello fu fondata nel 1087 e restaurata nel 1931, ha una porta divisa in 54 quadri che rappresentano santi, storie della Passione, leoni e grifi. Altri edifici ravellesi di significativo interesse e valore storico-artistico sono Palazzo Rufolo (costruito tra il 1270 e il 1280 dalla omonima famiglia), la Chiesa della SS. Annunziata (alle spalle di Palazzo Rufolo), Palazzo Confalone col suo cortile duecentesco. Una particolare attenzione va a Villa Cimbrone, a cui si giunge tramite una lunga scalinata e un sentiero. Originariamente era un rustico di proprietà della famiglia Fusco, ma poi venne comprata da un lord inglese, lord Grimthorpe che vi fece lavorare le maestranze locali per quindici anni: dalla statua del Mercurio del belvedere alla grotta di Eva, dalla cripta di imitazione medioevale alla torre decorata ispirata a Villa Rufolo, Villa Cimbrone è diventato un luogo in cui si intrecciano elementi antichi e moderni.In viaggio verso la Costiera Amalfitana tra culto, natura, arte e letteratura.
L’area del Sito consta di quattro zone costiere principali (Amalfi, Atrani, Maiori e Minori) e quattro minori (Positano, Praiano, Certaria, Erchie) che costituiscono nell’insieme un paesaggio emozionante, tanto che molti artisti scelsero e scelgono di venire presso queste coste, in vista delle incantevoli vallate e nei villaggi di montagna come Scala, Tramonti, Ravello, Conca e Furore, per vivere e arricchire le proprie esperienze estetiche. Anche quando l’età d’oro tramontò, e al ruolo caratterizzante delle “vele cortesi della Repubblica” si sostituì il simbolo religioso delle reliquie di Sant’Andrea, trasferite ad Amalfi nel 1208 dopo la conquista di Costantinopoli, il viaggio restò una caratteristica peculiare della costiera amalfitana: il pellegrinaggio infatti, oltre ad essere un fenomeno di tipo religioso, era un grande movimento di persone che in epoca medioevale, in una società fondamentalmente immobile, permetteva di cercare nuove opportunità, superare i limiti non soltanto fisici ma anche sociali, morali e magari economici. Da luogo di interscambi commerciali e culturali a meta di pellegrinaggio, da porto antico a moderna tappa del bildungsreise – viaggio di formazione, come lo compì Goethe – , la costiera, a partire dal Settecento, aggiunse al proprio valore anche l’attrattiva naturalistica: nell’epoca del Romanticismo, della solitudine e della ricerca di sé a contatto diretto e privilegiato con la natura, la costa di Amalfi acquista un nuovo ruolo nell’immaginario europeo. Il nuovo atteggiamento culturale riscoprì questi luoghi per via dei loro paesaggi selvaggi, litorali rocciosi e piccoli paesi sperduti: così la Costiera corrisponde al nuovo paesaggio ideale.Per saperne di più
La storia “ruggente” di Amalfi e degli amalfitani
La città che, per la scarsità delle risorse territoriali, era diventata grazie all’attività dei suoi abitanti l’eccellente padrona dei traffici marittimi nel Tirreno, poté competere e rivaleggiare con la ricca e potente Napoli al punto da indurre Sicardo, duca longobardo di Benevento, a conquistare e saccheggiare Amalfi nell’anno 836 d.C. Nonostante ciò, la tenacia degli amalfitani, che si ribellarono e congiurarono per l’uccisione del duca, portò all’indipendenza della città. Dall’839 fino alla fine del XI secolo, Amalfi rappresentò una potenza assoluta, anche in virtù delle astute scelte politiche. Con leggi, magistrati e moneta propria, a partire dal 958 Amalfi fu guidata da un Doge, come Venezia, la cui elezione dipendeva formalmente dagli imperatori d’Oriente ma che in sostanza amministrava in piena autonomia e libertà. La ricchezza e la potenza della Repubblica si mantennero grazie agli stretti contatti con tutto il Mediterraneo, Costantinopoli, Laodicea, Gaifa, Beirut, Bagdad, Tripoli, Tunisi, Cipro, Alessandria d’Egitto e perfino con l’India.La Costiera sommersa
Con i suoi quasi 50 chilometri di costa, la Costiera Amalfitana offre innumerevoli occasioni per immersioni subacquee dove ammirare tra grotte e insenature l’ecosistema marino mediterraneo, con le sue formazioni coralline e le praterie di Posidonia (Posidonia oceanica) sui fondali sabbiosi. La Posidonia, specie vegetale endemica del Mediterraneo, ha un altissimo valore biologico, in quanto può essere definito il “polmone verde” del Mediterraneo, stabilizza i fondali, ed è la ‘casa’ per una grande varietà di pesci, molluschi, crostacei.Le Tavole Amalfitane
È uno dei primi testi storici della legislazione marittima, frutto dell’esperienza della Repubblica di Amalfi (XI secolo). Si tratta di una raccolta di leggi – codice – che regolava i rapporti tra armatori, proprietari di navi, membri dell’equipaggio, mercanti e perciò stabiliva gli aspetti commerciali e comportamentali in materia di navigazione. Si diffuse in tutto il Mediterraneo e rimase in uso fino all’inizio dell’epoca moderna.La magia delle streghe del mare
La Costiera Amalfitana è una terra ricca di miti e leggende che affondano le radici nell’antichità. È ancora viva una singolare leggenda le cui origini sono da ricondurre a forme di sopravvivenza di culti pagani legati a divinità femminili come Iside o Diana. In questi luoghi verrebbero a svolgere i propri incontri le janare, donne-streghe, dai poteri magici e conoscitrici dei misteri delle erbe, che per spostarsi sottrarrebbero le barche ai pescatori.Amalfi città simbolo dell’apertura e dello scambio anche durante le guerre
Mentre, nei secoli delle crociate, le forze papali si impegnavano nella lotta contro i Saraceni, la Repubblica Marinara Amalfitana era e rimase dedita ai valori del commercio e del libero viaggio e all’insegna di uno spirito interculturale che è incredibilmente moderno: Amalfi, “spregiudicata”, stringeva e manteneva ottimi rapporti con le popolazioni “infedeli”. Nell’anno 877 papa Giovanni VIII si fece promettere che le flotte amalfitane si adoperassero per la difesa delle coste dello Stato della Chiesa dai Saraceni, su compenso di 10.000 mancusi all’anno, tuttavia, dopo aver incassato il primo pagamento, Amalfi e gli Amalfitani non tennero fede a questo impegno, continuando invece a intrattenere relazioni quanto più pacifiche possibile coi Saraceni in virtù del commercio e dello scambio. Per tutta risposta Giovanni VIII scomunico l’intera città.L’invenzione della bussola
La tradizione vuole che la bussola venne inventata da un amalfitano, Flavio Gioia (anche se Positano contende ad Amalfi la fama di questa invenzione). Lo stemma della città porta il simbolo di questo strumento, ma la storia della bussola è in verità più complessa: si suppone che provenisse dai cinesi e che sia giunta presso gli amalfitani per tramite degli arabi, grazie agli intensi rapporti commerciali esistenti tra Amalfi e il popolo arabo. Si può dire che la bussola entra in Europa così, grazie ad Amalfi, anche se non è esatto fargliene assumere la paternità.Protagonisti
Maurits C. Escher
Maurits C. Escher (Leeuwarden, 17 giugno 1898 – Laren, 27 marzo 1972)Incisore e artista grafico olandese; famoso per la sua fervida ricerca della rappresentazione delle strutture spaziali, visitò la Costiera Amalfitana nel 1931 e nel 1934, durante il suo viaggio in Italia che durò dal 1923 al 1935 e attraversò Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia. La Costiera offrì all’occhio acuto di Escher e alla sua potente ispirazione una ampia gamma di scenografie naturali, varie e composite nei loro elementi costitutivi. Lo spirito con cui Escher si rivolgeva all’arte trovò nel panorama amalfitano una forte armonia e spinta creativa, l’artista che percepiva la natura come proiezione della mente, in continua tensione e a più livelli di profondità e di “altezza”, incontrò una sorprendente espressione reale del proprio immaginario: la stessa trama complessa e multi-livello del suo gusto per l’organizzazione dello spazio si specchia nell’assetto degli elementi naturali e antropici della Costiera Amalfitana.
Testimonianze d’autore
Testimonianze
► “Positano tocca l’animo in profondità. È un posto di sogno che non è mai del tutto reale finché ci stai e che diventa animatamente vivo quando te ne sei andato. Le sue case sono costruite su una collina così ripida che sarebbe un precipizio se non ci fossero state intagliate delle scale. O credo che le fondamenta delle case, di solito verticali, a Positano siano orizzontali. Il piccolo golfo sinuoso dall’acqua incredibilmente azzurra e verde bagna lievemente una spiaggia di piccoli ciottoli. C’è una sola stradina stretta, che non scende fino all’acqua. Tutto il resto è a gradini, talvolta ripidi come quelli di una scala a pioli. Per andare a fare visita ad un amico non si cammina, ci si arrampica o si ruzzola”.
(John Steinbeck, su Harper’s Bazaar, 1953)
La costiera
“La bianca colonnata che il maestrale
di rigoglio in rigoglio segue al vivo
della costa marina, in quel novale
di frescura e di colto, con l’abbrivio
d’un piacere insolente, è solo grazia
di lavoro, umiltà d’assetto antico.
Per gradini di roccia, in ogni vico
di strettura fiorita dove strazia
l’agave il ceppo e fila il lungo stelo
di meraviglia, vide chini il cielo
l’asino e l’uomo a stendere palmento
di terra avara, a intepidire il vento.
Ora l’onesta e lucida struttura
della fatica sembra la natura
stessa che ride e dà giardino al pianto.”
Alfonso Gatto
“Forse ad Amalfi le vele cortesi della Repubblica, “tavole” di paziente e antica civiltà, battono ancora visibili-invisibili nelle ore di vento del piccolo porto”.
Salvatore Quasimodo
Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d’Italia; nella quale assai presso a Salerno è una costa sopra ‘l mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la costa d’Amalfi, piena di piccole città, di giardini e di fontane, e d’uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia, sì come alcuni d’altri.
Boccaccio, Decamerone (II giornata, IV novella)
Legami tra i siti Unesco italiani
Costiera Amalfitana e... Porto Venere e le Cinque Terre
La lontananza geografica non impedisce a questi due Patrimoni Mondiali italiani di stringere una simbolica fratellanza per alcune affinità. Profonda espressione della civiltà mediterranea, sono entrambi paesaggi culturali che esibiscono peculiari tradizioni di insediamento nel rispetto di una natura estrema e talvolta selvaggia. Il rapporto fondamentale con il mare e il confronto con una linea di costa scoscesa e rocciosa al limite dell’inviolabile hanno stimolato le popolazioni a escogitare soluzioni colturali e costruttive originali e a tramandarle e custodirle come valori della propria identità. La natura eccezionale dei rispettivi paesaggi ha reso le due costiere mete del turismo internazionale.Note bibliografiche
Bibliografia
A. Caffaro, G. Gargano, Costiera Amalfitana guida storico-artistica, Salerno, Palladio Editrice, 1978
D. Richter (a cura di), Alla ricerca del Sud tre secoli di viaggi ad Amalfi nell’immaginario europeo, Scandicci (Firenze), La Nuova Italia Editrice, 1989
- Valore UNESCO
La Costiera Amalfitana è stata inserita nella categoria ‘Cultural Landscape’, introdotta dall’UNESCO nel 1992 accanto ai siti naturali e culturali. Il Centro del Patrimonio Mondiale ha riconosciuto la Costiera come uno straordinario esempio di paesaggio mediterraneo con eccezionali valori scenografici naturali e culturali risultanti dalla sua teatrale topografia e dall’evoluzione storica. Quello che oggi possiamo ammirare, quindi, è il risultato di due componenti, quella naturale e quella storica, in un processo virtuoso che non ha alterato l’equilibrio dei numerosi elementi che compongono il territorio (vegetazione, acqua, fauna). . In un contesto naturale dalla topografia scenografica, attraverso un percorso storico-evolutivo di secoli, la Costiera Amalfitana è divenuta un tesoro del Mediterraneo da conservare in tutti i propri aspetti.
Il passato glorioso della Repubblica Marinara di Amalfi
Reperti trovati a Positano risalenti al Paleolitico e al Mesolitico precedono gli insediamenti umani nella zona in età classica, quando nobili famiglie posero qui le proprie residenze di svago. Nell’Alto Medioevo (IV secolo) venne fondata la città di Amalfi. Contesa tra Bisanzio, i Longobardi di Benevento e il ducato di Napoli, Amalfi si sviluppò fino a divenire autonoma Repubblica Marinara nel 839 d.C., e conobbe la sua età d’oro proprio tra i secoli IX e XI in concomitanza col declino della supremazia bizantina nei mari. Padrona del Tirreno, con un territorio che si estendeva da Vietri sul Mare all’isola di Capri, Amalfi monopolizzava il commercio di legno, ferro, armi, vino e frutta, ma aveva anche importanti contatti con l’Oriente, sul cui mercato acquistava spezie, essenze profumate, gioielli e tessuti preziosi per poi venderli in Occidente. Da questo suo passato originario fatto di ricchezza e straordinari scambi culturali, nell’immaginario europeo Amalfi acquistò il titolo di luogo-simbolo del viaggio.Il paesaggio amalfitano: uomo e ambiente, uomini e culture.
Copre un’area di 11.231 ettari ed è composto da 15 comuni della provincia di Salerno. Bastioni di rocce e valli strette e profonde formano lo straordinario contesto naturale in cui si è inserito l’intervento umano, dando vita a paesi che hanno del miracoloso e sono armonizzati nel territorio. Il paesaggio urbano della Costiera mostra un’eccezionale mescolanza di stili architettonici: Bizantino, Romanico, Barocco, Rococò e Neoclassico. A tre chilometri da Salerno si incontra Vietri sul Mare, all’inizio della meravigliosa via panoramica che tocca Amalfi e Sorrento. Vietri, oltre ad essere una rinomata località balneare, è famosa per le sue ceramiche. Ad Amalfi si vedono gli esiti di quelli che furono i legami con le culture orientali durante il Medioevo. Le case si assestano nel tessuto urbano arrampicandosi sulle pareti collinari, si collegano tramite scalinate ripide e stretti passaggi: tutto ciò ricorda magicamente le caratteristiche dei souk arabi, centri dedicati al commercio all’interno delle città musulmane. Sia l’arte e l’architettura siculo-araba che il Barocco hanno un ruolo caratterizzante per Amalfi. Di particolare interesse il Duomo intitolato a Sant’Andrea, costruito nel IX secolo e in stile Tardo Barocco all’interno, a cui si accede con un’imponente scala di 57 gradini. Atrani, fissata su tela con le opere di Escher (“Costiera Amalfitana”, litografia del 1931), sorge allo sbocco del fiume Dragone, attaccata alla parete rocciosa e affacciata sul mare. Originatasi nel Medioevo dall’accorpamento dei borghi formatisi attorno alle chiese, con la piazza e la cortina di edifici alle sue spalle, è dotata di una sorta di anfiteatro naturale. Il paesaggio ‘verticale’ di Positano offre alla vista un eccezionale panorama di case e stradine, un tempo borgo marinaro, oggi ci regala un’atmosfera unica, racchiuso e protetto dai monti e proteso verso il suo mare. Ravello, a 350 metri sul mare, sorge in una posizione da cui si ha la più ampia veduta sul Golfo. La Cattedrale di Ravello fu fondata nel 1087 ed ha una porta divisa in 54 quadri che rappresentano santi, storie della Passione, leoni e grifi. Altri edifici ravellesi di significativo interesse e valore storico-artistico sono Palazzo Rufolo (costruito tra il 1270 e il 1280 dalla omonima famiglia), la Chiesa della SS. Annunziata, Palazzo Confalone. Una particolare attenzione va a Villa Cimbrone, a cui si giunge tramite una lunga scalinata e un sentiero. Originariamente era un rustico di proprietà della famiglia Fusco, ma poi venne comprata da un lord inglese.In viaggio verso la Costiera Amalfitana tra culto, natura, arte e letteratura.
L’area del Sito consta di quattro zone costiere principali (Amalfi, Atrani, Maiori e Minori) e quattro minori (Positano, Praiano, Certaria, Erchie) che costituiscono nell’insieme un paesaggio emozionante, tanto che molti artisti scelsero e scelgono di venire presso queste coste, in vista delle incantevoli vallate e nei villaggi di montagna come Scala, Tramonti, Ravello, Conca e Furore, per vivere e arricchire le proprie esperienze. Da luogo di interscambi commerciali e culturali a meta di pellegrinaggio, da porto antico a moderna tappa del viaggio di formazione, come lo compì Goethe. Nell’epoca del Romanticismo, quando artisti e letterati ricercavano la solitudine e il contatto diretto e privilegiato con la natura, la costa di Amalfi acquisì un nuovo ruolo nell’immaginario europeo. Il nuovo atteggiamento culturale riscoprì questi luoghi per via dei loro paesaggi selvaggi, litorali rocciosi e piccoli paesi sperduti: così la Costiera divenne il nuovo paesaggio ideale.Per saperne di più
La storia “ruggente” di Amalfi e degli amalfitani
La città che, per la scarsità delle risorse territoriali, era diventata grazie all’attività dei suoi abitanti l’eccellente padrona dei traffici marittimi nel Tirreno, poté competere e rivaleggiare con la ricca e potente Napoli al punto da indurre Sicardo, duca longobardo di Benevento, a conquistare e saccheggiare Amalfi nell’anno 836 d.C. Nonostante ciò, la tenacia degli amalfitani, che si ribellarono e congiurarono per l’uccisione del duca, portò all’indipendenza della città. Dall’839 fino alla fine del XI secolo, Amalfi rappresentò una potenza assoluta, anche in virtù delle astute scelte politiche. Con leggi, magistrati e moneta propria, a partire dal 958 Amalfi fu guidata da un Doge, come Venezia, la cui elezione dipendeva formalmente dagli imperatori d’Oriente ma che in sostanza amministrava in piena autonomia e libertà. La ricchezza e la potenza della Repubblica si mantennero grazie agli stretti contatti con tutto il Mediterraneo, Costantinopoli, Laodicea, Gaifa, Beirut, Bagdad, Tripoli, Tunisi, Cipro, Alessandria d’Egitto e perfino con l’India.La Costiera sommersa
Con i suoi quasi 50 chilometri di costa, la Costiera Amalfitana offre innumerevoli occasioni per immersioni subacquee dove ammirare tra grotte e insenature l’ecosistema marino mediterraneo, con le sue formazioni coralline e le praterie di Posidonia (Posidonia oceanica) sui fondali sabbiosi. La Posidonia, specie vegetale endemica del Mediterraneo, ha un altissimo valore biologico, in quanto può essere definito il “polmone verde” del Mediterraneo, stabilizza i fondali, ed è la ‘casa’ per una grande varietà di pesci, molluschi, crostacei.Le Tavole Amalfitanee
È uno dei primi testi storici della legislazione marittima, frutto dell’esperienza della Repubblica di Amalfi (XI secolo). Si tratta di una raccolta di leggi – codice – che regolava i rapporti tra armatori, proprietari di navi, membri dell’equipaggio, mercanti e perciò stabiliva gli aspetti commerciali e comportamentali in materia di navigazione. Si diffuse in tutto il Mediterraneo e rimase in uso fino all’inizio dell’epoca moderna.La magia delle streghe del mare
La Costiera Amalfitana è una terra ricca di miti e leggende che affondano le radici nell’antichità. È ancora viva una singolare leggenda le cui origini sono da ricondurre a forme di sopravvivenza di culti pagani legati a divinità femminili come Iside o Diana. In questi luoghi verrebbero a svolgere i propri incontri le janare, donne-streghe, dai poteri magici e conoscitrici dei misteri delle erbe, che per spostarsi sottrarrebbero le barche ai pescatori.Amalfi città simbolo dell’apertura e dello scambio anche durante le guerre
Mentre, nei secoli delle crociate, le forze papali si impegnavano nella lotta contro i Saraceni, la Repubblica Marinara Amalfitana era e rimase dedita ai valori del commercio e del libero viaggio e all’insegna di uno spirito interculturale incredibilmente moderno: Amalfi, “spregiudicata”, stringeva e manteneva ottimi rapporti con le popolazioni “infedeli”. Nell’anno 877 papa Giovanni VIII si fece promettere che le flotte amalfitane si adoperassero per la difesa delle coste dello Stato della Chiesa dai Saraceni, su compenso di 10.000 mancusi all’anno, tuttavia, dopo aver incassato il primo pagamento, Amalfi e gli Amalfitani non tennero fede a questo impegno, continuando invece a intrattenere relazioni quanto più pacifiche possibile coi Saraceni in virtù del commercio e dello scambio. Per tutta risposta Giovanni VIII scomunico l’intera città.L’invenzione della bussola
La tradizione vuole che la bussola venne inventata da un amalfitano, Flavio Gioia (anche se Positano contende ad Amalfi la fama di questa invenzione). Lo stemma della città porta il simbolo di questo strumento, ma la storia della bussola è in verità più complessa: si suppone che provenisse dai cinesi e che sia giunta presso gli amalfitani per tramite degli arabi, grazie agli intensi rapporti commerciali esistenti tra Amalfi e il popolo arabo. Si può dire che la bussola entra in Europa così, grazie ad Amalfi, anche se non è esatto fargliene assumere la paternità.Protagonisti
Maurits C. Escher
Maurits C. Escher (Leeuwarden, 17 giugno 1898 – Laren, 27 marzo 1972)Incisore e artista grafico olandese; famoso per la sua ricerca della rappresentazione dello spazio, visitò la Costiera Amalfitana nel 1931 e nel 1934. La Costiera offrì all’occhio acuto di Escher e alla sua potente ispirazione una ampia gamma di scenografie naturali. Lo spirito con cui Escher si rivolgeva all’arte trovò nel panorama amalfitano una forte armonia e spinta creativa, l’artista che percepiva la natura come proiezione della mente, in continua tensione e a più livelli di profondità e di “altezza”, incontrò una sorprendente espressione reale del proprio immaginario: la stessa trama complessa e multi-livello del suo gusto per l’organizzazione dello spazio si specchia nell’assetto degli elementi naturali e antropici della Costiera Amalfitana.
Legami tra i siti Unesco italiani
Costiera Amalfitana e... Porto Venere e le Cinque Terre
La lontananza geografica non impedisce a questi due Patrimoni Mondiali italiani di stringere una simbolica fratellanza per alcune affinità. Profonda espressione della civiltà mediterranea, sono entrambi paesaggi culturali che esibiscono peculiari tradizioni di insediamento nel rispetto di una natura estrema e talvolta selvaggia. Il rapporto fondamentale con il mare e il confronto con una linea di costa scoscesa e rocciosa al limite dell’inviolabile hanno stimolato le popolazioni a escogitare soluzioni colturali e costruttive originali e a tramandarle e custodirle come valori della propria identità. La natura eccezionale dei rispettivi paesaggi ha reso le due costiere mete del turismo internazionale.Glossario
Glossario
antropico, s.m., che riguarda l’uomo o è stato determinato da esso. Dalla parola greca àntropos, uomo.
declino, s.m., discesa, impoverimento, depotenziamento, peggioramento.
età d’oro, espressione che indica il periodo storico o l’epoca più felice e più prospera di qualcuno o qualcosa, come ad es. una civiltà, un popolo, una città. Proviene dalla mitologia classica.
formazione, s.f., il processo del formarsi di qualcosa o qualcuno; qui, processo di apprendimento, che determina il miglioramento delle competenze professionali e spirituali attraverso esperienze o percorsi.
monopolizzare, stabilire il proprio dominio o supremazia, dopo aver eliminato tutti i possibili concorrenti. In ambito economico, il monopolio è la concentrazione dell’offerta di un bene nelle mani di un solo soggetto.
supremazia, s.f., primato, predominio.
topografia, s.f., la parola proviene del greco tòpos, luogo, e grafìa, scrittura. È una scienza che studia le caratteristiche fisiche della superficie della Terra e ne fornisce misurazioni e rappresentazioni precise. In senso lato, la parola indica la struttura o l’aspetto di un luogo, una città o un organismo.
1997, Napoli, Italia, 21a sessione del Patrimonio Mondiale
Sito Culturale
Paesaggio culturale
Italia meridionale
Regione Campania
Criteri di Iscrizione
(ii) La Costiera Amalfitana mostra un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale e all’interno dell’area culturale mediterranea, sugli sviluppi nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio.
(iv) Costituisce un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, che illustra diverse fasi della storia umana.
(v) È un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali e marine, rappresentativo di una cultura, e dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando esso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili.




