Il Centro Storico di Siena

Illustrazione Elena Prette

Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale

Il comitato ha deciso di iscrivere tale luogo nel 1995 sulla base dei criteri (i), (ii) e (iv), considerando che Siena è una città medievale eccezionale, che ha conservato il proprio carattere in un contesto qualitativo straordinario. La sua influenza sull’arte, sull’architettura e sull’urbanistica nel Medioevo, sia in Italia sia in Europa, fu molto importante. La città è un capolavoro di dedizione e inventiva in cui gli edifici sono stati disegnati per essere adattati all’intero disegno della struttura urbana e, inoltre, per formare un tutt’uno con il circostante paesaggio culturale.

  • Valore UNESCO

    Il centro storico di Siena testimonia l’urbanistica medievale, con i suoi palazzi in stile gotico, elegantissimi e funzionali, frutto della volontà di una compagine politica e sociale coesa e colta. Le fortune mercantili della città e il forte senso civico le donarono un destino glorioso e duraturo.

    L’età aurea di Siena: XII e XIII secolo
    Di origini etrusche, l’insediamento di Siena divenne colonia romana col nome di Sena Julia. A partire dall’epoca longobarda, Siena crebbe grazie ai transiti di pellegrini, compagnie d’armi e mercanti sulla via Francigena, grande asse medievale che attraversava l’Italia connettendola alle regioni d’Oltralpe. Si svilupparono le mura e i quartieri cittadini, o Terzi, e la città si dotò di ordinamenti comunali, dando inizio all’espansione dei territori e alla rivalità storica con Firenze. Ma fu nel Duecento che Siena si arricchì di un patrimonio architettonico e artistico che ne consacrò per sempre la gloria. Sotto il Governo dei Nove (1285-1355), al massimo del suo potere finanziario, commerciale e politico, Siena vide la realizzazione della Cattedrale, solenne fulcro della religiosità urbana, e di Piazza del Campo, che assieme al Palazzo Pubblico e alla Torre del Mangia, nella sua eleganza gotica, è centro operativo e simbolo del libero spirito civico.
    La Scuola senese
    Duccio da Buoninsegna, Simone Martini, i fratelli Ambrogio e Pietro Lorenzetti sono i grandi maestri della Scuola senese che adornarono palazzi e basiliche di cicli pittorici dalle peculiari e inconfondibili caratteristiche, segnando il corso della storia dell’arte europea. I fondi dorati, l’uso di colori molto vivi, la mancanza di ombre sono tipici della pittura medievale ed esibiscono influenze orientali e bizantine; ma nella Scuola senese, in cui la perfezione dei dettagli e l’armonia delle composizioni raggiunge livelli eccezionali, si inizia a introdurre anche una riflessione sullo spazio. La resa dello spazio inizia a dislocare i soggetti su piani differenziati, riducendone le dimensioni con l’aumentare della lontananza; gli elementi naturali concorrono a delineare gli ambienti; gli elementi architettonici iniziano ad essere organizzati attorno a punti di fuga che costruiscono la profondità.
    Per saperne di più
    La simbologia di Piazza del Campo
    Piazza del Campo è il fulcro del centro storico di Siena. È una piazza semicircolare, divisa nella decorazione della pavimentazione in nove spicchi a celebrare il Consiglio dei Nove, la più alta magistratura cittadina in epoca medievale che ne curò la realizzazione. La forma a ventaglio, inoltre, possiede un significato sacro poiché vuole ricordare il mantello della Vergine. Nella piazza, infine, giungevano le tre antiche vie più importanti in epoca medievale: la via per Roma, la via per Firenze e la via per la Maremma.
    Il gotico senese
    L’immagine di Siena si realizzò nel corso del Duecento e del Trecento, grazie a una rapida e consistente crescita economica e demografica legata alla pratica del pellegrinaggio lungo la via Francigena e al conseguente uso dello stesso itinerario anche come via commerciale. Lo sviluppo mercantile e la ricchezza finanziaria andarono di pari passo con la maturazione delle strutture politiche in grado di promuovere le grandi opere pubbliche che diedero per sempre il volto alla città. Palazzo Pubblico è inscindibile da Piazza del Campo e, nella sua facciata ornata da merlature, si trovano gli stilemi del gotico senese, tra cui il tipico arco senese, che è un arco a sesto acuto ribassato e inserito in un altro arco a sesto acuto. Il Duomo di Santa Maria è un capolavoro dove spiccano la parte inferiore della facciata e i suoi portali, realizzati tra il 1284 e il 1296 da Giovanni Pisano, considerati tra i più significativi del gotico italiano. L’identità estetica del gotico venne sposata dalla coscienza civica senese in modo profondo e duraturo, tanto che, anche quando nel Quattrocento a Firenze si rinnovò la città con le novità rinascimentali, a Siena perdurò la fedeltà sostanziale ai canoni gotici.
    Orafi, intarsiatori, miniaturisti
    L’arte orafa dell’intarsio e della miniatura divennero specialità artigianali in cui Siena raggiunse l’eccellenza, grazie allo sviluppo di tecniche artigiane molto raffinate.
    Le contrade, un aspetto della città medievale ancora presente

    Le Contrade sono porzioni di territorio comunali all’interno della cinta muraria. Non è possibile determinare con esattezza quando si formarono le attuali 17 Contrade ma conserviamo testimonianze che ne provano l’ esistenza già dalla metà del secolo XV. La suddivisione più antica di Siena, comunemente accettata dagli storici, è quella in tre parti, dette Terzi o Terzieri: Terzo di Città, Terzo di San Martin, Terzo di Camollia Ogni Terzo organizzava per ciascun rione delle Compagnie Militari per difendere il Comune in caso di guerra,  per occuparsi della guardia delle mura e delle porte e per pattugliare le strade di notte. Nel Trecento il popolo senese era distribuito in quarantadue Contrade, che dopo la terribile “peste nera” del 1348 si ridussero a poco più di venti. Compagnie Urbane e Contrade subirono tra i secoli XV e XVII una lunga evoluzione. Delle antiche organizzazioni conservarono la costituzione e certe abitudini, come quella di riunirsi nelle chiese,  ma, persa la funzione militare e civile, assunsero scopi sostanzialmente sociali e ricreativi. Le Contrade hanno titoli legati ad episodi storici che le hanno viste come protagoniste, ad esempio: l’Aquila è nobile per aver reso omaggio all’Imperatore Carlo V, il quale, riconoscente, le concesse il titolo nel 1536; il Bruco è nobile in ricordo del contributo dato dai Brucaioli alla sconfitta di Carlo IV di Boemia nel 1369; Il Nicchio è nobile per il valore dimostrato dalle sue Compagnie Militari e Monteaperti nel 1260; L’Oca è nobile in virtù di un’antica battaglia a Montemaggio del 1145; La Civetta è priora per aver ospitato nel suo territorio le prime adunanze dei 17 Priori che dettero vita al Magistrato delle Contrade (seconda metà del XIX secolo); L’Onda è capitana perché ai suoi armigeri era riservato il compito di montare la guardia al Palazzo Pubblico (XIV secolo).

    Protagonisti
    Cecco Angiolieri
    Cecco Angiolieri (Siena, circa 1260 – Siena, tra 1311 e il 1313)

    Poeta italiano contemporaneo di Dante. Di nobili origini, per la sua vita avventurosa venne poi preso come modello del poeta dannato dai Romantici ottocenteschi. Lasciò una vasta produzione di sonetti, nei quali la critica letteraria individua anche una componente burlesca.

    Pietro e Ambrogio Lorenzetti

    Pietro e Ambrogio Lorenzetti

    Tra gli artisti attivi a Siena nella prima metà del Trecento, i più innovativi sono di certo i due fratelli Pietro (1280-1348) e Ambrogio Lorenzetti (1285-1348). I due artisti uniscono l’ eleganza e la sinuosità gotiche al nuovo impianto spaziale e una costruzione prospettica propri della scuola giottesca. In modo particolare Ambrogio realizza nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena, tra il 1338 e il 1340, il ciclo di affreschi raffiguranti gli «Effetti del buono e del cattivo governo in città e in campagna», che egli realizzò su tre pareti. Entrambi i fratelli sono probabilmente morti durante la Peste Nera che a partire dal 1348, decimò in maniera terribile le città italiane e toscane, e Siena in particolare.

    Simone Martini

    Simone Martini (Siena, 1284 circa – Avignone, 1344)

    Incarna perfettamente lo stile  gotico della pittura senese nella prima metà del Trecento. Lo stile di Simone Martini risente dell’influenza giottesca, ma mantiene le caratteristiche della pittura gotica:  l’uso della linea, soprattutto curva e sinuosa, per costruire l’immagine e l’apparato decorativo e la vivacità cromatica. La sua attività si svolge prevalentemente a Siena dove, nel 1330, lavora al Palazzo Pubblico di Siena, affrescando nella sala del Mappamondo, il  Guidoriccio da Fogliano all’assedio di Montemassi, per celebrare la presa dei castelli Sassoforte e Montemassi da parte del condottiero assoldato dai senesi. In questa famosa opera in cui si mescolano un’ambientazione fiabesca con un acuto senso della realtà, il condottiero è una metafora della potenza senese. Nel 1340, su invito di papa Benedetto XII, si trasferisce presso la corte papale di Avignone, dove vi rimase fino alla morte, avvenuta qualche anno dopo.

    Testimonianze d’autore
    Testimonianze

    Le dimore gigantesche che chiudono il resto della piazza riprendevano il discorso, fondendo con esso il loro coro. ‘Siamo vecchie e un’ po affaticate ma fummo costruite solidamente, strette dappresso l’una all’altra in maniera grandiosa e dureremo per molto tempo ancora. Il presente è indifferente e disattento, tuttavia ci teniamo in vita meditando sul cumulo dei ricordi e delle tradizioni che conserviamo. Siamo case piene di presenze in ogni trave che scricchiola, in ogni pietra che geme’. Questi furono i sussurranti colloqui che stabilii con Siena prima di andare a dormire”.

    Henry James (1873)

    Legami tra i siti Unesco italiani
    Siena e... Assisi
    Il maestro senese Simone Martini lega due grandi città d’arte italiane: Siena e Assisi. Martini è l’autore degli affreschi di Palazzo Pubblico di Siena e sembra essere l’autore anche degli affreschi della Cappella di San Martino nella Basilica Inferiore della Basilica di San Francesco ad Assisi. L’opera venne realizzata tra il 1313 e il 1318 su committenza del cardinale Gentile Partino da Montefiore e rappresenta scene della vita di San Martino.
    Siena e... San Gimignano
    I due centri sono sorti sulla Via Francigena in epoca medievale e legano storicamente a questa importante vie di comunicazione il loro sviluppo economico ed artistico.
    Note bibliografiche
    Bibliografia

    Centro storico di Siena, Sagep, Genova, 2008.

    Fedeltà ghibellina affari guelfi: saggi e riletture intorno alla storia di Siena fra Due e Trecento, a cura di Gabriella Piccinni, Ospedaletto, Pisa, Pacini, 2008.

    Siena una regina gotica: l’occhio del viaggiatore 1870-1935, a cura di A. Brilli, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Città di Castello, Edimond, 1997.

    A. Labriola, Simone Martini e la pittura gotica a Siena: Duccio di Buoninsegna, Memmo di Filippuccio, Pietro Lorenzetti, Ugolino di Nerio, Ambrogio Lorenzetti, Lippo Memmi, Matteo Giovannetti, Naddo Ceccarelli, Bartolomeo Bulgarini, Niccolò di ser Sozzo, Milano, Il Sole 24 Ore, Firenze, E-ducation.it, 2008.

  • Valore UNESCO

    Il centro storico di Siena testimonia la città medievale. Le fortune mercantili e finanziarie della città e il forte senso civico le donarono il fiorire di capolavori artistici e un destino glorioso e di fama duratura.

    L’età aurea di Siena: XII e XIII secolo
    Di origini etrusche, l’insediamento di Siena divenne colonia romana col nome di Sena Julia. A partire dall’epoca longobarda, Siena crebbe grazie al passaggio di pellegrini, compagnie d’armi e mercanti sulla via Francigena, grande asse medievale che attraversava l’Italia connettendola alle regioni d’Oltralpe. Si svilupparono le mura e i quartieri cittadini, o Terzi, e la città si dotò di ordinamenti comunali, dando inizio all’espansione dei territori e alla rivalità storica con Firenze. Ma fu nel Duecento che Siena si arricchì di un patrimonio architettonico e artistico che ne consacrò per sempre la gloria. Sotto il Governo dei Nove (1285-1355), al massimo del suo potere finanziario, commerciale e politico, Siena vide la realizzazione della Cattedrale, solenne fulcro della religiosità urbana, e di Piazza del Campo, che assieme al Palazzo Pubblico e alla Torre del Mangia, nella sua eleganza gotica, è simbolo del libero spirito civico e ne costituiva il centro operativo.
    La Scuola senese
    Duccio da Buoninsegna, Simone Martini, i fratelli Ambrogio e Pietro Lorenzetti sono i grandi maestri della Scuola senese che adornarono palazzi e basiliche di cicli pittorici dalle peculiari e inconfondibili caratteristiche, segnando il corso della storia dell’arte europea. I fondi dorati, l’uso di colori molto vivi, la mancanza di ombre sono tipiche della pittura medievale ed esibiscono influenze orientali e bizantine; ma nella Scuola senese, in cui la perfezione dei dettagli e l’armonia delle composizioni raggiunge livelli eccezionali, si inizia a introdurre anche una riflessione sullo spazio. La resa dello spazio inizia a dislocare i soggetti su piani differenziati, riducendone le dimensioni con l’aumentare della lontananza; gli elementi naturali concorrono a delineare gli ambienti; gli elementi architettonici iniziano ad essere organizzati attorno a punti di fuga che costruiscono la profondità.
    Per saperne di più
    La simbologia di Piazza del Campo
    Piazza del Campo è il fulcro del centro storico di Siena. È una piazza semicircolare, divisa nella decorazione della pavimentazione in nove spicchi a celebrare il Consiglio dei Nove, la più alta magistratura cittadina in epoca medievale che ne curò la realizzazione. La forma a ventaglio, inoltre, possiede un significato sacro poichè vuole ricordare il mantello della Vergine. Nella piazza, infine, giungevano le tre antiche vie più importanti in epoca medievale: la via per Roma, la via per Firenze e la via per la Maremma.
    Il gotico senese
    L’immagine di Siena si realizzò nel corso del Duecento e del Trecento, grazie a una rapida e consistente crescita economica e demografica. Palazzo Pubblico è inscindibile da Piazza del Campo e, nella sua facciata ornata da merlature, si trovano gli stilemi del gotico senese, tra cui il tipico arco senese. Il Duomo di Santa Maria è un capolavoro dove spicca la parte inferiore della facciata ed i suoi portali, realizzati tra il 1284 e il 1296 da Giovanni Pisano e considerati tra i più significativi del gotico italiano. Il volto gotico di Siena divenne parte profonda dell’identità della città, tanto che, quando nel Quattrocento Firenze si rinnovò con le novità rinascimentali, a Siena perdurò la fedeltà ai canoni gotici.
    Orafi, intarsiatori, miniaturisti
    L’arte orafa, dell’intarsio e della miniatura divennero specialità artigianali in cui Siena raggiunse l’eccellenza, grazie allo sviluppo di tecniche artigiane molto raffinate.
    Le contrade, un aspetto della città medievale ancora presente

    Le Contrade sono porzioni di territorio comunali all’interno della cinta muraria. Non è possibile determinare con esattezza quando si formarono le attuali 17 Contrade ma conserviamo testimonianze che ne provano l’ esistenza già dalla metà del secolo XV. La suddivisione più antica di Siena, comunemente accettata dagli storici, è quella in tre parti, dette Terzi o Terzieri: Terzo di Città, Terzo di San Martin, Terzo di Camollia. Ogni Terzo organizzava per ciascun rione delle Compagnie Militari per difendere il Comune in caso di guerra,  per occuparsi della guardia delle mura e delle porte e per pattugliare le strade di notte. Nel Trecento il popolo senese era distribuito in quarantadue Contrade, che dopo la terribile “peste nera” del 1348 si ridussero a poco più di venti. Compagnie Urbane e Contrade subirono tra i secoli XV e XVII una lunga evoluzione. Delle antiche organizzazioni conservarono la costituzione e certe abitudini, come quella di riunirsi nelle chiese,  ma, persa la funzione militare e civile, assunsero scopi sostanzialmente sociali e ricreativi. Le Contrade hanno titoli legati ad episodi storici che le hanno viste come protagoniste, ad esempio: l’Aquila è nobile per aver reso omaggio all’Imperatore Carlo V, il quale, riconoscente, le concesse il titolo nel 1536; il Bruco è nobile in ricordo del contributo dato dai Brucaioli alla sconfitta di Carlo IV di Boemia nel 1369; Il Nicchio è nobile per il valore dimostrato dalle sue Compagnie Militari e Monteaperti nel 1260; L’Oca è nobile in virtù di un’antica battaglia a Montemaggio del 1145; La Civetta è priora per aver ospitato nel suo territorio le prime adunanze dei 17 Priori che dettero vita al Magistrato delle Contrade (seconda metà del XIX secolo); L’Onda è capitana perché ai suoi armigeri era riservato il compito di montare la guardia al Palazzo Pubblico (XIV secolo).

    Protagonisti
    Cecco Angiolieri
    Cecco Angiolieri (Siena, circa 1260 – Siena, tra 1311 e il 1313)

    Poeta italiano contemporaneo di Dante. Di nobili origini, per la sua vita avventurosa venne poi preso come modello del poeta dannato dai Romantici ottocenteschi. Lasciò una vasta produzione di sonetti, nei quali la critica letteraria individua anche una componente burlesca.

    Pietro e Ambrogio Lorenzetti

    Pietro e Ambrogio Lorenzetti

    Tra gli artisti attivi a Siena nella prima metà del Trecento, i più innovativi sono di certo i due fratelli Pietro (1280-1348) e Ambrogio Lorenzetti (1285-1348). I due artisti uniscono l’ eleganza e la sinuosità gotiche al nuovo impianto spaziale e una costruzione prospettica propri della scuola giottesca. In modo particolare Ambrogio realizza nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena, tra il 1338 e il 1340, il ciclo di affreschi raffiguranti gli «Effetti del buono e del cattivo governo in città e in campagna», che egli realizzò su tre pareti. Entrambi i fratelli sono probabilmente morti durante la Peste Nera che a partire dal 1348, decimò in maniera terribile le città italiane e toscane, e Siena in particolare.

    Simone Martini

    Simone Martini (Siena, 1284 circa – Avignone, 1344)

    Incarna perfettamente lo stile  gotico della pittura senese nella prima metà del Trecento. Lo stile di Simone Martini risente dell’influenza giottesca, ma mantiene le caratteristiche della pittura gotica:  l’uso della linea, soprattutto curva e sinuosa, per costruire l’immagine e l’apparato decorativo e la vivacità cromatica. La sua attività si svolge prevalentemente a Siena dove, nel 1330, lavora al Palazzo Pubblico di Siena, affrescando nella sala del Mappamondo, il  Guidoriccio da Fogliano all’assedio di Montemassi, per celebrare la presa dei castelli Sassoforte e Montemassi da parte del condottiero assoldato dai senesi. In questa famosa opera in cui si mescolano un’ambientazione fiabesca con un acuto senso della realtà, il condottiero è una metafora della potenza senese. Nel 1340, su invito di papa Benedetto XII, si trasferisce presso la corte papale di Avignone, dove vi rimase fino alla morte, avvenuta qualche anno dopo.

    Legami tra i siti Unesco italiani
    Siena e... Assisi
    Il maestro senese Simone Martini lega due grandi città d’arte italiane: Siena e Assisi. Martini è l’autore degli affreschi di Palazzo Pubblico di Siena e sembra essere l’autore anche degli affreschi della Cappella di San Martino nella Basilica Inferiore della Basilica di San Francesco ad Assisi. L’opera venne realizzata tra il 1313 e il 1318 su committenza del cardinale Gentile Partino da Montefiore e rappresenta scene della vita di San Martino.
    Siena e... San Gimignano
    I due centri sono sorti sulla Via Francigena in epoca medievale e legano storicamente a questa importante vie di comunicazione il loro sviluppo economico ed artistico.
    Glossario
    Glossario

    burlesco, s.m., stile comico e giocoso.

    canone, s.m., regola, norma, precetto o guida per l’azione.

    intarsio, s.m., tecnica decorativa in cui, su di una superficie, si compone una composizione geometrica o figurativa affiancando lamine di legno o di altri materiali.

Il sito per immagini icona-gallery

Iscrizione UNESCO

1995, Berlino, Germania, 19° sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale


Sito Culturale


Medioevo


Italia centrale
Regione Toscana


Criteri di Iscrizione

(i) Grazie alle proprie caratteristiche urbane ed architettoniche, il centro storico di Siena è una testimonianza del genio creativo dell’uomo ed esprime concretamente la capacità artistica ed estetica umana.

(ii) L’originale esempio di civiltà figurativa, in architettura, pittura, scultura e urbanistica, ha determinato un’importante influenza culturale non soltanto  nel territorio della Repubblica di Siena, ma anche in Italia ed Europa, in particolare fra il XIII e il XVII secolo.

(iv) La struttura della città ed il suo sviluppo, ininterrotto per secoli e guidato da un’unità di disegno che è stata preservata, ha reso Siena uno degli esempi eccellenti di città medievale e rinascimentale italiana.

Integrità
La zona proposta per l’iscrizione sulla lista del Patrimonio Mondiale, il centro storico di Siena, è delimitata dai 7 chilometri di cinta muraria (XIV-XVI secolo), il cui itinerario segue i profili delle tre colline su cui la città è costruita. Le mura, con bastioni e torri, si aprono in porte, che raddoppiano nei punti strategici come la Porta Camollia sulla strada per Firenze. Ad ovest abbracciano la fortificazione di Santa Barbara, ricostruita dai Medici nel 1560 e completata nel 1580. Le mura stesse, che sono state ampliate a più riprese, comprendono inoltre parte della rete di 25 chilometri di gallerie medievali, i bottini, che distribuiscono le acque alle fonti pubbliche. Le fonti principali (Fonte Branda, Fontenuova, ecc.), soprattutto a partire dal XIII secolo, sono edifici veri e propri, costruiti come loggiati gotici. Le aree verdi che si aprono nelle vallate fanno parte del tessuto urbano e contribuiscono ancora oggi all’abbellimento della città. Il centro storico si è sviluppato secondo assi disposti ad Y, definiti dalle tre arterie principali che si incontrano al Croce del Travaglio, rappresentate dalla Piazza del Campo, e sulle quali si innesta la rete delle strade secondarie. Le case e i palazzi si susseguono lungo le vie principali, generando uno spazio urbano pregevole.
Autenticità
Considerato l’attuale stato di conservazione e di autenticità storica, si deve affermare che Siena è un raro esempio di città storica medievale di queste dimensioni. Ciò può essere spiegato in parte dal fatto che la città non ha subito seri danni di guerra e che è stata risparmiata dallo sviluppo industriale moderno. Si deve anche tener conto della sensibilità di abitanti e amministratori per quanto riguarda il mantenimento del carattere della città, della sua identità, nonché del rapporto con il paesaggio circostante. Siena, inoltre, è rimasta fuori dalle grandi zone di sviluppo presenti in Italia. Il numero degli abitanti si è mantenuto relativamente basso, corrispondente a quello del periodo medievale, per cui non ha condotto ad estensioni urbane a vasta scala. Il contesto urbano è stato sottoposto soltanto ad interventi su scala ridotta. Le Soprintendenze e il Comune svolgono una politica attiva e continua di restauro e conservazione. Come conseguenza di questa politica, è stato possibile per Siena riassorbire nel tessuto urbano gli interventi di ripristino effettuati nel XIX secolo, che fanno parte integrante dell’autenticità storica attuale, mentre hanno alterato il tessuto storico di altre città.
Estensione del bene

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