Illustrazione Elena Prette
Le fortune economiche, finanziarie e politiche dei Medici risiedevano in un ampio mecenatismo che ha avuto un effetto decisivo sulla storia culturale e artistica dell’Europa moderna. Tra le forme architettoniche ed estetiche che ne derivano, le ville medicee in profonda armonia con i loro giardini e l’ambiente rurale sono tra le più originali del Rinascimento italiano. La proprietà nominata è composta da una selezione di dodici ville complete con i loro giardini e due ulteriori giardini ornamentali sparsi nella campagna toscana e vicino a Firenze. La villa medicea e i suoi giardini incarnano un ideale di residenza principesca nella campagna, in cui è stato possibile vivere in armonia con la natura, e dedicarsi tanto ai passatempi per il tempo libero quanto alle arti e alla conoscenza.
- Valore UNESCO
Il Sito riconosce il valore e l’influenza della famiglia italiana dei Medici, la quale con il suo mecenatismo determinò una significativa impronta nelle arti e nella cultura dell’Europa moderna. La forma architettonica della “villa con giardino” costituisce una innovativa tipologia residenziale aristocratica di campagna, che si distingue profondamente tanto dai casali rurali che dai castelli o rocche di tipo militare del periodo feudale. La villa con giardino medicea è un prodotto esemplare del programma culturale dell’Umanesimo e del Rinascimento fiorentino, votato ai canoni estetici dell’epoca e pensato per vivere in condizioni di pace. Il rapporto tra sede politico-amministrativa (villa) e possedimenti fondiari circostanti è armonico rispetto al paesaggio; il ruolo del giardino è quello di aprire la monumentalità fisica delle ville rispetto all’elemento naturale, ricreando un luogo che rievoca la perfezione e la serenità dell’Eden. Il sistema mediceo delle ville con giardino esprime un modo di gestire e organizzare il territorio messo in atto dalla casata e si esemplifica in una serie di 36 ville, tra le quali ne sono state iscritte 14 che possiedono un valore maggiormente rappresentativo e segnano con eleganza il paesaggio della Toscana, assieme a due giardini.
Una famiglia potente e colta
I Medici sono una delle più famose e rilevanti casate nobiliari italiane, il cui potere fu determinante nelle complesse vicende storiche della penisola, caratterizzata da una persistente frammentazione politica fino all’unificazione in piena modernità (1861). Le origini della ricchezza dei Medici sono legate all’attività di banchieri che permise loro di acquisire notevoli proprietà fondiarie, una solida rete di sostenitori e seguaci dentro e fuori Firenze, e legami su scala internazionale presso le corti francesi, inglesi, imperiali e pontificie. Oltre alla supremazia politica a Firenze consolidatasi dopo il 1434, i Medici riuscirono ad imporsi come insuperabili mecenati, rendendo la loro corte, Firenze, un capolavoro dell’arte del Rinascimento, e determinando il progresso delle scienze, delle arti, della conoscenza in generale. Molte figure fondamentali nella storia del periodo furono esponenti di questa famiglia: Lorenzo il Magnifico, i papi Leone X e Clemente VII, la regina di Francia, Caterina de’ Medici.Il valore artistico-monumentale delle ville medicee con giardino
Il sistema delle “ville con giardino” risale ai secoli del potere mediceo (XV-XVIII) e i 16 monumenti iscritti nel Riconoscimento UNESCO sono una selezione tra le 36 proprietà della famiglia censite soltanto in Toscana. Gli straordinari possedimenti medicei vennero investiti dell’opera dei migliori artisti e frequentati dalle personalità culturali dell’epoca: Poliziano, Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Galileo, Haendel, Alessandro e Domenico Scarlatti, Michelozzo, Giuliano da Sangallo, Bartolomeo Ammannati, Bernardo Buontalenti, il Giambologna. Ciascuna villa medicea esibisce una particolare combinazione di saloni, studioli, scaloni, cortili, porticati adorni di affreschi, quadri, sculture, arredi, percorsi vegetali, giardini, padiglioni, grotte ninfei, acquedotti, fontane, bacini d’acqua. Una rassegna di luoghi magnifici ispirati ai modelli classici, pensati dai maestri delle arti per soddisfare il raffinato gusto della committenza di una delle più straordinarie dinastie italiane.Il rapporto con il paesaggio
Nei programmi architettonici e decorativi delle ville medicee si sviluppò un rapporto dialettico tre le arti figurative e le soluzioni strutturali, che via via determinarono l’evoluzione stessa delle strutture verso forme più scenografiche e celebrative. Nei complessi più antichi permangono infatti morfologie preesistenti che esprimono valori medievali e funzioni difensive, mentre successivamente le ville si rinnovano e si aprono all’ambiente naturale circostante. La funzione del giardino è anche quella di mediare e aprire il dialogo tra l’elemento umano e quello naturale, rendendo il primo parte integrante del secondo. I giardini medicei sono i primi esempi di giardino all’italiana, dove il razionale gioca con elementi naturali e artificiali in uno spettacolare e scenografico percorso tra il vegetale e il minerale.La funzione politico-rappresentativa della villa con giardino
Il sistema delle ville con giardino permise ai Medici di trasformare il territorio, stabilendo una forma ‘gentile’ eppur efficace di controllo. La nuova modalità insediativa rispondeva ai nuovi modelli di organizzazione promossi dalla dinastia e mirava a celebrare il potere politico della famiglia. Il paesaggio feudale era costellato da torri e castelli, che segnavano con decisione lo spazio e assolvevano a funzioni belliche legate al problema della difese del territorio. Nello scenario rinascimentale che si configura sotto il potere mediceo, i territori del principato sono consolidati e l’integrazione tra edifici e ambiente afferma il valore della pace, dell’ordine, della prosperità, proprio l’ideale di vita umanistico. Il senso edificante delle semplici attività agricole, la pratica della caccia, l’otium intellettuale, la salubrità e la bellezza dei luoghi erano i motivi per cui la corte medicea si trasferiva nelle residenze di campagna in vari periodi dell’anno.Per saperne di più
Monumenti inseriti nel Riconoscimento
Villa o Castello Mediceo di Cafaggiolo (Barberino del Mugello, FI), Villa o Castello del Trebbio (San Piero a Sieve, FI), Villa Medicea di Careggi (Firenze). Sono le tre residenze più antiche, volute da Cosimo de’ Medici e opera di Michelozzo; in esse è ancora presente una vocazione difensiva propria dello spirito feudale, poiché vi sono torri e merlature. La villa di Cafaggiolo è il prototipo dell’antico modello della villa medicea fortificata; rappresenta la soluzione tipica della transizione tra l’architettura medievale e quella del Rinascimento, ed è il primo esempio di “domus rustica”. La Villa di Careggi mostra un’ambizione culturale nuova: partecipare alle attività urbane dei Medici per la vicinanza alla città, pur dimorando in una villa di campagna. La villa ospitò l’Accademia neo-platonica con Cosimo il Vecchio e Lorenzo il Magnifico.
Villa Medici a Fiesole (Fiesole, FI). Fu acquisita da Cosimo per il figlio Giovanni. Iniziata da Michelozzo nel 1458, può essere considerata la prima villa medicea ispirata interamente all’ideale umanistico, modello delle successive ville fiorentine e prototipo della villa rinascimentale. Domina la Valle dell’Arno da una posizione panoramica e rispecchia gli insegnamenti di salubrità, razionalità e simmetria per la villa di campagna prescritti da Leon Battista Alberti. Nel 1469, Lorenzo ne entrò in possesso e sembra che qui Agnolo Poliziano scrisse il Rusticus.
Villa Medicea di Castello (Firenze, località Castello). Venne acquistata dalla famiglia nel 1477 e fu ristrutturata da Niccolò Pericoli, detto il Tribolo, nel 1537 e successivamente da Vasari e da Buontalenti. Situata in una posizione fortemente panoramica, possiede giardini ricchi di grotte, fontane, statue e un labirinto da leggere come un percorso iniziatico. Inoltre tutto il complesso può essere interpretato come una allegoria del mito mediceo e una celebrazione del principato. Oggi è sede dell’Accademia della Crusca.
Villa Medicea di Poggio a Caiano (Poggio a Caiano, PO). Villa amata da Lorenzo il Magnifico che la fece costruire da Giuliano da Sangallo nel 1479. I giardini della villa rispecchiano la filosofia neoplatonica e nelle loro articolazioni richiamano ad un percorso iniziatico che gioca con gli elementi della natura – acqua, fuoco, aria e terra. L’edificio della villa presenta molti elementi architettonici classici, ripresi poi da Serlio, Palladio, Vasari. La villa oggi ospita il Museo della Natura Morta e conserva una collezione di oltre 200 opere appartenute alla quadreria medicea.
Villa Medicea La Petraia (Firenze, località Castello). Nel 1544, Cosimo I la ristrutturò e la elevò a residenza principesca dotata di un giardino manieristico, dove era collocata nella fontana una famosa scultura del Giambologna raffigurante Venere-Fiorenza (attualmente all’interno della villa). La villa oggi fa parte del Polo Museale Fiorentino.
Giardino di Boboli (Firenze). È un giardino all’italiana, tra i più famosi d’Italia. Si trova nel centro storico di Firenze. Venne acquistato dai Medici nel 1550 ed era pensato come giardino di Palazzo Pitti. Il suo sviluppo è su livelli diversi e su due assi principali intersecati nella Fontana del Nettuno. Il giardino di Boboli venne progettato come luogo scenografico che celebrava il principe e la vita di corte; all’interno della città, il giardino era uno spazio teatrale, magico, misterico, giocoso, sviluppato in percorsi differenziati dove la simbologia rinascimentale appare ancor oggi spregiudicata e coinvolgente.
Villa di Cerreto Guidi (Cerreto Guidi, FI). Entrò in possesso dei Medici a metà del Cinquecento ed è caratterizzata da quattro scalinate monumentali. Era all’interno di vasti terreni agricoli e nei pressi di una area ricca di fauna per la caccia palustre. Oggi ospita il Museo storico della Caccia e del Territorio.
Villa Medicea di Seravezza (Seravezza, LU). Sorge ai piedi della Alpi Apuane e segnava inizialmente una postazione di difesa in zona di confine. Commissionata da Cosimo I, venne poi utilizzata per garantire il controllo delle vicine cave di marmo e delle miniere di mercurio, piombo, ferro e argento. La costruzione avvenne tra il 1561 e il 1563 sotto la direzione di Bartolomeo Ammannati. Era frequentata anche come palazzina di caccia. Oggi ospita un archivio e un centro di promozione culturale.
Giardino di Pratolino (Vaglia, località Pratolino, FI). Il fondo venne acquisito da Francesco I de’ Medici nel 1568 e il progetto della villa venne elaborato da Bernardo Buontalenti. Purtroppo la villa originale venne completamente distrutta ma il parco di circa 24 ettari è considerato splendido esempio del “giardino delle meraviglie” di gusto manieristico. È un luogo dove trionfa il meraviglioso, di cui il principe vuole dominare le forze. La parti di cui si compone l’impianto del parco hanno valore simbolico: il bosco come richiamo al primordiale, al selvaggio; il prato come spazio delle parate e dei giochi; il giardino segreto come hortus conclusus e collezione degli arcani del mondo vegetale; la collezione di statue, la montagna, le grotte, le fontane che strutturano la teatralità del giardino, un cosmo di cui il principe è mago, sacerdote e sovrano.
Villa Medicea La Magia (Quarrata, PT). La villa è acquisita dai Medici nel 1584 e i lavori di ristrutturazione sono commissionati a Bernardo Buontalenti che realizzò per i giardini un laghetto artificiale, una riserva di caccia e di pesca e limonaie. Oggi il complesso accoglie esposizioni di arte contemporanea.
Villa Medicea di Artimino (Artimino Carmignano, PO). Risale agli ultimi anni del Cinquecento e si trova su di un poggio da cui lo sguardo può spaziare sulla Valle dell’Arno, Pistoia, sulle Alpi Apuane. Fu voluta da Ferdinando I come residenza di caccia invernale nei boschi vicini. Ha una struttura compatta, rettangolare da cui emerge una straordinaria scalinata monumentale che sboccia da un loggia al primo livello.
Villa Medicea di Poggio Imperiale (Firenze). Villa suburbana di imponenti dimensioni, concepita come un palazzo di città. Nel XVII venne in possesso della granduchessa Maria Maddalena d’Asburgo, che volle introdurre modifiche e abbellimenti. Anche nei secoli seguenti vennero apportate modifiche notevoli. Oggi ospita un istituto scolastico, l’Educandato Statale SS. Annunziata.
Le lunette di Utens a Villa Artimino
Nel 1598, il Granduca di Toscana, Ferdinando I de’ Medici commissionò al pittore fiammingo Giusto Utens la decorazione delle lunette del salone di Villa Artimino. Le opere che Utens realizzò rappresentano il catalogo generale e la mappatura ideologica delle ville aristocratiche disseminate nei territori toscani. Si tratta della raffigurazione dei luoghi ameni dove la corte medicea si trasferiva nei vari periodi dell’anno a praticare la caccia o l’ozio intellettuale (l’otium), recuperando il contatto salubre con la natura e le attività agricole. Tali occupazioni sono espressione dell’ideale di vita umanistico che riscopre i precetti dei classici latini, da Seneca a Catone e Marziale.La villa di campagna secondo Leon Battista Alberti, padre dell’Umanesimo
Per Leon Battista Alberti, una delle personalità culturali più versatili ed influenti del Rinascimento italiano, la villa di campagna deve elevare lo spirito e riposare il corpo, grazie alle qualità benefiche del locus amoenus in cui giace. Il luogo scelto deve essere salubre, soleggiato e in prossimità di una fonte o un piccolo corso d’acqua; la villa poi deve trovarsi lontano dalla città e in posizione tranquilla ma deve essere raggiungibile grazie a una strada agevole e non troppo lunga, in modo che il signore e la sua famiglia possano andare a venire a loro piacimento. La struttura della villa deve possedere ampi giardini ombreggiati, porticati per le passeggiate, spazi erbosi per competizioni e balli; la disposizione di finestre, balconi e loggiati deve tenere conto dell’esposizione solare, dei venti dominanti e della conformazione dell’ambiente circostante in modo da garantire spazi luminosi, ariosi, simmetrici e piacevoli.Marsilio Ficino in villa
Cosimo de’Medici perseguì il programma degli antichi, riscoprendo le virtù della villa di campagna e poiché le sue residenze erano frequentate da eruditi e cortigiani, donò a Marsilio Ficino una casa non lontano alla sua Villa di Careggi. Qui venne istituita l’Accademia neoplatonica (1462), ad opera di Ficino ed altri intellettuali e poeti, quali Pico della Mirandola, Poliziano, Nicola Cusano, Leon Battista Alberti, Bartolomeo Scala e Cristoforo Landino. Agli incontri partecipavano anche Giuliano e Lorenzo de’ Medici, molto legato alla Villa di Careggi e al suo eccezionale giardino, perfetto per i dibattiti filosofici o le meditazioni poetiche.Protagonisti
Cosimo de’ Medici, detto Il Vecchio
Cosimo de’ Medici, detto Il Vecchio (Firenze, 1389 – Firenze, Villa di Careggi, 1464)È considerato il fautore della fortuna, del potere e dei patrimoni della famiglia. Abilissimo nell’attività di banchiere, determinò lo sviluppo del banco aprendone numerose filiali in tutta Europa. Le sue doti politiche e diplomatiche gli permisero di dominare l’arena cittadina della Repubblica di Firenze, aprendo la via alla supremazia istituzionale dei suoi discendenti. Fu grandissimo mecenate e promotore delle arti e della cultura fiorentina.
Caterina de’ Medici
Caterina de’ Medici (Firenze, 1519 – Castello di Blois, 1589)
Figlia di Lorenzo II de’ Medici, nipote del Magnifico, rimase orfana ancora bambina e subì le prime traversie nel corso della giovinezza. Sposò Enrico II di Francia. Tre dei suoi figli divennero re di Francia e come reggente fu sovrana per trent’anni. Vissuta all’epoca delle guerre di religione che dilaniarono gli stati europei all’inizio della modernità, la sua figura di sovrana è controversa, poiché talora le sono attribuiti malvagità, sete di potere, macchiavellismo tanto da conferirle l’appellativo di “regina nera”. Figlia della sua epoca, governò con intelligenza, tolleranza e fermezza, affrontando pericoli estremi al solo scopo di proteggere la corona e i propri figli. Le sue doti politiche e diplomatiche divennero leggendarie, così come il suo ottimismo, e la sua biografia è oggetto di innumerevoli studi e trasposizioni romanzate.
Testimonianze d’autore
Testimonianze
► “Era il detto luogo sopra una picciola montagnetta, da ogni parte lontano alquanto alle nostre strade, di vari albuscelli e piante tutte verdi fronde ripieno piacevoli a riguardare. In sul colmo della quale era un palagio con bello e grande cortile nel mezzo, e con logge e con sale e con camere, tutte ciascuna, verso di sè bellissima, e di liete dipinture ragguardevole et ornata, con pratelli d’attorno e con giardini meravigliosi, e con pozzi d’acque freschissime, e con volte di preziosi vini”.
Giovanni Boccaccio, Decameron
Legami tra i siti Unesco italiani
Ville Medicee e... le Ville venete palladiane
Le ville fiorentine quattrocentesche e del primo Cinquecento testimoniano il valore della vita rustica sulla scia della riscoperta degli ideali classici. Sia nella struttura, ispirata alle ville antiche, che negli articolati giardini, le ville fiorentine cercano di integrare l’elemento umano all’ambiente naturale. Tuttavia, nel complesso residenziale non sono mai compresi i locali adibiti ai lavori agricoli veri e propri, come magazzini, stalle, ricoveri per animali o attrezzi, i quali sono dislocati in edifici distinti. Tale elemento caratterizza la villa medicea e la distingue dalle ville palladiane venete, le quali perseguono una integrazione, non solo ideale, ma pratica e concreta con l’ambiente agricolo e includono al loro interno anche le strutture di servizio (barchesse). Sia il sistema delle ville fiorentine che quello delle ville venete palladiane sono soluzioni analoghe per controllare e gestire ampi possedimenti fondiari, il primo messo in opera dalla famiglia dei Medici, il secondo dal patriziato veneziano.Ville Medicee e... le Delizie Estensi
Il sistema delle Delizie che sorge nella campagna ferrarese fino al delta del Po ricalca le funzioni di controllo e di esaltazione della famiglia regnante che troviamo anche nelle ville Medicee. Sono in entrambi i casi residenze extraurbane dove esercitare l’otium, ma nello stesso tempo palesano il possesso dell’area ed esercitano funzioni di controllo. Va inoltre ricordato che in entrambi i casi viene ricercato un rapporto equilibrato e regolare con l’ambiente circostante.Ville Medicee e... Le grandi città termali d'Europa-Montecatini
Questi siti, molto diversi per epoca, stile e funzione, hanno un interessante aspetto in comune. Entrambi sono legati alla formula di luoghi di servizio o funzionali, associati a parchi e giardini come luoghi di pace e benessere. Anche nelle Ville e giardini medicei è fondamentale il rispetto al paesaggio: il rapporto tra sede politico-amministrativa (la villa), possedimenti fondiari circostanti e i parchi è armonico ed equilibrato.
Note bibliografiche
Bibliografia
I. Lapi Ballerini, Le ville medicee: guida completa, Giunti, Firenze, 2011
M. Vannucci, Le donne di casa Medici : da Contessina de’ Bardi ad Anna Maria Luisa, Elettrice Palatina, tutte le protagoniste della storia della grande famiglia italiana, Newton Compton, Roma, 2011
O. De’ Medici di Toscana di Ottajano, Storia della mia dinastia: i Medici di Toscana dalle origini della famiglia alla perdita del Granducato: con l’aggiunta dei danni provocati alla Toscana dagli Asburgo Lorena durante il loro dominio, Polistampa, Firenze, 2001
Dall’Accademia neoplatonica fiorentina alla Riforma – celebrazioni del 5° centenario della morte di Lorenzo il Magnifico: convegno di studio, Firenze, Palazzo Strozzi, 30 ottobre 1992, Olschki, Firenze, 1996
D. Mignani, Le ville medicee di Giusto Utens, Arnaud, Firenze, 1988
J. Orieux, Caterina de’ Medici. Un’italiana sul trono di Francia, Mondadori, Milano, 1987
L. Puppi, G.C. Sciolla, I. Belli Barsali, Le grandi ville italiane. Veneto, Toscana e Lazio, De Agostini, Novara, 1986
G.C. Sciolla, Ville medicee, Istituto geografico De Agostini, Novara, 1982
A. Altomonte, Il Magnifico. Vita di Lorenzo De’ Medici, Bompiani, Milano, 1982
A. Chastel, Arte e umanesimo a Firenze al tempo di Lorenzo il Magnifico: studi sul Rinascimento e sull’umanesimo platonico, Einaudi, Torino, 1964
- Valore UNESCO
Il Sito è composto da quattordici ville e due giardini appartenenti al territorio toscano e risalenti all’epoca compresa tra il XV e il XVII secolo; le ville sono il frutto del mecenatismo del nobile casato dei Medici e rappresentano un originale sistema di architettura civile in armonia e dialogo con l’elemento naturale e paesaggistico. Destinate agli ozi dei principi, alla caccia, all’esercizio delle arti e dello studio, le ville medicee costituiscono il modello moderno della residenza principesca, poiché si differenziano dai castelli d’età medioevale, emblemi del potere feudale. Sono il primo esempio di connessione tra architettura, giardino e contesto ambientale e rappresentano il riferimento europeo della residenza principesca in Italia e in Europa. I loro giardini e l’integrazione nell’ambiente naturale hanno contribuito allo sviluppo della sensibilità rispetto al paesaggio, caratteristica dell’Umanesimo e del Rinascimento.
Una famiglia potente e colta
I Medici sono una delle più famose e rilevanti casate nobiliari italiane. Le origini della ricchezza dei Medici sono legate all’attività di banchieri che permise loro di acquisire notevoli ricchezze e proprietà, una solida rete di sostenitori e seguaci dentro e fuori Firenze, e legami su scala internazionale presso le corti francesi, inglesi, imperiali e pontificie. Oltre alla supremazia politica a Firenze consolidatasi dopo il 1434, i Medici riuscirono ad imporsi come insuperabili mecenati, rendendo la loro corte, Firenze, un capolavoro dell’arte del Rinascimento, e determinando il progresso delle scienze, delle arti, della conoscenza in generale. Molte figure fondamentali nella storia del periodo furono esponenti di questa famiglia: Lorenzo il Magnifico, i papi Leone X e Clemente VII, la regina di Francia, Caterina de’ Medici.Il valore artistico-monumentale delle ville medicee con giardino
Il sistema delle “ville con giardino” risale ai secoli del potere mediceo (XV-XVIII). Gli straordinari possedimenti medicei vennero investiti dell’opera dei migliori artisti e frequentati dalle personalità culturali dell’epoca: Poliziano, Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Galileo, Haendel, Alessandro e Domenico Scarlatti, Michelozzo, Giuliano da Sangallo, Bartolomeo Ammannati, Bernardo Buontalenti, il Giambologna.Il rapporto con il paesaggio
Le ville possiedono giardini meravigliosi e architetture scenografiche completate da decorazioni in stile manierista. Alcune furono realizzate ristrutturando dimore più antiche, dalle caratteristiche medievali dove torri e merlature esprimevano la precedente vocazione difensiva; altre vennero edificate secondo gli ideali umanistici, rendendo la villa perfettamente integrata al paesaggio circostante grazie anche ai giardini con grotte, fontane, viali, porticati – primi esempi di giardino all’italiana. In posizioni particolarmente panoramiche le ville medicee erano residenze di svago per le villeggiature estive o le battute di caccia, ma servivano anche come dimore temporanee per controllare i territori agricoli circostanti o le risorse minerarie delle tenute, come nel caso della Villa Medicea di Seravezza, sorta nei pressi di cave di marmo e argento.La funzione politico-rappresentativa della villa con giardino
Il sistema delle ville con giardino permise ai Medici di trasformare il territorio, stabilendo una forma ‘gentile’ eppur efficace di controllo, e di celebrare il potere politico della famiglia. I valori della pace, dell’ordine, della prosperità coincidono con il mito mediceo che fa proprio l’ideale di vita umanistico. Il senso edificante delle semplici attività agricole, la pratica della caccia, l’otium intellettuale, la salubrità e la bellezza dei luoghi erano i motivi per cui la corte medicea si trasferiva nelle residenze di campagna in vari periodi dell’anno.Per saperne di più
Monumenti inseriti nel Riconoscimento
Villa o Castello Mediceo di Cafaggiolo (Barberino del Mugello, FI), Villa o Castello del Trebbio (San Piero a Sieve, FI), Villa Medicea di Careggi (Firenze). Sono le tre residenze più antiche, volute da Cosimo de’ Medici e opera di Michelozzo; in esse è ancora presente una vocazione difensiva propria dello spirito feudale, poichè vi sono torri e merlature. La villa di Cafaggiolo è il prototipo dell’antico modello della villa medicea fortificata; rappresenta la soluzione tipica della transizione tra l’architettura medievale e quella del Rinascimento, ed è il primo esempio di “domus rustica”. La Villa di Careggi mostra un’ambizione culturale nuova: partecipare alle attività urbane dei Medici per la vicinanza alla città, pur dimorando in una villa di campagna. La villa ospitò l’Accademia neo-platonica con Cosimo il Vecchio e Lorenzo il Magnifico.
Villa Medici a Fiesole (Fiesole, FI). Fu acquisita da Cosimo per il figlio Giovanni. Iniziata da Michelozzo nel 1458, può essere considerata la prima villa medicea ispirata interamente all’ideale umanistico, modello delle successive ville fiorentine e prototipo della villa rinascimentale. Domina la Valle dell’Arno da una posizione panoramica e rispecchia gli insegnamenti di salubrità, razionalità e simmetria per la villa di campagna prescritti da Leon Battista Alberti.
Villa Medicea di Castello (Firenze, località Castello). Venne acquistata dalla famiglia nel 1477 e fu ristrutturata da Niccolò Pericoli, detto il Tribolo, nel 1537 e poi da Vasari e da Buontalenti. Situata in una posizione fortemente panoramica, possiede giardini ricchi di grotte, fontane, statue e un labirinto da leggere come un percorso iniziatico. Inoltre tutto il complesso può essere interpretato come una allegoria del mito mediceo e una celebrazione del principato. Oggi è sede dell’Accademia della Crusca.
Villa Medicea di Poggio a Caiano (Poggio a Caiano, PO). Villa amata da Lorenzo il Magnifico, che la fece costruire da Giuliano da Sangallo nel 1479. I giardini della villa rispecchiano la filosofia neoplatonica. L’edificio della villa presenta molti elementi architettonici classici, ripresi poi da Serlio, Palladio, Vasari. La villa oggi ospita il Museo della Natura Morta e conserva una collezione di oltre 200 opere appartenute alla quadreria medicea.
Villa Medicea La Petraia (Firenze, località Castello). Nel 1544, Cosimo I la ristrutturò e la elevò a residenza principesca dotata di un giardino manieristico, dove era collocata nella fontana una famosa scultura del Giambologna raffigurante Venere-Fiorenza (attualmente all’interno della villa). La villa oggi fa parte del Polo Museale Fiorentino.
Giardino di Boboli (Firenze). È un giardino all’italiana, tra i più famosi d’Italia. Si trova nel centro storico di Firenze. Venne acquistato dai Medici nel 1550 ed era pensato come giardino di Palazzo Pitti. Il suo sviluppo è su livelli diversi e su due assi principali intersecati nella Fontana del Nettuno. Il giardino di Boboli venne progettato come luogo scenografico che celebrava il principe e la vita di corte; all’interno della città, il giardino era uno spazio teatrale e giocoso, dove la simbologia rinascimentale appare ancor oggi emozionante e coinvolgente.
Villa di Cerreto Guidi (Cerreto Guidi, FI). Entrò in possesso dei Medici a metà del Cinquecento ed è caratterizzata da quattro scalinate monumentali. Era all’interno di vasti terreni agricoli e nei pressi di una area ricca di fauna per la caccia palustre. Oggi ospita il Museo storico della Caccia e del Territorio.
Villa Medicea di Seravezza (Seravezza, LU). Sorge ai piedi della Alpi Apuane e segnava inizialmente una postazione di difesa in zona di confine. Commissionata da Cosimo I, venne poi utilizzata per garantire il controllo delle vicine cave di marmo e delle miniere di mercurio, piombo, ferro e argento La costruzione avvenne tra il 1561 e il 1563 sotto la direzione di Bartolomeo Ammannati. Era frequentata anche come palazzina di caccia. Oggi ospita un archivio e un centro di promozione culturale.
Giardino di Pratolino (Vaglia, località Pratolino, FI). Il fondo venne acquisito da Francesco I de’ Medici nel 1568, ed il progetto della villa venne elaborato da Bernardo Buontalenti. Purtroppo la villa originale venne distrutta ma il parco di circa 24 ettari è considerato splendido esempio del “giardino delle meraviglie” di gusto manieristico.. La parti di cui si compone l’impianto del parco hanno valore simbolico: il bosco come richiamo al primordiale, al selvaggio; il prato come spazio delle parate e dei giochi; il giardino segreto come collezione degli arcani del mondo vegetale; e poi la collezione di statue, la montagna, le grotte, le fontane che strutturano la teatralità del giardino, un cosmo di cui il principe è mago, sacerdote e sovrano.
Villa Medicea La Magia (Quarrata, PT) . La villa è acquisita dai Medici nel 1584, e i lavori di ristrutturazione sono commissionati a Bernardo Buontalenti che realizzò per i giardini un laghetto artificiale, una riserva di caccia e di pesca e limonaie. Oggi il complesso accoglie esposizioni di arte contemporanea.
Villa Medicea di Artimino (Artimino Carmignano, PO). Risale agli ultimi anni del Cinquecento e si trova su di un poggio da cui lo sguardo può spaziare sulla Valle dell’Arno, Pistoia, sulle Alpi Apuane. Fu voluta da Ferdinando I come residenza di caccia invernale nei boschi vicini. Ha una struttura compatta, rettangolare da cui emerge una scalinata che sboccia da un loggia al primo livello.
Villa Medicea di Poggio Imperiale (Firenze). Villa suburbana di imponenti dimensioni, concepita come un palazzo di città. Nel XVII venne in possesso della granduchessa Maria Maddalena d’Asburgo, che volle introdurre modifiche e abbellimenti. Anche nei secoli seguenti vennero apportate modifiche notevoli. Oggi ospita un istituto scolastico, l’Educandato Statale SS. Annunziata.
Le lunette di Utens a Villa Artimino
Nel 1598, il Granduca di Toscana, Ferdinando I de’ Medici commissionò al pittore fiammingo Giusto Utens la decorazione delle lunette dal salone di Villa Artimino. Le opere che Utens realizzò rappresentano il catologo generale delle ville aristocratiche disseminate nei territori toscani. Si tratta della raffigurazione dei luoghi ameni dove la corte medicea si trasferiva nei vari periodi dell’anno a praticare la caccia o l’ozio intellettuale (l’otium), recuperando il contatto salubre con la natura e le attività agricole. Tali occupazioni sono espressione dell’ideale di vita umanistico che riscopre i precetti dei classici latini, da Seneca a Catone e Marziale.La villa di campagna secondo Leon Battista Alberti, padre dell’Umanesimo
Per Leon Battista Alberti, una delle personalità culturali più versatili e influenti del Rinascimento italiano, la villa di campagna deve elevare lo spirito e riposare il corpo, grazie alle qualità benefiche del locus amoenus in cui giace. Il luogo scelto deve essere salubre, soleggiato e in prossimità di una fonte o un piccolo corso d’acqua; la villa poi deve trovarsi lontano dalla città ed in posizione tranquilla ma deve essere raggiungibile grazie a una strada agevole e non troppo lunga, in modo che il signore e la sua famiglia possano andare a venire a loro piacimento. La struttura della villa deve possedere ampi giardini ombreggiati, porticati per le passeggiate, spazi erbosi per competizioni e balli; la disposizione di finestre, balconi e loggiati deve tenere conto dell’esposizione solare e dei venti dominanti e della conformazione dell’ambiente circostante in modo da garantire spazi luminosi, ariosi, simmetrici e piacevoli.Marsilio Ficino in villa
Cosimo de’Medici perseguì il programma degli antichi, riscoprendo le virtù della villa di campagna e poiché le sue residenze erano frequentate da eruditi e cortigiani, donò a Marsilio Ficino una casa non lontano alla sua Villa di Careggi. Qui venne istituita l’Accademia neoplatonica (1462), ad opera di Ficino ed altri intellettuali e poeti, quali Pico della Mirandola, Poliziano, Nicola Cusano, Leon Battista Alberti, Bartolomeo Scala e Cristoforo Landino. Agli incontri partecipavano anche Giuliano e Lorenzo de’ Medici, molto legato alla Villa di Careggi e al suo eccezionale giardino, perfetto per i dibattiti filosofici o le meditazioni poetiche.Protagonisti
Cosimo de’ Medici, detto Il Vecchio
Cosimo de’ Medici, detto Il Vecchio (Firenze, 1389 – Firenze, Villa di Careggi, 1464)È considerato il fautore della fortuna, del potere e dei patrimoni della famiglia. Abilissimo nell’attività di banchiere, determinò lo sviluppo del banco aprendone numerose filiali in tutta Europa. Le sue doti politiche e diplomatiche gli permisero di dominare l’arena cittadina della Repubblica di Firenze, aprendo la via alla supremazia istituzionale dei suoi discendenti. Fu grandissimo mecenate e promotore delle arti e della cultura fiorentina.
Caterina de’ Medici
Caterina de’ Medici (Firenze, 1519 – Castello di Blois, 1589)Figlia di Lorenzo II de’ Medici, nipote del Magnifico, rimase orfana ancora bambina e subì le prime traversie nel corso della giovinezza. Sposò Enrico II di Francia. Tre dei suoi figli divennero re di Francia e come reggente fu sovrana per trent’anni. Vissuta all’epoca delle guerre di religione che dilaniarono gli stati europei all’inizio della modernità, la sua figura di sovrana è controversa, poiché talora le sono attribuiti malvagità, sete di potere, macchiavellismo tanto da conferirle l’appellativo di “regina nera”. Figlia della sua epoca, governò con intelligenza, tolleranza e fermezza, affrontando pericoli estremi al solo scopo di proteggere la corona e i propri figli. Le sue doti politiche e diplomatiche divennero leggendarie, così come il suo ottimismo, e la sua biografia è oggetto di innumerevoli studi e trasposizioni romanzate.
Legami tra i siti Unesco italiani
Ville Medicee e... le Ville venete palladiane
Le ville fiorentine quattrocentesche e del primo Cinquecento testimoniano il valore della vita rustica sulla scia della riscoperta degli ideali classici. Sia nella struttura, ispirata alle ville antiche, che negli articolati giardini, le ville fiorentine cercano di integrare l’elemento umano all’ambiente naturale. Tuttavia, nel complesso residenziale non sono mai compresi i locali adibiti ai lavori agricoli veri e propri, come magazzini, stalle, ricoveri per animali o attrezzi, i quali sono dislocati in edifici distinti. Tale elemento caratterizza la villa medicea e la distingue dalle ville palladiane venete, le quali perseguono una integrazione, non solo ideale, ma pratica e concreta con l’ambiente agricolo e includono al loro interno anche le strutture di servizio (barchesse). Sia il sistema delle ville fiorentine che quello delle ville venete palladiane sono soluzioni analoghe per controllare e gestire ampi possedimenti fondiari, il primo messo in opera dalla famiglia dei Medici, il secondo dal patriziato veneziano.Ville Medicee e... le Delizie Estensi
Il sistema delle Delizie che sorge nella campagna ferrarese fino al delta del Po ricalca le funzioni di controllo e di esaltazione della famiglia regnante che troviamo anche nelle ville Medicee. Sono in entrambi i casi residenze extraurbane dove esercitare l’otium, ma nello stesso tempo palesano il possesso dell’area ed esercitano funzioni di controllo. Va inoltre ricordato che in entrambi i casi viene ricercato un rapporto equilibrato e regolare con l’ambiente circostante.Ville Medicee e... Le grandi città termali d'Europa-Montecatini
Questi siti, molto diversi per epoca, stile e funzione, hanno un interessante aspetto in comune. Entrambi sono legati alla formula di luoghi di servizio o funzionali, associati a parchi e giardini come luoghi di pace e benessere. Anche nelle Ville e giardini medicei è fondamentale il rispetto al paesaggio: il rapporto tra sede politico-amministrativa (la villa), possedimenti fondiari circostanti e i parchi è armonico ed equilibrato.
Glossario
Glossario
fautore, s.m., promotore, difensore, sostenitore, responsabile.
macchiavellismo, s.m., espressione che proviene dal nome proprio di Niccolò Macchiavelli (1469-1527), intellettuale fiorentino, scrittore, poeta, filosofo, teorico politico. La sua filosofia rifondò l’agire politico sulla base della valutazione razionale dei mezzi e dei fini. In modo dispregiativo, la parola ‘macchiavellismo’ indica un atteggiamento astuto, spregiudicato e calcolatore.
otium, s.m., termine latino (in italiano ozio) che non indica l’inattività, bensì l’occuparsi del proprio spirito attraverso attività riposanti o intellettualmente stimolanti. La prassi dell’otium era riservata alle classi dominanti privilegiate.
supremazia, s.f., dominio, predominio, egemonia, controllo.
Il sito per immagini 
2013, Phnom Penh, Cambogia, 37a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale
Sito Culturale
Rinascimento
Italia centrale
Regione Toscana
Criteri di Iscrizione
(ii) Le ville medicee e giardini medicei in Toscana sono la testimonianza, in sintesi, della residenza rurale aristocratica quale incarnazione, sul finire del Medioevo, di una serie di nuove ambizioni politiche, economiche ed estetiche. Le ville e i giardini costituirono modelli che si diffusero ampiamente in tutta Italia durante il Rinascimento e poi in tutta l’Europa moderna.
(iv) Le nobili residenze medicee costituiscono esempi eminenti della villa aristocratica di campagna dedicata al tempo libero, alle arti e alla conoscenza. Nel corso di un periodo che abbraccia quasi tre secoli, i Medici svilupparono molte soluzioni architettoniche e decorative innovative. L’insieme rappresenta una rappresentanza dell’organizzazione tecnica ed estetica dei giardini in associazione al loro ambiente rurale, dando risalto ad uno specifico stile di paesaggio dell’età dell’Umanesimo e del Rinascimento.
(vi) Le ville e i giardini medicei, insieme con paesaggi toscani di cui sono parte, hanno dato un primo e decisivo contributo alla nascita di una nuova estetica e stile di vita. Essi rappresentano una testimonianza eccezionale di mecenatismo culturale e artistico sviluppato dai Medici. Ville e giardini medicei costituirono una serie di luoghi chiave ove emersero ideali e tendenze proprie del Rinascimento italiano, che ebbero seguito e diffusione in tutta Europa.




