Illustrazione Manuela Santini
ll sito transnazionale “The Great Spa Towns of Europe” comprende 11 città, situate in 7 paesi europei: Baden bei Wien (Austria); Spa (Belgio); Františkovy Lázně, Karlovy Vary, Mariánské Lázně (Repubblica Ceca); Vichy (Francia); Bad Ems, Baden-Baden, Bad Kissingen (Germania); Montecatini Terme (Italia); Bath (Regno Unito). Tutte queste città si sono sviluppate intorno a sorgenti di acqua minerale naturale. Testimoniano la cultura termale internazionale europea che si è sviluppata dall’inizio del XVIII secolo fino agli anni ’30, portando alla nascita di grandi località internazionali che hanno avuto un impatto sulla tipologia urbana creatasi attorno a complessi di edifici termali come il kurhaus e il kursaal (edifici e stanze dedicate alla terapia), aree di rinfresco, sale per bere, colonnati e gallerie progettati per sfruttare le risorse naturali di acqua minerale e per consentirne l’uso pratico per la balneazione e per il bere. Le strutture correlate includono giardini, sale riunioni, casinò, teatri, hotel e ville, nonché infrastrutture di supporto specifiche per le terme. Questi complessi sono tutti integrati in un contesto urbano che include un ambiente ricreativo e terapeutico gestito con attenzione e inserito in un paesaggio pittoresco. Insieme, questi siti incarnano il significativo interscambio di valori umani e sviluppi in medicina, scienza e balneologia.
- Valore UNESCO
Questo sito seriale transnazionale comprende undici città termali, situate in sette paesi europei: Baden bei Wien (Austria); Spa (Belgio); Františkovy Lázně; Karlovy Vary; Mariánské Lázně (Cechia); Vichy (Francia); Bad Ems; Baden-Baden; Bad Kissingen (Germania); Montecatini Terme (Italia); City of Bath (Regno Unito). Testimoniano la cultura termale europea internazionale che si è sviluppata dall’inizio del XVIII secolo fino agli anni Trenta, portando all’emergere di grandi resort internazionali che hanno influenzato la tipologia urbana realizzata intorno a complessi di edifici termali come bagni, kurhaus e kursaal (edifici e stanze dedicati alla terapia), sale di pompaggio, sale per bere, colonnati e gallerie progettati per sfruttare le risorse naturali di acqua minerale e per consentire il loro uso pratico per fare il bagno e bere. Questi complessi sono tutti integrati in un contesto urbano che racchiude un ambiente ricreativo e terapeutico accuratamente gestito in un paesaggio pittoresco. Insieme, questi siti incarnano il significativo interscambio di valori umani e gli sviluppi della medicina, della scienza e della balneologia.
Le caratteristiche del sito
Queste grandi città sono le località più alla moda, dinamiche e con scambi internazionali che si sono sviluppate attorno a fonti di acqua minerale naturale. Hanno creato una tipologia di città con una forma specifica, una funzione e un’architettura straordinaria che non ha precedenti, inserita in un paesaggio unico dedicato alla “cura”, al relax e al divertimento: queste grandi città termali hanno aperto la strada al nascente turismo moderno e continuano, a distanza di molto tempo, a mantenere queste caratteristiche. In quanto centri innovativi per la medicina, la balneologia e il tempo libero, le Grandi Città Termali d’Europa incarnarono la filosofia dell’Illuminismo e stabilirono il concetto di welfare, con l’assistenza sanitaria messa a disposizione di tutti.
Gli elementi che caratterizzano tutti i beni del sito sono:
• uno splendido scenario naturale, dove si trovano acque minerali terapeutiche;
• una eccezionale forma urbana e una architettura termale, inclusi bagni, sale di pompaggio, sale per bere, strutture per trattamenti, colonnati e gallerie;
• la fornitura di attività sociali all’interno di sale riunioni, sale per le cure, casinò, teatri, teatri d’opera, parchi e giardini;
• la sistemazione per clienti con hotel prestigiosi, pensioni e ville con ristoranti, sale da musica e da ballo;
• medici professionisti esperti in medicina termale, balneologia e terapie per il tempo libero;
• un contesto urbano altamente sviluppato e gestito con cura, che comprende il complesso termale, l’ambiente ricreativo e terapeutico di parchi, giardini, passeggiate, impianti sportivi, come tennis, golf e in particolare ippica;
• infrastrutture termali specifiche, impianti di imbottigliamento di acque minerali, prime ferrovie e funicolari, ospedali, lavanderie, stazioni di pompaggio e reti di distribuzione dell’acqua, ristoranti, caffè, torri di avvistamento e padiglioni prospettici, case di moda e punti vendita al dettaglio di alta qualità;
• agenzie turistiche e di viaggio specializzate nella fornitura di cure mediche.
La componente Italiana – Montecatini Terme
Montecatini Terme, con il suo ruolo di primo piano nel riconoscimento delle proprietà medicinali dell’acqua minerale, è un’importante rappresentazione in un paese ricco di sorgenti termali. Attirando importanti intellettuali e artisti, come Verdi, Puccini e Leoncavallo, la cittadina rappresenta anche l’ultima grande materializzazione di ogni ‘Grande Spa’: l’ambizioso progetto di rigenerazione che trasforma un “giardino termale” di fine Settecento in un “paesaggio termale”. L’architettura monumentale delle terme, incentrata su quattro sorgenti principali, è punteggiata come un gioiello all’interno di un’oasi di giardini, parchi formali e passeggiate. Il verde prosegue in una fascia di pini e uliveti terrazzati che, insieme alla storica funicolare, salgono ripidi pendii fino a Montecatini Alto, punto focale anche del viale centrale delle Terme, Viale Verdi. Con la sua architettura termale eclettica e liberty reinterpretata in stile toscano, Montecatini Terme continua a fungere da centro per le cure balneari.
Paesaggio urbano storico delle Grandi Terme di Montecatini include cinque aree:
1. Il principale comprensorio termale triangolare e il suo Parco Termale, situato nella zona centrale pianeggiante delle sorgenti, costituito dal grande insieme delle terme e del viale alberato assiale.
2. La “nuova” città termale circostante a sud, ovest ed est, comprese le sue strutture termali e gli istituti balneari, le piazze, le strutture per il tempo libero (tra cui il Kursaal/teatro e cinema), i Grand Hotel, le palazzine e le case, insieme con la stazione ferroviaria.
3. Il paesaggio termale terapeutico e ricreativo dei parchi e dei giardini.
4. Il corridoio lineare della funicolare che collega Montecatini Terme con il centro storico di Montecatini Alto.
5. Montecatini Alto con le sue rovine medievali, il centro storico e le ville “nuove” dove i medici vivevano e curavano i loro ricoverati termali.Per saperne di più
Montecatini e le Terme
L’uso terapeutico delle acque di Montecatini risale all’epoca romana, ma la storia ufficiale dei bagni termali di Montecatini iniziò circa 600 anni fa quando lo studioso e medico Ugolino Simoni da Montecatini esaltò la natura delle sue acque minerali.
Il primo nucleo di insediamento urbano nel quartiere termale risale alla fine del Seicento, tuttavia si deve attendere la seconda metà del Settecento per i primi stabilimenti termali, in parte tutt’ora funzionanti, realizzati sulla spinta di Pietro Leopoldo di Lorena, illuminato Granduca di Toscana. Durante il suo governo provvede alla bonifica idraulica del territorio intorno a Montecatini. Per facilitare l’uso delle sorgenti idrauliche, fa progettare negli anni Settanta del Settecento a Gaspare Maria Paoletti gli stabilimenti termali di Bagno Regio, le Terme Leopoldine e il Tettuccio; tutti questi edifici sono caratterizzati dallo stile neoclassico.
Alla fine dell’Ottocento le Terme furono cedute a una Società che faceva capo all’Onorevole Pietro Baragiola che divenne proprietario delle sorgenti. Il Baragiola voleva rendere Montecatini al pari delle altre città termali europee come Karlsbad e Vichy e spinse i sui progettisti a visitare e studiare i centri termali in Svizzera, Boemia e Germania.
Nel periodo tra gli ultimi anni dell’Ottocento e l’inizio della prima guerra mondiale, la città intraprese una complessa modernizzazione urbanistica, sia dal punto di vista estetico sia da quello funzionale, incentrata sul termalismo, visto come motore della vita sociale ed economica. La nuova Montecatini fu quindi progettata come una città ideale in cui spazi urbani e paesaggio sono protagonisti di pari livello nella progettazione, seguendo modelli tipici dello stile Liberty.
Le sorgenti
Nell’area di Montecatini Terme sono presenti undici sorgenti termali anche se solo quattro sono impiegate nella cura idropinica. Le acque sono saline acidule (ricche di cloruro-solfato, magnesio e bicarbonato di sodio, bromo, litio e silicio), limpide, incolore, inodore e dal sapore leggermente salato. Le quattro sorgenti attualmente utilizzate sono: Tettuccio, Regina, Leopoldina e Rinfresco.
Le sorgenti di Montecatini nascono da una falda acquifera alimentata dalle acque meteoriche a circa 60-80 metri sotto il livello del suolo. A quella profondità, l’acqua passa attraverso gli strati geologici del suolo che fungono da filtro purificandola e arricchendola di minerali.
Le cure termali con l’acqua delle diverse fonti delle terme di Montecatini, ognuna con una sua caratteristica peculiare, riguardano soprattutto l’apparato digerente per le peculiarità purgative e depuranti ma sono utilizzate anche per la lutoterapia e la balneoterapia per i disturbi dell’apparato locomotore.
Edifici collegati ad acque curative
Terme del Tettuccio (1781/1928)
Il Tettuccio si affaccia sulla piazza all’estremo lato nord di Viale Verdi e la sua facciata fa da scenografia al Viale stesso. Lo stabilimento è stato edificato tra il 1779 e il 1781 su progetto di Gaspare Maria Paoletti. Negli anni ’20 Ugo Giovannozzi, che si ispirò a modelli tardo rinascimentali e alle antiche terme, realizzò un progetto di ristrutturazione che ampliò anche il parco e dotò le terme di opere tecnologiche. Dietro il lungo ingresso rettangolare si aprono due cortili: quello di sinistra è adiacente alla Sala delle Scritture, decorata da Giuseppe Moroni; quello di destra racchiude la splendida esedra della sorgente del Tettuccio, con un bassorilievo raffigurante l’allegoria dell’acqua realizzato da Antonio Maraini nel 1927. Entrambi i cortili sono limitati da un portico che percorre tutto l’edificio. Vi è poi un terzo cortile, il più grande, a pianta quadrata e circondato da un portico dove si trovano le vasche marmoree per lo scroscio dell’acqua sorgiva, decorate da sette formelle in maiolica realizzate da Basilio Cascella in stile liberty che rappresentano le fasi della vita dell’essere umano: l’infanzia, l’adolescenza, la maturità, la vecchiaia. Di fronte a queste si trovano la rotonda e l’auditorium musicale con il soffitto affrescato da Ezio Giovannozzi.
Terme Regina (1927)
Ugo Giovannozzi progettò e costruì, tra il 1923 e il 1927, le terme neorinascimentali della Regina, sulla sommità di una piccola altura all’interno del Parco del Tettuccio. Il centro termale ha una base rettangolare con un salone principale adibito a salotto per i visitatori mentre le due sale laterali, dove vengono raccolte le acque della sorgente Regina in una vasca ornamentale, sono adibite alla cura. Un portico con una terrazza panoramica corre lungo l’edificio.
Terme Leopoldine (1780/1926)
L’edificio settecentesco, opera di Paoletti, venne chiamato Terme Leopoldine in onore del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo I. Dal 1919 al 1926 l’ingegnere Ugo Giovannozzi curò i lavori di ristrutturazione delle ali dell’edificio e mantenne il portico centrale. L’edificio ha subito un nuovo restauro a partire dal 2008 secondo un progetto di Massimiliano Fuksas che ha tratto ispirazione per l’intervento dalle antiche terme romane.
Terme Tamerici (1911)
Il nome “Tamerici” deriva dagli alberi che crescevano presso l’antica sorgente d’acqua, scoperta nel 1843 dalla famiglia Schmitz, proprietaria del terreno. Dai documenti catastali appare che il primo edificio era assai modesto, tanto che nel 1906 venne incaricato dell’ampliamento Giulio Bernardini. I lavori terminarono nel 1911. Il complesso appare oggi come un insieme di edifici, dalle forme che ricordano l’architettura medievale ma con richiami all’arte orientale grazie alle vetrate policrome.
Terme Torretta (1902/1928)
Questo edificio prende il nome dalla torre con le sue merlature e gli archi ogivali, che sormonta il “castello”. La sua cornice comprende un ampio parco, attraversato dal torrente Torretta che si allarga in uno stagno. Nel 1902 Giulio Bernardini demolì alcuni edifici dell’Ottocento e fece costruire una loggia ispirata allo stile fiorentino del Quattrocento, diretto riferimento al Brunelleschi, dedicata a Giuseppe Verdi, assiduo visitatore di Montecatini Terme. Ugo Giovannozzi modificò alcuni edifici dal 1925 al 1928, durante il quale costruì anche la loggia d’ingresso e creò uno spazio circolare per le esibizioni orchestrali.
Terme Rinfresco (1795/1927)
Il primo edificio venne realizzato su progetto di Giuseppe Manetti nel 1795 ed era caratterizzato da una loggia-terrazza. Di questo sopravvive la facciata a colonnato. L’attuale fabbricato si deve a Ugo Giovannozzi, che nel 1927 progettò un ampio padiglione a pianta centrale. Le pareti interne sono decorate con scene di bagni a opera del fratello Ezio Giovannozzi. Caratteristico il mosaico della pavimentazione del piazzale antistante in cui è rappresentato, grazie a ciottoli bianchi di fiume, un grande giglio fiorentino.
Terme La Salute (1929)
La sorgente La Salute prende il nome dall’acqua potabile curativa che ne sgorgava quando venne scoperta nel 1860 all’interno di una fossa di travertino di proprietà di Benedetto Gabrielli. Circondate da un parco, le terme furono ricostruite dal 1922 al 1929 durante i grandi lavori di ristrutturazione intrapresi dall’architetto Ugo Giovannozzi. La sorgente è ancora oggi utilizzata per la terapia idropinica.
Terme Excelsior (1907/1968)
Inaugurato il 27 giugno 1907 e originariamente destinato a ospitare il Casinò Municipale Excelsior, questo edificio progettato da Giulio Bernardini fu adibito a caffè concerto. Divenne però quasi subito un luogo di cura grazie a Pietro Grocco, che si ispirò ad alcune terme europee che aveva visitato. Nel 1926 Ugo Giovannozzi aggiunse all’edificio del Bernardini un altro edificio di un piano. La struttura fu demolita nel 1968 per far posto a un nuovo edificio su progetto di Sergio Brusa Pasquè e dei suoi collaboratori. Attualmente il centro termale offre diverse cure mediche, tra cui terapia inalatoria, sedute di nebulizzazione e docce nasali.
Ex Terme “Bagni Gratuiti” (primi anni ’90/’20)
Costruito da Giulio Bernardini all’inizio del Novecento, l’edificio era dotato di venti spogliatoi, un salone della musica, un locale per la vendita dei sali di Tamerici e un altro per la direzione medica.
Terme Redi (anni ’20/1964/2009)
Il centro termale risale agli anni ’20 ed è stato progettato da Ugo Giovannozzi. È stato concepito come luogo per la balneoterapia con docce. Nel 1964, secondo le nuove esigenze del termalismo sociale, fu demolito e ricostruito dagli architetti Gian Luigi Giordani e Ippolito Malaguzzi Valeri. Era composto da tre parti: la prima per la balneoterapia, la seconda per la fangoterapia e la terza per i trattamenti speciali. L’edificio è stato ristrutturato nel 2009 da Oreste Ruggiero.
Edifici per il tempo libero e per la vita sociale
Questi edifici erano destinati sia a completare le terme sia a fornire un’attrazione alternativa ai loro clienti abituali, qualcosa che potesse richiamare il pubblico per le sue strutture efficienti, il bellissimo paesaggio e il divertimento. Erano parte integrante del turismo termale.
Kursaal (1907)
Il teatro, la caffetteria, il ristorante e il garage Kursaal furono aperti nel maggio 1907. Il teatro fu progettato dagli architetti milanesi Carbinati e Garbagnani per ospitare compagnie di recitazione nazionali di primo piano. Tra il 1914 e il 1921 la Società Anonima Kursaal di Montecatini fece ampliare l’edificio. Sono stati aggiunti giardini, nuove sale per il tiro a segno e il casinò. Otto anni dopo, il 29 luglio 1929, viene realizzato un cinema all’aperto: un’arena estiva che nel 1933 dispone della prima attrezzatura per la proiezione di film parlati all’aperto in Italia. Dell’originario edificio restano oggi solo la facciata, il portico e il giardino antistante. Su progetto dell’architetto Aldo Rossi, è stato realizzato un nuovo complesso commerciale in un’area precedentemente occupata dall’edificio storico.
Torretta del tennis (1925)
Questo complesso sportivo è all’interno del parco posto tra le Terme del Tettuccio e quelle di Torretta. Ci sono quattro campi da tennis in terra battuta. A completare il centro troviamo un elegante edificio con loggia, riccamente decorato, realizzato da Ugo Giovannozzi. Il complesso sportivo era considerato, prima della seconda guerra mondiale, uno dei più belli d’Italia per posizione e funzionalità.
Loggia Gambrinus (1914)
Questa maestosa loggia in travertino, con terrazza panoramica, fu realizzata da Giulio Bernardini e Ugo Giusti nel tentativo di ricordare le logge delle più importanti città termali d’Europa.
Cinema Excelsior (1922)
Con la sua eclettica e sinuosa facciata laterale e il suo colonnato ionico, il cinema Excelsior fu ricostruito nel 1922 da Ugo Giovannozzi ma subì una serie di interventi migliorativi interni a partire dagli anni ’50.
Cinema Imperiale (1925)
Eretto in uno spiazzo nel 1864, fu inizialmente titolato a Giuseppe Verdi, assiduo frequentatore di Montecatini Terme. Fu ricostruito nel 1924-25, quando i fratelli Lavarini affidarono all’ingegnere pistoiese Arturo Chiti i lavori di nuova costruzione. La sua cupola in cemento armato è stata progettata da un giovane Pier Luigi Nervi.
La nascita del turismo termale a Montecatini Terme
Durante la prima metà dell’Ottocento nasceva il termalismo moderno, ma nasceva anche il concetto di turismo moderno, con nobili, politici, artisti e imprenditori che frequentavano con le famiglie le terme alla moda. Non solo cure quindi, ma anche gioco, svago, divertimento che trovavano spazio nei saloni dei Grand Hotel, nei Casinò e per le vie alla moda degli antichi borghi legati alle acque termali. La stessa cosa accadde a Montecatini che tra la fine del XIX secolo e l’inizio del Novecento si trasformò da villaggio dei Bagni in una delle più eleganti città termali italiane, una piccola Parigi, frequentata da personaggi in vista del mondo politico, artistico, ecclesiastico e finanziario. A dare fama e lustro alla stazione termale fu Giuseppe Verdi, che frequentò Montecatini dal 1875 fino al 1900, ma non lui soltanto; negli stessi anni per le strade di Montecatini si sarebbero potuti incontrare il re Vittorio Emanuele III e la Regina Margherita, Arturo Toscanini e Giacomo Puccini, i Presidenti Segni e Gronchi ed Ettore Petrolini, Guglielmo Marconi e Madame Curie.
Protagonisti
Pietro Leopoldo d'Asburgo (1747 – 1792)
Figlio dell’imperatore Francesco I e di sua moglie Maria Teresa d’Austria, fu fratello della celebre Maria Antonietta, regina di Francia, e di Maria Carolina, regina di Napoli. Dal 1765, alla morte del padre, divenne granduca di Toscana. Fu un sovrano illuminato, al passo con i tempi e con le nuove correnti di pensiero. A differenza di suo padre volle trasferirsi a Firenze, dove avviò un programma di riforme molto articolato e di ampio respiro in campo economico, giudiziario e civile. Avvalendosi di importanti funzionari Pietro Leopoldo non solo risanò il dissesto finanziario provocato dagli ultimi Medici, ma trasformò profondamente lo stato toscano dandogli un’impronta di modernità ed efficienza, che lo resero un modello di riformismo illuminato in tutta Europa.
Riformò le amministrazioni locali e il sistema tributario, eliminando privilegi e rendendo pubblico il bilancio dello Stato. Promosse una politica liberista, chiudendo le corporazioni di origine medievale e abolendo le leggi sulle manomorte e i fidecommessi dando un nuovo impulso all’economia, all’agricoltura, al commercio e all’industria. Avviò la bonifica di grandi aree della Maremma e della Val di Chiana. Fece costruire un moderno sistema di comunicazioni stradali e svariate opere pubbliche, ampliò e riorganizzò i servizi. Ordinò la soppressione dei conventi, degli ordini e degli enti religiosi, riducendone notevolmente il numero e alienando loro beni mobili e immobili. Il patrimonio edilizio così acquisito permise la creazione di nuovi ospedali, ospizi, scuole, istituti e università. Promosse la cultura e gli studi, fondando e sviluppando musei, biblioteche e accademie tra cui quella di Belle Arti. Il cambiamento più importante introdotto da Pietro Leopoldo fu in campo legislativo con la Riforma Leopoldina: il nuovo codice penale del 1786 che prevedeva l’abolizione del reato di lesa maestà, la confisca dei beni, l’interrogatorio per tortura e soprattutto la pena di morte.
Nel 1790 alla morte del fratello Giuseppe II, Pietro Leopoldo lasciò Firenze per ricevere la corona imperiale col nome di Leopoldo II. Morì nel marzo del 1792 a Vienna, dopo una breve malattia.
Gaspare Maria Paoletti (1727 – 1813)
E’ stato un architetto e scultore italiano, tra i principali esponenti dello stile neoclassico in Toscana.
Lavorò alla corte granducale dei Lorena, dove fu tra i primi a decretare l’abbandono delle opulente forme barocche in favore di forme più lineari che traevano spunto anche dall’architettura rinascimentale della città. Insegnò all’Accademia di Belle Arti di Firenze, diffondendo alla nuova generazione le sue idee innovative.
Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, granduca di Toscana dal 1765, lo stimò e ne fece il suo principale operatore nel campo dell’architettura aulica. Si occupò del complesso di palazzo Pitti e del giardino di Boboli e dal 1768 intervenne nella villa del Poggio Imperiale con lavori di ampliamento e decorazione.
Dal 1772 fu impegnato nella progettazione e realizzazione dei nuovi bagni di Montecatini. In particolare si occupò della costruzione dei bagni del Rinfresco e di quello Regio, del restauro della vasca del Tettuccio, dell’interramento del cratere del bagno della Regina, dell’edificazione delle terme Leopoldine sulla sorgente della Rogna, e della palazzina Regia destinata a residenza granducale e a direzione del complesso termale. Nel 1784 progettò per i monaci benedettini, consegnatari degli stabilimenti termali, una locanda destinata agli ospiti delle terme. Inoltre si occupò di un nuovo canale di scolo delle acque dei bagni, e con Francesco Bombicci, provvide a dotare il complesso termale di passeggiate alberate.
Ugo Giovannozzi (1876 – 1957)
Ingegnere civile e architetto, nato a Firenze il 19 settembre 1876. Apprese la pratica dell’architettura nello studio del fiorentino Riccardo Mazzanti. Per tale insegnamento e per spontanea disposizione egli appartiene alla tradizione eclettica dell’Ottocento. Ma fra tutti gli stili ha mostrato di prediligere il neoclassico. Sue opere principali sono il palazzo dell’Istituto nazionale delle assicurazioni in Roma, gli stabilimenti delle Terme in Montecatini, i palazzi della Società Montecatini a Milano, della Banca nazionale di credito a Napoli, della Cassa nazionale per le assicurazioni sociali a Trieste, le sedi del Monte dei Paschi a Napoli e a Roma.
Raffaello Brizzi (1883-1946)
Raffaello Brizzi nacque a Montecatini Terme da una famiglia tradizionalmente impegnata nel settore edile. Accademico dell’Accademia delle Arti del Disegno fin dal 1908 e già insegnante della Cattedra di Architettura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Fu uno dei principali artefici della Regia Scuola Superiore d’Architettura di Firenze che diresse dal 1932. Pur praticando un insegnamento che si collocava nel solco della tradizione da cui proveniva, dalla sua scuola uscì una generazione di architetti rinnovatori, come Italo Gamberini, Nello Baroni, Leonardo Lusanna e Giovanni Michelucci.
La sua intensa attività di progettista che si esplicò principalmente a Firenze, in Lucchesia e nel Pistoiese, trova a Montecatini Terme l’importante collaborazione con l’ingegner Righetti, con cui realizza il Palazzo Comunale, la nuova sede del Banco di Roma, i Nuovi Stabilimenti termali e i numerosi villini privati.Giulio Bernardini (1863-1946)
Giulio Bernardini nacque a Pescia ed ebbe una vita lunga e produttiva. Fu un personaggio molto attivo ed eclettico: insegnante di disegno nelle scuole tecniche e serali, presidente di quasi tutte le istituzioni della città natale, storico, poeta, collaboratore de “La Nazione”. Nel suo lavoro non si limitò a progettare solo edifici ma anche parchi e giardini. In modo particolare, lo stimolo creativo concretizzato a Montecatini deriva dal viaggio in treno intrapreso insieme a Pietro e Luigi Baragiola, alla scoperta dei centri termali in Svizzera, in Boemia e in Germania. Come direttore tecnico-artistico della Società Nuove Terme, si trovò a dover mettere mano agli stabilimenti Torretta, Tamerici, Fortuna, Excelsior e a ripensare i parchi, le aiuole, i viali intorno a questi edifici creando un vero e proprio nuovo assetto urbano. Si deve a lui tutto l’impianto del Parco delle Terme, compresa la realizzazione di vivai per mantenerlo sempre perfetto. Bernardini aveva perfettamente compreso che, per portare Montecatini allo stesso livello delle più celebri stazioni di cura europee non bastava curare solo le architetture, ma anche gli spazi a verde, siano essi pubblici o privati. La sua ricerca stilistica puntava a creare un luogo in cui la salubrità, il comfort, il benessere individuale e collettivo fossero in un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente. Una sua caratteristica costruttiva era il loggiato perché creava un collegamento tra chi abitava le architetture e la natura circostante.Testimonianze d’autore
Testimonianze
► Ecco i più bei panorami che io abbia mai visto.
(Giuseppe Verdi)
►Il suo ingresso al Tettuccio, di primo mattino, è rimasto immortalato dalla descrizione di Carlo Paladini: «Arrivava Verdi, la testa diritta, la gamba lesta, il piè fermo, il solito cappellaccio de’ carbonari, il cappellone italico della tradizione classica del nostro risorgimento nazionale; la giacchetta, anzi il giacchettone nero a due petti; e l’ombrello di cotone dal rozzo manico di legno ritorto. Non si parava mai il sole, però… Il parasole poteva soltanto servire da par’acqua; e l’ombrello estivo batteva sempre forte, forte in terra, più per sfogo di nervosità, che per bisogno d’appoggio. Al Tettuccio c’era gente di tutti i paesi, di tutte le qualità, celebri e ignoti; una folla composta di elementi così diversi… Arrivava Verdi…. Non vi erano più né letterati, né scienziati, né nababbi, né uomini politici in attività di servizio, o a disposizione del Parlamento, o in aspettativa d’una chiamata al Quirinale; né grandi scultori, miliardari e virtuosi del pennello… Non c’era nessuno all’infuori del Maestro! Tutti gli sguardi si volgevano verso di lui… A Montecatini quando c’era Verdi, c’era soltanto lui, o spieghiamoci meglio: Verdi assorbiva da solo la curiosità e l’interessamento del pubblico, dava la sensazione e il soggetto della conversazione…»
(Mauro Lubrani, I lieti calici di Verdi)
Legami tra i siti Unesco italiani
Le grandi città termali d'Europa – Montecatini e...
Ville e giardini medicei in ToscanaQuesti siti, molto diversi per epoca, stile e funzione, hanno un interessante aspetto in comune. Entrambi sono legati alla formula di luoghi di servizio o funzionali, associati a parchi e giardini come luoghi di pace e benessere. Anche nelle Ville e giardini medicei è fondamentale il rispetto al paesaggio: il rapporto tra sede politico-amministrativa (la villa), possedimenti fondiari circostanti e i parchi è armonico ed equilibrato.
Note bibliografiche
Bibliografia
Belli G., L’architettura alberghiera di Giulio Bernardini a Montecatini Terme, 2002.
Bossaglia R., Stile e Struttura delle città termali, Nuovo istituto italiano d’arti grafiche, 1985.
Romei P., Territorio e turismo: un lungo dialogo. Il modello di specializzazione turistica di Montecatini Terme, Firenze, FUP, 2016.
Nel Web
Webgrafia
https://whc.unesco.org/en/list/1613/
https://www.greatspatownsofeurope.eu/
- Valore UNESCO
Questo sito seriale transnazionale comprende undici città termali, situate in sette paesi europei: Baden bei Wien (Austria); Spa (Belgio); Františkovy Lázně; Karlovy Vary; Mariánské Lázně (Cechia); Vichy (Francia); Bad Ems; Baden-Baden; Bad Kissingen (Germania); Montecatini Terme (Italia); e City of Bath (Regno Unito). Testimoniano la cultura termale europea internazionale che si è sviluppata dall’inizio del XVIII secolo fino agli anni Trenta, portando all’emergere di grandi resort internazionali che hanno influenzato la tipologia urbana realizzata intorno a complessi di edifici termali come bagni, kurhaus e kursaal (edifici e stanze dedicati alla terapia), sale di pompaggio, sale per bere, colonnati e gallerie progettati per sfruttare le risorse naturali di acqua minerale e per consentire il loro uso pratico per fare il bagno e bere. Questi complessi sono tutti integrati in un contesto urbano che racchiude un ambiente ricreativo e terapeutico inserito in un paesaggio pittoresco. Insieme, questi siti incarnano il significativo interscambio di valori umani e gli sviluppi della medicina, della scienza e della balneologia.
Le caratteristiche del sito
Queste grandi città sono le località più alla moda, dinamiche e con scambi internazionali che si sono sviluppate attorno a fonti di acqua minerale naturale. Hanno creato una tipologia di città con una forma specifica, una funzione e un’architettura straordinaria che non ha precedenti inserita in un paesaggio unico dedicato alla “cura”, al relax e al divertimento: queste grandi città termali hanno aperto la strada al nascente turismo moderno e continuano, a distanza di molto tempo, a mantenere queste caratteristiche.
In quanto centri innovativi per la medicina, la balneologia e il tempo libero, le Grandi Città Termali d’Europa incarnarono la filosofia dell’Illuminismo e stabilirono il concetto di welfare, con l’assistenza sanitaria messa a disposizione di tutti.
Gli elementi che caratterizzano tutti i beni del sito sono:
– uno splendido scenario naturale, dove si trovano le fonti di acque minerali terapeutiche;
– un’eccezionale forma urbana e architettura termale, inclusi bagni, sale di pompaggio, sale per bere, strutture per trattamenti, colonnati e gallerie;
– una fornitura di attività sociali all’interno di sale riunioni, sale per le cure, casinò, teatri, teatri d’opera, parchi e giardini;
– una sistemazione per clienti con hotel prestigiosi, pensioni e ville con ristoranti, sale da musica e da ballo;
– medici professionisti esperti in medicina termale, balneologia e terapie per il tempo libero;
– un contesto urbano altamente sviluppato e gestito con cura, che comprende il complesso termale, l’ambiente ricreativo e terapeutico di parchi, giardini, passeggiate, impianti sportivi, come tennis, golf e in particolare ippica;
– infrastrutture termali specifiche, impianti di imbottigliamento di acque minerali, prime ferrovie e funicolari, ospedali, lavanderie, stazioni di pompaggio e reti di distribuzione dell’acqua, ristoranti, caffè, torri di avvistamento e padiglioni prospettici, case di moda e punti vendita al dettaglio di alta qualità;
– agenzie turistiche e di viaggio specializzate nella fornitura di cure mediche.
La componente Italiana – Montecatini Terme
Montecatini Terme, con il suo ruolo di primo piano nel riconoscimento delle proprietà medicinali dell’acqua minerale, è un’importante rappresentazione in un paese ricco di sorgenti termali. L’architettura monumentale delle terme, incentrata su quattro sorgenti principali, è punteggiata come un gioiello all’interno di un’oasi di giardini, parchi formali e passeggiate. Il verde prosegue in una fascia di pini e uliveti terrazzati che, insieme alla storica funicolare, salgono ripidi pendii fino a Montecatini Alto, punto focale anche del viale centrale delle Terme, Viale Verdi. Con la sua architettura termale eclettica e liberty reinterpretata in stile toscano, Montecatini Terme continua a fungere da centro per le cure balneari.
Paesaggio urbano storico delle Grandi Terme di Montecatini include cinque aree:
Il principale comprensorio termale e il suo Parco Termale, situato nella zona centrale pianeggiante delle sorgenti, costituito dal grande insieme delle terme e dallo scenografico viale alberato.
La “nuova” città termale circostante che comprende le strutture termali e gli istituti balneari, le piazze, gli edifici per il tempo libero, i Grand Hotel, le palazzine e le case, insieme con la stazione ferroviaria.
Il paesaggio termale terapeutico e ricreativo dei parchi e dei giardini.
Il corridoio lineare della funicolare che collega Montecatini Terme con il centro storico di Montecatini Alto.
Montecatini Alto con le sue rovine medievali, il centro storico e le ville “nuove” dove i medici vivevano e curavano i loro ricoverati termali.
Per saperne di più
Montecatini e le terme
L’uso terapeutico delle acque di Montecatini risale all’epoca romana, ma la storia ufficiale dei bagni termali di Montecatini iniziò circa 600 anni fa quando lo studioso e medico Ugolino Simoni da Montecatini esaltò la natura delle sue acque minerali.
Il primo nucleo di insediamento urbano nel quartiere termale risale alla fine del Seicento, tuttavia si deve attendere la seconda metà del Settecento per i primi stabilimenti termali, in parte tutt’ora funzionanti, realizzati sulla spinta di Pietro Leopoldo di Lorena, illuminato Granduca di Toscana. Durante il suo governo provvede alla bonifica idraulica del territorio intorno a Montecatini. Per facilitare l’uso delle sorgenti idrauliche, fa progettare negli anni Settanta del Settecento a Gaspare Maria Paoletti gli stabilimenti termali di Bagno Regio, le Terme Leopoldine e il Tettuccio; tutti questi edifici sono caratterizzati dallo stile neoclassico.
Alla fine dell’Ottocento le Terme furono cedute a una Società che faceva capo all’Onorevole Pietro Baragiola che divenne proprietario delle sorgenti. Il Baragiola voleva rendere Montecatini al pari delle altre città termali europee come Karlsbad e Vichy e spinse i suoi progettisti a visitare e studiare i centri termali in Svizzera, Boemia e Germania.
Nel periodo tra gli ultimi anni dell’Ottocento e l’inizio della prima guerra mondiale, la città intraprese una complessa modernizzazione urbanistica, sia dal punto di vista estetico sia da quello funzionale, incentrata sul termalismo, visto come motore della vita sociale ed economica. La nuova Montecatini fu quindi progettata come una città ideale in cui spazi urbani e paesaggio sono protagonisti di pari livello nella progettazione, seguendo modelli tipici dello stile Liberty.
Le sorgenti
Nell’area di Montecatini Terme sono presenti undici sorgenti termali anche se solo quattro sono impiegate nella cura idropinica. Le acque sono saline acidule (ricche di cloruro-solfato, magnesio e bicarbonato di sodio, bromo, litio e silicio), limpide, incolore, inodore e dal sapore leggermente salato.
Le quattro sorgenti attualmente utilizzate sono: Tettuccio, Regina, Leopoldina e Rinfresco.
Le sorgenti di Montecatini nascono da una falda acquifera alimentata dalle acque meteoriche a circa 60-80 metri sotto il livello del suolo. A quella profondità, l’acqua passa attraverso gli strati geologici del suolo che fungono da filtro purificandola e arricchendola di minerali.
Le cure termali con l’acqua delle diverse fonti delle terme di Montecatini, ognuna con una sua caratteristica particolare, riguardano soprattutto l’apparato digerente per le peculiarità purgative e depuranti ma sono utilizzate anche per la cura dei fanghi e dei bagni per i disturbi dell’apparato locomotore.
Andare alle Terme, dall’antica Roma ai giorni nostri
Nell’antica Roma, con il termine thermae si indica l’insieme degli edifici destinati ai bagni pubblici, luoghi di ritrovo ed educazione; erano sia stabilimenti destinati all’igiene del corpo, spesso anche gratuiti e quindi aperti alle fasce più basse della popolazione, che luoghi dedicati al ristoro della mente, alla cultura, all’aggregazione, allo scambio di opinioni; veri e propri spazi dedicati alla convivialità. Per questo motivo, quindi, le terme romane vengono arricchite di opere d’arte, mosaici e decorazioni e completate anche con palestre, biblioteche, sale, porticati, fontane, giardini ombrosi e viali in cui passeggiare.
L’insieme di edifici delle terme dei romani sono strutturati come una piccola città con un percorso obbligato. Dallo spogliatoio, si passa al tepidarium, una sala con acqua tiepida in cui si versano oli e vini speziati, e poi al calidarium, con una vasca di acqua calda. Da qui, poi si passa al laconicum, una stanza di solito più piccola con aria calda e secca, una sorta di antica sauna. Da questo momento in poi ci si dedica alla pulizia del corpo, con pietra pomice o sabbia o un composto di argilla, olio d’oliva e polvere d’equiseto e poi ai massaggi con oli profumati. Questo percorso termina con un bagno nel frigidarium, la piscina di acqua fredda. Da ultimo sono presenti luoghi in cui dedicarsi all’intrattenimento dello spirito, con le attività più culturali, artistiche e conviviali.
Dopo la caduta dell’Impero Romano e la successiva affermazione del Cristianesimo, le terme perdono l’interesse del popolo nella loro fruizione. La religione cristiana, infatti, le boicotta identificandole come luoghi di promiscuità sessuale e paganesimo. Questa presa di posizione comporta un lungo declino delle terme che si protrae fino al Medioevo, quando, lentamente, cominciano a riscoprirsi i benefici curativi delle acque termali e, di conseguenza, si iniziano a riaprire gli impianti d’epoca romana.
È però nel Rinascimento che il tema “terme” ritrova la sua funzione originale. In questo periodo storico, infatti, il termalismo trova la sua più ampia diffusione grazie a una nuova disposizione d’animo, più aperta e conviviale, e allo sviluppo della stampa, inventata in Europa nel 1455 e diffusasi rapidamente nel continente. Infatti le opere mediche e le ricerche dedicate alle acque termali si diffondono sia in Italia che in Europa. Nel Rinascimento, poi, le classi più elevate della società si dedicano alle cure con le acque termali assieme a terapie che oggi non verrebbero più utilizzate come le ventose applicate al corpo per stimolare la pelle alla cura termale.
Tra il XIV e il XV secolo sono molti gli autori che si occupano di termalismo, scrivendone delle opere o degli studi idrologici: tra gli esempi di maggior successo e rilevanza ricordiamo senz’altro il De Balneis del medico Ugolino da Montecatini. All’interno di questo vero e proprio trattato di idrologia medica e idroterapia termale, Ugolino analizza con attenzione le indicazioni terapeutiche delle acque della stazione termale toscana di Montecatini, facendone un libro molto interessante dal punto di vista delle informazioni ricavate e, ancor più, dalla visione che si aveva in quel tempo delle acque termali e del loro utilizzo.
Nel Settecento nasce il turismo termale, un fenomeno sorprendentemente complesso che supera i soli aspetti sanitari e che spinge molti visitatori ad intraprendere lunghi viaggi nelle località termali. Questa nuova spinta favorisce evoluzioni e cambiamenti urbani, sociali e culturali. Non mancano però anche in questo periodo studi sulle acque e sulle loro preziose caratteristiche, come ritroviamo nel testo del 1788 di Alessandro Bicchierai, Dei Bagni di Montecatini, dimostrando che la scienza medica e la trattatistica non smisero mai di studiare le proprietà curative delle acque anche quando la richiesta turistica termale si arricchisce di altre possibilità. Nell’Ottocento il termalismo entra nella sua era moderna, lasciandosi alle spalle la sola vocazione terapeutica per diventare passatempo culturale. Le città termali si trasformano in esclusivi centri di villeggiatura per aristocratici e borghesi. Le terme e “l’andare alle terme” diventa occasione per curare il corpo ma soprattutto per godere di spazi dove divertirsi e rilassarsi.
Questa idea di relax e di benessere è rimasta la stessa nell’atteggiamento di chi, ancora oggi, frequenta le terme.
Protagonisti
Pietro Leopoldo d'Asburgo (1747 – 1792)
Figlio dell’imperatore Francesco I e di sua moglie Maria Teresa d’Austria, fu fratello della celebre Maria Antonietta, regina di Francia, e di Maria Carolina, regina di Napoli. Dal 1765, alla morte del padre, divenne granduca di Toscana. Fu un sovrano illuminato, al passo con i tempi e con le nuove correnti di pensiero. A differenza di suo padre volle trasferirsi a Firenze, dove avviò un programma di riforme molto articolato e di ampio respiro in campo economico, giudiziario e civile. Avvalendosi di importanti funzionari Pietro Leopoldo non solo risanò il dissesto finanziario provocato dagli ultimi Medici, ma trasformò profondamente lo stato toscano dandogli un’impronta di modernità ed efficienza, che lo resero un modello di riformismo illuminato in tutta Europa.
Riformò le amministrazioni locali e il sistema tributario, eliminando privilegi e rendendo pubblico il bilancio dello Stato. Promosse una politica liberista, chiudendo le corporazioni di origine medievale e abolendo le leggi sulle manomorte e i fidecommessi dando un nuovo impulso all’economia, all’agricoltura, al commercio e all’industria. Avviò la bonifica di grandi aree della Maremma e della Val di Chiana. Fece costruire un moderno sistema di comunicazioni stradali e svariate opere pubbliche, ampliò e riorganizzò i servizi. Ordinò la soppressione dei conventi, degli ordini e degli enti religiosi, riducendone notevolmente il numero e alienando loro beni mobili e immobili. Il patrimonio edilizio così acquisito permise la creazione di nuovi ospedali, ospizi, scuole, istituti e università. Promosse la cultura e gli studi, fondando e sviluppando musei, biblioteche e accademie tra cui quella di Belle Arti. Il cambiamento più importante introdotto da Pietro Leopoldo fu in campo legislativo con la Riforma Leopoldina: il nuovo codice penale del 1786 che prevedeva l’abolizione del reato di lesa maestà, la confisca dei beni, l’interrogatorio per tortura e soprattutto la pena di morte.
Nel 1790 alla morte del fratello Giuseppe II, Pietro Leopoldo lasciò Firenze per ricevere la corona imperiale col nome di Leopoldo II. Morì nel marzo del 1792 a Vienna, dopo una breve malattia.
Gaspare Maria Paoletti (1727 – 1813)
E’ stato un architetto e scultore italiano, tra i principali esponenti dello stile neoclassico in Toscana.
Lavorò alla corte granducale dei Lorena, dove fu tra i primi a decretare l’abbandono delle opulente forme barocche in favore di forme più lineari che traevano spunto anche dall’architettura rinascimentale della città. Insegnò all’Accademia di Belle Arti di Firenze, diffondendo alla nuova generazione le sue idee innovative.
Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, granduca di Toscana dal 1765, lo stimò e ne fece il suo principale operatore nel campo dell’architettura aulica. Si occupò del complesso di palazzo Pitti e del giardino di Boboli e dal 1768 intervenne nella villa del Poggio Imperiale con lavori di ampliamento e decorazione.
Dal 1772 fu impegnato nella progettazione e realizzazione dei nuovi bagni di Montecatini. In particolare si occupò della costruzione dei bagni del Rinfresco e di quello Regio, del restauro della vasca del Tettuccio, dell’interramento del cratere del bagno della Regina, dell’edificazione delle terme Leopoldine sulla sorgente della Rogna, e della palazzina Regia destinata a residenza granducale e a direzione del complesso termale. Nel 1784 progettò per i monaci benedettini, consegnatari degli stabilimenti termali, una locanda destinata agli ospiti delle terme. Inoltre si occupò di un nuovo canale di scolo delle acque dei bagni, e con Francesco Bombicci, provvide a dotare il complesso termale di passeggiate alberate.
Ugo Giovannozzi (1876 – 1957)
Ingegnere civile e architetto, nato a Firenze il 19 settembre 1876. Apprese la pratica dell’architettura nello studio del fiorentino Riccardo Mazzanti. Per tale insegnamento e per spontanea disposizione egli appartiene alla tradizione eclettica dell’Ottocento. Ma fra tutti gli stili ha mostrato di prediligere il neoclassico. Sue opere principali sono il palazzo dell’Istituto nazionale delle assicurazioni in Roma, gli stabilimenti delle Terme in Montecatini, i palazzi della Società Montecatini a Milano, della Banca nazionale di credito a Napoli, della Cassa nazionale per le assicurazioni sociali a Trieste, le sedi del Monte dei Paschi a Napoli e a Roma.
Raffaello Brizzi (1883-1946)
Raffaello Brizzi nacque a Montecatini Terme da una famiglia tradizionalmente impegnata nel settore edile. Accademico dell’Accademia delle Arti del Disegno fin dal 1908 e già insegnante della Cattedra di Architettura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Fu uno dei principali artefici della Regia Scuola Superiore d’Architettura di Firenze che diresse dal 1932. Pur praticando un insegnamento che si collocava nel solco della tradizione da cui proveniva, dalla sua scuola uscì una generazione di architetti rinnovatori, come Italo Gamberini, Nello Baroni, Leonardo Lusanna e Giovanni Michelucci.
La sua intensa attività di progettista che si esplicò principalmente a Firenze, in Lucchesia e nel Pistoiese, trova a Montecatini Terme l’importante collaborazione con l’ingegner Righetti, con cui realizza il Palazzo Comunale, la nuova sede del Banco di Roma, i Nuovi Stabilimenti termali e i numerosi villini privati.Giulio Bernardini (1863-1946)
Giulio Bernardini nacque a Pescia ed ebbe una vita lunga e produttiva. Fu un personaggio molto attivo ed eclettico: insegnante di disegno nelle scuole tecniche e serali, presidente di quasi tutte le istituzioni della città natale, storico, poeta, collaboratore de “La Nazione”. Nel suo lavoro non si limitò a progettare solo edifici ma anche parchi e giardini. In modo particolare, lo stimolo creativo concretizzato a Montecatini deriva dal viaggio in treno intrapreso insieme a Pietro e Luigi Baragiola, alla scoperta dei centri termali in Svizzera, in Boemia e in Germania. Come direttore tecnico-artistico della Società Nuove Terme, si trovò a dover mettere mano agli stabilimenti Torretta, Tamerici, Fortuna, Excelsior e a ripensare i parchi, le aiuole, i viali intorno a questi edifici creando un vero e proprio nuovo assetto urbano. Si deve a lui tutto l’impianto del Parco delle Terme, compresa la realizzazione di vivai per mantenerlo sempre perfetto. Bernardini aveva perfettamente compreso che, per portare Montecatini allo stesso livello delle più celebri stazioni di cura europee non bastava curare solo le architetture, ma anche gli spazi a verde, siano essi pubblici o privati. La sua ricerca stilistica puntava a creare un luogo in cui la salubrità, il comfort, il benessere individuale e collettivo fossero in un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente. Una sua caratteristica costruttiva era il loggiato perché creava un collegamento tra chi abitava le architetture e la natura circostante.Legami tra i siti Unesco italiani
Le grandi città termali d'Europa – Montecatini e...
Ville e giardini medicei in ToscanaQuesti siti, molto diversi per epoca, stile e funzione, hanno un interessante aspetto in comune. Entrambi sono legati alla formula di luoghi di servizio o funzionali, associati a parchi e giardini come luoghi di pace e benessere. Anche nelle Ville e giardini medicei è fondamentale il rispetto al paesaggio: il rapporto tra sede politico-amministrativa (la villa), possedimenti fondiari circostanti e i parchi è armonico ed equilibrato.
Glossario
Glossario
Sito seriale transnazionale – questa espressione indica un sito Patrimonio Mondiale composto da una serie di luoghi distribuiti in nazioni diverse.
Acqua minerale – le acque minerali sono quelle che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali e hanno proprietà favorevoli alla salute.
Balneologia – s. f., studio della composizione delle acque minerali e termali con speciale riferimento al loro utilizzo nelle terapie curative.
Welfare – s.m., sistema sociale che vuole garantire l’assistenza e il benessere dei cittadini.
Termalismo – s.m., turismo organizzato in zone o stazioni termali, strettamente connesso alle attività termali.
Stile Liberty – Stile decorativo, che fu di moda per un breve periodo verso la fine del XIX secolo e il principio del XX, caratterizzato da motivi ispirati direttamente dal vero, specialmente dal mondo vegetale e floreale.
Falda acquifera – deposito di acque sotterranee filtrate da terreni rocciosi.
Legislativo – agg., che riguarda l’ambito delle leggi.
Stile eclettico – stile architettonico e di design nato dalla mescolanza di caratteristiche tipiche di altri stili decorativi storici ed esotici.
Bilancio dello Stato – è un documento di contabilità che indica le entrate (tasse e redditi) e le uscite dell’amministrazione di uno Stato.
2021, Fuzhou (China)/Online meeting, 44 ͣ sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale.
Sito Culturale, Seriale e Transnazionale
Italia centrale, Regione Toscana, Provincia di Pistoia
Criteri di Iscrizione
Criterio (ii) :Le Grandi Terme d’Europa presentano un importante scambio di idee innovative che hanno influenzato lo sviluppo della medicina, della balneologia e delle attività ricreative dal 1700 circa agli anni ’30. Questo interscambio si esprime tangibilmente attraverso una tipologia urbana incentrata sulle sorgenti minerali naturali e votata alla salute e al tempo libero. Queste idee hanno influenzato la popolarità e lo sviluppo delle città termali e della balneologia in tutta Europa e in altre parti del mondo. Le Grandi Terme d’Europa diventano centri di sperimentazione che si pongono al passo con la concorrenza adattandosi al mutare dei gusti, delle sensibilità e delle esigenze dei visitatori. Oltre ai medici, i principali agenti di trasmissione erano gli architetti, i designer e i giardinieri che creavano gli ambienti costruiti e ‘naturali’ che incorniciavano la vita termale. Di conseguenza, la proprietà mostra importanti esempi di architettura termale come il “kurhaus” e il “kursaal”, sale pompe, sale per bere (“trinkhalle”), colonnati e gallerie progettati per sfruttare la risorsa naturale di acqua minerale e per consentirne la pratica utilizzare per fare il bagno e bere.
Criterio (iii): Le Grandi Terme d’Europa sono una testimonianza eccezionale del fenomeno termale europeo, che affonda le sue radici nell’antichità, ma ha raggiunto la sua massima espressione dal 1700 circa agli anni ’30. “Prendere la cura”, sia esternamente (facendo il bagno) che internamente (bevendo e inalando) implicava un regime quotidiano altamente strutturato e programmato e una combinazione di aspetti medici e tempo libero, inclusi intrattenimento e attività sociali (ad esempio gioco d’azzardo, teatro, musica, ballare) e fare esercizio fisico all’interno di un paesaggio termale terapeutico all’aperto. Questi parametri hanno influenzato direttamente la disposizione spaziale delle città termali e la forma e la funzione degli edifici termali o “architettura termale”. I parchi urbani e le passeggiate consentivano alle persone che si sottoponevano alla cura di “vedere ed essere viste” dagli altri.
Estensione del bene


