La Piazza del Duomo di Pisa

Illustrazione Elena Prette

Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale

La piazza deve essere considerata come patrimonio culturale di Eccezionale Valore Universale considerando che i capolavori che ospita sono la testimonianza dello spirito creativo del XIV secolo. Tali monumenti costituiscono una tappa talmente fondamentale nella storia dell’architettura medievale da diventare un punto di riferimento nello studio dello stile romanico pisano. Il camposanto ed il suo ciclo di affreschi, con la sua particolare tipologia e uso, costituisce un notevole esempio per la storia della pittura italiana medievale dei secoli XIV e XV.

  • Valore UNESCO

    Il complesso monumentale di Piazza del Duomo di Pisa è costituito da quattro edifici di eccezionale valore artistico, culturale, religioso e storico: il Duomo, la Torre Campanaria, il Battistero, il Camposanto risplendono nel loro biancore marmoreo su un vasto manto erboso che ne delinea lo spazio fisico e allo stesso tempo ne amplifica la pregnanza simbolica. Sono il felice frutto di un grandioso progetto che mirava a mostrare al mondo il valore culturale, economico e politico della città di Pisa, allora Repubblica Marinara e potenza del Mediterraneo nel X e XII secolo. Le presenze monumentali della Piazza sono spazi sacri e  rappresentano i momenti fondamentali del ciclo della vita del cristiano, dalla nascita alla morte nel suo cammino entro la fede; nelle soluzioni costruttive e decorative, rappresentano un unicum definito stilisticamente il romanico-pisano, che costituisce una tappa importante nello sviluppo delle arti plastiche e architettoniche dell’Occidente e che riflette influenze culturali molteplici (araba, bizantina, lombarda, romana) a testimonianza del composito e dinamico quadro dell’Europa meridionale dell’epoca.

    La Piazza del Duomo. Bellezza artistica e scenografica, valore spirituale, testimonianza storica
    A Gabriele D’Annunzio si deve il poetico nome di “Piazza dei Miracoli” attribuito al complesso monumentale di Pisa formato dalla Cattedrale assieme alla Torre Campanaria, al Battistero e al Camposanto. La Piazza dei Miracoli suscita oggi meraviglia e ammirazione nei visitatori che giungono al suo cospetto e avvertono l’elegante dialogo che ciascun edificio intrattiene con gli altri. La Piazza, infatti, è un tutto armonico sotto il profilo estetico che presenta elementi ricorrenti, come i rivestimenti in marmo bianco e gli intarsi geometrici, le arcatelle cieche, gli ordini di colonnine sormontate da archetti a tutto sesto. Anche sotto il profilo simbolico, la” Piazza dei Miracoli” esprime un significato unitario; l’area sacra monumentale riusciva, infatti, ad accompagnare il fedele per tutto l’intero ciclo della sua vita, dall’ingresso nella comunità cristiana celebrato con il battesimo, alla crescita e alla maturità con la prassi ordinaria del culto, dei sacramenti e delle cerimonie religiose straordinarie, fino al riposo delle spoglie terrene prima attorno e nei pressi della stessa cattedrale e, in seguito, nel Camposanto. La” Piazza dei Miracoli” era il cuore della vita religiosa ma anche civile in epoca altomedievale, poiché era luogo di formazione del senso di appartenenza comunitaria e forte motivo di orgoglio per i cittadini, dove si svolsero anche nei secoli successivi eventi collettivi tradizionali e civili di rilievo registrati dalla storia.
    Ragioni storiche della collocazione urbanistica della Piazza del Duomo
    Perchè i pisani vollero edificare la loro nuova cattedrale in una posizione che risultava marginale rispetto al centro della città in epoca altomedievale? Rispondendo a tale quesito si potrà comprendere anche il valore della piazza monumentale, quale manifestazione fisica e artistica del potere e della ricchezza di Pisa stessa. Il sito si trovava presso il tratto nordoccidentale delle antiche mura cittadine e vi scorreva accanto un fiume scomparso ma allora navigabile, l’Auser che poi confluiva nell’Arno, mentre a Nord si trovavano campi coltivati da cui provenivano gli approvvigionamenti per la città. L’area era in posizione favorevole all’interno della rete viaria e fluviale toscana come dimostrato da recenti studi archeologici che hanno individuato un porto fluviale sul corso dell’Auser situato a poca distanza da dove si trova la piazza odierna. La collocazione del cantiere della cattedrale perciò era funzionale per beneficiare di tale scalo sul fiume e ricevere agevolmente i materiali da costruzione,  legno e marmi,  estratti dalle cave e dalle foreste dei vicini Monti Pisani. Il porto sull’Auser sembra fosse attivo dall’epoca etrusca e fino al V secolo d.C. e ricoprì un ruolo importante nello sviluppo dell’insediamento pisano quale centro marittimo dell’alto Mediterraneo.
    La Cattedrale
    Nel sito della “ Piazza dei Miracoli” erano stati eretti edifici sacri già in epoca paleocristiana che vennero soppiantati dalla nuova grandiosa Cattedrale di Santa Maria fondata nel 1064; l’imponente cantiere venne messo in opera anche grazie alle ricchezze conquistate con la vittoriosa spedizione di Pisa contro la Palermo dei Saraceni, da cui le navi pisane ritornarono cariche di un bottino entrato nella leggenda. Pisa allora si trovava nella sua età dell’oro ed era riconosciuta una delle più grandi potenze del Mediterraneo occidentale. I cantieri medievali funzionavano con un buon livello di razionalizzazione del lavoro, sia per quanto riguarda i rifornimenti dei materiali e il loro trasporto, sia per l’organizzazione dei tempi in relazione agli stadi di lavorazione e al clima stagionale, sia, infine, per coloro che vi erano impegnati: maestri d’opera e artisti venivano spesso registrati in iscrizioni poste nei monumenti eretti per tramandarne in eterno la memoria. E così avvenne anche a Pisa. Iscrizioni epigrafiche sulle pareti della Cattedrale raccontano le vicende di costruzione del mirabile tempio cristiano “di marmo bianco come la neve”, ideato dall’architetto Buscheto, il cui sarcofago è murato nella stessa parete. Nella costruzione delle fiancate vennero impiegate lastre d’epoca romana forse a sottolineare la solidità della potenza pisana che si annunciava allora come “l’altra Roma”. Il completamento dell’edificio e la facciata vennero realizzati da Rainaldo e la consacrazione fu celebrata nel 1118. La pianta della Cattedrale è a croce latina, con cinque navate nel corpo centrale e tre navate nel transetto dotato di absidi; una cupola ellittica si erge all’incrocio del transetto con la navata principale; i molteplici colonnati dividono lo spazio in modo originale e creano dei giochi prospettici che ricordano le moschee antiche, come anche le tarsie bicromatiche marmoree ed altri elementi decorativi ispirati alla tradizione artistica islamica della stessa epoca. Nel catino absidale si trova un mosaico dell’inizio del Trecento raffigurante Cristo in maestà tra la Madonna e San Giovanni Evangelista – quest’ultima figura opera di Cimabue. La decorazione della Cattedrale proseguì nei secoli successivi ma, alla fine del Cinquecento, un incendio costrinse un rinnovamento interno che vide il rifacimento del soffitto ligneo a cassettoni (dove venne posto l’emblema mediceo), nuovi dipinti, l’esecuzione dell’affresco della grande cupola (con l’Assunzione della Vergine e i Santi dei fratelli Riminaldi, Girolamo e Orazio).
    Il Battistero
    Il Battistero è il monumento che rappresenta la nascita, l’ingresso dell’individuo nella comunità dei fedeli e racchiude il duecentesco fonte battesimale ottagonale di Guido da Como e il superlativo pulpito esagonale di Nicola Pisano. La struttura è a pianta circolare ed è opera dell’architetto Diotisalvi che avviò i lavori nel 1152. Fu un opera corale, nel senso che le cronache riportano la partecipazione della cittadinanza alla sua costruzione e in particolare alla messa a dimora degli alti pilastri e colonne in granito provenienti dall’Isola d’Elba e dalla Sardegna. Il Battistero presenta lo stesso stile della cattedrale con le ampie arcate cieche del basamento, la corona del loggiato al primo ordine, le bicromie marmoree dei rivestimenti. L’edificio mostra influenze lombarde e bizantine (in particolare nel portale maggiore) e sembra che si volesse richiamare al Santo Sepolcro di Gerusalemme, a memoria dei legami della città con l’Oriente e delle imprese dei Crociati in Terra Santa. Nel Battistero vi sono quattro portali, coincidenti con i quattro punti cardinali; il portale maggiore ad Ovest, che si apre davanti alla Cattedrale, presenta decorazioni romaniche con bassorilievi su temi e figure bibliche, in particolare su San Giovanni Battista, ma sono presenti anche raffigurazione dei mesi. Nella seconda metà del Duecento Nicola Pisano e suo figlio Giovanni accrebbero la maestosità del Battistero con una complessa ornamentazione gotica degli ordini superiori con  cuspidi e pinnacoli: il loggiato venne adornato da una serie di busti incorniciati e raffiguranti i profeti e gli evangelisti. Nel secolo successivo si procedette alla copertura dell’edifico con una doppia cupola spettacolare.
    Il Campanile
    La Torre Campanaria della Cattedrale venne progettata anch’essa a pianta circolare e risale al 1173. L’autore del progetto fu Bonanno Pisano o forse Diotisalvi. Si tratta di uno dei monumenti italiani più celebri nel mondo, che ogni giorno viene visitata e fotografata da folle di turisti estasiati. È una torre campanaria che raggiunge un’altezza dal suolo di circa 58 metri e colpisce l’immaginazione poiché unisce l’eccezionale finezza compositiva all’imponenza monumentale, unitamente alla sua caratteristica ‘pendenza’, che sfida la gravità terrestre. Il suo rigore estetico esterno si basa su otto ordini o livelli. Il primo livello è costituito dal basamento con arcate cieche a tutto sesto (come nella Cattedrale e nel Battistero) a cui si sovrappongono sei loggiati percorribili (ciascuno con 30 colonnine con arcatelle a tutto sesto); la torre si chiude con la cella campanaria che è raggiungibile con un’ascesa di quasi 300 gradini ed è ornata di una decorazione articolata e caratterizzata dalla bicromia. L’immenso cilindro marmoreo del Campanile racchiude un’anima vuota, nel senso che il suo interno è cavo allo scopo di rendere l’intero corpo di fabbrica più leggero e di agevolare le fasi costruttive. Perché il Campanile è divenuto la “Torre pendente”? A causa della tipologia degli strati di terreno sabbioso e argilloso in cui affondano le sue fondamenta, la torre iniziò presto a manifestare una pericolosa inclinazione che tuttavia non sembrava destinata a determinare il crollo del monumento. Il Campanile richiese nei secoli periodici interventi di manutenzione, con la sostituzione di colonne, capitelli o altri elementi danneggiati dall’esposizione agli agenti atmosferici o da altri eventi particolari come scosse sismiche. Nell’Ottocento si attuarono alcune misure per prosciugare gli affioramenti d’acqua attorno alla base del campanile e vennero inseriti tiranti in ferro allo scopo di rendere più stabile la struttura. Al contrario delle aspettative, i provvedimenti aggravarono la pendenza, poiché alterarono il fragile equilibrio del monumento e non si basarono su studi approfonditi sulla natura del terreno di fondazione, o sulle caratteristiche statiche e strutturali del prezioso edificio. Nel corso del XX secolo e in particolare nell’ultima campagna di recupero e tutela promossa dal Ministero per i Lavori Pubblici si procedette con una prospettiva interdisciplinare: una Commissione internazionale elaborò un piano di intervento per stabilizzare il Campanile e preservarlo nel tempo. Oggi la pendenza del Campanile è pari a circa 5 gradi e mezzo (10%). Viene costantemente monitorato ed è stato consolidato affinché continui a lungo a svettare nel cielo con la sua incredibile pendenza.
    Il Camposanto
    Negli anni ‘70 del Duecento, Federico Visconti, arcivescovo di Pisa, donò i terreni e gli orti che si trovavano adiacenti al complesso della Cattedrale per destinarli alla costruzione di un nuovo cimitero dove trasferire i sarcofagi e le arche romane reimpiegate per le sepolture dei membri di prestigio e potere della comunità pisana che si erano via via affollati attorno alla Cattedrale. Lo spazio circostante il Duomo si sarebbe così liberato e meglio impiegato “al pubblico uso”: prese così forma compiuta l’idea della Piazza dei Miracoli. Il Camposanto sorse nella fascia di terreno poco a nord-ovest della Cattedrale parallela al fiume e venne strutturato come un ampio porticato rettangolare; nella zona centrale a cielo aperto vennero sistemati i sarcofagi antichi mentre all’interno delle gallerie del chiostro venne realizzato nel corso del Trecento un ciclo di affreschi con Storie dei Santi Pisani e del Vecchio Testamento, a cui lavorarono artisti come Francesco Traini e molti altri pittori fiorentini tra cui Buonamico Buffalmacco, che fu protagonista di novelle di Boccaccio, e Taddeo Gaddi. La raccolta delle sinopie, cioè dei disegni preparatori degli affreschi del Camposanto si trovano oggi esposti nel Museo delle Sinopie, ospitato nell’edificio duecentesco dello Spedale Nuovo. Questo edificio fu eretto su ordine di papa Alessandro IV a partire dal 1257, e accolse per secoli malati, poveri, pellegrini ed orfani. La sua fabbrica definì il margine meridionale della Piazza della Cattedrale.
    Per saperne di più
    Cenni storici sulla città
    Già insediamento etrusco, Pisa iniziò il suo sviluppo sotto il dominio romano, divenendo un porto di rilievo nel Mediterraneo Occidentale grazie alla sua fortunata posizione geografica tra i due fiumi, l’Arno e l’Auser, poco distante dalla costa e protetta a Ovest dai Monti Pisani. Dapprima colonia romana, e poi municipio (I secolo a.C.), Pisa crebbe grazie ai traffici commerciali e alla potenza della sua flotta. Sembra che la cristianizzazione della città giunse dal mare, con l’arrivo di San Pietro che sbarcò dove venne poi eretta la Basilica romanica di San Piero a Grado. Pisa si scontrò con i Saraceni in molte occasioni e poco dopo il Mille una serie di vittorie la portarono verso l’egemonia sul Mediterraneo occidentale. Nel XII e XIII secolo il controllo pisano era saldo in Sardegna e in Corsica. L’Isola d’Elba, dopo Etruschi e Romani, visse in età medievale entro l’orbita di Pisa che beneficiò delle sue risorse di ferro e granito impiegate anche per la costruzione dei monumenti della Piazza della Cattedrale. Nell’isola, Pisa eresse la Fortezza di Marciana, il più antico insediamento elbano, e il Maniero del Volterraio che testimoniano, con il loro assetto fortificato, la necessità di difendersi dai ripetuti assalti genovesi e saraceni. La potenza della flotta pisana permise alla città toscana di costituire una vasta egemonia commerciale garantita dall’istituzione di fondaci, o colonie, in tutto il bacino di Mediterraneo, dove i mercanti pisani aprivano i loro ricchi banchi, crocevia di civiltà. La rivalità con Genova portò a un progressivo indebolimento di Pisa, in cui lo sviluppo dell’istituzione comunale aveva favorito la prosperità della città marinara regalandole secoli dorati. Il dominio dei Medici (1406), seppur vissuto come tragica perdita dell’autonomia della Repubblica Marinara di Pisa, vide una fase di rinascita della città, alla metà del Cinquecento, grazie a interventi urbanistici e nuovi impulsi al commercio e alla cultura, con la riapertura dell’Università.
    L’Opera della Primaziale Pisana
    L’edificazione del complesso monumentale sacro della Piazza del Duomo di Pisa impegnò le energie cittadine e occupò diversi secoli. Fu un’impresa senza precedenti che diede origine a una istituzione sorta allo scopo di soprintendere e organizzare i lavori di costruzione e manutenzione degli edifici della Piazza. Benché probabilmente operante di fatto ben prima della fine dell’XI secolo, solo da tale periodo in avanti si inizia a rintracciare il suo nome nei documenti comunali. Attualmente l’ente dell’Opera della Primaziale Pisana è ancora attivo e si occupa della gestione e della tutela del complesso pisano iscritto nella Lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità.
    Buonamico Buffalmacco nel Museo delle Sinopie
    Il ciclo d’affreschi denominato Trionfo della Morte venne realizzato nel Camposanto di Pisa da un maestro fiorentino identificato in Buonamico Buffalmacco. Il pittore si formò a Firenze, dove lavorò inizialmente per spostarsi poi ad Arezzo e Pisa. La letteratura novellistica del Trecento inserì Buffalmacco tra i suoi personaggi. Lo si ritrova come pittore ‘burlone’ nelle novelle di Boccaccio nel Decameron e nelle novelle di Sacchetti. Le sinopie dei suoi affreschi progettati per le gallerie del chiostro del Camposanto si trovano ora nel Museo delle Sinopie.
    I miracoli della Piazza del Duomo e le stelle dell’Ariete
    Il complesso monumentale della Piazza della Cattedrale di Pisa possiede proporzioni geometriche esemplari e molti studiosi si sono dedicati a individuarne anche i possibili significati simbolici. La Cattedrale è disposta sul tradizionale asse est-ovest, con la facciata volta a est. Il diametro del Battistero corrisponde alla larghezza del corpo centrale della Cattedrale e anche la sua distanza tra i due edifici rispetta misure matematiche. È stata avanzata una lettura interpretativa (E. Guidoni) del disegno urbanistico della “ Piazza dei Miracoli”: la disposizione dei tre monumenti sacri della Piazza ricalcherebbe il modello astrologico della costellazione dell’Ariete. Nell’antichità, l’ariete è legato ai racconti mitologici del Vello d’Oro e del viaggio degli Argonauti, perciò potrebbe riferirsi alla vocazione marittima pisana, per celebrarne l’audacia e il valore bellico. Un ariete compare anche in un bassorilievo tra figure di animali posto sul lato sinistro del portale d’ingresso della Torre Campanaria; la figura dell’ariete, che rappresenterebbe Pisa, fronteggia un drago, incarnazione dei nemici, con l’aiuto di un’orsa, simbolo della Vergine. Su tali significati simbolici e astrologici non vi è tuttavia pieno accordo tra gli studiosi.
    Il Grifone di Pisa, simbolo degli scontri di civiltà nel Mediterraneo medievale
    Un’altra meraviglia della Piazza è il grifo bronzeo che i Pisani conquistarono ai Saraceni nella spedizione a Palermo del 1061 o forse nella battaglia delle Baleari (1115). Si tratta di un capolavoro della metallurgia medievale (XI secolo), opera di maestri islamici, la cui origine potrebbe essere spagnola o egiziana. L’opera raffigura un grifone, con la testa e le ali d’aquila e il corpo da leone. La superficie del grifone è interamente ricoperta da decorazioni e iscrizioni. Dapprima venne posta sulla sommità della cupola della Cattedrale, poi nella galleria del Camposanto, e ora si trova nel Museo dell’Opera del Duomo.
    Cerimonie e festività nella Piazza della Cattedrale, cuore della vita religiosa e civica nel Medioevo
    Tra Due e Trecento, la Piazza della Cattedrale di Pisa venne intensamente vissuta dalla comunità pisana non solo come supremo luogo religioso durante le festività del calendario cristiano, ma anche come spazio per riunioni politiche o adunanze pubbliche in caso di particolari occasioni. La Cattedrale era il fulcro delle più importanti feste religiose, come la processione del Corpus Domini o la Festa dell’Assunta il 14 di agosto; quest’ultima era espressione della forte devozione mariana cittadina e prevedeva una processione e l’offerta da parte della comunità di ceri votivi. Nel corso delle principali cerimonie sacre, la Cattedrale veniva cinta da un prezioso nastro di seta rossa intarsiata, la “cintola”. Il basamento a gradini su cui poggia la Cattedrale era poi impiegato come una sorta di palcoscenico pubblico utilizzato per ricevere e omaggiare i visitatori più eminenti in arrivo alla città, come imperatori, nobili e diplomatici. Ciò anche in ragione della posizione della Cattedrale, che si trovava strategicamente nelle vicinanze del corso del fiume Auser e ai margini della città antica. Inoltre nell’area attorno alla Cattedrale avevano luogo scambi commerciali, giochi, rappresentazioni e feste popolari. Nel XV secolo, si verificò un progressivo contrarsi delle attività civiche e della frequentazione della Piazza del Duomo, che vide anche una riorganizzazione di edifici circostanti e la disposizione di coltivazioni e orti nei terreni vicini.
    Il Camposanto e la Terra Santa
    Il Camposanto monumentale della Piazza dei Miracoli di Pisa venne riempito con terra proveniente dal monte Calvario in Palestina, poiché l’arcivescovo Ubaldo Lanfranchi, esponente di una nobile famiglia pisana sulla scena politica comunale, tornò dalla terza crociata nel 1189 dopo aver stoccato a bordo delle navi pisane un carico di terreno raccolto vicino al Santo Sepolcro. Sembra che vi fosse la credenza che, la terra del Camposanto di Pisa, grazie al terriccio sacro che vi era stato posizionato, avesse acquisito il potere miracoloso di dissolvere le spoglie di un corpo in un solo giorno; questo fatto dà il nome alla piazza.
    Protagonisti
    Galileo Galilei
    Galileo Galilei  (Pisa, 1564 – Arretri, 1642)

    Fu tra i maggiori scienziati italiani della storia, considerato uno dei padri della scienza moderna. Galileo fu protagonista del conflitto tra scienza e religione, tra fede e nascente sapere scientifico che animò il XVI e il XVII secolo. Lo studioso Giorgio Del Guerra identificò la casa natale di Galileo a Pisa. Galileo nacque nella casa della famiglia della madre, Giulia Ammannati. La dimora si trova in via Giuseppe Giusti, al numero civico 24 e 26. Galileo fu un uomo d’ingegno e infinitamente curioso, visse del suo sapere svolgendo attività di insegnamento e ricerca; ottenne la cattedra di Matematica prima a Pisa (1589), poi a Padova (1592) e infine a Firenze. Del periodo pisano, sono da ricordare gli esperimenti che condusse proprio all’interno di due dei monumenti della Piazza del Duomo di Pisa. Nella Cattedrale egli osservò le oscillazioni delle lampade pendenti che gli permisero di studiare il moto del pendolo (1581-5), mentre dalla Torre del Campanile compì, in compagnia dei suoi allievi, degli esperimenti sulla caduta dei gravi. La memoria delle osservazioni di Galileo effettuate nel Campanile è ricordata da un’iscrizione ottocentesca che si trova nell’atrio del monumento. Galileo ebbe una vita lunga, costellata da successi e scoperte incredibili, ma anche da vicende e anni tristi e sofferti, soprattutto nell’ultima parte della sua vita, quando a causa della condanna del Sant’Uffizio dell’Inquisizione fu costretto all’abiura delle sue tesi e a ritirarsi nella sua villa di Arcetri, dove finì i suoi giorni ormai cieco, quasi un supplizio del destino, se si pensa che il suo sguardo, potenziato dall’uso del cannocchiale, gli permise di svelare alcuni dei misteri dei corpi celesti rivoluzionando i fondamenti dell’astronomia e smantellando l’idea dell’incorruttibilità e immutabilità dei cieli: descrisse la Luna con le sue vallate e le sue alture, paragonandola alla superficie della Terra, comprese che la Via Lattea – la galassia entro cui si trova il sistema solare assieme a più di mille miliardi di stelle – era un insieme di stelle, scoprì i satelliti di Giove che chiamò “medicei”, osservò le macchie solari e le fasi di Venere. Galileo sconvolse la visione del mondo dell’epoca, sostenendo il sistema copernicano e proponendo il nuovo metodo matematico e sperimentale per conoscere la Natura e comprenderne le leggi. Le spoglie di Galilei vennero trasferite nel Settecento nella Basilica di Santa Croce a Firenze, dove si trovano anche le tombe di Macchiavelli e Michelangelo.

    Testimonianze d’autore
    Testimonianze

      “Ahi Pisa, vituperio delle genti | del bel paese là dove ‘l sì suona, | poi che i vicini a te punir son lenti, | muovesi la Capraia e la Gorgona, | e faccian siepe ad Arno in su la foce, | sì ch’elli annieghi in te ogne persona! […]

    Dante Alighieri, Inferno, XXXIII, 79-84

     

    […] Cittadini di palagio, | mercanti e buon artieri; E voi conti di maremma, dai selvatici manieri; | Voi di corsica visconti, Voi marchesi de’ confini; Voi che re siete in sardegna ed in Pisa cittadini; | Voi che in volta del levante mainaste or or la vela: pria che arrossi la Verruca | E si spenga la candela, | Fuori porta del Parlascio, Su correte arditamente! Su, Su, popolo di Pisa, | Cavalieri e buona gente! […]

    Giosuè Carducci, Rime Nuove, VI, Faida di Comune

     

    Legami tra i siti Unesco italiani
    Pisa e... Modena
    L’insieme armonico della Piazza della Cattedrale di Pisa richiama un altro eccezionale Sito iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale: la Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande di Modena. Anche nel caso del complesso modenese, ci si trova di fronte a un insieme di monumenti –  la Cattedrale, la Piazza Grande e la Torre – che costituirono il fulcro della vita religiosa e civica tra il XI e il XIII secolo. Esempio supremo del romanico padano, la Cattedrale di Modena assieme alla Torre Ghirlandina e alla sua spettacolare Piazza furono il frutto di una opera comune, corale, a cui parteciparono le istanze cittadine dell’epoca, e in cui si espressero in forma tangibile i valori, gli usi, le vicende della città medievale, quando fiorì la civiltà urbana in Italia.
    Pisa e... Siena e Castel del Monte, attraverso le opere di Nicola Pisano
    Nicola Pisano è uno dei maestri della scultura italiana del Duecento. Egli fu autore di un rinnovamento profondo che seppe conciliare lo studio dell’antico e il gusto gotico. La biografia e le opere di Nicola Pisano permettono di tracciare un legame culturale tra tre Siti del Patrimonio Mondiale italiano: Pisa, Siena e Castel del Monte. Nicola Pisano realizzò sia il  pulpito del Battistero di Pisa (1255-1260) sia quello del Duomo di Siena (1265-1268). Nicola Pisano fu attivo nella seconda metà del Duecento; la data di nascita è incerta, forse nel 1220, quella di morte collocata tra il 1278 e il 1287. Sembra avesse origini pugliesi poiché in alcuni documenti è registrato come de Apulia, anche se nella maturità si firmerà come Pixanus. È possibile che la sua formazione si sia svolta nei cantieri imperiali di Federico II e ciò potrebbe essere coerente con il suo spostamento a Pisa e Siena, città ghibelline e filoimperiali. Seppe recuperare nelle sue opere le forme classiche dell’Antichità, come proponeva la cultura federiciana, innestandovi tuttavia la sua genialità aperta alla nuova sensibilità gotica. Il legame con il Meridione degli Svevi potrebbe essere provato anche dalla vicinanza estetica di una delle opere toscane di Nicola: le teste che decorano alcune delle mensole della Cattedrale di Siena somigliano alle mensole di Castel del Monte, particolari per il loro naturalismo. Nel “pergamo” di Pisa si ritrova la solennità dei sarcofagi romani, potenziata da una nuova intensità. I modelli classici sono presenti con riferimenti chiari, come la postura della Madonna che assomiglia a una matrona romana. Nel “pergamo” di Siena la capacità espressiva diviene ancora più potente. I volti perdono l’astrazione dell’ideale e divengono umani, colorati dalle passioni e dalle angosce mortali. L’affollamento compositivo e il dinamismo plastico mettono in scena una narrazione incessante, dove l’arte si veste di concretezza, naturalismo e vitalità. Nella lavorazione del pulpito senese, Nicola fu affiancato dal figlio Giovanni e da Arnolfo di Cambio.
    Note bibliografiche
    Bibliografia

    Il Camposanto di Pisa, a cura di C. Baracchini, E. Castelnuovo, Einaudi, Torino, 1996

    Il Duomo di Pisa, a cura di A. Peroni, fotografie di A. Ambrosini, Panini, Modena, 1995

    Il Duomo di Pisa. Il Battistero, il Campanile, a cura di E. Carli, presentazione di G. Toniolo, Nardini, Firenze, 1989

    L. Benassi, P. Pierotti, Deotisalvi. L’architetto pisano del secolo d’oro, Pacini, Pisa, 2001

    L. Bertolini, Camposanto monumentale di Pisa. Affreschi e Sinopie, Pisa, 1960

    A. Caleca, La dotta mano. Il Battistero di Pisa, Bolis, Bergamo, 1991

    M. Cristiani Testi, Nicola Pisano: architetto, scultore. Dalle origini al pulpito del Battistero di Pisa, Pacini, Pisa, 1987

    P. Odifreddi, Hai vinto, Galileo! La vita, il pensiero, il dibattito su scienza e fede, Mondadori, Milano, 2009

    E. Tolaini, Le città nella storia d’Italia: Pisa, Laterza, Bari, 1992

  • Valore UNESCO

    Il complesso monumentale di Piazza del Duomo di Pisa è costituito da quattro edifici di eccezionale valore artistico, culturale, religioso e storico: il Duomo, la Torre Campanaria, il Battistero, il Camposanto. Sono il frutto di un grandioso progetto che mirava a mostrare al mondo il valore culturale, economico e politico della città di Pisa, Repubblica Marinara e potenza del Mediterraneo nel X e XII secolo. I monumenti della Piazza della Cattedrale di Pisa sono luoghi sacri e rappresentano i momenti fondamentali del ciclo della vita del cristiano, dalla nascita alla morte nel suo cammino entro la fede. Essi rappresentano un unicum artistico definito stilisticamente il romanico-pisano, che costituisce una tappa importante nello sviluppo delle arti plastiche e architettoniche dell’Occidente e che riflette influenze culturali molteplici (araba, bizantina, lombarda, romana) a testimonianza del composito quadro dell’Europa dell’epoca.

    La Piazza del Duomo
    A Gabriele D’Annunzio si deve il poetico nome di “Piazza dei Miracoli” attribuito al complesso monumentale di Pisa formato dalla Cattedrale assieme alla Torre Campanaria, al Battistero e al Camposanto. La Piazza  è armonica e presenta elementi che si ripetono, come i rivestimenti in marmo bianco e gli intarsi geometrici, le arcatelle cieche, i loggiati con ordini di colonnine sormontate da archetti a tutto sesto. Anche dal punto di vista simbolico, la “Piazza dei Miracoli” esprime un significato unitario; l’area sacra monumentale accompagnava il fedele per tutto l’intero ciclo della sua vita, dall’ingresso nella comunità cristiana celebrato con il battesimo, alla crescita e alla maturità con i sacramenti e le cerimonie religiose straordinarie, fino al riposo delle spoglie terrene prima attorno alla stessa cattedrale e, in seguito, nel Camposanto. La “Piazza dei Miracoli” era il cuore della vita religiosa ma anche civile in epoca altomedievale, poiché era luogo di formazione del senso di appartenenza comunitaria e forte motivo di orgoglio per i cittadini, dove si svolsero anche nei secoli successivi eventi collettivi tradizionali e civili di rilievo registrati dalla storia.
    La posizione della Piazza del Duomo
    Perchè i pisani vollero edificare la loro nuova Cattedrale in una posizione che risultava marginale rispetto al centro della città in epoca altomedievale? Rispondendo a tale quesito si potrà comprendere anche il valore della piazza monumentale, quale espressione concreta e artistica del potere e della ricchezza di Pisa stessa. Il sito si trovava presso il tratto nordoccidentale delle antiche mura cittadine e vi scorreva accanto un fiume scomparso ma allora navigabile, l’Auser che poi confluiva nell’Arno, mentre a Nord si trovavano campi coltivati da cui provenivano gli approvvigionamenti per la città. L’area era in posizione favorevole all’interno della rete viaria e fluviale toscana, e ciò è dimostrato da recenti studi archeologici che hanno individuato un porto fluviale sul corso dell’Auser situato a poca distanza da dove si trova la Piazza odierna. La collocazione del cantiere della Cattedrale perciò era funzionale per beneficiare di tale scalo sul fiume e ricevere agevolmente i materiali da costruzione –  legno e marmi – estratti dalle cave e dalle foreste dei vicini Monti Pisani. Il porto sull’Auser sembra fosse attivo dall’epoca etrusca e fino al V secolo d.C., e ricoprì un ruolo importante nello sviluppo dell’insediamento pisano quale centro marittimo dell’alto Mediterraneo.
    La Cattedrale
    Nel sito della Piazza dei Miracoli erano stati eretti edifici sacri già in epoca paleocristiana che vennero soppiantati dalla nuova grandiosa Cattedrale di Santa Maria fondata nel 1064; l’imponente cantiere per la costruzione venne messo in opera anche grazie alle ricchezze conquistate con la vittoriosa spedizione di Pisa a Palermo contro i Saraceni, da cui le navi pisane ritornarono cariche di un bottino entrato nella leggenda. Pisa allora si trovava nella sua età dell’oro ed era riconosciuta una delle più grandi potenze del Mediterraneo occidentale. Iscrizioni epigrafiche sulle pareti della Cattedrale raccontano le vicende di costruzione del mirabile tempio cristiano “di marmo bianco come la neve”, ideato dall’architetto Buscheto, il cui sarcofago è murato nella stessa parete. Nella costruzione delle fiancate vennero impiegate lastre d’epoca romana forse a sottolineare la solidità della potenza pisana che si annunciava allora come “l’altra Roma”. Il completamento dell’edificio e la facciata vennero realizzati dall’architetto  Rainaldo, e la consacrazione fu celebrata nel 1118. La pianta è a croce latina, con cinque navate nel corpo centrale e tre navate nel transetto dotato di absidi; una cupola ellittica si erge all’incrocio del transetto con la navata principale; i molteplici colonnati dividono lo spazio in modo originale e creano dei giochi prospettici che ricordano le moschee antiche, come anche le tarsie bicromatiche marmoree ed altri elementi decorativi ispirati alla tradizione artistica islamica della stessa epoca. Nel catino absidale si trova un mosaico dell’inizio del Trecento raffigurante Cristo in maestà tra la Madonna e San Giovanni Evangelista, quest’ultima figura opera di Cimabue. La decorazione della Cattedrale proseguì nei secoli successivi ma alla fine del Cinquecento un incendio costrinse un rinnovamento interno che vide il rifacimento del soffitto ligneo a cassettoni, nuovi dipinti, l’esecuzione dell’affresco della grande cupola.
    Il Battistero
    Il Battistero è il monumento che rappresenta la nascita, l’ingresso dell’individuo nella comunità dei fedeli e racchiude il duecentesco fonte battesimale ottagonale di Guido da Como e il superlativo pulpito esagonale di Nicola Pisano. La struttura è a pianta circolare ed è opera dell’architetto Diotisalvi che avviò i lavori nel 1152. Fu un opera corale, nel senso che le cronache riportano la partecipazione della cittadinanza alla sua costruzione e in particolare alla messa a dimora degli alti pilastri e colonne in granito provenienti dall’isola d’Elba e dalla Sardegna. Il Battistero presenta lo stesso stile della cattedrale con le ampie arcate cieche del basamento, la corona del loggiato al primo ordine, le bicromie marmoree dei rivestimenti. L’edificio mostra influenze lombarde e bizantine (in particolare nel portale maggiore) e sembra che si volesse richiamare al Santo Sepolcro di Gerusalemme, a memoria dei legami della città con l’Oriente e delle imprese dei Crociati in Terra Santa. Nel Battistero vi sono quattro portali, coincidenti con i quattro punti cardinali. Nella seconda metà del Duecento Nicola Pisano e suo figlio Giovanni resero ancora più maestoso il Battistero con l’ornamento gotico degli ordini superiori con cuspidi e pinnacoli, e il loggiato venne adornato da una serie di busti raffiguranti i profeti e gli evangelisti. Nel secolo successivo si procedette alla copertura dell’edifico con una doppia cupola spettacolare.
    Il Campanile
    La Torre Campanaria della Cattedrale presenta una pianta circolare e risale al 1173. L’autore del progetto non è certo, potrebbe essere Bonanno Pisano o il magister Diotisalvi. Raggiunge un’altezza dal suolo di circa 58 metri e colpisce perché unisce eleganza e imponenza e per la sua caratteristica pendenza, che sfida la gravità terrestre. La Torre presenta otto ordini o livelli. Il primo livello è costituito dal basamento con arcate cieche a tutto sesto, come nella Cattedrale e nel Battistero, a cui si sovrappongono sei loggiati, che si possono percorrere a piedi, ciascuno formato da 30 colonnine con arcatelle a tutto sesto; la torre si chiude con la cella campanaria, che è raggiungibile salendo quasi 300 gradini. L’immenso cilindro marmoreo del Campanile è cavo al suo interno per rendere l’intero corpo di fabbrica più leggero e di agevolare le fasi costruttive. Perchè il Campanile è divenuto la “Torre pendente? A causa della tipologia degli strati di terreno sabbioso e argilloso in cui affondano le sue fondamenta, la torre iniziò presto a manifestare una pericolosa inclinazione che tuttavia non sembrava destinata a determinare il crollo del monumento. Il Campanile richiese nei secoli periodici interventi di manutenzione, con la sostituzione di colonne, capitelli o altri elementi danneggiati dall’esposizione agli agenti atmosferici o da altri eventi particolari come scosse sismiche. Nell’Ottocento si attuarono alcune misure per prosciugare gli affioramenti d’acqua attorno alla base del campanile e vennero inseriti tiranti in ferro allo scopo di rendere più stabile la struttura. ma i provvedimenti aggravarono la pendenza alterando il fragile equilibrio del monumento. Nel corso del XX secolo una Commissione internazionale elaborò un piano di intervento per stabilizzare il Campanile e preservarlo nel tempo. Oggi la pendenza del Campanile è pari a circa 5 gradi e mezzo (10%). Viene costantemente monitorato ed è stato consolidato affinché continui a lungo a svettare nel cielo con la sua incredibile pendenza.
    Il Camposanto
    Intorno al 1257 Federico Visconti, arcivescovo di Pisa, donò i terreni e gli orti che si trovavano vicino al complesso della Cattedrale per destinarli alla costruzione di un nuovo cimitero dove trasferire i sarcofagi e le arche romane reimpiegate per le sepolture dei membri di prestigio e potere della comunità pisana. Il Camposanto sorse nella fascia di terreno poco a nord-ovest della Cattedrale e parallela al fiume e venne strutturato come un ampio porticato rettangolare; nella zona centrale a cielo aperto vennero sistemati i sarcofagi antichi mentre all’interno delle gallerie del chiostro venne realizzato nel corso del Trecento un ciclo di affreschi con Storie dei Santi Pisani e del Vecchio Testamento, a cui lavorarono artisti come Francesco Traini e molti altri pittori fiorentini tra cui Buonamico Buffalmacco e Taddeo Gaddi. La raccolta delle sinopie, cioè dei disegni preparatori, degli affreschi del Camposanto si trovano oggi esposti nel Museo delle Sinopie, ospitato nell’edificio duecentesco dello Spedale Nuovo. Questo edificio fu eretto su ordine di papa Alessandro IV a partire dal 1257, e accolse per secoli malati, poveri, pellegrini ed orfani. La sua fabbrica definì il margine meridionale della Piazza della Cattedrale.
    Per saperne di più
    Cenni storici sulla città di Pisa
    Già insediamento etrusco, Pisa iniziò il suo sviluppo sotto il dominio romano, divenendo un porto di rilievo nel Mediterraneo Occidentale grazie alla sua fortunata posizione geografica tra i due fiumi, l’Arno e l’Auser, poco distante dalla costa e protetta a Ovest dai Monti Pisani. Dapprima colonia romana, e poi municipio (I secolo a.C.), Pisa crebbe grazie ai traffici commerciali e alla potenza della sua flotta. Sembra che la cristianizzazione della città giunse dal mare, con l’arrivo di San Pietro che sbarcò dove venne poi eretta la Basilica romanica di San Piero a Grado. Pisa si scontrò con i Saraceni in molte occasioni, e poco dopo il Mille una serie di vittorie la portarono verso l’egemonia sul Mediterraneo occidentale. Nel XII e XIII secolo il controllo pisano era saldo in Sardegna e in Corsica. L’Isola d’Elba, dopo Etruschi e Romani, visse in età medioevale entro l’orbita di Pisa che beneficiò delle sue risorse di ferro e granito impiegate anche per la costruzione dei monumenti della Piazza della Cattedrale. La potenza della flotta pisana permise alla città toscana di costituire una vasta egemonia commerciale garantita dalla istituzione di fondaci, o colonie, in tutto il bacino di Mediterraneo, dove i mercanti pisani aprivano i loro ricchi banchi. La rivalità con Genova portò a un progressivo indebolimento di Pisa, in cui lo sviluppo dell’istituzione comunale aveva favorito la prosperità della città marinara regalandole secoli dorati. Il dominio dei Medici (1406), seppur vissuto come tragica perdita dell’autonomia della Repubblica Marinara di Pisa, vide una fase di rinascita della città alla metà del Cinquecento, grazie a interventi urbanistici e nuovi impulsi al commercio e alla cultura.
    L’Opera della Primaziale Pisana
    L’edificazione del complesso monumentale sacro della Piazza del Duomo di Pisa impegnò le energie cittadine e occupò diversi secoli. Fu una impresa senza precedenti che diede origine ad una istituzione sorta allo scopo di soprintendere e organizzare i lavori di costruzione e manutenzione degli edifici della Piazza. Benché probabilmente operante di fatto ben prima della fine dell’XI secolo, solo da tale periodo in avanti si inizia a rintracciare il suo nome nei documenti comunali. Attualmente l’ente dell’Opera della Primaziale Pisana è ancora attivo e si occupa della gestione e della tutela del complesso pisano iscritto nella Lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità.
    Buonamico Buffalmacco nel Museo delle Sinopie
    Il ciclo d’affreschi denominato Trionfo della Morte venne realizzato nel Camposanto di Pisa da un maestro fiorentino identificato in Buonamico Buffalmacco. Il pittore si formò a Firenze, dove lavorò inizialmente per spostarsi poi ad Arezzo e Pisa. La letteratura novellistica del Trecento inserì Buffalmacco tra i suoi personaggi. Lo si ritrova come pittore ‘burlone’ nelle novelle di Boccaccio nel Decameron e nelle novelle di Sacchetti. Le sinopie dei suoi affreschi progettati per le gallerie del chiostro del Camposanto si trovano ora nel Museo delle Sinopie.
    I miracoli della Piazza del Duomo e le stelle dell’Ariete
    Il complesso monumentale della Piazza del Duomo possiede proporzioni geometriche esemplari e molti studiosi si sono dedicati a individuarne anche i possibili significati simbolici. La Cattedrale è disposta sul tradizionale asse est-ovest, con la facciata volta a est. Il diametro del Battistero corrisponde alla larghezza del corpo centrale della Cattedrale e anche la sua distanza tra i due edifici rispetta misure matematiche. È stata avanzata una lettura interpretativa (E. Guidoni) del disegno urbanistico della Piazza dei Miracoli: la disposizione dei tre monumenti sacri della piazza ricalcherebbe il modello astrologico della costellazione dell’Ariete. Un ariete compare anche in un bassorilievo con tre  figure di animali posto sul lato sinistro del portale d’ingresso della Torre Campanaria; la figura dell’ariete, che rappresenterebbe Pisa, fronteggia un drago, incarnazione dei nemici, con l’aiuto di un’orsa, simbolo della Vergine. Su tali significati simbolici e astrologici non vi è pieno accordo tra gli studiosi.
    Il Grifone di Pisa, simbolo degli scontri di civiltà nel Mediterraneo medievale
    Un’altra meraviglia della Piazza è il grifo bronzeo che i Pisani conquistarono ai Saraceni nella spedizione a Palermo del 1061 o forse nella battaglia delle Baleari (1115). Si tratta di un capolavoro della metallurgia medioevale (XI secolo), opera di maestri islamici, la cui origine potrebbe essere spagnola o egiziana. L’opera raffigura un grifone, con la testa e le ali d’aquila e il corpo da leone. La superficie del grifone è interamente ricoperta da decorazioni e iscrizioni. Dapprima venne posta sulla sommità della cupola della Cattedrale, poi nella galleria del Camposanto e ora si trova nel Museo dell’Opera del Duomo.
    Cerimonie e festività nella Piazza del Duomo, cuore della vita religiosa e civica nel Medioevo
    Tra Due e Trecento, la Piazza de l Duomo  di Pisa venne intensamente vissuta dalla comunità pisana non solo come supremo luogo religioso durante le festività del calendario cristiano e ma anche come spazio  per  adunanze pubbliche. Nel Medioevo la Cattedrale era il fulcro delle più importanti feste religiose come la Festa dell’Assunta il 14 di agosto che prevedeva una processione e l’offerta da parte della comunità di ceri votivi. Il basamento a gradini su cui poggia la Cattedrale era poi impiegato come una sorta di palcoscenico pubblico utilizzato per ricevere e omaggiare i visitatori più eminenti in arrivo alla città, come imperatori, nobili e diplomatici. Inoltre nell’area attorno alla Cattedrale avevano luogo anche scambi commerciali, giochi e feste popolari. Nel XV secolo, si verificò un progressivo contrarsi delle attività civiche e della frequentazione della piazza del Duomo, che vide anche una riorganizzazione di edifici circostanti e la disposizione di coltivazioni e orti nei terreni vicini.
    Il Camposanto e la Terra Santa
    Il Camposanto monumentale della Piazza dei Miracoli di Pisa venne riempito con terra proveniente dal monte Calvario in Palestina, poiché l’arcivescovo Ubaldo Lanfranchi, esponente di una nobile famiglia pisana sulla scena politica comunale, tornò dalla terza crociata nel 1189 dopo aver stoccato a bordo delle navi pisane un carico di terreno raccolto vicino al Santo Sepolcro. Sembra che vi fosse la credenza che, la terra del Camposanto di Pisa, grazie al terriccio sacro che vi era stato posizionato, avesse acquisito il miracoloso potere di dissolvere le spoglie di un corpo in un solo giorno; questo fatto dà il nome alla piazza.
    Protagonisti
    Galileo Galilei
    Galileo Galilei  (Pisa 1564 – Arcetri 1642)

    Fu tra i maggiori scienziati italiani della storia, considerato uno dei padri della scienza moderna. Galileo fu protagonista del conflitto tra scienza e religione, tra fede e nascente sapere scientifico che animò il XVI e il XVII secolo. Lo studioso Giorgio Del Guerra identificò la casa natale di Galileo a Pisa in via Giuseppe Giusti, al numero civico 24 e 26. Galileo fu un uomo d’ingegno infinitamente curioso, visse del suo sapere svolgendo attività di insegnamento e ricerca; ottenne la cattedra di Matematica prima a Pisa (1589), poi a Padova (1592) e infine a Firenze. Del periodo pisano, sono da ricordare gli esperimenti che condusse proprio all’interno di due dei monumenti della Piazza del Duomo di Pisa. Nella Cattedrale egli osservò le oscillazioni delle lampade pendenti che gli permisero di studiare il moto del pendolo (1581-5), mentre dalla Torre del Campanile compì, in compagnia dei suoi allievi, degli esperimenti sulla caduta dei gravi. La memoria delle osservazioni di Galilei effettuate nel Campanile è ricordata da un’iscrizione ottocentesca che si trova nell’atrio del monumento. Galilei ebbe una vita lunga, costellata da successi e scoperte incredibili, ma anche da vicende e anni tristi e sofferti, soprattutto nell’ultima parte della sua vita, quando a causa della condanna del Sant’Uffizio dell’Inquisizione fu costretto all’abiura delle sue tesi e a ritirarsi nella sua villa di Arcetri, dove finì i suoi giorni ormai cieco, quasi un supplizio del destino, se si pensa che il suo sguardo, potenziato dall’uso del cannocchiale, gli permise di svelare alcuni dei misteri dei corpi celesti rivoluzionando i fondamenti dell’astronomia e smantellando l’idea dell’incorruttibilità e immutabilità dei cieli: descrisse la Luna con le sue vallate e le sue alture, paragonandola alla superficie della Terra, comprese che la Via Lattea – la galassia entro cui si trova il sistema solare assieme a più di mille miliardi di stelle –  era un insieme di stelle, scoprì i satelliti di Giove che chiamò “medicei”, osservò le macchie solari e le fasi di Venere. Galilei sconvolse la visione del mondo dell’epoca, sostenendo il sistema copernicano e proponendo il nuovo metodo matematico e sperimentale per conoscere la Natura e comprenderne le leggi. Le spoglie di Galilei vennero trasferite nel Settecento nella Basilica di Santa Croce a Firenze, dove si trovano anche le tombe di Macchiavelli e Michelangelo.

    Legami tra i siti Unesco italiani
    Pisa e... Modena
    L’insieme armonico della Piazza della Cattedrale di Pisa richiama un altro eccezionale Sito iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale: la Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande di Modena. Anche nel caso del complesso modenese, ci si trova di fronte a un insieme di monumenti –  la Cattedrale, la Piazza Grande e la Torre – che costituirono il fulcro della vita religiosa e civica tra il XI e il XIII secolo. Esempio supremo del romanico padano, la Cattedrale di Modena assieme alla Torre Ghirlandina e alla sua spettacolare Piazza furono il frutto di una opera comune, corale, a cui parteciparono le istanze cittadine dell’epoca, e in cui si espressero in forma tangibile i valori, gli usi, le vicende della città medievale, quando fiorì la civiltà urbana in Italia.
    Pisa e... Siena e Castel del Monte, attraverso le opere di Nicola Pisano
    Nicola Pisano è uno dei maestri della scultura italiana del Duecento. Egli fu autore di un rinnovamento profondo che seppe conciliare lo studio dell’antico e il gusto gotico. La biografia e le opere di Nicola Pisano permettono di tracciare un legame culturale tra tre Siti del Patrimonio Mondiale italiano: Pisa, Siena e Castel del Monte. Nicola Pisano realizzò sia il  pulpito del Battistero di Pisa (1255-1260) sia quello del Duomo di Siena (1265-1268). Nicola Pisano fu attivo nella seconda metà del Duecento; la data di nascita è incerta, forse nel 1220, quella di morte collocata tra il 1278 e il 1287. Sembra avesse origini pugliesi poiché in alcuni documenti è registrato come de Apulia, anche se nella maturità si firmerà come Pixanus. È possibile che la sua formazione si sia svolta nei cantieri imperiali di Federico II e ciò potrebbe essere coerente con il suo spostamento a Pisa e Siena, città ghibelline e filoimperiali. Seppe recuperare nelle sue opere le forme classiche dell’Antichità, come proponeva la cultura federiciana, innestandovi tuttavia la sua genialità aperta alla nuova sensibilità gotica. Il legame con il Meridione degli Svevi potrebbe essere provato anche dalla vicinanza estetica di una delle opere toscane di Nicola: le teste che decorano alcune delle mensole della Cattedrale di Siena somigliano alle mensole di Castel del Monte, particolari per il loro naturalismo. Nel “pergamo” di Pisa si ritrova la solennità dei sarcofagi romani, potenziata da una nuova intensità. I modelli classici sono presenti con riferimenti chiari, come la postura della Madonna che assomiglia a una matrona romana. Nel “pergamo” di Siena la capacità espressiva diviene ancora più potente. I volti perdono l’astrazione dell’ideale e divengono umani, colorati dalle passioni e dalle angosce mortali. L’affollamento compositivo e il dinamismo plastico mettono in scena una narrazione incessante, dove l’arte si veste di concretezza, naturalismo e vitalità. Nella lavorazione del pulpito senese, Nicola fu affiancato dal figlio Giovanni e da Arnolfo di Cambio.
    Glossario
    Glossario

    abiura, s.f., compiere la pubblica negazione di ciò in cui si crede. Abiurare una dottrina, una fede, una eresia.

    abside, s.m., struttura a pianta semicircolare in cui termina il presbiterio, il quale è lo spazio consacrato all’altare maggiore dove i sacerdoti eseguono la liturgia.

    arca, s.f., è un monumento funebre simile ad un sarcofago, in marmo o pietra, con il coperchio a forma di tetto.

    arcatelle cieche, piccoli archi, generalmente appartenente ad una serie continua, sovrapposto ad una parete chiusa, come elemento decorativo.

    battistero, s.m., edificio sacro dove si amministra il sacramento del battesimo. Solitamente è collocato nelle vicinanze di una chiesa. Il corpo architettonico si sviluppa attorno al fonte battesimale, la vasca per l’acqua impiegata nel rito.

    bicromie marmoree, uso alternato di marmi di due colori.

    cuspide, s.f., nell’architettura è una struttura a forma triangolare che decora la facciate degli edifici o altri elementi come porte, archi, finestre o tavole dipinte. La cuspide è usata in particolare nell’arte gotica.

    fondaco, s.m., deposito o magazzino di merci che gli antichi mercanti erano autorizzati ad aprire in empori stranieri, poteva anche essere sede degli uffici della dogana e ricovero.

    incorruttibilità, s.f., da incorruttibile, che non è soggetto a deterioramento o cambiamento. Inalterabile, eternamente uguale.

    intarsio, s.m., decorazione che si ottiene incidendo un materiale e accostandone altri di colori diversi, in questo caso marmi.

    pulpito, s.m., struttura rialzata da cui il sacerdote recitava le prediche rivolgendosi ai fedeli raccolti per la liturgia. Il pulpito, anche chiamato pergamo (dal gr. pèrgamos, rocca, altura, luogo elevato), variava sia per i materiali di cui era costituito – legno, pietra, marmo – sia per la forma, sia per la sua collocazione all’interno degli edifici sacri.

    sarcofago, s.m., cassa per contenere il corpo del defunto. Può essere in vari materiali, come legno, pietra, marmo, metallo; solitamente è ornato di varie decorazioni.

    sesto, s.m., in architettura, termine per indicare una volta o un arco. “A tutto sesto” è espressione che indica un arco regolare formato da una semicirconferenza.

    sinopia, s.f., fase della tecnica pittorica dell’affresco che consisteva nel dipingere sull’arriccio, cioè sull’intonaco fresco, i tratti essenziali del disegno che si voleva realizzare. Si utilizzava un pigmento rosso-ocra.

Iscrizione UNESCO

1987, Parigi, Francia, 11a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale


Sito Culturale


Medioevo


Italia centrale
Regione Toscana


Criteri di Iscrizione

(i) Esempio artistico unico di disegno spaziale, il campo dei Miracoli contiene quattro capolavori assoluti di architettura: la Cattedrale, il Battistero, il Campanile, il Camposanto. All’interno di questi monumenti ci sono tesori d’arte famosi in tutto il mondo come le porte di bronzo e mosaico della cattedrale, i pulpiti del battistero e della cattedrale, gli affreschi del Campo Santo e molti altri.

(ii) I monumenti del Campo dei Miracoli hanno influenzato considerevolmente lo sviluppo dell’architettura e dell’arte monumentale in due differenti epoche storiche: 1) La prima, dal secolo XI al 1284, durante il momento più florido di Pisa, fu creato un nuovo modello di chiesa caratterizzato dalla raffinatezza dell’architettura policroma e dall’uso del loggiato. Lo stile pisano che comparse la prima volta con la realizzazione della cattedrale può essere ritrovato in Toscana (in particolare a Lucca e Pistoia), ma anche entro il dominio marittimo di Pisa, come dimostrato, in forme più semplici, dalle pievi della Sardegna e della Corsica. 2) La seconda, durante il secolo XIV, mentre l’architettura in Toscana era dominata dallo stile monumentale di Giovanni Pisano (che scolpì il pulpito della cattedrale tra il 1302 ed il 1311), una nuova fase dell’arte pittorica, il Trecento, fu inaugurata dopo l’epidemia della peste (Il trionfo della Morte, affresco di Francesco Traini al Campo  Santo, c. 1350).

(iv) Il complesso monumentale del Campo dei Miracoli, formato da edifici religiosi realizzati per assolvere a funzioni distinte e specifiche, costituisce un eccezionale esempio di architettura cristiana  di epoca medievale.

(vi) Fu all’interno della cattedrale che Galileo Galilei (1564-1642), osservando l’oscillazione dei candelieri bronzei creati da Battista Lorenzi, scoprì all’età di 19 anni la teoria dell’isocronismo delle piccole oscillazioni, preludio dei suoi lavori anticipatori sulla dinamica. Dalla cima del campanile, egli condusse esperimenti che lo portarono a formulare le leggi che governano la caduta dei gravi. Due dei principali edifici del Campo dei Miracoli sono direttamente e materialmente associati con uno stadio decisivo della storia della fisica.

Estensione del bene


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