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La Ferrovia Retica

Illustrazione Elena Prette

Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale

La Ferrovia Retica nel paesaggio Albula/Bernina rappresenta un esemplare sviluppo ferroviario per ridurre l’isolamento delle Alpi Centrali, all’inizio del XX secolo. Le conseguenze socio-economiche della ferrovia furono sostanziali e durature per la vita di montagna, per l’interscambio di valori umani e culturali e per i cambiamenti nella relazione tra uomo e natura in Occidente. La Ferrovia Retica offre una grande varietà di soluzioni tecniche per la creazione della ferrovia in condizioni di montagna, spesso rigide. Si tratta di una costruzione ben progettata, realizzata con un alto grado di qualità e una notevole omogeneità stilistica e architettonica. L’infrastruttura ferroviaria, inoltre, si fonde in modo particolarmente armonioso con il paesaggio alpino che attraversa.

  • Valore UNESCO

    La Ferrovia Retica è un esempio eccezionale di tecnologia, ingegneria e architettura, un unicum armonico e spettacolare in cui l’intervento umano è riuscito ad integrarsi in un paesaggio di alta montagna. Realizzate all’inizio del XX secolo per collegare e aprire le zone delle Alpi centrali al resto dell’Europa, le due tratte ferroviarie dell’Albula e del Bernina, ora unificate dalla Compagnia Ferroviaria Retica, si distinguono per il valore storico, quale adattamento umano ad un contesto naturale difficile; per il valore socio-economico, per aver sbloccato l’isolamento delle comunità montane favorendo la circolazione di idee, culture e persone; per il loro significato nella storia della tecnologia, quale esempio di ferrovia a scartamento ridotto. La Ferrovia Retica è nota come trasversale alpina tra le più ripide e alte al mondo, con 55 gallerie e 196 viadotti. Il Sito ha carattere transfrontaliero, cioè compete sia all’Italia che alla Svizzera perché l’itinerario della Ferrovia Retica, funzionante  in tutte le stagioni, si snoda in entrambe le nazioni.

    Le origini della Ferrovia Retica
    Nel 2014 la Ferrovia Retica ha festeggiato un compleanno importante, 125 anni di attività. Fu infatti nel 1889 che l’olandese Willem Jan Holsboer inaugurò la prima linea da Landquart a Kloster. Oggi il 30% della Ferrovia Retica è accreditato nel Patrimonio Mondiale, con le tratte dell’Albula e del Bernina. L’impresa pionieristica della Ferrovia Retica venne intrapresa sulla base dei successi ottenuti con la realizzazione delle ferrovie del Gottardo e del Brennero, nella seconda metà dell’Ottocento. Ma nel tracciato alpino tra Thusis e Tirano vi erano impressionanti pendenze che i progettisti risolsero con la soluzione della ferrovia ad aderenza naturale e a scartamento ridotto che costituisce il modello universale nel genere del trasporto su rotaia in alta montagna, nel quale per garantire un’efficace azione di trazione viene diminuita la distanza interna tra i binari. I lavori di costruzione si svolsero talvolta in condizioni proibitive, che furono brillantemente risolte con audacia e nel rispetto dell’habitat naturale. Ad esempio, le opere in muratura, come quelle dei viadotti, vennero realizzate con le pietre di cave locali, per lo più in dolomia calcarea. Misura circa 63 chilometri e collega Thusis e St. Moritz. Venne inaugurata nel 1904 e rappresentava una classica ferrovia di montagna per treni a vapore fra gallerie, ponti e rampe vertiginose.
    La linea ferroviaria del Bernina
    Inaugurata nel 1910, collega St. Morizt a Tirano in provincia di Sondrio. Si sviluppa in un tracciato in forte pendenza e raggiunge la quota oltre 2000 m s.l.m. superando il Passo del Bernina e offrendo spettacolari viste su scintillanti ghiacciai perenni, ombrose gole boscose, pascoli in quota.
    I punti panoramici della Ferrovia Retica
    Il viadotto di Landwasser si trova sulla tratta dell’Albula, fra Thusis e St. Moritz, e misura 142 metri. I suoi piloni hanno una altezza di 65 metri e vennero edificati nei primi anni del Novecento solo con l’impiego di gru e non di impalcature. Il viadotto è curvilineo, permette alla ferrovia di attraversare una stretta gola, offrendo una vista vertiginosa. L’ultima delle sei arcate termina addossata ad una parete rocciosa verticale, nella quale il binario prosegue infilandosi direttamente in un tunnel. La stazione di Ospizio Bernina è quella  in cui passa il Bernina Express e costituisce la tappa all’altitudine più elevata (2.328 m s.l.m.). Si tratta del più alto passaggio ferroviario d’Europa, valico alpino che collega l’Italia alla Svizzera. Il panorama è mozzafiato, con le vette e i ghiacciai del Bernina (4000 m) , ed i due laghi, il Lej Nair le cui acque scorrono verso il Mar Nero, e il Lago Bianco, che impressiona con le sue acque lattiginose confluenti poi nell’Adriatico attraverso la rete idrica del Po. Il viadotto di Brusio si trova sulla linea del Bernina e disegna un ampio e spettacolare tracciato elicoidale sorretto da arcate, realizzate con pietra dolomitica; ha una pendenza del 70 per mille.
    Per saperne di più
    La Val Poschiavo
    Dal Passo del Bernina scendendo verso Tirano, i trenini rossi della Ferrovia Retica attraversano una incantevole valle nel cuore delle Alpi, la Val Poschiavo  Si tratta di una valle che riuscì a godere di una certa autonomia in epoca medioevale, legandosi all’area delle regioni settentrionali. All’inizio dell’Ottocento la valle fu annessa al Cantone dei Grigioni, entro la Confederazione Svizzera. Le principali località toccate dall’itinerario ferroviario: Alp Grüm e Cavaglia sono stazioni della ferrovia e luoghi dove immergersi nella natura alpina, tra morene, boschi, torrenti, cascate, alpeggi. Presso Cavaglia, si potrà osservare la forza erosiva dei ghiacciai impressa nelle eccezionali conformazioni rocciose esito delle Glaciazioni nel Parco delle Marmitte dei Giganti. Poschiavo è un paese svizzero all’altitudine di 1000 m s.l.m., che prende il suo nome dal latino post clavem, cioè ‘dopo la chiusa’, poiché in epoca preistorica un crollo determinò l’orografia della conca, formando a valle una diga naturale dove si trova oggi il paese di Miralago, anticamente Meschino: la ‘diga’ rallentando il deflusso delle acque diede origine ad un lago, l’odierno Lago di Poschiavo. Nel centro abitato si ergono la torre romanica della Chiesa Cattolica, il campanile della Chiesa Evangelica e la torre medioevale della Casa Comunale. Il piccolo paese di Le Prese si affaccia sul Lago di Poschiavo e possiede anche un porticciolo. Brusio, comune svizzero del Cantone dei Grigioni, si distende su un pendio spazioso nel quale spicca il famoso viadotto elicoidale della Ferrovia Retica. Il paese è celebre per i crot, tradizionali ricoveri in pietra che somigliano agli igloo eschimesi per la loro forma singolare – una semplice pianta circolare su cui è edificata una cupola. I crot erano utilizzati come magazzini dove conservare formaggi, salumi e altri generi alimentari, erano tipici e diffusi nelle regioni meridionali della Svizzera e sono stati recentemente oggetto di iniziative di recupero e tutela.
    Tirano e la Valtellina
    Tirano è il capolinea del Bernina Express, si trova a 441 m s.l.m. e il suo centro storico si adagia nel dolce paesaggio della Media Valtellina, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera, in provincia di Sondrio. Sono ancora visibili tratti delle mura quattrocentesche volute da Ludovico Sforza, detto il Moro, duca di Milano, per rafforzare il borgo, geograficamente strategico perché all’incrocio tra diverse vie alpine. Anche le antiche porte d’ingresso di Tirano permettono di comprendere l’importanza e il rilievo della sua localizzazione: Porta Poschiavina (Nord) era rivolta verso i Grigioni e l’Engadina, Porta Bormina (Est) conduceva al Bormio e al Passo dello Stelvio, mentre Porta Milanese (Ovest) era sulla direttrice verso il Lago di Como o il Passo dell’Aprica, valico per la Pianura Padana. Tirano è da secoli un centro di grande rilievo della Valtellina. Meta di pellegrinaggio e luogo di devozione è il Santuario della Madonna di Tirano, complesso edificato nel Rinascimento in seguito ad apparizioni mariane. La Basilica assieme alla sua piazza furono al centro della vita civica e religiosa della Valle, poiché nella piazza stessa e negli edifici vicini si svolgevano anche le tradizionali fiere commerciali con mercanti e merci provenienti da Venezia, dall’Austria e dalla Francia. A tutela e valorizzazione di questi luoghi dove si svolse e formò la cultura popolare valtellinese, è sorto nel Novecento il Museo Etnografico Tiranese. Da Tirano ha inizio la Via del Terrazzamenti, una percorso ciclopedonale, che si snoda per circa 70 chilometri e, passando per Sondrio, giunge fino a Morbegno. L’itinerario permette di conoscere il paesaggio della Valtellina, dove le tipiche colture di vigneti e frutteti si distendono sulle alture retiche.
    L’Engadina nel Cantone dei Grigioni
    La qualità paesaggistica di questa valle svizzera è di grande suggestione e rappresenta un gioiello dell’ambiente di alta montagna, con laghi, boschi, ghiacciai. La cima più alta è il Piz Bernina, 4049 m. L’Engandina è celebre anche per le sorgenti minerali. Per la bellezza del paesaggio, ha visto il fiorire del turismo sciistico e naturalistico e vanta St. Moritz, regina d’Europa per gli sport invernali. In Engadina si parla romancio e tedesco. Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche fu incantato dai paesaggi dell’Engadina. A Sils Maria, a pochi chilometri da St. Morizt, vi è Casa Nietzsche, la dimora, ora trasformata in museo, dove Nietzsche aveva l’abitudine di trascorrere l’estate. I suoi soggiorni iniziarono nel 1883 e si rinnovarono fino al 1888. Egli scrisse: “Mi sembra di aver trovato la terra promessa”. Proprio nel corso delle passeggiate tra i boschi e le vette del paese grigionese, Nietzsche compose la sua opera più famosa, Così parlò Zarathustra.
    La Ferrovia Retica e le altre ferrovie storiche del mondo
    Nella Lista del Patrimonio Mondiale, oltre alla Ferrovia Retica, vi sono altre linee ferroviarie riconosciute per il loro valore tecnologico, paesaggistico e culturale. In Europa, si trova la Ferrovia Semmering in Austria (1998), costruita alla metà dell’Ottocento, che collega la città montana di Gloggnitz con Mürzzuschlag, e vanta spettacolari viadotti, tunnel, tratti panoramici. Poi vi sono le Ferrovie montane dell’India (1999). Il Sito è composto da tre tratte. La più antica è la Ferrovia Darjeeling Himalayan, linea passeggeri aperta nel 1881; la Ferrovia Nilgiri Mountain, inaugurata nel 1908; ed infine la Ferrovia Kalka Shimla, realizzata nel XIX secolo allo scopo di contrastare l’isolamento delle popolazioni dell’area collinare di Shimla, regione a nord di Nuova Delhi.
    Protagonisti
    Willem Jan Holsboer

    Willem Jan Holsboer (Zutphen, Paesi Bassi 1834 – Schinznach-Bad, Svizzera 1898)

    E’ considerato il padre della Ferrovia Retica. Alla fine degli anni Sessanta del XIX secolo, si stabilì a Davos con la sua giovane moglie, malata di tubercolosi, nella speranza che il clima alpino potesse giovare alla sua salute. La moglie morì dopo poco e Holsboer decise di aprire a Davos un hotel. A Holsboer fu presto chiaro che lo sviluppo turistico della regione dei Grigioni si sarebbe realizzato solo grazie al collegamento con la rete ferroviaria europea. Concepì allora un audace progetto per costruire un primo collegamento ferroviario a scartamento ridotto tra Landquart e Davos, e si mise in contatto con alcuni membri del parlamento svizzero e con i rappresentanti municipali delle comunità e dei territori in cui sarebbe passata la nuova tratta. Grazie alla sua capacità di coordinare sforzi privati con risorse pubbliche, Holsboer riuscì ad ottenere l’accordo sul progetto e il 7 febbraio 1888 venne fondata a Davos una nuova società, la Compagnia Ferroviaria a Scartamento Ridotto Landquart-Davos, oggi nota con il nome di Ferrovia Retica.

    Il Trenino Rosso della Ferrovia Retica
    Nel 1989 la Ferrovia Retica festeggiò i 100 anni di attività e in occasione di questo anniversario venne scelto il colore rosso per contraddistinguere le sue vetture. I treni originali hanno ceduto il passo a convogli moderni, alcuni dei quali dotati di carrozze con vetrate panoramiche per poter ammirare a 360° le splendide vedute che si godono dai binari. A Bergün, Svizzera, si trova il Museo Ferroviario dell’Albula  dove sono in esposizione l’originale locomotiva Coccodrillo e altri modelli e pezzi storici che appartengono alla pionieristica impresa della Ferrovia Retica. Nel museo, i visitatori potranno ripercorre le tappe della storia della Ferrovia Retica e scoprirne tutti gli affascinanti segreti grazie a documenti interattivi, installazioni, ricostruzioni e reperti originali.
    Testimonianze d’autore
    Testimonianze

    ► “Nella Valle di Poschiavo vi ci si imbatte non solo nella natu-ra, ma anche nei paesi con le loro singolarità architettoniche, specie a Poschiavo, il capoluogo, la cui originalità si fa beffa di ogni attesa. Alla torre pendente di Pisa ci si abitua subito, è un monumento, si è preparati. Ma l’esperienza dell’inatteso, singolare, unico, o addirittura dell’eccentrico, specie se è animato dall’uomo e permeato di vita non diventa mai routine. Ogni nuova visita comporta una replica della prima esperienza. Tale tesi può esser confutata ma qui si tratta di fatto sperimentato”.

    Wolfgang Hildesheimer (1961)

     

    ► El scavalca el pas Bernina

    el trenìn per l’Engadina,

    quela “Ober” e quela basa

    che prufüma amò de grasa… […]

    Galerii, pö viadotti e a zig-zag sü ‘ndi salidi

    e in diascesa se va in slita e te salüdet i fadighi.

    Pö, sensa perd la tramuntana,

    del busch, te vedet la filigrana… […]

    Pietro Pizzini, El trenin rùs

     

    ►  “Al piede d’una fila di monti dalle cime frastagliate che guardano minacciose giù verso la valle dell’Alto Reno, c’è un paese come in Svizzera ce ne sono tanti: con la chiesa dal campanile a punta e la scuola, il mulino, il fabbro e il calzolaio. Quando il treno si ferma alla piccola stazione, il capotreno grida:
    «Mayenfeld!». Da Mayenfeld se ne va, serpeggiando per i verdi pendii, un sentiero che sale fino a una baita solitaria poco sotto le nude rocce della vetta più alta. Per quel sentiero, in una luminosa mattina di giugno, saliva una ragazzona che conduceva per mano una bambina infagottata in tre vestiti e uno scialle rosso, tutto il suo guardaroba, con i piedini in un paio di scarponcini chiodati nuovi nuovi
    ”.

    Johanna Spyri, Heidi (18, traduzione di Alessandra Lavagnino, Giunti Editore, 2011

     

    Legami tra i siti Unesco italiani
    La Ferrovia Retica e... le Dolomiti
    Le due tratte  ferroviarie dell’Albula e del Bernina permettono di osservare i paesaggi mozzafiato delle Alpi Retiche, gruppo delle Alpi Centrali, in cui la vetta più alta è il Monte Bernina con 4.050 metri. Anche se il Sito transfrontaliero non è iscritto per i suoi valori naturalistici, a causa della sua qualità paesaggistica nonché per la relativa vicinanza geografica, può essere messo in relazione ai gruppi montuosi delle Dolomiti, considerate tre le montagne più belle e significative del pianeta.
    La Ferrovia Retica e... il villaggio operaio di Crespi d’Adda
    La Ferrovia Retica può essere correlata ad un altro  Sito Patrimonio Mondiale  che  testimonia i processi di industrializzazione e meccanizzazione ottocentesco. Si tratta dell’insediamento industriale  di Crespi d’Adda. Il villaggio è collocato sullo stesso fiume che attraversa Tirano, l’Adda, e rappresenta un modello esemplare dell’applicazione del capitalismo illuminato di fine Ottocento.
    Note bibliografiche
    Bibliografia

    La Ferrovia Retica nel paesaggio Albula/Bernina, SAGEP, 2015

    A. Colombo, La mia Valposchiavo, Tipografia Menghini, Poschiavo, 2005

    C. Nazzari, M. Gobetti, Tirano. Le guide del filo rosso, Lyasis, 2014

    L. Valli, G. Pedrana, Il trenino rosso del Bernina. Da Tirano a St. Moritz, il viaggio e le fermate, Lyasis, 2010

  • Valore UNESCO

    La Ferrovia Retica è un esempio eccezionale di tecnologia, ingegneria e architettura, un unicum armonico e spettacolare in cui l’intervento umano è riuscito ad integrarsi in un paesaggio di alta montagna. Realizzate tra la fine del secolo XIX e l’inizio del XX secolo per collegare e aprire le zone delle Alpi centrali al resto dell’Europa, le due tratte ferroviarie dell’Albula e del Bernina, ora unificate dalla Compagnia Ferroviaria Retica, si distinguono per il valore storico, quale adattamento umano ad un contesto naturale difficile; per il valore socio-economico, per aver sbloccato l’isolamento delle comunità montane favorendo la circolazione di idee, culture e persone; per il loro significato nella storia della tecnologia, quale esempio di ferrovia a scartamento ridotto. La Ferrovia Retica è nota come trasversale alpina tra le più ripide e alte al mondo, con 55 gallerie e 196 viadotti. Il Sito ha carattere transfrontaliero, cioè compete sia all’Italia che alla Svizzera perché l’itinerario della Ferrovia Retica, funzionante in tutte le stagioni, si snoda in entrambe le nazioni.

    Le origini della Ferrovia Retica
    Nel 2014 la Ferrovia Retica ha festeggiato un compleanno importante, 125 anni di attività. Fu infatti nel 1889 che l’olandese Willem Jan Holsboer inaugurò la prima linea da Landquart a Kloster. Oggi il 30% della Ferrovia Retica è accreditato nel Patrimonio Mondiale, con le tratte dell’Albula e del Bernina. L’impresa pionieristica della Ferrovia Retica venne intrapresa sulla base dei successi ottenuti con la realizzazione delle ferrovie del Gottardo e del Brennero, nella seconda metà dell’Ottocento. Ma nel tracciato alpino tra Thusis e Tirano vi erano impressionanti pendenze che i progettisti risolsero con la soluzione della ferrovia ad aderenza naturale e a scartamento ridotto che costituisce il modello universale nel genere del trasporto su rotaia in alta montagna, nel quale per garantire un’efficace azione di trazione viene diminuita la distanza interna tra i binari. I lavori di costruzione si svolsero talvolta in condizioni proibitive, che furono brillantemente risolte con audacia e nel rispetto dell’habitat naturale. Ad esempio, le opere in muratura, come quelle dei viadotti, vennero realizzate con le pietre di cave locali, per lo più in dolomia calcarea.
    La linea ferroviaria dell’Albula
    Misura circa 63 chilometri e collega Thusis e St. Moritz. Venne inaugurata nel 1904 e rappresentava una classica ferrovia di montagna per treni a vapore fra gallerie, ponti e rampe vertiginose.
    La linea ferroviaria del Bernina
    Inaugurata nel 1910, collega St. Morizt a Tirano in provincia di Sondrio. Si sviluppa in un tracciato in forte pendenza e raggiunge la quota oltre 2000 m s.l.m. superando il Passo del Bernina e offrendo spettacolari viste su scintillanti ghiacciai perenni, ombrose gole boscose, pascoli in quota.
    I punti panoramici della Ferrovia Retica
    Il viadotto di Landwasser si trova sulla tratta dell’Albula, fra Thusis e St. Moritz, e misura 142 metri. I suoi piloni hanno una altezza di 65 metri e vennero edificati nei primi anni del Novecento solo con l’impiego di gru e non di impalcature. Il viadotto è curvilineo, permette alla ferrovia di attraversare una stretta gola, offrendo una vista vertiginosa. L’ultima delle sei arcate termina addossata ad una parete rocciosa verticale, nella quale il binario prosegue infilandosi direttamente in un tunnel. La stazione di Ospizio Bernina è quella  in cui passa il Bernina Express e costituisce la tappa all’altitudine più elevata (2.328 m s.l.m.). Si tratta del più alto passaggio ferroviario d’Europa, valico alpino che collega l’Italia alla Svizzera. Il panorama è mozzafiato, con le vette e i ghiacciai del Bernina (4000 m), ed i due laghi, il Lej Nair le cui acque scorrono verso il Mar Nero, e il Lago Bianco, che impressiona con le sue acque lattiginose confluenti poi nell’Adriatico attraverso la rete idrica del Po. Il viadotto di Brusio si trova sulla linea del Bernina e disegna un ampio e spettacolare tracciato elicoidale sorretto da arcate, realizzate con pietra dolomitica; ha una pendenza del 70 per mille.
    Per saperne di più
    Alcune tappe dell'itinerario ferroviario
    Dal Passo del Bernina scendendo verso Tirano, i trenini rossi della Ferrovia Retica attraversano una incantevole valle nel cuore delle Alpi, la Val Poschiavo. Si tratta di una valle che riuscì a godere di una certa autonomia in epoca medioevale. All’inizio dell’Ottocento la valle fu annessa al Cantone dei Grigioni, entro la Confederazione Svizzera. Le principali località toccate dall’itinerario ferroviario sono le seguenti. Alp Grüm e Cavaglia sono stazioni della ferrovia e luoghi dove immergersi nella natura alpina, tra morene, boschi, torrenti, cascate, alpeggi. Presso Cavaglia, si potrà osservare la forza erosiva dei ghiacciai impressa nelle eccezionali conformazioni rocciose esito delle Glaciazioni nel Parco delle Marmitte dei Giganti. Poschiavo è un paese svizzero all’altitudine di 1000 m s.l.m., che prende il suo nome dal latino post clavem, cioè ‘dopo la chiusa’, poiché in epoca preistorica un crollo determinò l’orografia della conca, formando a valle una diga naturale dove si trova oggi il paese di Miralago e l’odierno Lago di Poschiavo. Brusio, comune svizzero del Cantone dei Grigioni, si distende su un pendio nel quale spicca il famoso viadotto elicoidale della Ferrovia Retica. Il paese è celebre per i crot, tradizionali ricoveri in pietra che somigliano agli igloo eschimesi per la loro forma singolare. I crot erano utilizzati come magazzini dove conservare formaggi, salumi e altri generi alimentari, erano tipici e diffusi nelle regioni meridionali della Svizzera.
    Tirano e la Valtellina
    Tirano è il capolinea del Bernina Express, si trova a 441 m s.l.m. e il suo centro storico si adagia nel dolce paesaggio della Media Valtellina, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera, in provincia di Sondrio. Sono ancora visibili tratti delle mura quattrocentesche volute da Ludovico Sforza, detto il Moro, duca di Milano, per rafforzare il borgo, geograficamente strategico perchè all’incrocio tra diverse vie alpine. Tirano è da secoli un centro di grande rilievo della Valtellina. Meta di pellegrinaggio e luogo di devozione è il Santuario della Madonna di Tirano, complesso edificato nel Rinascimento in seguito ad apparizioni mariane. La Basilica assieme alla sua piazza furono al centro della vita civica e religiosa della Valle, poiché nella piazza stessa e negli edifici vicini si svolgevano anche le tradizionali fiere commerciali con mercanti e merci provenienti da Venezia, dall’Austria e dalla Francia. Da Tirano ha inizio la Via dei Terrazzamenti, una percorso ciclopedonale, che si snoda per circa 70 chilometri e permette di conoscere il paesaggio della Valtellina, dove le tipiche colture di vigneti e frutteti si distendono sulle alture retiche.
    L’Engadina nel Cantone dei Grigioni
    Una splendida valle svizzera che si snoda tra le Alpi Retiche. Il suo paesaggio è di grande suggestione e rappresenta un gioiello dell’ambiente di alta montagna, con laghi, boschi, ghiacciai. La cima più alta è il Piz Bernina, 4049 m. L’Engandina è celebre anche per le sorgenti minerali. Per la bellezza del paesaggio, ha visto il fiorire del turismo sciistico e naturalistico e vanta St. Moritz, regina d’Europa per gli sport invernali. In Engadina si parla romancio e tedesco. Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche fu incantato dai paesaggi dell’Engadina. A Sils Maria, a pochi chilometri da St. Morizt, vi è Casa Nietzsche, la dimora, ora trasformata in museo, dove Nietzsche aveva l’abitudine di trascorrere l’estate. I suoi soggiorni iniziarono nel 1883 e si rinnovarono fino al 1888. Egli scrisse: “Mi sembra di aver trovato la terra promessa”. Proprio nel corso delle passeggiate tra i boschi e le vette del paese grigionese, Nietzsche compose la sua opera più famosa, Così parlò Zarathustra.
    La Ferrovia Retica e le altre ferrovie storiche del mondo
    Nella Lista del Patrimonio Mondiale, oltre alla Ferrovia Retica, vi sono altre linee ferroviarie riconosciute per il loro valore tecnologico, paesaggistico e culturale. In Europa, si trova la Ferrovia Semmering in Austria (1998), costruita alla metà dell’Ottocento, che collega la città montana di Gloggnitz con Mürzzuschlag, e vanta spettacolari viadotti, tunnel, tratti panoramici. Poi vi sono le Ferrovie montane dell’India (1999). Il Sito è composto da tre tratte. La più antica è la Ferrovia Darjeeling Himalayan, linea passeggeri aperta nel 1881; la Ferrovia Nilgiri Mountain, inaugurata nel 1908; ed infine la Ferrovia Kalka Shimla, realizzata nel XIX secolo allo scopo di contrastare l’isolamento delle popolazioni dell’area collinare di Shimla, regione a nord di Nuova Delhi.
    Protagonisti
    Willem Jan Holsboer
    Willem Jan Holsboer (Zutphen, Paesi Bassi 1834 – Schinznach-Bad, Svizzera 1898)

    E’ considerato il padre della Ferrovia Retica. Alla fine degli anni Sessanta del secolo XIX, si stabilì a Davos con la sua giovane moglie, malata di tubercolosi, nella speranza che il clima alpino potesse giovare alla sua salute. La moglie morì dopo poco e Holsboer decise di aprire a Davos un hotel. A Holsboer fu presto chiaro che lo sviluppo turistico della regione dei Grigioni si sarebbe realizzata solo grazie al collegamento con le rete ferroviaria europea. Concepì allora un audace progetto per costruire un primo collegamento ferroviario a scartamento ridotto tra Landquart e Davos, si mise in contatto con alcuni membri del parlamento svizzero e con i rappresentanti municipali delle comunità e dei territori in cui sarebbe passata la nuova tratta. Grazie alla sua capacità di coordinare sforzi privati con risorse pubbliche, Holsboer riuscì ad ottenere l’accordo sul progetto e il 7 febbraio 1888 venne fondata a Davos una nuova società, la Compagnia Ferroviaria a Scartamento Ridotto Landquart-Davos, oggi nota con il nome di Ferrovia Retica.

    Il Trenino Rosso della Ferrovia Retica
    Il Trenino Rosso della Ferrovia Retica

    Nel 1989 la Ferrovia Retica festeggiò i 100 anni di attività e in occasione di questo anniversario venne scelto il colore rosso per contraddistinguere le sue vetture. I treni originali hanno ceduto il passo a convogli moderni, alcuni dei quali dotati di carrozze con vetrate panoramiche per poter ammirare a 360° le splendide vedute che si godono dai binari. A Bergün, Svizzera, si trova il Museo Ferroviario dell’Albula  dove sono in esposizione l’originale locomotiva Coccodrillo e altri modelli e pezzi storici che appartengono alla pionieristica impresa della Ferrovia Retica. Nel museo, i visitatori potranno ripercorre le tappe della storia della Ferrovia Retica e scoprirne tutti gli affascinanti segreti grazie a documenti interattivi, installazioni, ricostruzioni e reperti originali.

    Legami tra i siti Unesco italiani
    La Ferrovia Retica e... le Dolomiti
    Le due tratte  ferroviarie dell’Albula e del Bernina permettono di osservare i paesaggi mozzafiato delle Alpi Retiche, gruppo delle Alpi Centrali, in cui la vetta più alta è il Monte Bernina con 4.050 metri. Anche se il Sito transfrontaliero non è iscritto per i suoi valori naturalistici, a causa della sua qualità paesaggistica nonché per la relativa vicinanza geografica, può essere messo in relazione ai gruppi montuosi delle Dolomiti, considerate tre le montagne più belle e significative del pianeta.
    La Ferrovia Retica e... il villaggio operaio di Crespi d’Adda
    La Ferrovia Retica può essere correlata ad un altro  Sito Patrimonio Mondiale  che  testimonia i processi di industrializzazione e meccanizzazione ottocentesco. Si tratta dell’insediamento industriale  di Crespi d’Adda. Il villaggio è collocato sullo stesso fiume che attraversa Tirano, l’Adda, e rappresenta un modello esemplare dell’applicazione del capitalismo illuminato di fine Ottocento.
    Glossario
    Glossario

    alpeggio, s.m., pascolo del bestiame utilizzato nella stagione estiva e situato ad alte quote.

    morena, s.f., in geologia, è un deposito di detriti di roccia e terriccio dovuto all’azione erosiva dei ghiacciai.

    orografia, s.f., dal greco òros, “monte”, e grafé, “disegno, rappresentazione”; scienza della geografia fisica che studia la conformazione e i rilievi del terreno. Assetto dei rilievi di una determinata porzione di terreno.

    tracciato, s.m., in generale è una linea o uno sviluppo grafico, che rappresenta l’andamento di un fenomeno (es. in medicina, il tracciato dell’elettrocardiogramma). In marina è la linea della rotta. Può perciò anche indicare la rotta di altri mezzi di trasporto come il treno o l’aereo.

    trasversale, s.f., via che attraversa.

    tubercolosi, s.f., patologia infettiva molto diffusa fino alla prima metà del XX Novecento, causata dal bacillo di Koch, appartenente alla famiglia dei microbatteri. Spesso colpiva a livello polmonare ed il contagio era favorito da malnutrizione, scarse condizioni igieniche, luoghi insalubri e sovraffollati.

    viadotto, s.m., manufatto architettonico ed ingegneristico analogo al ponte ma sorretto da pilastri ed arcate che permettono di superare una vallata ad una via stradale o ferrata. Recentemente i viadotti sono anche impiegati nelle città come vie sopraelevate, per far attraversare nodi stradali particolarmente estesi.

Il sito per immagini icona-gallery

Iscrizione UNESCO

2008, Quebec City, Canada, 32a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale


Sito Culturale, Transfrontaliero Italia – Svizzera


Età Moderna


Italia Settentrionale
Regione Lombardia
Provincia di Sondrio


Svizzera italiana
Cantone dei Grigioni


Criteri di Iscrizione

(ii) La Ferrovia Retica Albula/Bernina costituisce uno straordinario insieme tecnico, architettonico e ambientale. Le due linee, oggi unificate in un’unica linea transalpina, incarnano con completezza e varietà una grande varietà di soluzioni innovative che testimoniano l’importanza dello sviluppo delle tecnologie ferroviarie di montagna negli interscambi umani e culturali. La Ferrovia Retica rappresenta un modello di armonia estetica con il paesaggio che attraversa.

(iv) La Ferrovia Retica Albula/Bernina è una esempio molto significativo dello sviluppo delle ferrovie di montagna ad alta quota nel primo decennio del XX secolo. Un sistema di trasporto di grande qualità che ha svolto un ruolo importante nella crescita delle attività umane in montagna e che tratteggia con grande efficacia un modo corretto ed equilibrato di gestire lo sviluppo del rapporto tra l’uomo e la natura.

Integrità
L’integrità delle infrastrutture e l’integrità del funzionamento tecnico della linea di queste infrastrutture sono completamente garantite, e sembrano essere garantite per il futuro. Questo non significa, d’altra parte, che le tecniche utilizzate di trazione ferroviaria siano le stesse adottate originariamente. Esse sono state oggetto di adattamenti e innovazioni che sono direttamente collegati al loro obiettivo iniziale di provvedere al trasporto e alla sicurezza. L’integrità dei paesaggi ferroviari – ovvero sia i paesaggi visti dal passeggero ferroviario che i paesaggi della ferrovia inserita nel proprio ambiente – è generalmente di buona qualità. Ed è sicuramente degna di nota, nel caso dei paesaggi che esprimono la civiltà rurale di montagna del Cantone dei Grigioni, e dei paesaggi che mostrano le linee di forza dell’ingegneria civile ferroviaria in luoghi più spettacolari. L’integrità del sito nominato è stata però toccata da alcune modifiche sostanziali, direttamente collegate all’attività del traffico ferroviario stesso, soprattutto nelle stazioni e nei centri urbani. ICOMOS ritiene che l’integrità di tutta la linea ferroviaria sia buona. Presenta tutti gli elementi necessari per esprimere il suo eccezionale valore universale, e in particolare dimensioni sufficienti e completezza tecnica. Il livello di manutenzione, inoltre, è eccellente nel lungo periodo durante il quale è stata utilizzata.
Autenticità
L’autenticità delle infrastrutture di ingegneria civile è generalmente buona e in molti casi davvero eccellente. Il ponte che attraversa il Reno e Thusis è stato ricostruito, per motivi di ingegneria civile, su basi tecniche che non sono le stesse del ponte originale. Non può, pertanto, essere descritto come autentico ma è essenziale per l’integrità funzionale della struttura. Per quanto riguarda il ponte, va notato che il ponte originario (1901) non era in linea con l’idea architettonica generale della linea, che era basato su archi di pietra classici. Oggi questo è uno dei punti chiave per il valore della proprietà come monumento. Il ponte originale era un ponte di travi metalliche del tipo più comune. Il ponte ricostruito (1993) è un sottile arco in cemento armato con pilastri, la cui generale eleganza si pone in continuità con le opere dell’ingegnere svizzero Robert Maillet, i cui ponti sono di fama internazionale. Il ponte contribuisce a migliorare la qualità dell’estetica generale delle infrastrutture, ma non è autentico o direttamente correlato ai valori architettonici originari. Sono state apportate alcune leggere modifiche alla struttura, per ragioni geografiche e per migliorarne il funzionamento. La cremagliera del Bernina è stata ampliata per consentire il passaggio ininterrotto dei treni tra le due linee. L’uso di calcestruzzo è stato inevitabile su una struttura così lineare, ma questo utilizzo rimane in molti casi discreto, e nel recente impiego il calcestruzzo è stato trattato per renderlo simile all’aspetto della pietra e garantire, quindi, la continuità visiva con le parti che sono originali. L’autenticità tecnica della linea è una questione aperta e delicata. Deve essere vista, come prima cosa, in relazione alla dinamica di innovazioni e miglioramenti inerenti questo settore del patrimonio e, in secondo luogo, alla continuità del funzionamento ferroviario e del suo successo a lungo termine. Per esempio, ci sono le questioni di variazione nell’energia di trazione e il rinnovo dei convogli. Una dettagliata autenticità architettonica, in particolare delle stazioni e dei loro annessi, è estremamente variabile da luogo a luogo. In generale, le stazioni principali, che sono le più frequentate, sono le meno autentiche. Le piattaforme sono state estese e rialzate per motivi operativi, che sono legati al problema dell’autenticità tecnica. Il loro trattamento ad opera di architetti della Società riflette più uno sforzo per esprimere aspetti della modernità, che variano a seconda del periodo, piuttosto che una riflessione architettonica legata al patrimonio, fino a poco tempo fa. Non sembra esserci stato, inoltre, un normale progetto di stazione all’origine, quanto piuttosto un adattamento alle materie prime disponibili e alle condizioni climatiche del luogo in questione. L’impressione risultante è di grande variabilità nella qualità e nell’autenticità delle strutture costruite, legata alla storia delle aziende. Alcune stazioni secondarie o edifici, tuttavia, contengono un buon grado di autenticità.
Estensione del bene

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