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Il Centro Storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città, la Basilica di San Paolo Fuori le Mura e i beni compresi entro le Mura di Urbano VIII

Illustrazione Elena Prette

Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale

La proprietà del patrimonio mondiale abbraccia l’intero centro storico di Roma all’interno delle mura cittadine nella loro estensione più ampia del XVII secolo, così come la Basilica di San Paolo fuori le Mura. La proprietà, complessa e stratificata, comprende importanti aree archeologiche integrate nel tessuto urbano, che si traducono in un insieme altamente distinto. Fondata sulle rive del fiume Tevere nel 753 a.C., secondo la leggenda, da Romolo e Remo, Roma fu dapprima il centro della Repubblica Romana, poi dell’Impero romano, e nel IV secolo, divenne la capitale del mondo cristiano. La Roma antica è stata seguita, dal IV secolo, dalla Roma cristiana. La città cristiana è stata costruita sulla parte superiore della città antica, riutilizzando spazi, edifici e materiali. Dal XV secolo in poi, i Papi promossero un profondo rinnovamento della città e della sua immagine, che riflette lo spirito del classicismo rinascimentale e, successivamente, del Barocco. Dalla sua fondazione, Roma è stata continuamente collegata alla storia dell’umanità. Come la capitale di un impero che ha dominato il mondo mediterraneo per molti secoli, Roma divenne in seguito la capitale spirituale del mondo cristiano.

  • Valore UNESCO

    Roma, Caput Mundi. In questa semplice espressione è racchiusa la grandezza della città. Centro di uno dei più grandi imperi del mondo antico, cuore della spiritualità cristiana, crocevia di artisti e intellettuali dalla classicità al Novecento; Roma è senza dubbio la città più conosciuta al mondo. Un insieme immenso e unico di strade, palazzi, chiese e siti archeologici in cui sono racchiusi tre millenni di civiltà.

    Estensione del Sito
    Il Centro Storico di Roma è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 1980, durante i lavori della IV sessione della Commissione tenuti a Parigi. Nel 1990,  a seguito della richiesta della Santa Sede di allargare il sito anche ai beni extraterritoriali di sua proprietà e alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, l’ICOMOS sancisce l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale del Sito con la nuova denominazione: Il Centro Storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella Città e San Paolo fuori le Mura. Il territorio iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale comprende l’intero Centro Storico della città compreso all’interno della cerchia delle Mura cittadine del XVII secolo, nonché il complesso della Basilica di San Paolo fuori le Mura. L’area include specificatamente tutti i rioni storici con la sola esclusione di una parte dei rioni Borgo e Prati. La superficie totale del sito iscritto è di 1.468,17 ettari dei quali 1.430,8 relativi alla parte italiana (Centro Storico di Roma) e 38,9 di competenza della Santa Sede.
    La Città Eterna, una panoramica generale
    Roma è uno dei centri storici più estesi, eterogenei e intensamente stratificati del pianeta, poiché racchiude straordinarie aree archeologiche innestate all’interno del tessuto urbano secolare a formare un insieme unico al mondo. Fondata, secondo la leggenda, da Romolo e Remo nel 753 a.C. sulle sponde del fiume Tevere, Roma è stata dapprima il centro della Repubblica Romana, poi dell’Impero Romano ed è diventata la capitale del mondo cristiano nel IV secolo. Alla Roma Antica, infatti, a partire dal IV secolo succede la Roma Cristiana e successivamente quella dei Papi, da Niccolò V (1447-55) a Pio IX (1846-78). La città cristiana si stratifica su quella antica usando spazi, edifici e materiali. Dal XV secolo i Pontefici promuovono un profondo rinnovamento urbanistico della città e della sua immagine attraverso il Classicismo Rinascimentale prima e il Barocco poi. Nella sua area centrale è presente un patrimonio di beni culturali che per qualità, quantità e densità non ha eguali in nessuna altra città d’Italia. Un patrimonio di beni materiali che include sia una vastissima serie di aree e di singoli siti archeologici, sia un’ingente quantità di illustri beni storico-monumentali – di proprietà pubblica e privata – delle più diverse tipologie: dalle dimore e ville storiche, agli elementi di difesa e di controllo strategico del territorio (torri e fortificazioni), ai beni legati alle pratiche del culto (chiese, conventi, monasteri), agli spazi pubblici (strade, piazze e giardini). Il Sito UNESCO è condiviso tra lo Stato Italiano, per il centro storico di Roma, e la Santa Sede cui fanno capo alcuni beni con caratteristiche di extraterritorialità, tra i quali il complesso di San Giovanni in Laterano, quello di Santa Maria Maggiore, il Palazzo della Cancelleria, la Basilica di San Paolo fuori le Mura. Roma svolge la funzione di capitale dello Stato Italiano, con la presenza dei Ministeri e degli organismi di governo, ed essendo anche una città tra le più famose al mondo per il suo ingente patrimonio culturale, monumentale e archeologico, è visitata ogni anno da milioni di turisti.
    Dalle origini all’Impero
    Roma sorse in una posizione molto favorevole. Una vasta area collinare, un largo fiume in procinto di sfociare nel Tirreno e una piccola isola (Isola Tiberina) che ne agevolava il guado facilitarono l’insediamento delle prime comunità. Originariamente sparsi sulle cime del Septimontium, salubri e naturalmente difese, i primi insediamenti iniziarono a convergere in un’entità urbana a partire dal IX secolo a.C. La presenza di un confine naturale – il Tevere, che divideva la cultura Laziale da quella Etrusca – e di un facile passaggio sul fiume sostennero la crescita economica e commerciale dell’area che nel corso dell’VIII secolo a.C. iniziò a costituire un unico centro attorno al Palatino. Il mito della nascita di Roma (753 a.C.) trova origine nella fine di questo lento processo di assimilazione in una singola città di centri più piccoli. La città iniziò un periodo di progresso accompagnato da una graduale crescita di istituzioni e infrastrutture. La presenza per lungo tempo di una dinastia etrusca favorì interventi di edilizia pubblica e militare che trasformarono la città; i primi grandi centri cultuali come il tempio dei Càstori, i drenaggi delle principali aree vallive, la costruzione della prima cinta muraria e la divisione dei cittadini prima in Gens e poi in Tribus mutarono la condizione di Roma da piccola realtà a centro urbano pienamente strutturato. Le grandi trasformazioni dell’Età Regia posero le basi per i grandi sviluppi dei secoli successivi. Il declino della potenza etrusca e lo scontro tra il ceto patrizio e i re favorirono, nei primi anni del VI secolo, il passaggio alla Repubblica. Roma iniziò una lenta ma quasi inarrestabile espansione. Tra VI e III secolo, con alterne vicende, Roma impose il suo domino su tutta la Magna Grecia e su gran parte dei popoli dell’Italia centrale. Alla fine di questo processo espansivo, sconfitta anche la minaccia portata da Pirro, Roma si ritrovò padrona di tutta la penisola. In poco più di un secolo, sconfitta definitivamente Cartagine dopo tre guerre vittoriose, Roma divenne la potenza più importante del Mediterraneo. Tra la sconfitta dei cartaginesi e la crisi della Repubblica la potenza romana si espanse in Spagna, Francia meridionale, Grecia e sulle coste dell’Asia Minore conquistando tutte le coste del Mediterraneo tanto da poterlo definire Mare Nostrum, il nostro mare. Questo lungo processo di espansione portò a un sempre maggiore contatto con la cultura ellenistica, mutando per sempre la cultura e l’urbanistica romana. Basiliche, templi, edifici pubblici e di spettacolo, statue bronzee e un uso sempre maggiore del marmo e dei modelli architettonici greci cambiarono per sempre l’aspetto della città. Le grandi famiglie iniziarono a celebrare il proprio potere finanziando grandi opere pubbliche come la Basilica Emilia e la Basilica Giulia. La necessità di un governo più adatto alla nuova estensione dello Stato, la radicalizzazione delle tensioni interne e la guerra che oppose Roma ai popoli italici (Guerre Sociali, 91-88 a.C.) portarono alla crisi definitiva della Repubblica. Emersero così figure autoritarie, sorrette da ingenti ricchezze personali o dal carisma militare, che da un lato si resero protagoniste di ulteriori conquiste territoriali e dall’altro aprirono le porte all’Impero. Gaio Mario, Silla, Pompeo, Giulio Cesare e infine Ottaviano diedero le spallate decisive a una forma di governo ormai logora e incapace di gestire uno scenario completamente mutato.
    L’Impero
    Quando Ottaviano Augusto, sconfitto Antonio ad Azio, instaurò una monarchia de facto (27 a.C.), Roma dominava su vaste porzioni del mondo conosciuto. Pacificata la città e lo stato dopo lunghi decenni di tensioni e di guerre, Augusto si dedicò a imponenti interventi architettonici. Furono ampliati alcuni edifici nel Foro e ne fu costruito uno nuovo, dedicato al nuovo dominatore. Si trasformò il Campo Marzio, da spazio militare a luogo di rappresentanza del nuovo potere imperiale con il grande orologio solare e l’Ara Pacis. Ai piedi del Palatino un nuovo teatro, dedicato al nipote Marcello, dominava un grande spazio impreziosito da un magnifico portico e dal rinnovamento del tempio di Apollo Sosiano. La città di mattoni si era trasforma in una città di marmo. Durante il principato augusteo, Roma divenne modello e ispirazione per tutto il suo vastissimo territorio; le numerosissime città, molte di nuova fondazione, che punteggiavano l’Impero, si ispirarono costantemente alla capitale nei modelli urbanistici e architettonici. Il grande incendio che distrusse la città sotto il governo di Nerone permise di imporre nuove regole per la costruzione di case e strade, contrastando la speculazione e favorendo una maggiore sicurezza. L’Imperatore, non pago della colossale ricostruzione che dovette affrontare, eresse una maestosa dimora privata (Domus Aurea) caratterizzata da uno sfarzo senza pari. La necessità di cancellare i segni del governo neroniano portò gli imperatori Flavi a concentrare i propri sforzi sull’edilizia pubblica. La Domus Aurea venne parzialmente demolita e riutilizzata e lo spazio occupato dal lago artificiale divenne il luogo dove erigere un enorme anfiteatro (Colosseo). I Flavi, costretti in parte da nuovi incendi, rinnovarono ampi spazi della città con nuovi fori, templi, portici e un grande stadio eretto da Domiziano nello spazio oggi occupato da Piazza Navona. Traiano, secondo imperatore adottivo, magnificò la massima espansione dell’Impero raggiunta sotto il suo governo con imponenti interventi edilizi. Fu costruito un nuovo foro con la sua piazza, la vasta biblioteca, la grande Basilica Ulpia e il complesso dei Mercati Traianei appoggiato alle pendici del Quirinale. Le Terme del Colle Oppio divennero il modello per i grandi impianti termali successivi. L’attività edilizia si fece ancora più intensa sotto gli Antonini; il rifacimento del Pantheon, il mausoleo e il tempio di Adriano e la Colonna Antonina sono solo alcuni dei simboli di questo periodo. I Severi non furono da meno e finanziarono sia nuove costruzioni che importanti interventi di manutenzione; fu restaurato il Templum Pacis di Vespasiano e vi fu affissa la Forma Urbis Severiana, la pianta della città di Roma antica incisa su lastre di marmo; si ampliò definitivamente il palazzo imperiale (Domus Augustana) del Palatino con la Domus Severiana; si costruirono nuove e più imponenti fontane e sotto Caracalla fu costruito un grandioso impianto termale. La crisi del III secolo portò a un notevole rallentamento dell’attività edilizia; tra le poche iniziative, la più importante è la costruzione, voluta da Aureliano, di un nuovo e più articolato sistema difensivo (Mura Aureliane). L’avvento di Diocleziano (244-311 d.C.) e la stabilizzazione diminuirono drasticamente l’importanza di Roma nello scacchiere imperiale. La città perse lo status di residenza imperiale a favore di Milano e gli interventi edilizi, alcuni ancora imponenti come le terme di Diocleziano, diminuirono. A Massenzio e Costantino, tra III e IV secolo, si deve l’ultima grande stagione di interventi imperiali in città; la Basilica di Massenzio e il grande Arco di Costantino sono l’emblema di questo periodo. Costantino, impegnato ormai nella nuova capitale orientale, diede il via alla grande edilizia cristiana.
    La Roma cristiana da Costantino al Barocco
    Il declino dell’Impero portò da un lato a uno spopolamento della città e dall’altro al progressivo abbandono e successiva spoliazione dei grandi edifici della Roma classica. La centralità dei templi, delle basiliche civili e dei fori fu sostituita dai nuovi complessi ecclesiastici; prima le grandi basiliche volute dagli imperatori tardi poi i nuovi complessi finanziati dal nuovo potere papale. Costantino promosse la costruzione della Basilica Lateranense, la chiesa dei SS. Marcellino e Pietro, il mausoleo per la madre Elena e il primo nucleo della Basilica Vaticana. I suoi successori continuarono a favorire la costruzione di edifici ecclesiastici, spesso finanziati da ricchi esponenti dell’aristocrazia cristiana. I tre secoli successivi segnarono per la città il momento di massimo declino. Le distruzioni lasciate dalla Guerra greco-gotica, il nuovo governo bizantino e la costante pressione dei Longobardi portarono a un deciso spopolamento e a un definitivo abbandono di quasi tutte le infrastrutture antiche. Solo la presenza della Chiesa, evidente nelle opere e nella personalità di Gregorio Magno, tenne viva la fiammella degli antichi splendori. I secoli dal VII al IX videro, tra alterne vicende, da un lato l’affermarsi del potere papale e dall’altro un progressivo distacco da Bisanzio che portò a una crescita dell’autonomia territoriale della Chiesa, favorita dall’alleanza con il crescente potere franco. La Chiesa, sostenuta dalle ricche famiglie romane, iniziò un lento ma inesorabile processo di rinnovamento architettonico che vide la costruzione di nuove chiese e monasteri, il restauro delle mura e di alcuni acquedotti e numerosi interventi di restauro e rinnovamento degli edifici più antiche. Il crescente potere aristocratico iniziò a mostrare il proprio potere attraverso la costruzione di torri e di edifici privati. La crescita economica, edilizia e politica di Roma e del Papato portò a inevitabili scontri con il potere laico; da un lato quello imperiale dall’altro quello locale dei nuovi ceti commerciali e artigianali. L’instabilità fu ulteriormente acuita dallo scontro tra le casate aristocratiche degli Orsini e dei Colonna, rivalità accesa a tal punto da spingere il Papa a spostare la propria sede nella cittadina francese di Avignone (1309-1377). Questo periodo, visto il ruolo di volano economico del Papa, segnò l’ennesimo momento di decadenza per la città. Il ritorno del Papa a Roma, la momentanea pacificazione degli scontri tra aristocratici e il nuovo clima culturale favorirono una veloce e imponente rinascita della città. A partire dai primi decenni del Quattrocento iniziarono grandi interventi edilizi, inizialmente concentrati nel palazzo del Laterano e in Vaticano ma poi diffusi in tutta la città. La riscoperta della tradizione classica portò a Roma i più grandi artisti del tempo per studiare e confrontarsi con i monumenti di Roma antica. I Papi promossero interventi mirati a creare una cittadella religiosa sul Vaticano. Per farlo furono chiamati alcuni dei più importanti artisti e architetti del tempo: Benozzo Gozzoli, Beato Angelico, Bernardo Rossellino, Filarete, Gentile da Fabriano, Pisanello, Raffaello, Domenico Ghirlandaio e Botticelli. Le incessanti commissioni papali e la passione che molti pontefici mostrarono nei confronti dell’Umanesimo favorì la produzione intellettuale e filosofica, la rifondazione e l’arricchimento della Biblioteca Vaticana, la scultura, la musica e qualsiasi forma di produzione artistica che fosse in grado di ridare a Roma la centralità perduta con la fine dell’Impero. La grande aristocrazia non fu da meno e Roma, tra Quattrocento e Cinquecento, si arricchì di grandi palazzi e ricche dimore signorili (Palazzo Venezia, Palazzo della Cancelleria, Palazzo Vidoni, il complesso del Campidoglio, Palazzo Massimo “alle colonne”, Palazzo Baldassini, Palazzo Farnese, Palazzo del Collegio Romano, Palazzo del Quirinale, Palazzo del Santo Uffizio) oltre che di ville che volevano rivaleggiare con le dimore dell’Otium degli antichi (Villa Aldobrandini, Villa Borghese, Villa Celimontana, Villa Doria Pamphili, Villa Farnesina, Villa Giulia, Villa Lante, Villa Medici, Villa Sciarra, Villa Torlonia, Villa Wolkonsky). Il pontificato di Giulio II (1503-1513) diede ulteriore impulso al rinnovamento della città. Bramante fu chiamato a sovrintendere i progetti edilizi del Vaticano e alla ricostruzione della Basilica di San Pietro, Michelangelo a scolpire la monumentale tomba del Papa e ad affrescare la volta della Cappella Sistina e Raffaello dipinse per Giulio II i nuovi appartamenti papali. Fino agli anni venti del Cinquecento la città è il palcoscenico per il genio di alcuni dei più grandi artisti del Rinascimento; una città opulenta, cosmopolita e in costante fermento per le novità artistiche e intellettuali che per un brevissimo periodo ritornò veramente ai fasti degli imperatori. Il Sacco di Roma (1527) mise fine a un’epoca irripetibile. Roma si riprese molto lentamente dagli eventi del 1527. Nel clima della Controriforma, la città divenne il centro del nuovo stile Barocco. La rivalità tra Bernini e Borromini, l’estro di Maderno e Pietro da Cortona e la fine della nuova basilica di San Pietro cambiarono ancora una volta l’aspetto della città. Le grandi chiese, i nuovi progetti di riqualificazione delle aree pubbliche come Piazza Navona e Trinità Dei Monti, la grande architettura degli spazi aperti come Piazza Del Popolo e la magnificenza della Fontana di Trevi sono solo alcuni esempi dell’arte dell’epoca barocca a Roma.
    Dalla Roma del Barocco alla Roma capitale d’Italia
    Roma, pur con nuovi e sempre spettacolari edifici, iniziò una lenta fase di decadenza politica che la mise ai margini delle grandi trasformazioni del Settecento. Il torpore in cui sprofondò la città si interruppe solo con i moti rivoluzionari, brevi e dalla durata effimera, che seguirono alla Rivoluzione Francese e la fine di Napoleone. Inizialmente, protetta dalla Francia, l’Urbe riuscì a passare indenne il processo unitario mantenendo la propria autonomia; ma quando nel 1870, travolto dal conflitto con la Prussia, Napoleone III non riuscì a garantire al Vaticano un’adeguata protezione militare, la città fu annessa al Regno d’Italia. Diventata capitale, Roma fu interessata da imponenti interventi di rinnovamento edilizio. Nuovi edifici ministeriali, il rinnovamento di vasti quartieri, la riqualificazione di molte aree abbandonate e il nuovo ruolo di capitale furono per Roma un momento di nuova rinascita dopo secoli di torpore.
    Per saperne di più
    Lupa Capitolina
    Simbolo della leggenda delle origini di Roma e amata icona della città, la Lupa Capitolina è una scultura in bronzo di una lupa a grandezza naturale. Collocata in una sala dei Musei Capitolini da cui prende il suo nome, la Lupa rappresenta il celebre canide del mito nell’atto di allattare due gemelli, Romolo e Remo. La tradizione la voleva opera di botteghe etrusche o magno-greche del V secolo a.C., ma recenti indagini hanno avanzato l’ipotesi che invece risalga all’età medievale. Giunse in Campidoglio grazie a Sisto IV e venne collocata sulla facciata del palazzo per poi essere trasferita all’interno. I gemelli, aggiunti posteriormente, sembrano attribuibili al Pollaiolo.
    Da tempio di tutti gli dei a Santa Maria ad Martyres: breve storia del Pantheon
    Tra i beni archeologici distribuiti in tutta la città ce n’è uno che, giustamente, è considerato il più importante esempio di architettura romana trasmessoci dall’antichità: il Pantheon. Questo monumento, costruito la prima volta da Agrippa (63-12 a.C.), è stato eretto nella forma che conosciamo in epoca imperiale, per desiderio dell’imperatore Adriano (76-138 d.C.). L’edificio, innalzato come tempio dedicato a tutte le divinità, è composto da un portico e da un’imponente struttura circolare. Quest’ultima, cinta da spesse pareti scavate da nicchie, è sormontata da un’immensa cupola emisferica in calcestruzzo; al suo apice, come unica fonte di luce, la struttura ospita una grande apertura circolare detta oculo. Il diametro della struttura circolare, pari all’altezza dell’edificio, rispecchia criteri e proporzioni architettoniche di sublime armonia. Il Pantheon, all’inizio del VII secolo, è stato convertito in basilica cristiana e consacrato alla Vergine. Ciò è stato fondamentale per preservarlo dalle spoliazioni dei secoli successivi. Sebbene cospicue decorazioni siano andate perdute, gran parte del rivestimento parietale interno e del pavimento (entrambi in marmi pregiati) sono ancora quelli originali. All’interno dell’edificio, che nel corso dei secoli ha moltiplicato la sua fama, sono sepolti illustri personaggi della storia e del mondo dell’arte; una delle tombe più visitate è, ad esempio, quella di Raffaello Sanzio (1483-1520). Non si deve dimenticare, infine, che il Pantheon ha avuto enorme influenza sugli architetti europei e americani, dal Rinascimento al XIX secolo; un esempio su tutti è quello di Soufflot (1713-1780), che a Parigi ha progettato la chiesa di Ste-Geneviève.
    Le mura di Roma
    Le mura di Roma sono strettamente legate alla sua storia. Il primo sistema difensivo, i cui resti sono stati recentemente individuati, si data all’VIII secolo a.C. e prende il nome dal mitico fondatore della città (Mura Romulee). Questo circuito murario, di forma quadrata, difendeva il Colle Palatino. Una seconda e più ampia cinta (Mura Serviane o Repubblicane) fu eretta nel IV secolo a.C. e racchiudeva le restanti sei alture dell’Urbe (Quirinale, Esquilino, Celio, Oppio, Viminale e Aventino). Un breve tratto di questa grande infrastruttura è visibile nei pressi della Stazione Termini. La capitale non necessitò di nuove difese fino al III secolo d.C. quando la crisi dell’Impero costrinse Aureliano (214-275) a edificare un nuovo e più imponente circuito difensivo. Le Mura Aureliane, ancora parzialmente visibili in alzato, cingono gran parte dell’attuale centro storico. All’interno della porta di San Sebastiano si può visitare il Museo Delle Mura, punto di riferimento per chi vuole conoscere la storia di queste importanti strutture. L’affermazione del Papato come potere dominante promosse nuovi interventi edilizi, finalizzati alla protezione della sede papale e del Colle Vaticano. Nel IX secolo, Papa Leone IV fortificò l’area della basilica petrina (Mura Leonine) creando la cosiddetta Civitas Leonina. Nel corso del Rinascimento diversi Papi cinsero la cittadella vaticana con un solido sistema difensivo (Mura Vaticane) che resero più solida la protezione della sede papale migliorando il collegamento con la fortezza di Castel Sant’Angelo. Un ulteriore, ma meno significativo, intervento si colloca nel corso del Seicento (Mura Gianicolensi). Le nuove mura seguono il profilo del Gianicolo e andarono a sostituire le Mura Aureliane nel quartiere di Trastevere.
    La città sotto la città
    Il centro storico di Roma, insieme a quello di Atene, può essere considerato il sito archeologico per eccellenza; complesso e stratificato, racchiude aree di epoche cronologiche diverse innestate l’una all’altra all’interno del tessuto urbano unitario – per tale particolarità, Sigmund Freud, nel suo saggio sul Disagio della Civiltà (1929), paragonò la città di Roma alla struttura della psiche umana, in cui “nulla di ciò che un tempo ha acquistato esistenza è scomparso”. Per comprendere al meglio questa peculiare caratteristica di Roma, merita una visita il museo della Crypta Balbi, non lontano da Piazza Venezia. Quarta sede del Museo Nazionale Romano, questa struttura ospita i risultati (musealizzati in loco) di un complesso scavo urbano, che ha permesso di fotografare l’evoluzione di un isolato cittadino dall’antichità al XX secolo. All’interno del percorso di visita, degna di nota è soprattutto la sezione “Archeologia e Storia di un Paesaggio Urbano”, ricca di reperti e di ricostruzioni di intere sequenze di scavo. Passeggiare in queste sale significa rendersi conto di come, sotto i nostri piedi, si sviluppi una città che cresce su se stessa, mutando e contemporaneamente portandosi dietro brani di ciò che era in precedenza.
    Roma, i pellegrini e le chiese: il caso della Basilica di San Paolo fuori le mura
    Patrimonio dell’Umanità dal 1990, dieci anni più tardi rispetto al centro storico della città, la Basilica di San Paolo sorge al di fuori delle mura aureliane, sulla via Ostiense, e secondo la tradizione custodisce la tomba di Paolo di Tarso, da sempre meta di pellegrinaggi. Inizialmente l’area in cui sorse la Basilica era occupata da un cimitero che in epoca costantiniana è reso monumentale attraverso la costruzione di un piccolo edificio religioso. In seguito, a causa del notevole afflusso di pellegrini, l’edificio viene ingrandito e la sua struttura, a cinque navate, risulta contraddistinta da una selva di colonne in granito. Tra IV e VIII secolo i Papi restaurarono e abbellirono senza sosta l’edificio: Leone il Grande (440-461), ad esempio, ricopre di mosaici l’Arco di Trionfo. La vera età dell’oro è però il XIII secolo, quando la basilica si arricchisce anche di un prezioso ciborio realizzato da Arnolfo di Cambio (1240-1310). Nel 1823 l’edificio venne colpito da un rovinoso incendio e quasi completamente distrutto. Leone XII (1878-1903) si occupò del rifacimento, ricostruendolo in modo quasi identico. San Paolo fuori le mura è soltanto una delle 900 chiese che costellano il territorio di Roma, capitale secolare ma anche religiosa. Seconda per fama soltanto a San Pietro, è legata alla storia della fede cristiana fin dalle origini ed è un perfetto esempio di luogo simbolo e meta di pellegrinaggi.
    L’oscurità della luce: Roma e il “pittore maledetto”
    Michelangelo Merisi (1571-1610), meglio noto come Caravaggio, è considerato uno degli artisti più affascinanti della storia dell’arte moderna. Le sue opere, famose per l’uso drammatico della luce, hanno avuto una forte influenza sulla pittura barocca, che da Roma si è propagata in tutto il resto d’Europa. Proprio nella capitale, all’interno di tre chiese, è possibile ammirare sei opere di questo straordinario artista, tutte dipinte tra il 1600 e il 1603. La Chiesa di San Luigi dei Francesi, non lontana da Piazza Navona, ospita tre tele che raccontano la vita di san Matteo; tra queste è celeberrima quella che descrive la conversione del santo, dove la luce può essere considerata la vera protagonista. In piazza del Popolo, invece, all’interno della Basilica di Santa Maria, fanno bella mostra di sé la Conversione di san Paolo e la Crocifissione di san Pietro; soprattutto la prima si distingue per realismo e stravolgimento dell’iconografia tradizionale, contraddistinta da un cavallo molto più grande del santo e da un’ambientazione interna, nel buio di una stalla. Nella Chiesa di Sant’Agostino, infine, è possibile ammirare la Madonna dei pellegrini, in cui la Vergine appare davanti a due uomini sporchi e con le vesti sdrucite. Oltre alla loro bellezza, ciò che rende queste opere eccezionali è che i luoghi che le ospitano sono quelli per cui i loro committenti le hanno pensate, immutati scrigni nel corso dei secoli.
    Protagonisti
    Publio Elio Traiano Adriano
    Publio Elio Traiano Adriano (Italia, 76 d.C. – Baia, 138 d.C.)

    Adriano regnò su Roma dal 117 d.C. fino alla sua morte. Figlio di Publio Elio Adriano Afro e di Domizia Paolina, restò orfano quando aveva soltanto nove anni. L’imperatore Traiano, suo predecessore, si occupò di lui e, insieme alla moglie Plotina, favorì il suo cursus honorum. L’ascesa al potere di Adriano fu piuttosto rapida e il suo insediamento fu seguito da un continuo rafforzamento. Nell’ambito della politica interna, l’imperatore si dimostrò tollerante nei confronti dei cristiani e degli schiavi, cercando di migliorare le loro condizioni; inoltre, si fece promotore di due riforme, una relativa all’editto pretorio, l’altra incentrata sulla pubblica amministrazione. Per quanto riguarda la politica estera, invece, l’imperatore si concentrò sulla difesa dei confini; celebre è la costruzione del Vallo di Gran Bretagna, finalizzato a rinforzare una delle frontiere più turbolente. Gli spostamenti di Adriano all’interno dell’Impero, tuttavia, furono numerosi e molto frequenti: oltre a pattugliare i confini si dedicò alla costruzione di nuovi edifici pubblici e, più in generale, a migliorare lo standard di vita nelle province. A differenza di altri imperatori, Adriano desiderò conoscere direttamente i suoi possedimenti più remoti, animato da un’instancabile curiosità e da un grande amore per l’arte e la cultura. Uomo dal temperamento versatile e dalle doti poliedriche, si dimostrò un fine intellettuale, interessato alle arti figurative, alla poesia, alla letteratura e all’architettura; quest’ultima, in particolare, lo affascinò al punto da conferire una impronta personale agli edifici che fece edificare. L’imperatore, che morì a 62 anni, fu anche un uomo di rara sensibilità, come dimostra il suo legame sentimentale con il giovane Antinoo. Misteriosamente annegato nelle acque del Nilo, la morte di questo ragazzo addolorò l’imperatore che, per renderlo immortale, gli dedicò la città di Antinopoli e centinaia di statue e busti.

    Papa Gregorio I detto Gregorio Magno
    Papa Gregorio I detto Gregorio Magno (Roma, 540 – Roma, 604)

    Discendente dalla nobile Gens Anicia, nel 573 ricopriva a Roma il ruolo di Praefectus. Forte di una ricca formazione intellettuale, di una fede incondizionata e di un vasto patrimonio personale, investì parte delle proprie risorse per impiantare nei propri possedimenti dei centri monastici. Lasciata la vita pubblica si dedicò a quella cenobitica sul Celio. La continua pressione dei Longobardi costrinse Pelagio II a chiedere aiuto a Costantinopoli. Gregorio fu scelto per questo delicato compito. Il monaco venne ospitato per sei anni presso l’imperatore bizantino Maurizio I, si guadagnò l’ammirazione della corte imperiale, ma tornò a Roma con rinforzi di modestissima entità: Bisanzio non era più interessata alle sorti di Roma. Visto lo scarso risultato ottenuto, Pelagio rimosse dall’incarico Gregorio, permettendogli di ritornare nel suo monastero. Passò poco tempo e una violenta inondazione, seguita da una pestilenza, colpì Roma. Il Papa, ammalato, morì e il popolo acclamò Gregorio al soglio pontificio. Inizialmente contrariato e deciso a rifiutare il compito, Gregorio fu, infine, consacrato Papa nel 590. Sul soglio di Pietro varò una serie di energiche riforme per restituire rigore e una maggiore organizzazione alla Chiesa. Favorì i monasteri e si dedicò a un esteso rinnovamento della Curia rafforzando il ruolo e la centralità del Papa. Pressato dall’espansione dei Longobardi, si adoperò per raggiungere un accordo e restituire alla penisola la pace perduta. Gregorio cercò di contenere e di avvicinasi ai Longobardi, giovandosi specialmente dei rapporti amichevoli con la regina Teodolinda e dell’influenza che, per suo tramite, poté esercitare sul re Agilulfo. Con ciò suscitò i sospetti di Bisanzio, e solo dopo chiarificazioni fu possibile giungere a un accordo tra Longobardi e Bizantini (598), di cui si giovò per convertire i Longobardi ancora ariani. Si distinse inoltre per un profondo rinnovamento della liturgia, promosse il canto che da lui prese il nome di Gregoriano e si distinse per una vasta produzione epistolare. Quando morì (604), lasciò una Chiesa più forte in un momento di grande instabilità e pericolo per Roma.

    Gian Lorenzo Bernini
    Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598 – Roma, 1680)

    Bernini, massimo esponente del Barocco, si trasferì a Roma nel 1605. Inizialmente, Gian Lorenzo affiancò il padre, anch’egli scultore, e grazie a lui si avvicinò al cardinale Scipione Borghese. Le sue prime opere dimostrarono subito il suo enorme talento, imitando alla perfezione le sculture di epoca classica. Tra il 1621 e il 1625 realizzò alcuni dei sui gruppi scultorei più celebri, come Enea e Anchise e il Ratto di Proserpina. Tra il 1623 e il 1676 diede vita ad una serie di opere che cambiarono per sempre il volto di Roma: il Colonnato e il Baldacchino di San Pietro, l’Estasi di Santa Teresa e celebri fontane come quella dei quattro fiumi sono soltanto alcune delle meraviglie che creò in quel periodo.

    Testimonianze d’autore
    Testimonianze

      “Quando si considera un’esistenza come quella di Roma, vecchia di oltre duemila anni e più, e si pensa che è pur sempre lo stesso suolo, lo stesso colle, sovente perfino le stesse colonne e mura, e si scorgono nel popolo tracce dell’antico carattere, ci si sente compenetrati dei grandi decreti del destino.”

    Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia, 1817

     

     “A Parigi, nel momento in cui si decide di andare a Roma, bisognerebbe stabilire di andare al museo un giorno sì e uno no: si abituerebbe l’anima a sentire la bellezza.”

    Stendhal, Passeggiate romane, 1829

     

    “Mi sembra di raggiungere le altezze dell’arte, di respirare l’aria respirata dai maestri e di vedere il mondo con i loro occhi.”

    Edgar Lee Masters (1869-1950)

     

     “Soltanto in quel luogo consacrato dai millenni tutto ciò che c’è stato e ci sarà può convivere con tutto: l’alto e il basso, il vecchio e il nuovo, la religione e l’empietà, il fasto e la miseria, persino Dio e il Diavolo sembravano aver trovato un equilibrio stabile e duraturo in quella città, dove tutto è già accaduto, e mica una sola volta! Mille volte.”

    Sebastiano Vassalli, La Chimera, 1990

     

     “Roma è più bella di Parigi da un punto di vista di stretta estetica tradizionale. Ha sicuramente il centro storico più bello del mondo; penso alla zona dal Colosseo a piazza del Popolo, alla Roma seicentesca racchiusa nell’ansa del Tevere.”

    Corrado Augias, I segreti di Roma, 2005

     

    Legami tra i siti Unesco italiani
    Roma e... Villa Adriana, l’aulica villa dell’imperatore
    Situata a Tivoli, pochi chilometri da Roma, Villa Adriana è un bene protetto dall’UNESCO dal 1999. Costruita tra il 118 e il 138 d.C. per volere dell’imperatore Adriano (76 – 138 d.C.), può essere definita una villa reale extraurbana. Distribuita su un’area verde e ricca di acqua, la residenza comprende edifici abitativi, terme, giardini e ninfei. Il suo legame con la capitale dipende in primo luogo dalla figura di Adriano a cui si deve la realizzazione non solo di questa villa ma anche del Tempio di Venere e a Roma, il rifacimento del Pantheon e la realizzazione di un mausoleo di forma circolare, l’attuale Castel Sant’Angelo. In secondo luogo, molto importante è l’impiego dei dettami dell’architettura romana in forma del tutto originale, circostanza che si rispecchia anche nella distribuzione dei fabbricati che compongono la villa.
    Roma e... la città di Verona
    Verona conserva ancora consistenti tracce del suo passato di epoca romana. Patrimonio UNESCO dal 2002, è la città del Veneto che meglio conserva l’impianto urbanistico ortogonale e i principali monumenti pubblici realizzati dai romani. I resti del teatro, dell’anfiteatro e della piazza del foro sono soltanto la parte più macroscopica dei reperti adatti a ricostruire la vita nella Verona romana. Alla visione dei resti archeologici ancora in situ, infatti, si deve affiancare la visita dei più importanti musei della città, all’interno dei quali sono conservate numerose testimonianze materiali (statue, mosaici, iscrizioni e ceramiche).
    Note bibliografiche
    Bibliografia

    D. Manacorda, Archeologia urbana a Roma: il progetto della Crypta Balbi, Firenze, All’insegna del giglio, 1982

    E. Paratore, San Gregorio Magno, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1984

    P. Gros, M. Torelli, Storia dell’Urbanistica: il mondo romano, Bari, Laterza, 1992

    R. Meneghini, R. Santangeli Valenzani, Roma nell’altomedioevo: topografia e urbanistica della città dal V al X secolo, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 2004

    R. Bernabei, Chiese di Roma, Milano, Electa, 2007

    P. Cesaretti 2011 (a cura di), Roma: evoluzione di una capitale: 1861-2011, Roma, Banca del Fucino, 2011

    F. Coarelli, Roma, Laterza, Bari, 2011

    G. Geraci, A. Marcone, Storia Romana, Firenze, Le Monnier, 2011

    F. Gualdoni, Rinascimento a Roma, Milano, Skira, 2011

    Atlante di Roma antica: biografia e ritratti della città, a c. di A. Carandini, Electa, Milano, 2012

    M.G. Bernardini, M. Bussagli, Barocco a Roma, Milano, Skira, 2015

    S. Schutze, Caravaggio: l’opera completa, Koln, Taschen, 2015

  • Valore UNESCO

    Roma, Caput Mundi. In questa semplice espressione è racchiusa la grandezza della città. Centro di uno dei più grandi imperi del mondo antico, cuore della spiritualità cristiana, crocevia di artisti e intellettuali dalla classicità al Novecento; Roma è senza dubbio la città più conosciuta al mondo. Un insieme immenso e unico di strade, palazzi, chiese e siti archeologici in cui sono racchiusi tre millenni di civiltà.

    Estensione del Sito
    Il  Centro Storico di Roma è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 1980, durante i lavori della IV sessione della Commissione tenuti a Parigi. Nel 1990,  a seguito della richiesta della Santa Sede di allargare il sito anche ai beni extraterritoriali di sua proprietà e alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, l’ICOMOS sancisce l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale del Sito con la nuova denominazione: Il Centro Storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella Città e San Paolo fuori le Mura. Il territorio iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale comprende l’intero Centro Storico della città compreso all’interno della cerchia delle Mura cittadine del XVII secolo, nonché il complesso della Basilica di San Paolo fuori le Mura. L’area include specificatamente tutti i rioni storici con la sola esclusione di una parte dei rioni Borgo e Prati. La superficie totale del sito iscritto è di 1.468,17 ettari dei quali 1.430,8 relativi alla parte italiana (Centro Storico di Roma) e 38,9 di competenza della Santa Sede.
    La Città Eterna, una panoramica generale
    Roma è uno dei centri storici più estesi, eterogenei e intensamente stratificati del pianeta, poiché racchiude straordinarie aree archeologiche innestate all’interno del tessuto urbano secolare a formare un insieme unico al mondo. Fondata, secondo la leggenda, da Romolo e Remo nel 753 a.C. sulle sponde del fiume Tevere, Roma è stata dapprima il centro della Repubblica Romana, poi dell’Impero Romano ed è diventata la capitale del mondo cristiano nel IV secolo. Alla Roma Antica, infatti, a partire dal IV secolo succede la Roma Cristiana e successivamente quella dei Papi, da Niccolò V (1447-55) a Pio IX (1846-78). La città cristiana si stratifica su quella antica usando spazi, edifici e materiali. Dal XV secolo i Pontefici promuovono un profondo rinnovamento urbanistico della città e della sua immagine attraverso il Classicismo Rinascimentale prima e il Barocco poi. Nella sua area centrale è presente un patrimonio di beni culturali che per qualità, quantità e densità non ha eguali in nessuna altra città d’Italia. Un patrimonio di beni materiali che include sia una vastissima serie di aree e di singoli siti archeologici, sia un’ingente quantità di illustri beni storico-monumentali – di proprietà pubblica e privata – delle più diverse tipologie: dalle dimore e ville storiche, agli elementi di difesa e di controllo strategico del territorio (torri e fortificazioni), ai beni legati alle pratiche del culto (chiese, conventi, monasteri), agli spazi pubblici (strade, piazze e giardini). Il Sito UNESCO è condiviso tra lo Stato Italiano, per il centro storico di Roma, e la Santa Sede cui fanno capo alcuni beni con caratteristiche di extraterritorialità, tra i quali il complesso di San Giovanni in Laterano, quello di Santa Maria Maggiore, il Palazzo della Cancelleria, la Basilica di San Paolo fuori le Mura. Roma svolge la funzione di capitale dello Stato Italiano, con la presenza dei Ministeri e degli organismi di governo, ed essendo anche una città tra le più famose al mondo per il suo ingente patrimonio culturale, monumentale e archeologico, è visitata ogni anno da milioni di turisti.
    Dalle origini all’Impero
    Roma sorse in una posizione molto favorevole. Una vasta area collinare, un largo fiume in procinto di sfociare nel Tirreno e una piccola isola (Isola Tiberina) che ne agevolava il guado facilitarono l’insediamento delle prime comunità. Originariamente sparsi sulle cime del Septimontium, salubri e naturalmente difese, i primi insediamenti iniziarono a convergere in un’entità urbana a partire dal IX secolo a.C. Il mito della nascita di Roma (753 a.C.) trova origine nella fine di questo lento processo di assimilazione in una singola città di centri più piccoli. La città iniziò un periodo di progresso accompagnato da una graduale crescita di istituzioni e infrastrutture, anche grazie alla presenza di una dinastia etrusca che favorì interventi di edilizia pubblica e militare. Le grandi trasformazioni dell’Età Regia posero le basi per i grandi sviluppi dei secoli successivi. Il declino della potenza etrusca e lo scontro tra il ceto patrizio e i re favorirono, nei primi anni del VI secolo, il passaggio alla Repubblica. Roma iniziò una lenta ma quasi inarrestabile espansione. Tra VI e III secolo, con alterne vicende, Roma impose il suo domino su tutta la Magna Grecia e su gran parte dei popoli dell’Italia centrale. Sconfitta infine anche la minaccia portata da Pirro, Roma si ritrovò padrona di tutta la penisola. In poco più di un secolo, sconfitta definitivamente Cartagine dopo tre guerre vittoriose, Roma divenne la potenza più importante del Mediterraneo. Tra la sconfitta dei cartaginesi e la crisi della Repubblica la potenza romana si espanse in Spagna, Francia meridionale, Grecia e sulle coste dell’Asia Minore conquistando tutte le coste del Mediterraneo tanto da poterlo definire Mare Nostrum, il nostro mare. Il contatto con la cultura ellenistica mutò per sempre la cultura e l’urbanistica romana. Basiliche, templi, edifici pubblici e di spettacolo, statue bronzee e un uso sempre più largo del marmo e dei modelli architettonici greci cambiarono l’aspetto della città. La necessità di un governo più adatto alla nuova estensione dello Stato, le tensioni interne e la guerra che oppose Roma ai popoli italici (Guerre Sociali, 91-88 a.C.) portarono alla crisi definitiva della Repubblica. Emersero così figure autoritarie, sorrette da ingenti ricchezze personali o dal carisma militare, che da un lato si resero protagoniste di ulteriori conquiste territoriali e dall’altro aprirono le porte all’Impero. Gaio Mario, Silla, Pompeo, Giulio Cesare e infine Ottaviano diedero le spallate decisive a una forma di governo ormai logora e incapace di gestire uno scenario completamente mutato.
    L’Impero
    Quando Ottaviano Augusto, sconfitto Antonio ad Azio, instaurò una monarchia de facto (27 a.C.), Roma dominava su vaste porzioni del mondo conosciuto. Pacificata la città e lo stato dopo lunghi decenni di tensioni e di guerre, Augusto si dedicò a imponenti interventi architettonici che trasformarono la città di mattoni in una trionfale città di marmo. Furono ampliati alcuni edifici nel Foro e ne fu costruito uno nuovo, dedicato al nuovo dominatore. Si trasformò il Campo Marzio, da spazio militare a luogo di rappresentanza del nuovo potere imperiale con il grande orologio solare e l’Ara Pacis. Durante il principato augusteo, Roma divenne modello e ispirazione per tutto il suo vastissimo territorio; le numerosissime città, molte di nuova fondazione, che punteggiavano l’Impero, si ispirarono costantemente alla capitale. Il grande incendio che distrusse la città sotto il governo di Nerone permise di imporre nuove regole per la costruzione di case e strade. L’Imperatore eresse una maestosa dimora privata (Domus Aurea) caratterizzata da uno sfarzo senza pari. La necessità di cancellare i segni del governo neroniano portò poi gli imperatori Flavi a concentrare gli sforzi sull’edilizia pubblica. La Domus Aurea venne parzialmente demolita e riutilizzata e lo spazio occupato dal lago artificiale divenne il luogo dove erigere un enorme anfiteatro (Colosseo). I Flavi, costretti in parte da nuovi incendi, rinnovarono ampi spazi della città con nuovi fori, templi, portici e un grande stadio. Traiano magnificò la massima espansione dell’Impero raggiunta sotto il suo governo con imponenti interventi edilizi. Fu costruito un nuovo foro con la sua piazza, la vasta biblioteca, la grande Basilica Ulpia e il complesso dei Mercati Traianei appoggiato alle pendici del Quirinale. Le Terme del Colle Oppio divennero il modello per i grandi impianti termali successivi. L’attività edilizia si fece ancora più intensa sotto gli Antonini; il rifacimento del Pantheon, il mausoleo e il tempio di Adriano e la Colonna Antonina sono solo alcuni dei simboli di questo periodo. I Severi non furono da meno e finanziarono sia nuove costruzioni che importanti interventi di manutenzione; fu restaurato il Templum Pacis di Vespasiano e vi fu affissa la Forma Urbis Severiana, la pianta della città di Roma antica incisa su lastre di marmo; si ampliò definitivamente il palazzo imperiale (Domus Augustana) del Palatino con la Domus Severiana; si costruirono nuove e più imponenti fontane e sotto Caracalla fu costruito un grandioso impianto termale. La crisi del III secolo portò a un notevole rallentamento dell’attività edilizia; tra le poche iniziative, la più importante è la costruzione, voluta da Aureliano, di un nuovo e più articolato sistema difensivo (Mura Aureliane). Con Diocleziano (244-311 d.C.) diminuì l’importanza di Roma nello scacchiere imperiale. La città perse lo status di residenza imperiale a favore di Milano. A Massenzio e Costantino, tra III e IV secolo, si deve l’ultima grande stagione di interventi imperiali in città; la Basilica di Massenzio e il grande Arco di Costantino sono l’emblema di questo periodo.
    La Roma cristiana da Costantino al Barocco
    Il declino dell’Impero portò da un lato a uno spopolamento della città e dall’altro al progressivo abbandono e successiva spoliazione dei grandi edifici della Roma classica. La centralità dei templi, delle basiliche civili e dei fori fu sostituita dai nuovi complessi ecclesiastici; prima le grandi basiliche volute dagli imperatori tardi poi i nuovi complessi finanziati dal nuovo potere papale. Costantino promosse la costruzione della Basilica Lateranense, la chiesa dei SS. Marcellino e Pietro, il mausoleo per la madre Elena e il primo nucleo della Basilica Vaticana. I suoi successori continuarono a favorire la costruzione di edifici ecclesiastici, spesso finanziati da ricchi esponenti dell’aristocrazia cristiana. I tre secoli successivi segnarono per la città il momento di massimo declino. Le distruzioni lasciate dalla Guerra greco-gotica, il nuovo governo bizantino e la costante pressione dei Longobardi portarono a un deciso spopolamento e a un definitivo abbandono di quasi tutte le infrastrutture antiche. Solo la presenza della Chiesa, evidente nelle opere e nella personalità di Gregorio Magno, tenne viva la fiammella degli antichi splendori. I secoli dal VII al IX videro, tra alterne vicende, da un lato l’affermarsi del potere papale e dall’altro un progressivo distacco da Bisanzio che portò, favorita dall’alleanza con il crescente potere Franco, a una crescita dell’autonomia territoriale della Chiesa. La Chiesa, sostenuta dalle ricche famiglie romane, iniziò un lento ma inesorabile processo di rinnovamento architettonico che vide la costruzione di nuove chiese e monasteri, il restauro delle mura e di alcuni acquedotti e numerosi interventi di restauro e rinnovamento degli edifici più antichi. Il crescente potere aristocratico iniziò a mostrare il proprio potere attraverso la costruzione di torri e di edifici privati. La crescita economica, edilizia e politica di Roma e del Papato portò a inevitabili scontri con il potere laico; da un lato quello imperiale dall’altro quello locale dei nuovi ceti commerciali e artigianali. L’instabilità fu ulteriormente acuita dallo scontro tra le casate aristocratiche degli Orsini e dei Colonna, rivalità accesa a tal punto da spingere il Papa a spostare la propria sede nella cittadina francese di Avignone (1309-1377). Questo periodo, visto il ruolo di volano economico del Papa, segnò l’ennesimo momento di decadenza per la città. Il ritorno del Papa a Roma, la momentanea pacificazione degli scontri tra aristocratici e il nuovo clima culturale favorirono una veloce e imponente rinascita della città. A partire dai primi decenni del Quattrocento iniziarono grandi interventi edilizi, inizialmente concentrati nel palazzo del Laterano e in Vaticano ma poi diffusi in tutta la città. La riscoperta della tradizione classica portò a Roma i più grandi artisti del tempo per studiare e confrontarsi con i monumenti di Roma antica. I Papi promossero interventi mirati a creare una cittadella religiosa sul Vaticano. Per farlo furono chiamati alcuni dei più importanti artisti e architetti del tempo: Benozzo Gozzoli, Beato Angelico, Bernardo Rossellino, Filarete, Gentile da Fabriano, Pisanello, Raffaello, Domenico Ghirlandaio e Botticelli. Le incessanti commissioni papali e la passione che molti pontefici mostrarono nei confronti dell’Umanesimo favorì la produzione intellettuale e filosofica, la rifondazione e l’arricchimento della Biblioteca Vaticana, la scultura, la musica e qualsiasi forma di produzione artistica che fosse in grado di ridare a Roma la centralità perduta con la fine dell’Impero. La grande aristocrazia non fu da meno e Roma, tra Quattrocento e Cinquecento, si arricchì di grandi palazzi e ricche dimore signorili (Palazzo Venezia, Palazzo della Cancelleria, Palazzo Vidoni, il complesso del Campidoglio, Palazzo Massimo “alle colonne”, Palazzo Baldassini, Palazzo Farnese, Palazzo del Collegio Romano, Palazzo del Quirinale, Palazzo del Santo Uffizio) oltre che di ville che volevano rivaleggiare con le dimore d’Otium degli antichi (Villa Aldobrandini, Villa Borghese, Villa Celimontana, Villa Doria Pamphili, Villa Farnesina, Villa Giulia, Villa Lante, Villa Medici, Villa Sciarra, Villa Torlonia, Villa Wolkonsky). Il pontificato di Giulio II (1503-1513) diede ulteriore impulso al rinnovamento della città. Bramante fu chiamato a sovrintendere i progetti edilizi del Vaticano e alla ricostruzione della Basilica di San Pietro, Michelangelo a scolpire la monumentale tomba del Papa e ad affrescare la volta della Cappella Sistina e Raffaello dipinse per Giulio II i nuovi appartamenti papali. Fino agli anni venti del Cinquecento la città è il palcoscenico per il genio di alcuni dei più grandi artisti del Rinascimento; una città opulenta, cosmopolita e in costante fermento per le novità artistiche e intellettuali e che per un brevissimo periodo ritornò veramente ai fasti degli imperatori. Il Sacco di Roma (1527) mise fine a un’epoca irripetibile. Roma si riprese molto lentamente dagli eventi del 1527. Nel clima della Controriforma, la città divenne il centro del nuovo stile Barocco. La rivalità tra Bernini e Borromini, l’estro di Maderno e Pietro da Cortona e la fine della nuova basilica di San Pietro cambiarono ancora una volta l’aspetto della città. Le grandi chiese, i nuovi progetti di riqualificazione delle aree pubbliche come Piazza Navona e Trinità Dei Monti, la grande architettura degli spazi aperti come Piazza Del Popolo e la magnificenza della Fontana di Trevi sono solo alcuni esempi dell’arte dell’epoca barocca a Roma.
    Dalla Roma del Barocco alla Roma capitale d’Italia
    Roma, pur con nuovi e sempre spettacolari edifici, iniziò una lenta fase di decadenza politica che la mise ai margini delle grandi trasformazioni del Settecento. Il torpore in cui sprofondò la città si interruppe solo con i moti rivoluzionari, brevi e dalla durata effimera, che seguirono alla Rivoluzione Francese e la fine di Napoleone. Inizialmente, protetta dalla Francia, l’Urbe riuscì a passare indenne il processo unitario mantenendo la propria autonomia; ma quando nel 1870, travolto dal conflitto con la Prussia, Napoleone III non riuscì a garantire al Vaticano un’adeguata protezione militare, la città fu annessa al Regno d’Italia. Diventata capitale, Roma fu interessata da imponenti interventi di rinnovamento edilizio. Nuovi edifici ministeriali, il rinnovamento di vasti quartieri, la riqualificazione di molte aree abbandonate e il nuovo ruolo di capitale furono per Roma un momento di nuova rinascita dopo secoli di torpore.
    Per saperne di più
    Lupa Capitolina
    Simbolo della leggenda delle origini di Roma e amata icona della città, la Lupa Capitolina è una scultura in bronzo di una lupa a grandezza naturale. Collocata in una sala dei Musei Capitolini da cui prende il nome, la Lupa rappresenta il celebre canide del mito nell’atto di allattare due gemelli, Romolo e Remo. La tradizione la voleva opera di botteghe etrusche o magno-greche del V secolo a.C., ma recenti indagini hanno avanzato l’ipotesi che invece risalga all’età medievale. Giunse in Campidoglio grazie a Sisto IV, venne collocata sulla facciata del palazzo per essere poi trasferita all’interno. I gemelli, aggiunti posteriormente, sembrano attribuibili al Pollaiolo.
    Da tempio di tutti gli dei a Santa Maria ad Martyres: breve storia del Pantheon
    Tra i beni archeologici distribuiti in tutta la città ce n’è uno che, giustamente, è considerato il più importante esempio di architettura romana trasmessoci dall’antichità: il Pantheon. Questo monumento, costruito la prima volta da Agrippa (63-12 a.C.), è stato eretto nella forma che conosciamo in epoca imperiale, per desiderio dell’imperatore Adriano (76-138 d.C.). L’edificio, innalzato come tempio dedicato a tutte le divinità, è composto da un portico e da un’imponente struttura circolare. Quest’ultima è sormontata da un’immensa cupola emisferica; al suo apice, come unica fonte di luce, la struttura ospita una grande apertura circolare detta oculo. Il diametro della struttura circolare, pari all’altezza dell’edificio, rispecchia criteri e proporzioni architettoniche di sublime armonia. Il Pantheon, all’inizio del VII secolo, è stato convertito in basilica cristiana e consacrato alla Vergine. Ciò è stato fondamentale per preservarlo dalle spoliazioni dei secoli successivi. Sebbene cospicue decorazioni siano andate perdute, gran parte del rivestimento parietale interno e del pavimento (entrambi in marmi pregiati) sono ancora quelli originali. All’interno dell’edificio, che nel corso dei secoli ha moltiplicato la sua fama, sono sepolti illustri personaggi della storia e del mondo dell’arte; una delle tombe più visitate è, ad esempio, quella di Raffaello Sanzio (1483-1520). Non si deve dimenticare, infine, che il Pantheon ha avuto enorme influenza sugli architetti europei e americani, dal Rinascimento al XIX secolo.
    Le mura di Roma
    Le mura di Roma sono strettamente legate alla sua storia. Il primo sistema difensivo, i cui resti sono stati recentemente individuati, si data all’VIII secolo a.C. e prende il nome dal mitico fondatore della città (Mura Romulee). Questo circuito murario, di forma quadrata, difendeva il Colle Palatino. Una seconda e più ampia cinta (Mura Serviane o Repubblicane) fu eretta nel IV secolo a.C. e racchiudeva le restanti sei alture dell’Urbe (Quirinale, Esquilino, Celio, Oppio, Viminale e Aventino). Un breve tratto di questa grande infrastruttura è visibile nei pressi della Stazione Termini. La capitale non necessitò di nuove difese fino al III secolo d.C. quando la crisi dell’Impero costrinse Aureliano (214-275) a edificare un nuovo e più imponente circuito difensivo. Le Mura Aureliane, ancora parzialmente visibili in alzato, cingono gran parte dell’attuale centro storico. All’interno della porta di San Sebastiano si può visitare il Museo Delle Mura, punto di riferimento per chi vuole conoscere la storia di queste importanti strutture. L’affermazione del Papato come potere dominante promosse nuovi interventi edilizi, finalizzati alla protezione della sede papale e del Colle Vaticano. Nel IX secolo, Papa Leone IV fortificò l’area della basilica petrina (Mura Leonine) creando la cosiddetta Civitas Leonina. Nel corso del Rinascimento diversi Papi cinsero la cittadella vaticana con un solido sistema difensivo (Mura Vaticane) che rese più solida la protezione della sede papale migliorando il collegamento con la fortezza di Castel Sant’Angelo. Un ulteriore, ma meno significativo, intervento si colloca nel corso del Seicento (Mura Gianicolensi). Le nuove mura seguono il profilo del Gianicolo e andarono a sostituire le Mura Aureliane nel quartiere di Trastevere.
    La città sotto la città
    Il centro storico di Roma, insieme a quello di Atene, può essere considerato il sito archeologico per eccellenza; complesso e stratificato, racchiude aree di epoche cronologiche diverse innestate l’una all’altra all’interno del tessuto urbano unitario – per tale particolarità, Sigmund Freud, nel suo saggio sul Disagio della Civiltà (1929), paragonò la città di Roma alla struttura della psiche umana, in cui “nulla di ciò che un tempo ha acquistato esistenza è scomparso”. Per comprendere al meglio questa peculiare caratteristica di Roma, merita una visita il museo della Crypta Balbi, non lontano da Piazza Venezia. Quarta sede del Museo Nazionale Romano, questa struttura ospita i risultati di un complesso scavo urbano, che ha permesso di fotografare l’evoluzione di un isolato cittadino dall’antichità al XX secolo. All’interno del percorso di visita, degna di nota è soprattutto la sezione “Archeologia e Storia di un Paesaggio Urbano”, ricca di reperti e di ricostruzioni di intere sequenze di scavo. Passeggiare in queste sale significa rendersi conto di come, sotto i nostri piedi, si sviluppi una città che cresce su se stessa, mutando e contemporaneamente portandosi dietro brani di ciò che era in precedenza.
    Roma, i pellegrini e le chiese: il caso della Basilica di San Paolo fuori le mura
    Patrimonio dell’Umanità dal 1990, dieci anni più tardi rispetto al centro storico della città, la Basilica di San Paolo sorge al di fuori delle mura aureliane, sulla via Ostiense, e secondo la tradizione custodisce la tomba di Paolo di Tarso, da sempre meta di pellegrinaggi. Inizialmente, l’area in cui sorse la Basilica era occupata da un cimitero che, in epoca costantiniana, è reso monumentale attraverso la costruzione di un piccolo edificio religioso. In seguito, a causa del notevole afflusso di pellegrini, l’edificio viene ingrandito e la sua struttura, a cinque navate, risulta contraddistinta da una selva di colonne in granito. Tra IV e VIII secolo i Papi restaurano e abbelliscono senza sosta l’edificio: Leone il Grande (440-461), ad esempio, ricopre di mosaici l’Arco di Trionfo. La vera età dell’oro è però il XIII secolo, quando la basilica si arricchisce anche di un prezioso ciborio realizzato da Arnolfo di Cambio (1240-1310). Nel 1823 l’edificio venne colpito da un rovinoso incendio e quasi completamente distrutto; Leone XII (1878-1903) si occupò del rifacimento, ricostruendolo in modo quasi identico.
    L’oscurità della luce: Roma e il “pittore maledetto”
    Michelangelo Merisi (1571-1610), meglio noto come Caravaggio, è considerato uno degli artisti più affascinanti della storia dell’arte moderna. Le sue opere, famose per l’uso drammatico della luce, hanno avuto una forte influenza sulla pittura barocca, che da Roma si è propagata in tutto il resto d’Europa. Proprio nella capitale, all’interno di tre chiese, è possibile ammirare sei opere di questo straordinario artista, tutte dipinte tra il 1600 e il 1603. La Chiesa di San Luigi dei Francesi, non lontana da Piazza Navona, ospita tre tele che raccontano la vita di san Matteo; tra queste è celeberrima quella che descrive la conversione del santo, dove la luce può essere considerata la vera protagonista. In piazza del Popolo, invece, all’interno della Basilica di Santa Maria, fanno bella mostra di sé la Conversione di san Paolo e la Crocifissione di san Pietro; soprattutto la prima si distingue per realismo e stravolgimento dell’iconografia tradizionale, contraddistinta da un cavallo molto più grande del santo e da un’ambientazione interna, nel buio di una stalla. Nella Chiesa di Sant’Agostino, infine, è possibile ammirare la Madonna dei pellegrini, in cui la Vergine appare davanti a due uomini sporchi e con le vesti sdrucite. Oltre alla loro bellezza, ciò che rende queste opere eccezionali è che i luoghi che le ospitano sono quelli per cui i loro committenti le hanno pensate, immutati scrigni nel corso dei secoli.
    Protagonisti
    Publio Elio Traiano Adriano
    Publio Elio Traiano Adriano (Italia, 76 d.C. – Baia, 138 d.C.)

    Adriano regnò su Roma dal 117 d.C. fino alla sua morte. Figlio di Publio Elio Adriano Afro e di Domizia Paolina, restò orfano quando aveva soltanto nove anni. L’imperatore Traiano, suo predecessore, si occupò di lui e, insieme alla moglie Plotina, favorì il suo cursus honorum. L’ascesa al potere di Adriano fu piuttosto rapida e il suo insediamento fu seguito da un continuo rafforzamento. Nell’ambito della politica interna, l’imperatore si dimostrò tollerante nei confronti dei cristiani e degli schiavi, cercando di migliorare le loro condizioni; inoltre, si fece promotore di due riforme giuridiche e amministrative. Per quanto riguarda la politica estera, invece, l’imperatore si concentrò sulla difesa dei confini; celebre è la costruzione del Vallo di Gran Bretagna, finalizzato a rinforzare una delle frontiere più turbolente. Gli spostamenti di Adriano all’interno dell’Impero, tuttavia, furono numerosi e molto frequenti: oltre a pattugliare i confini si dedicò alla costruzione di nuovi edifici pubblici e, più in generale, a migliorare lo standard di vita nelle province. A differenza di altri imperatori, Adriano desiderò conoscere direttamente i suoi possedimenti più remoti, animato da un’instancabile curiosità e da un grande amore per l’arte e la cultura. Uomo dal temperamento versatile e dalle doti poliedriche, si dimostrò un fine intellettuale, interessato alle arti figurative, alla poesia, alla letteratura e all’architettura; quest’ultima, in particolare, lo affascinò al punto da conferire una impronta personale agli edifici che fece edificare. L’imperatore, che morì a 62 anni, fu anche un uomo di rara sensibilità, come dimostra il suo legame sentimentale con il giovane Antinoo. Misteriosamente annegato nelle acque del Nilo, la morte di questo ragazzo addolorò l’imperatore che, per renderlo immortale, gli dedicò la città di Antinopoli e centinaia di statue e busti.

    Papa Gregorio I detto Gregorio Magno
    Papa Gregorio I detto Gregorio Magno (Roma, 540 – Roma, 604)

    Discendente dalla nobile Gens Anicia, nel 573 ricopriva a Roma il ruolo di Praefectus. Forte di una ricca formazione intellettuale, di una fede incondizionata e di un vasto patrimonio personale investì parte delle proprie risorse per impiantare nei propri possedimenti dei centri monastici. Lasciata la vita pubblica si dedicò a quella cenobitica sul Celio. Trascorse sei anni presso la corte imperiale di Costantinopoli, come ambasciatore del papa, che sperava in un aiuto contro i Longobardi. Ma ebbe scarsi risultati e rientrò a Roma. Passò poco tempo e una violenta inondazione, seguita da una pestilenza, colpì Roma. Il Papa, ammalato, morì e il popolo acclamò Gregorio. Inizialmente contrariato, deciso a rifiutare il compito, Gregorio fu consacrato Papa nel 590. Sul soglio di Pietro varò una serie di energiche riforme per restituire rigore e una maggiore organizzazione alla Chiesa. Favorì i monasteri e si dedicò a un esteso rinnovamento della Curia rafforzando il ruolo e la centralità del Papa. Pressato dall’espansione dei Longobardi, si adoperò per raggiungere un accordo e restituire alla penisola la pace perduta. Il pontefice si distinse anche per un notevole sforzo teso a espandere il cristianesimo e il credo cattolico tra i popoli rimasti pagani o ariani. Si distinse inoltre per un profondo rinnovamento della liturgia, promosse il canto che da lui prese il nome di Gregoriano e si distinse per una vasta produzione epistolare. Quando morì (604), lasciò una Chiesa più forte in un momento di grande instabilità e pericolo per Roma.

    Gian Lorenzo Bernini
    Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598 – Roma, 1680)

    Bernini, massimo esponente del Barocco, si trasferì a Roma nel 1605. Inizialmente, Gian Lorenzo affiancò il padre (anch’egli scultore) e grazie a lui si avvicinò al cardinale Scipione Borghese. Le sue prime opere dimostrarono subito il suo enorme talento, imitando alla perfezione le sculture di epoca classica. Tra il 1621 e il 1625 realizzò alcuni dei sui gruppi scultorei più celebri, come Enea e Anchise e il Ratto di Proserpina. Tra il 1623 e il 1676 diede vita ad una serie di opere che cambiarono per sempre il volto di Roma: il Colonnato e il Baldacchino di San Pietro, l’Estasi di Santa Teresa e celebri fontane come quella dei quattro fiumi sono soltanto alcune delle meraviglie che creò in quel periodo.

    Legami tra i siti Unesco italiani
    Roma e... Villa Adriana, l’aulica villa dell’imperatore
    Situata a Tivoli, pochi chilometri da Roma, Villa Adriana è un bene protetto dall’UNESCO dal 1999. Costruita tra il 118 e il 138 d.C. per volere dell’imperatore Adriano (76 – 138 d.C.), può essere definita una villa reale extraurbana. Distribuita su un’area verde e ricca di acqua, la residenza comprende edifici abitativi, terme, giardini e ninfei. Il suo legame con la capitale dipende in primo luogo dalla figura di Adriano a cui si deve la realizzazione non solo di questa villa ma anche del Tempio di Venere e a Roma, il rifacimento del Pantheon e la realizzazione di un mausoleo di forma circolare, l’attuale Castel Sant’Angelo. In secondo luogo, molto importante è l’impiego dei dettami dell’architettura romana in forma del tutto originale, circostanza che si rispecchia anche nella distribuzione dei fabbricati che compongono la villa.
    Roma e... la città di Verona
    Verona conserva ancora consistenti tracce del suo passato di epoca romana. Patrimonio UNESCO dal 2002, è la città del Veneto che meglio conserva l’impianto urbanistico ortogonale e i principali monumenti pubblici realizzati dai romani. I resti del teatro, dell’anfiteatro e della piazza del foro sono soltanto la parte più macroscopica dei reperti adatti a ricostruire la vita nella Verona romana. Alla visione dei resti archeologici ancora in situ, infatti, si deve affiancare la visita dei più importanti musei della città, all’interno dei quali sono conservate numerose testimonianze materiali (statue, mosaici, iscrizioni e ceramiche).
    Glossario
    Glossario

    ariano, s.m., relativa all’arianesimo, eresia religiosa diffusa da Ario (IV secolo d.C.) che sosteneva la natura diversa di Cristo rispetto a Dio. L’arianesimo venne condannato dal concilio di Nicea (325 d.C.).

    basilica, s.f., antico edificio romano di carattere pubblico a base rettangolare, che accoglieva attività giudiziare o amministrative e scambi commerciali. In epoca cristiana, la basilica diviene spazio religioso, in cui l’ambiente, sul modello romano, è suddiviso per la sua lunghezza da colonnati, in tre o più navate; la navata centrale è solitamente la più ampia e alta e si chiude in un abside a pianta semicircolare o poligonale coperto da una volta.

    carisma, s.f., fascino, prestigio, ascendente; nel linguaggio religioso, è il dono divino, la grazia soprannaturale.  Carismatica è una persona che possiede un eccezionale magnetismo, che ha capacità di affascinare e coinvolgere gli altri, che possiede l’autorevolezza del leader.

    cenobitico, s.m., del cenobitismo, vita monastica in comune. A differenza dell’eremita che sceglie la solitudine, il monaco cenobita è quello che si ritira in una comunità di confratelli e con loro condivide la preghiera, la liturgia, lo studio e il lavoro ed i momenti quotidiani nel monastero.

    epistolare, s.m., da epistola, lettera, missiva.

    infrastruttura, s.f., il termine al singolare indica un elemento che sostiene un altro, una componente che supporta una struttura; al plurale, il significato si estende all’insieme dei servizi pubblici, cioè a tutti quegli elementi come vie di comunicazione, ospedali, scuole, etc., che supportano gli insediamenti umani.

    patrizio, s.m., nobile, aristocratico, appartenente alla classe dominante; nella Roma antica, colui che era figlio di padre libero e possedeva nobili natali.

    spoliazione, s.f., depredazione, saccheggio, razzia.

Il sito per immagini icona-gallery

Iscrizione UNESCO

1980, Parigi, Francia, 4a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale


1990, Banff, Alberta, Canada, 14a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale


Sito Culturale e transnazionale


Età Antica, Età Medievale, Età Rinascimentale, Età Moderna e Contemporanea


Italia Centrale
Regione Lazio


Criteri di Iscrizione

(i) Il Sito “Centro Storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della santa Sede nella città e San Paolo fuori le mura” comprende una serie di strutture di impareggiabile valore artistico, edificate nell’arco di quasi tre millenni di storia: dai monumenti dell’antichità (quali il Colosseo, il Pantheon e i Fori Imperiali) alle fortificazioni sviluppate nei secoli (le mura cittadine e Castel Sant’Angelo) ai progetti urbanistici del Rinascimento e dell’età barocca fino ai tempi moderni (Piazza Navona e Piazza di Spagna), agli edifici civili e religiosi e lo splendido corredo di sculture e dipinti (Palazzo della Cancelleria, Palazzo Farnese) e le basiliche di Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura. Molti dei più importanti artisti di tutti i tempi hanno realizzato i loro capolavori più rilevanti proprio a Roma.

(ii) Nel corso dei secoli, le opere create a Roma hanno influenzato in maniera decisiva gli sviluppi dell’architettura, della tecnologia, della pianificazione urbana, delle arti decorative e monumentali in quasi tutto il mondo. Le opere romane non solo hanno influenzato l’architettura, la pittura e la scultura in tutti i territori conosciuti del mondo antico, ma in epoche successive sono state prese a modello nell’arte rinascimentale, barocca e neoclassica diffusa in tutto il mondo occidentale. D’altra parte è ben noto che gli edifici classici di Roma, le chiese e i palazzi, nonché le sculture e i dipinti che hanno arricchito l’architettura e gli spazi urbani della città sono sempre stati un punto di riferimento. Il barocco, in particolare, è nato a Roma e si è poi diffuso in tutta Europa e in molti territori degli altri continenti.

(iii) Il valore dei siti archeologici di Roma, cuore della civiltà che prese il nome dalla città stessa, è universalmente riconosciuto. Le vestigia di uno straordinario numero di monumenti dell’età classica, in ottimo stato di conservazione, sono la testimonianza di oltre mille anni di storia.

(iv) Roma rappresenta un esempio unico della successione delle diverse epoche della civiltà occidentale. L’intero tessuto urbano della città antica, spesso anche i singoli edifici, testimonia il succedersi di epoche storiche nell’arco di 28 secoli con la sovrapposizione dei rispettivi linguaggi architettonici. La complessa e chiara diversità di stili si fonde in un paesaggio urbano uniforme, andando a formare un’immagine fortemente caratteristica.

(vi) Per oltre duemila anni Roma è stata una “capitale duplice”, secolare e religiosa. Quale centro di potere di un impero che si estendeva attraverso tutti i territori conosciuti all’epoca, il nome di Roma è associato alla civiltà che si diffuse nel mondo intero, interessando un gran numero di popolazioni diverse. Roma è anche associata in maniera diretta e tangibile con la storia della religione cristiana sin dalle sue origini. La memoria degli eventi dei primi secoli dopo Cristo, vissuti come le radici dell’identità romana e l’ininterrotta devozione ai martiri e ai santi di quel periodo, continua tuttora a dar significato a un gran numero di strutture tangibili – catacombe, domus ecclesiae, chiese e palazzi – sparse in tutto il tessuto urbano.

Integrità
La proprietà del Patrimonio Mondiale Centro storico di Roma, con le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo Fuori le Mura, contiene tutti gli elementi essenziali necessari per esprimere il suo eccezionale valore universale. La proprietà comprende l’intero centro storico di Roma, iscritto in primo luogo nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 1980 ed esteso nel 1990 alle mura di Urbano VIII, alle proprietà extraterritoriali della Santa Sede e alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, garantendo in tal modo la rappresentazione completa dei valori precedentemente rilevati. La proprietà, caratterizzata da una stratificazione complessa, comprende alcuni dei più importanti risultati artistici nella storia dell’umanità, come ad esempio le aree archeologiche, le basiliche cristiane, e i capolavori di arte rinascimentale e barocca. La proprietà è esposta a una serie di minacce, tra cui lo sviluppo e le pressioni ambientali, il degrado degli edifici storici, le catastrofi naturali, la pressione del turismo e dei visitatori, e i cambiamenti del quadro sociale ed economico del centro della città. Ci sono anche rischi di vandalismo e di terrorismo. Tutti questi sono affrontati dai gestori del sito.
Autenticità
La città storica, che è costantemente cambiata nel corso dei secoli, oggi ha un’immagine multiforme e distintiva. Dal XIX secolo in poi, è stata implementata una politica attenta e approfondita per proteggere il suo patrimonio monumentale e archeologico, ispirando un’intensa attività di restauro, sulla base dei principi e delle leggi nate da discussioni accademiche che sono stati prima testati qui (il restauro del Colosseo, la Arco di Tito, ecc). Il lavoro di conservazione a Roma è gradualmente passato da singoli monumenti a tutto il tessuto storico della città, portando a disposizioni per la protezione delle aree urbane, che hanno consentito di mantenere l’integrità di un immenso centro storico. A Roma si trova l’Istituto Centrale del Restauro (ora Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro), un prestigioso centro di studi internazionale che ha giocato un ruolo chiave nella stesura della Carta del Restauro di Venezia e che ha contribuito a definire metodologie e strumenti di conservazione. La città, centro della civiltà dai tempi più antichi, oggi rimane un fulcro estremamente vivace di incontro e di scambio; ha una ricca vita culturale, sociale ed economica, oltre ad essere una delle destinazioni principali per pellegrini e turisti. Roma, in tutta la sua attività, ritiene prioritario preservare il suo straordinario patrimonio culturale e garantire l’effettiva tutela della sua autenticità.
Estensione del bene

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