Il Centro Storico di Napoli

Illustrazione Elena Prette

Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale

Situato nel sud Italia, Napoli è una importante città portuale nel centro della antica regione mediterranea. Le sue origini risalgono alla sua fondazione come Parthenope o Palaepolis nel IX secolo a.C., in seguito ristabilita come Neapolis (città nuova) nel 470 a.C. E ‘quindi una delle città più antiche d’Europa, il cui attuale tessuto urbano conserva una selezione di eccezionali elementi della sua lunga e movimentata storia, come espresso nel suo schema viario, nella sua ricchezza di edifici storici e parchi, nella continuazione di molte delle sue funzioni urbane e sociali, nella sua splendida cornice sul Golfo di Napoli e nella continuità della sua stratificazione storica. Napoli è stata tra le più importanti città della Magna Grecia, giocando un ruolo fondamentale nella trasmissione della cultura greca alla società romana. Infine è diventata un importante centro culturale della Repubblica Romana, civitas foederata. Le sezioni delle mura greche scavate a partire dalla seconda guerra mondiale e i resti portati alla luce di un teatro romano, cimiteri e catacombe testimoniano questa storia. Nel VI secolo d.C., Napoli fu conquistata dall’Impero Bizantino, diventando un ducato autonomo, in seguito collegato con i Normanni, gli Svevi e il regno di Sicilia. Le testimonianze di questo periodo comprendono le chiese di San Gennaro extra moenia, San Giorgio Maggiore e San Giovanni Maggiore, con elementi superstiti dell’architettura del IV e V secolo, la cappella di Santa Restituta all’interno della cattedrale del XIV secolo e il Castel dell’Ovo, uno delle sopravvivenze più consistenti del periodo normanno, anche se successivamente ristrutturato in diverse occasioni. Con la dinastia angioina (1265-1442), Napoli divenne il simbolo vivente del prestigio, della dignità e del potere della casata. La città si espanse per includere i sobborghi e i villaggi vicini. Gli angioini, inoltre, avviarono un rapporto influente con l’arte e l’architettura occidentali, in particolare con il gotico francese, integrato con precedenti elementi greci e arabi. I conventi di Santa Chiara e San Lorenzo Maggiore e le chiese di Donna Regina e dell’Incoronata, San Lorenzo Maggiore, San Domenico Maggiore e la nuova Cattedrale risalgono a questo periodo. Dal XV al XVII secolo, Napoli fu governata dagli Aragonesi, che diedero nuova forma al sistema viario e difensivo e costruirono Castel Nuovo, per lo più in stile toscano, come uno dei principali centri del loro impero. Il periodo della dominazione spagnola è segnato dalla costruzione nel 1600 del Palazzo Reale lungo un lato dell’imponente Piazza del Plebiscito, dell’istituzione di beneficenza Monte dei Poveri Vergognosi, del convento di Sant’Agostino degli Scalzi e del Collegio dei Gesuiti a Capodimonte. Dal 1734, sotto il governo dei Borboni, Napoli emerse, insieme a Parigi e Londra, come una delle più importanti capitali d’Europa. Il patrimonio architettonico di Napoli in questo periodo è stato ampiamente influente e si esprime in particolare nella progettazione degli interni dei palazzi reali e delle residenze nobiliari collegate, che facevano parte del sistema territoriale esteso ben oltre la città stessa. Importanti palazzi del XVIII secolo sono il grande palazzo Albergo dei Poveri, il Museo Archeologico Nazionale, la Certosa di Suor Orsola Benincasa sulla collina di San Martino e Villa Pignatelli. Le parti che compongono la proprietà seriale sono il Centro Storico di Napoli, il Distretto di Villa Manzo, Santa Maria della Consolazione, Marechiaro, il Distretto di Casale, il Distretto di Santo Strato e Villa Emma.

  • Valore UNESCO

    Napoli è una delle metropoli più antiche d’Europa. Fondata da coloni greci nel VII secolo a.C. con il nome di Parthenope o Palaepolis, rifondata nel 470 a.C. come Neapolis, è stata per più di due millenni una delle città più prospere e culturalmente ricche del Mediterraneo. Napoli si impose prima come uno dei grandi centri della Magna Grecia, poi come cerniera ideale tra la cultura ellenica e quella dei nuovi dominatori romani che ne fecero un’importante civitas foederata. Tra Medioevo e Rinascimento, sotto gli Angioini, la città divenne un fertile luogo di incontro tra la tradizione del Gotico francese, quella Bizantina e quella di matrice Araba. Tra Seicento e Settecento, con il dominio Aragonese, Napoli divenne il centro di un vasto regno e fu sottoposta a numerosi interventi volti a razionalizzare l’impianto urbanistico e a costruire edifici in grado di esaltare il nuovo governo spagnolo. Tra Settecento e Ottocento, con i Borboni, la città partenopea divenne uno dei più floridi centri culturali d’Europa, raggiungendo vari primati nel campo dell’innovazione scientifica e tecnologica.

    Una Città poliedrica
    Napoli racchiude in sé più di venti secoli di storia. Dall’antica Palaepolis al recente passato borbonico, il centro storico della città è il prodotto di una continua sedimentazione di stili e culture sospesi tra Europa e mondo orientale. Il più vasto centro storico d’Europa racchiude in sé la tradizione dei fondatori greci, quella del passato romano e gli influssi della dominazione francese e spagnola. Un luogo unico che nel corso dei secoli divenne residenza e rifugio per aristocratici romani, artisti e studiosi medievali, grandi personalità del Rinascimento e intellettuali illuministi e romantici. Con la sua grande tradizione teatrale e musicale, Napoli è divenuta uno dei grandi simboli della multiforme cultura italiana. I resti della città classica, i grandi centri della vita religiosa, i maestosi castelli e i ricchi palazzi del potere nobiliare e reale fanno del centro partenopeo uno scrigno ricco di tesori unico al mondo.
    La Napoli classica: da Palaepolis alla Neapolis romana
    I resti della città greca, scavati sin dagli anni Quaranta del Novecento, sono limitati ma hanno permesso di inquadrare sia il primo nucleo urbano (Palaepolis) sulla rocca di Megaride sia il suo grande ampliamento (Neapolis). La posizione favorevole la trasformò velocemente in uno dei più importanti centri della Magna Grecia. Le tracce di questo periodo, come la prima cinta muraria, emergono ancora in alcuni punti della città. L’ordinato impianto stradale, mutuato dalle altre colonie greche, le compatte difese e il ricco porto ne fecero un caposaldo dell’espansione romana in Italia. Grazie al clima mite e al meraviglioso paesaggio, Neapolis divenne meta privilegiata di aristocratici e imperatori. La città venne arricchita con teatri coperti e scoperti, complessi termali, templi, una nuova cinta muraria, acquedotti e opere pubbliche come la Crypta Neapolitana e soprattutto un gran numero di ricche residenze private. Grazie alla presenza del porto, che favorì lo stanziamento di alcuni marinai alessandrini, la città divenne veicolo di trasmissione dei culti religiosi orientali.
    La Napoli paleocristiana e altomedievale
    La crescente diffusione del Cristianesimo, iniziata sotto la dinastia dei Severi, è ben visibile nelle grandi catacombe di San Gennaro e in quelle minori di San Gaudioso e San Severo. Tra IV e V secolo furono edificati i primi, grandi, monumenti cristiani della città. Le Basiliche di San Gennaro Extra Moenia e San Giovanni Maggiore e la Chiesa di San Giorgio Maggiore, ancora utilizzate, sono le principali testimonianze del periodo. La crisi dello stato romano e la guerra tra Goti e Bisanzio mise a dura prova la città, assediata per due volte prima da Belisario poi da Narsete. La grande instabilità portò i dominatori bizantini ad ampliare e rinnovare per due volte la cinta muraria romana. Nel corso dell’VIII secolo, affrancata dalla dominazione bizantina, Napoli e i territori circostanti formarono un ducato autonomo. Tra IX e XI secolo, superati vari scontri con i Longobardi di Capua e Benevento, la città passò, progressivamente e attraverso aspre lotte, sotto l’influenza e il dominio Normanno. Nei primi secoli del Medioevo, interessati dalla continua costruzione di grandi centri religiosi e monastici, il paesaggio urbano cambiò completamente. Tra V e IX secolo si edificarono importanti chiese (San Salvatore, San Severo, Santa Maria Maggiore, SS. Apostoli e San Paolo Maggiore), il grande Episcopio, battisteri monumentali (San Giovanni in Fonte) e ricchi monasteri (SS. Severino e Sossio, SS. Teodoro e Sebastiano, SS. Pietro e Marcellino e San Gregorio Armeno) in cui si celebravano riti greci e latini. Anche le antiche terme romane, restaurate, furono utilizzate per scopi liturgici.
    Svevi, Normanni e Angioini
    Napoli fu sottomessa definitivamente ai Normanni di Ruggero II nel 1139. La città fu governata da un funzionario regio (Comes Palatii) affiancato da un collegio di giudici nominati dal re ma proposti dai cittadini. In questo periodo venne costruito Castel Capuano e rinforzato il castello di San Salvatore sull’isolotto di Megaride. Con la morte del re Normanno Tancredi, nel 1194 la città si sottomise all’Imperatore Enrico VI di Svevia. I nuovi dominatori strinsero il cappio intorno alle libertà conquistate sotto Tancredi, revocando privilegi e distruggendo parzialmente la cinta muraria della città. Federico II, dopo un periodo di anarchia e scarso controllo sulla città, istituì a Napoli la prima Università legata all’Impero, nel 1224. Il porto divenne un importante scalo nelle rotte mercantili che si andavano sviluppando nel Mediterraneo, favorendo la rinascita economica di tutta la regione. La sconfitta degli Svevi a favore degli Angiò (1268) portò Napoli a diventare la capitale di un vasto regno. La città divenne un ricco crocevia culturale al centro del Mediterraneo. In questi anni soggiornarono a Napoli grandi personalità come Petrarca, Boccaccio e Simone Martini. Giotto, chiamato da re Roberto per affrescare la Cappella Palatina, fondò a Napoli una delle scuole pittoriche più importanti del suo tempo. Gli Angiò si dedicarono, inoltre, alla costruzione di grandi castelli come Sant’Elmo e il Maschio Angioino.
    Napoli dal dominio Aragonese ai Borboni
    Napoli attraversò gli anni del Rinascimento sotto nuovi regnanti: nel 1442 passò infatti sotto il dominio Aragonese. La nuova dominazione, ricca di investimenti e di nuovi interventi edilizi, ritagliò per Napoli un ruolo di primaria importanza; il Maschio Angioino subì importanti rinnovamenti, furono costruiti nuovi e lussuosi palazzi e l’impianto urbano venne arricchito di nuove porte. Per tutto il Seicento, finita sotto il diretto controllo degli spagnoli, Napoli attraversò un periodo di relativa decadenza segnato prima dall’eruzione del Vesuvio (1631) poi da una grande pestilenza (1656). La città, però, non smise di crescere e rinnovarsi con la costruzione di nuovi e imponenti assi viari, di nuovi rioni (Quartieri Spagnoli) e del nuovo Palazzo Reale progettato da Domenico Fontana. Conquistata da Carlo di Borbone, Napoli passò brevemente sotto il dominio Napoleonico. Il governo francese, guidato prima da Giuseppe Bonaparte poi da Gioacchino Murat, ridisegnò completamente la monumentale Piazza del Plebiscito. Il periodo borbonico e quello francese furono per Napoli un momento di grande vivacità scientifica e culturale che la misero al centro della cultura europea in continuo fermento. I Borboni non mancarono di incrementare il già ricco patrimonio architettonico cittadino e dei territori limitrofi: la reggia di Capodimonte, quella di Caserta e di Portici, il Belvedere di San Leucio e la tenuta di Carditello sono tutti gioielli dell’epoca borbonica. Napoli si affacciò all’età Contemporanea con alle spalle una storia unica e ricchissima, visibile nell’enorme quantità di monumenti e di ricchezze del suo centro storico unico al mondo.
    Per saperne di più
    La rinascita della Basilica di San Gennaro Extra Moenia
    Costruita nel V secolo presso le catacombe dove fu sepolto il martire, la basilica fu per secoli uno dei capisaldi della religiosità partenopea. Il luogo di culto, interessato da vicende alterne nel corso dei decenni, fu relegato a deposito ospedaliero nel corso del Novecento. Situata nel rione Sanità, uno dei più poveri della città, la basilica è stata restaurata e riaperta al pubblico nel 2008. Grazie all’impegno dell’associazionismo e alla cooperazione giovanile, il recupero della preziosa basilica è diventato il simbolo della volontà di rinascita di un’intera città. Progetti musicali come il Sanitansamble, orchestra composta da ragazzi del rione, e culturali come mostre di arte contemporanea, eventi e concerti hanno trasformato la basilica in un luogo di aggregazione e crescita per tutta Napoli.
    Il Teatro di San Carlo: il Teatro d’Opera più antico del mondo
    Napoli è la città della musica. Accanto a Piazza del Plebiscito sorge un tempio italiano della lirica: il Teatro di San Carlo. Fondato nel 1737 per volontà del Re Carlo III di Borbone, fu progettato da Giovanni Antonio Medrano e Angelo Carasale. Le sue dimensioni, la sua antichità e la sua struttura lo hanno reso un modello per i teatri europei. Centro di diffusione dell’opera buffa, affermatasi a Napoli nel corso del 1700, il San Carlo può anche vantare due illustri direzioni: quella di Giocchino Rossini (1815-1822) e di Gaetano Donizetti (1822-1838).
    Spaccanapoli: il cuore della città antica
    Spaccanapoli, dritta come tirata con il righello, è la strada più famosa della città; dividendo in due il nord e il sud del centro storico, permette anche l’unione di anima antica ed estro moderno. La storia di questa strada affonda le proprie radici nel lontano passato; essa, infatti, ricalca uno dei tre decumani su cui i romani organizzarono la città. Passeggiare per Spaccanapoli significa attraversare la storia millenaria della città, dove palazzi antichi, chiese e l’inconfondibile odore della cucina napoletana si mescolano senza soluzione di continuità.
    Il Museo Archeologico Nazionale e i suoi tesori
    Le origini del museo risalgono ai primi anni dell’Ottocento, quando i Borbone decidono di raccogliere le raccolte in proprio possesso e i ritrovamenti che stavano emergendo nel territorio di Napoli e in tutto il Meridione. Il Real Museo Borbonico, inaugurato nel 1816, divenne un punto di riferimento culturale per tutto il regno. Negli ultimi anni della dominazione borbonica giunsero al museo alcuni dei più preziosi tesori del territorio pompeiano e vesuviano. Caduti i Borboni, il museo divenne Nazionale e subì in pochi decenni ben due riorganizzazioni (una voluta da Giuseppe Fiorelli e l’altra da Ettore Paris). Lo spostamento della grande biblioteca a Palazzo Reale (1925) e della Pinacoteca a Capodimonte (1957) trasformarono il complesso in un vero e proprio museo archeologico. Attualmente in fase di restauro e in procinto di migliorare e ampliare le proprie esposizioni, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli raccoglie alcune delle testimonianze più importanti del mondo classico; dai reperti di Palepolis e Neapolis ai meravigliosi affreschi di Pompei, le sale del museo sono un percorso unico nella storia e nella bellezza.
    Protagonisti
    Publius Faustus Januarius (San Gennaro)
    Publius Faustus Januarius (San Gennaro) (Campania, seconda metà del III secolo d.C. – Pozzuoli, primi decenni del IV secolo d.C.)

    San Gennaro, amato patrono di Napoli e primo vescovo di Benevento, fu martirizzato a Pozzuoli durante le grandi persecuzioni di Diocleziano (305 d.C.). Le sue spoglie, sepolte vicino al luogo di morte, furono in seguito trasportate a Napoli, dove le omonime catacombe conservano ancora oggi le prime immagini del santo. Il sangue del santo, contenuto in alcune ampolle conservate in Duomo, è al centro di un noto rito della vita religiosa napoletana. Il sangue, in varie date dell’anno, passa dallo stato solido a quello liquido; la liquefazione del sangue di San Gennaro, insieme al suo culto e alla devozione millenaria dei napoletani, lo hanno reso il simbolo stesso della città partenopea.

    Federico II Hohenstaufen, Federico II di Svevia
    Federico II Hohenstaufen,Federico II di Svevia (Jesi, 1194 – Fiorentino di Puglia, 1250)

    Federico II, figlio di Enrico IV di Svevia, nacque a Jesi nel 1194. Nel 1198, per volere della madre Costanza, fu affidato a Papa Innocenzo III. Uscito dalla minorità nel 1208, Federico divenne imperatore nel 1212. Imperatore e sovrano del regno di Sicilia, Federico favorì le arti e nel 1224 fondò lo Studium napoletano. L’Università, la prima di tipo statale al mondo, servì a formare il nuovo ceto di funzionari al servizio del regno. La scelta del trentenne Imperatore pose Napoli al pari dei più grandi centri culturali italiani ed Europei del Medioevo.

    Matilde Serao
    Matilde Serao (Patrasso, 1856 – Napoli, 1927)

    Nata a Patrasso nel 1856 da padre napoletano e madre greca, Matilde tornò presto nella città paterna. Dopo aver lavorato per alcuni anni al Telegrafo, la giovane Serao si trasferì a Roma, dove collaborò per qualche tempo con il periodico Capitan Fracassa. Qui conobbe Edoardo Scarfoglio, giovane critico letterario abruzzese, con cui nacque un sodalizio amoroso e professionale. A Roma, dopo aver raggiunto un discreto successo letterario, la coppia fondò il Corriere di Roma. I debiti accumulati misero a rischio la vita del quotidiano, che si salvò solo grazie ai fondi di un banchiere napoletano che spostò il giornale in Campania con il titolo di Corriere di Napoli. Finita anche questa esperienza, la coppia fondò Il Mattino (1892). Dopo aver divorziato dal marito, la Serao abbandonò il giornale per dedicarsi a un nuovo progetto. Nel 1903, insieme a Giuseppe Natale, fondò Il Giorno. Figura unica di donna intellettuale, giornalista e scrittrice la Serao dedicò alla sua città uno dei suoi più profondi ritratti: Il Ventre di Napoli, pubblicato a più riprese tra il 1884 e il 1906, è un affresco unico, tra miseria e nobiltà, di una città irripetibile.

    Testimonianze d’autore
    Testimonianze

       “Oggi mi son dato alla pazza gioia, dedicando tutto il mio tempo a queste incomparabili bellezze. Si ha un bel dire, raccontare, dipingere; ma esse sono al disopra di ogni descrizione. La spiaggia, il golfo, le insenature del mare, il Vesuvio, la città, i sobborghi, i castelli, le ville! Questa sera ci siamo recati alla Grotta di Posillipo, nel momento in cui il sole, passa con i suoi raggi alla parte opposta. Ho perdonato a tutti quelli che perdono la testa per questa città e mi sono ricordato con tenerezza di mio padre, che aveva conservato un’impressione incancellabile proprio degli oggetti da me visti oggi per la prima volta.”

    Johann W. von Goethe, Viaggio in Italia, 1817

     

     “A Napoli ho scoperto l’immonda parentela tra l’amore e il Cibo. Non è avvenuto all’improvviso, Napoli non si rivela immediatamente: è una città che si vergogna di se stessa; tenta di far credere agli stranieri che è popolata di casinò, ville e palazzi. Sono arrivato via mare, un mattino di settembre, ed essa mi ha accolto da lontano con dei bagliori scialbi; ho passeggiato tutto il giorno lungo le sue strade diritte e larghe, la Via Umberto, la Via Garibaldi e non ho saputo scorgere, dietro i belletti, le piaghe sospette che esse si portano ai fianchi. Verso sera ero capitato alla terrazza del caffè Gambrinus, davanti a una granita che guardavo malinconicamente mentre si scioglieva nella sua coppa di smalto. Ero piuttosto scoraggiato, non avevo afferrato a volo che piccoli fatti multicolori, dei coriandoli. Mi domandavo: «Ma sono a Napoli? Napoli esiste?»”

    Jean Paul Sartre, Spaesamento. Napoli e Capri, 1937

     

     “Napoli è la più misteriosa città d’Europa, è la sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio, come Ninive, come Babilonia. È la sola città del mondo che non è affondata nell’immane naufragio della civiltà antica. Napoli è una Pompei che non è stata mai sepolta. Non è una città: è un mondo. Il mondo antico, precristiano, rimasto intatto alla superficie del mondo moderno.”

    Curzio Malaparte, La pelle, 1949

     

    Legami tra i siti Unesco italiani
    Napoli e... La Reggia di Caserta
    La Reggia di Caserta, situata a circa 35 km da Napoli, è stata proclamata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1997. Dimora storica appartenuta ai Borbone, è stata progettata dall’architetto napoletano (di origini olandesi) Luigi Vanvitelli. La Reggia, inaugurata nel 1780, fu realizzata con l’intento di donare a Napoli ciò che Versailles era per Parigi. Facilmente raggiungibile dalla città partenopea ma, al tempo stesso, discostata da essa, la villa di Caserta è nota soprattutto per il vasto e fiabesco parco che la circonda. Due sono i settori che lo contraddistinguono: mentre nel cosiddetto giardino all’italiana sono presenti numerose fontane e la Grande Cascata, il giardino all’inglese è più selvaggio e caratterizzato dalla presenza di fitti boschi. La Reggia, con il suo sfarzo e le sue originali soluzioni architettoniche, è un esempio unico del periodo Borbonico che mise Napoli al centro della cultura continentale.
    Napoli e... Siracusa
    Le due città sono caratterizzate dalla fondazione greca e sono state poi annesse all’impero romano. La posizione geografica sulla costa ha permesso  ad entrambe di essere punti d’incontro e luoghi di scambio culturale per i popoli che si spostavano all’interno del bacino del Mediterraneo.
    Napoli e... Castel Del Monte
    Castel del Monte sorge nei pressi di Andria, in Puglia. E’ stato costruito nel corso del XIII secolo per volere di Federico II di Svezia, che fece di questo castello una delle sedi principali della sua corte. Uomo di grande cultura, amante sia del mondo Europeo sia delle suggestioni arabe tipiche del mezzogiorno, Federico volle fondare uno Studium, un’università dove formare le nuove generazioni di funzionari e intellettuali del suo regno; la scuola venne realizzata a Napoli e fu la prima Università legata all’Impero. L’Università di Napoli e Castel Del Monte diventeranno per secoli il simbolo del multiculturalismo e dell’incontro tra idee e pensieri diversi tra loro.
    Note bibliografiche
    Bibliografia

    Ricerche sul Medioevo napoletano: aspetti e momenti della vita economica e sociale a Napoli tra X e XV secolo, a c. di A. Leone, Athena, Napoli, 1996

    Il Teatro di San Carlo, a c. di F. Arriva, Electa, Napoli, 1998

    Napoli greca e romana tra Museo Archeologico e centro antico: guida rapida, a c. di D. Giampaola, F. Longobardo, Electa, Napoli, 2000

    AA.VV., Storia (breve) di Napoli, arte’m, Napoli, 2009

    AA.VV., Teatro di San Carlo: memoria e innovazione, arte’m, Napoli, 2010

    E. Cuozzo, J. Martin, Federico II: le tre capitali del regno di Sicilia (Palermo, Foggia, Napoli), Procaccini, Napoli, 1995

    M. Del Preite, San Gennaro, San Paolo, Cinisello Balsamo, 2000

    A. Feniello, Napoli nel Medioevo, Congedo, Galatina, 2007

    D. Mazzoleni (a cura di), Tra Castel dell’Ovo e Sant’Elmo. Napoli: il percorso delle origini, Electa, Napoli, 1995

    C. Petraccone, Napoli dal ’500 all’800, Guida, Napoli, 1974

    M. Prisco, Matilde Serao: una napoletana verace, Tascabili Economici Newton, Roma, 1995

    M. Serao, Il Ventre di Napoli, Fagiolari Bottega, Perugia, 2015

  • Valore UNESCO

    Napoli è una delle metropoli più antiche d’Europa. Fondata da coloni greci nel VII secolo a.C. con il nome di Parthenope o Palaepolis, rifondata nel 470 a.C. come Neapolis, è stata per più di due millenni una delle città più prospere e culturalmente ricche del Mediterraneo. Napoli si impose prima come uno dei grandi centri della Magna Grecia, poi come cerniera ideale tra la cultura ellenica e quella dei nuovi dominatori romani che ne fecero un’importante civitas foederata. Tra Medioevo e Rinascimento, sotto gli Angioini, la città divenne un fertile luogo di incontro tra la tradizione del Gotico francese, quella Bizantina e quella di matrice Araba. Tra Seicento e Settecento, con il dominio Aragonese, Napoli divenne il centro di un vasto regno e fu sottoposta a numerosi interventi volti a razionalizzare l’impianto urbanistico e a costruire edifici in grado di esaltare il nuovo governo spagnolo. Tra Settecento e Ottocento, con i Borboni, la città partenopea divenne uno dei più floridi centri culturali d’Europa, raggiungendo vari primati nel campo dell’innovazione scientifica e tecnologica.

    Una Città poliedrica
    Napoli racchiude in sé più di venti secoli di storia. Dall’antica Palaepolis al recente passato borbonico, il centro storico della città è il prodotto di una continua sedimentazione di stili e culture sospesi tra Europa e mondo orientale. Il più vasto centro storico d’Europa racchiude in sé la tradizione dei fondatori greci, quella del passato romano e gli influssi della dominazione francese e spagnola. Un luogo unico che nel corso dei secoli divenne residenza e rifugio per aristocratici romani, artisti e studiosi medievali, grandi personalità del Rinascimento e intellettuali illuministi e romantici. Con la sua grande tradizione teatrale e musicale, Napoli è divenuto uno dei grandi simboli della multiforme cultura italiana. I resti della città classica, i grandi centri della vita religiosa, i maestosi castelli e i ricchi palazzi del potere nobiliare e reale fanno del centro partenopeo uno scrigno ricco di tesori unico al mondo.
    La Napoli classica: da Palaepolis alla Neapolis romana
    I resti della città greca, scavati sin dagli anni Quaranta del Novecento, sono limitati ma hanno permesso di inquadrare sia il primo nucleo urbano (Palaepolis) sulla rocca di Megaride sia il suo grande ampliamento (Neapolis). La posizione favorevole la trasformò velocemente in uno dei più importanti centri della Magna Grecia. Le tracce di questo periodo, come la prima cinta muraria, emergono ancora in alcuni punti della città. L’ordinato impianto stradale, mutuato dalle altre colonie greche, le compatte difese e il ricco porto ne fecero un caposaldo dell’espansione romana in Italia. Grazie al clima mite e al meraviglioso paesaggio, Neapolis divenne meta privilegiata di aristocratici e imperatori. La città venne arricchita con teatri coperti e scoperti, complessi termali, templi, una nuova cinta muraria, acquedotti e opere pubbliche come la Crypta Neapolitana e soprattutto un gran numero di ricche residenze private. Grazie alla presenza del porto, che favorì lo stanziamento di alcuni marinai alessandrini, la città divenne veicolo di trasmissione dei culti religiosi orientali.
    La Napoli paleocristiana e altomedievale
    La crescente diffusione del Cristianesimo, iniziata sotto la dinastia dei Severi, è ben visibile nelle grandi catacombe di San Gennaro e in quelle minori di San Gaudioso e San Severo. Tra IV e V secolo furono edificati i primi, grandi, monumenti cristiani della città. Le Basiliche di San Gennaro Extra Moenia e San Giovanni Maggiore e la Chiesa di San Giorgio Maggiore, ancora utilizzate, sono le principali testimonianze del periodo. La crisi dello stato romano e la guerra tra Goti e Bisanzio mise a dura prova la città, assediata per due volte prima da Belisario poi da Narsete. Nel corso dell’VIII secolo, affrancata dalla dominazione bizantina, Napoli e i territori circostanti formarono un ducato autonomo. Tra IX e XI secolo, superati vari scontri con i Longobardi di Capua e Benevento, la città passò, progressivamente e attraverso aspre lotte, sotto l’influenza e il dominio normanno. Nei primi secoli del Medioevo, interessati dalla continua costruzione di grandi centri religiosi e monastici, il paesaggio urbano cambiò completamente. Tra V e IX secolo si edificarono importanti chiese, il grande Episcopio, battisteri monumentali e ricchi monasteri in cui si celebravano riti greci e latini.
    Svevi, Normanni e Angioini
    Napoli fu sottomessa definitivamente ai Normanni di Ruggero II nel 1139. La città fu governata da un funzionario regio (Comes Palatii) affiancato da un collegio di giudici nominati dal re ma proposti dai cittadini. In questo periodo venne costruito Castel Capuano e rinforzato il castello di San Salvatore sull’isolotto di Megaride. Con la morte del re Normanno Tancredi, nel 1194 la città si sottomise all’Imperatore Enrico VI di Svevia. I nuovi dominatori strinsero il cappio intorno alle libertà conquistate sotto Tancredi, revocando privilegi e distruggendo parzialmente la cinta muraria della città. Federico II, dopo un periodo di anarchia e scarso controllo sulla città, istituì a Napoli la prima Università legata all’Impero, nel 1224. Il porto divenne un importante scalo nelle rotte mercantili che si andavano sviluppando nel Mediterraneo, favorendo la rinascita economica di tutta la regione. La sconfitta degli Svevi a favore degli Angiò (1268) portò Napoli a diventare la capitale di un vasto regno. La città divenne un ricco crocevia culturale al centro del Mediterraneo. In questi anni soggiornarono a Napoli grandi personalità come Petrarca, Boccaccio e Simone Martini. Giotto, chiamato da re Roberto per affrescare la Cappella Palatina, fondò a Napoli una delle scuole pittoriche più importanti del suo tempo. Gli Angiò si dedicarono, inoltre, alla costruzione di grandi castelli come Sant’Elmo e il Maschio Angioino.
    Napoli dal dominio Aragonese ai Borboni
    Napoli attraversò gli anni del Rinascimento sotto nuovi regnanti: nel 1442 passò infatti sotto il dominio Aragonese. La nuova dominazione, ricca di investimenti e di nuovi interventi edilizi, ritagliò per Napoli un ruolo di primaria importanza; il Maschio Angioino subì importanti rinnovamenti, furono costruiti nuovi e lussuosi palazzi e l’impianto urbano venne arricchito di nuove porte. Per tutto il Seicento, finita sotto il diretto controllo degli spagnoli, Napoli attraversò un periodo di relativa decadenza segnato prima dall’eruzione del Vesuvio (1631) poi da una grande pestilenza (1656). La città, però, non smise di crescere e rinnovarsi con la costruzione di nuovi e imponenti assi viari, di nuovi rioni (Quartieri Spagnoli) e del nuovo Palazzo Reale progettato da Domenico Fontana. Conquistata da Carlo di Borbone, Napoli passò brevemente sotto il dominio Napoleonico. Il governo francese, guidato prima da Giuseppe Bonaparte poi da Gioacchino Murat, ridisegnò completamente la monumentale Piazza del Plebiscito. Il periodo borbonico e quello francese furono per Napoli un momento di grande vivacità scientifica e culturale. I Borboni non mancarono di incrementare il già ricco patrimonio architettonico: la Reggia di Capodimonte, quella di Caserta e di Portici, il Belvedere di San Leucio e la tenuta di Carditello sono tutti gioielli dell’epoca borbonica. Napoli si affacciò all’età Contemporanea con alle spalle una storia unica e ricchissima, visibile nell’enorme quantità di monumenti e di ricchezze del suo centro storico unico al mondo.
    Per saperne di più
    La rinascita della Basilica di San Gennaro Extra Moenia
    Costruita nel V secolo presso le catacombe dove fu sepolto il martire, la basilica fu per secoli uno dei capisaldi della religiosità partenopea. Il luogo di culto, interessato da vicende alterne nel corso dei decenni, fu relegato a deposito ospedaliero nel corso del Novecento. Situata nel rione Sanità, uno dei più poveri della città, la basilica è stata restaurata e riaperta al pubblico nel 2008. Grazie all’impegno dell’associazionismo e alla cooperazione giovanile, il recupero della preziosa basilica è diventato il simbolo della volontà di rinascita di un’intera città. Progetti musicali come il Sanitansamble, orchestra composta da ragazzi del rione, e culturali come mostre di arte contemporanea, eventi e concerti hanno trasformato la basilica in un luogo di aggregazione e crescita per tutta Napoli.
    Il Teatro di San Carlo: il Teatro d’Opera più antico del mondo
    Napoli è la città della musica. Accanto a Piazza del Plebiscito sorge un tempio italiano della lirica: il Teatro di San Carlo. Fondato nel 1737 per volontà del Re Carlo III di Borbone, fu progettato da Giovanni Antonio Medrano e Angelo Carasale. Le sue dimensioni, la sua antichità e la sua struttura lo hanno reso un modello per i teatri europei. Centro di diffusione dell’opera buffa, affermatasi a Napoli nel corso del 1700, il San Carlo può anche vantare due illustri direzioni: quella di Giocchino Rossini (1815-1822) e di Gaetano Donizetti (1822-1838).
    Spaccanapoli: il cuore della città antica
    Spaccanapoli, dritta come tirata con il righello, è la strada più famosa della città; dividendo in due il nord e il sud del centro storico, permette anche l’unione di anima antica ed estro moderno. La storia di questa strada affonda le proprie radici nel lontano passato; essa, infatti, ricalca uno dei tre decumani su cui i romani organizzarono la città. Passeggiare per Spaccanapoli significa attraversare la storia millenaria della città, dove palazzi antichi, chiese e l’inconfondibile odore della cucina napoletana si mescolano senza soluzione di continuità.
    Il Museo Archeologico Nazionale e i suoi tesori
    Le origini del museo risalgono ai primi anni dell’Ottocento, quando i Borbone decidono di raccogliere le raccolte in proprio possesso e i ritrovamenti che stavano emergendo nel territorio di Napoli e in tutto il Meridione. Il Real Museo Borbonico, inaugurato nel 1816, divenne un punto di riferimento culturale per tutto il regno. Negli ultimi anni della dominazione borbonica giunsero al museo alcuni dei più preziosi tesori del territorio pompeiano e vesuviano. Caduti i Borboni, il museo divenne Nazionale e subì in pochi decenni ben due riorganizzazioni. Attualmente in fase di restauro e in procinto di migliorare e ampliare le proprie esposizioni, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli raccoglie alcune delle testimonianze più importanti del mondo classico; dai reperti di Palepolis e Neapolis ai meravigliosi affreschi di Pompei, le sale del museo sono un percorso unico nella storia e nella bellezza.
    Protagonisti
    Publius Faustus Januarius (San Gennaro)
    Publius Faustus Januarius (San Gennaro) (Campania, seconda metà del III secolo d.C. – Pozzuoli, primi decenni del IV secolo d.C.)

    San Gennaro, amato patrono di Napoli e primo vescovo di Benevento, fu martirizzato a Pozzuoli durante le grandi persecuzioni di Diocleziano (305 d.C.). Le sue spoglie, sepolte vicino al luogo di morte, furono in seguito trasportate a Napoli, dove le omonime catacombe conservano ancora oggi le prime immagini del santo. Il sangue del santo, contenuto in alcune ampolle conservate in Duomo, è al centro di un noto rito della vita religiosa napoletana. Il sangue, in varie date dell’anno, passa dallo stato solido a quello liquido; la liquefazione del sangue di San Gennaro, insieme al suo culto e alla devozione millenaria dei napoletani, lo hanno reso il simbolo stesso della città partenopea.

    Federico II Hohenstaufen, Federico II di Svevia
    Federico II Hohenstaufen, Federico II di Svevia (Jesi, 1194 – Fiorentino di Puglia, 1250)

    Federico II, figlio di Enrico IV di Svevia, nacque a Jesi nel 1194. Nel 1198, per volere della madre Costanza, fu affidato a Papa Innocenzo III. Uscito dalla minorità nel 1208, Federico divenne imperatore nel 1212. Imperatore e sovrano del Regno di Sicilia, Federico favorì le arti e nel 1224 fondò lo Studium napoletano. L’Università, la prima di tipo statale al mondo, servì a formare il nuovo ceto di funzionari al servizio del regno. La scelta del trentenne imperatore pose Napoli al pari dei più grandi centri culturali italiani ed Europei del Medioevo.

    Matilde Serao
    Matilde Serao (Patrasso, 1856 – Napoli, 1927)

    Nata a Patrasso nel 1856 da padre napoletano e madre greca, Matilde tornò presto nella città paterna. Dopo aver lavorato per alcuni anni al Telegrafo, la giovane Serao si trasferì a Roma, dove collaborò per qualche tempo con il periodico Capitan Fracassa. Qui conobbe Edoardo Scarfoglio, giovane critico letterario abruzzese, con cui nacque un sodalizio amoroso e professionale. A Roma, dopo aver raggiunto un discreto successo letterario, la coppia fondò il Corriere di Roma. I debiti accumulati misero a rischio la vita del quotidiano, che si salvò solo grazie ai fondi di un banchiere napoletano che spostò il giornale in Campania con il titolo di Corriere di Napoli. Finita anche questa esperienza, la coppia fondò Il Mattino (1892). Dopo aver divorziato dal marito, la Serao abbandonò il giornale per dedicarsi a un nuovo progetto. Nel 1903, insieme a Giuseppe Natale, fondò Il Giorno. Figura unica di donna intellettuale, giornalista e scrittrice la Serao dedicò alla sua città Il Ventre di Napoli, testo pubblicato a più riprese tra il 1884 e il 1906, che ci offre un affresco unico di una città irripetibile.

    Legami tra i siti Unesco italiani
    Napoli e... La Reggia di Caserta
    La Reggia di Caserta, situata a circa 35 km da Napoli, è stata proclamata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1997. Dimora storica appartenuta ai Borbone, è stata progettata dall’architetto napoletano (di origini olandesi) Luigi Vanvitelli. La Reggia, inaugurata nel 1780, fu realizzata con l’intento di donare a Napoli ciò che Versailles era per Parigi. Facilmente raggiungibile dalla città partenopea ma, al tempo stesso, discostata da essa, la villa di Caserta è nota soprattutto per il vasto e fiabesco parco che la circonda. Due sono i settori che lo contraddistinguono: mentre nel cosiddetto giardino all’italiana sono presenti numerose fontane e la Grande Cascata, il giardino all’inglese è più selvaggio e caratterizzato dalla presenza di fitti boschi. La Reggia, con il suo sfarzo e le sue originali soluzioni architettoniche, è un esempio unico del periodo Borbonico che mise Napoli al centro della cultura continentale.
    Napoli e... Siracusa
    Le due città sono caratterizzate dalla fondazione greca e sono state poi annesse all’impero romano. La posizione geografica sulla costa ha permesso  ad entrambe di essere punti d’incontro e luoghi di scambio culturale per i popoli che si spostavano all’interno del bacino del Mediterraneo.
    Napoli e... Castel Del Monte
    Castel del Monte sorge nei pressi di Andria, in Puglia. E’ stato costruito nel corso del XIII secolo per volere di Federico II di Svezia, che fece di questo castello una delle sedi principali della sua corte. Uomo di grande cultura, amante sia del mondo Europeo sia delle suggestioni arabe tipiche del mezzogiorno, Federico volle fondare uno Studium, un’università dove formare le nuove generazioni di funzionari e intellettuali del suo regno; la scuola venne realizzata a Napoli e fu la prima Università legata all’Impero. L’Università di Napoli e Castel Del Monte diventeranno per secoli il simbolo del multiculturalismo e dell’incontro tra idee e pensieri diversi tra loro.
    Glossario
    Glossario

    associazionismo, s.m., insieme di associazioni a carattere politico, culturale, sociale; rete delle associazioni di un determinato territorio.

    caposaldo, s.m., baluardo, punto di riferimento, fondamento.

    decumano, s.m., nell’antica rete viaria romana, in cui le strade si intersecano ad angolo retto, il decumano è la via con asse posizionato da Est a Ovest. La via orientata da Nord a Sud è il cardine.

    extra moenia, espressione latina che significa ‘fuori dalle mura’ della città.

    martirizzato, s.m., ucciso nel sacrificio di testimoniare la propria fede; da martire, colui che subisce pene fisiche o spirituali per difendere un principio, un valore, una fede.

    sedimentazione, s.f., processo di deposito, accumulo, stratificazione.

Iscrizione UNESCO

1995, Berlino, Germania, 19a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale


Sito Culturale


Età antica, Età Medievale, Rinascimento, Età Moderna e Contemporanea


Italia Meridionale
Regione Campania


Criteri di Iscrizione

(ii) Napoli è una città molto antica, sviluppatasi secondo un percorso storico che l’ha esposta ad una vasta gamma di influenze culturali, che hanno lasciato le loro tracce nella struttura urbanistica della città, nell’architettura e nei monumenti. Allo stesso tempo, Napoli ha esercitato una notevole influenza nel resto d’Europa fin dall’antichità, quando fu uno dei centri più importanti della Magna Grecia e della Repubblica Romana. Il suo ruolo come uno dei centri culturali più influenti nella regione del Mediterraneo fu riconfermato nel Medioevo e ancora dal XVI al XVII secolo, periodo nel quale fu una delle principali capitali europee ed esercitava rilevanti influssi in molti campi della cultura, legati soprattutto all’arte e architettura.

(iv) il centro storico di Napoli affacciato sulla baia di Napoli è un esempio eccezionale di complesso urbanistico e monumentale che illustra stadi significativi della lunga storia della penisola italiana e del bacino del Mediterraneo. Lo schema urbano dell’antica Neapolis è ancora visibile e costituisce il modulo fondante del tessuto attuale del centro storico di Napoli. Dal Medioevo al XVIII secolo Napoli fu uno dei centri più vivaci dal punto di vista delle produzioni artistiche e architettoniche che si espressero nelle sue antiche fortezze, nei suoi complessi reali come il Palazzo Reale del 1600 e l’insieme di chiese e palazzi commissionati da nobili famiglie. Questi elementi fornirono un contributo determinante, in particolare allo sviluppo dell’architettura di interni, della pittura e della scultura.

Integrità
La proprietà del Patrimonio Mondiale del Centro Storico di Napoli comprende tutti gli elementi essenziali che contribuiscono alla giustificazione del suo eccezionale valore universale. Questi comprendono il centro storico definito dalle mura aragonesi, così come elementi significativi del XVIII secolo, tra cui palazzi importanti, edifici governativi, residenziali, università, salute e sanità, e attività di arti e artigianato. Questi edifici e attività rappresentano tutti i periodi rilevanti della storia di Napoli e sono in buon stato di conservazione. L’importante rapporto storico della città con il mare è mantenuto attraverso la conservazione dei resti archeologici di epoca romana lungo la costa del mare e la riabilitazione dei piccoli porti fondati da Castel Nuovo a Capo Posillipo. Una marginale modifica di confine è stata approvata dal Comitato del Patrimonio Mondiale nel 2011. Questa ha ampliato la componente “Centro Storico di Napoli” e unito ingrandito le componenti “Distretto di Casale” e “Distretto di Santo Strato”, al fine di includere un’area archeologica non sviluppata e protetta. La proprietà è vulnerabile alla mancanza di manutenzione del tessuto urbano non monumentale. La configurazione della proprietà è intatta e non minacciata dallo sviluppo.
Autenticità
Il piano regolatore ha un alto livello di autenticità e ha conservato notevoli testimonianze della città greco-romana e la disposizione a scacchiera dei “quartieri spagnoli” del XVI secolo. La tipologia degli edifici pubblici e privati è stata ben mantenuta come parte dell’attuale piano urbanistico, così come nei suoi elementi spaziali, volumetrici e decorativi. C’è una notevole continuità nell’uso dei materiali, tutte di provenienza locale, e distintive caratteristiche visive e materiali, come tufo giallo basico, marmo bianco e piperno grigio. Le tecniche sviluppate per l’uso di questi materiali sopravvivono in misura considerevole e sono utilizzate in progetti di restauro e conservazione.
Estensione del bene

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