I Sacri Monti di Piemonte e Lombardia

Illustrazione Elena Prette

Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale

I nove Sacri Monti dell’Italia settentrionale sono gruppi di cappelle e altri manufatti architettonici eretti fra il XVI e il XVII secolo, dedicati a differenti aspetti della fede cristiana. In aggiunta al loro significato simbolico e spirituale, possiedono notevoli doti di bellezza, virtù e gradevolezza, e risultano integrati in un ambiente naturale e paesaggistico di colline, boschi e laghi. Contengono inoltre reperti artistici molto importanti (affreschi e statue).

  • Valore UNESCO

    Il Sito costituisce un Patrimonio architettonico, artistico-figurativo e naturalistico che è espressione della cultura religiosa cattolica della prima Età Moderna. I Sacri Monti italiani riconosciuti dall’UNESCO – 7 piemontesi e 2 lombardi – sono complessi devozionali in cui fede e natura sono intrecciati in un percorso fisico e spirituale originale e unico. Ciascun Sacro Monte è articolato su una collina dove sono distribuite una serie di cappelle monumentali che offrono la rappresentazione di scene della vita di Cristo, di Maria o dei Santi attraverso sculture e dipinti. I nove Sacri Monti italiani riconosciuti dall’UNESCO, immersi nella natura delle valli piemontesi e lombarde ed espressione della cultura cattolica, costituiscono così sia sotto il profilo monumentale che artistico un modello peculiare che permette al fedele di accostarsi e vivere il racconto sacro attraverso un percorso nello spazio aperto, scandito da molteplici tappe devozionali. I Sacri Monti dell’Italia settentrionale rappresentano un fenomeno sistematico e significativo che si diffuse poi nel resto del mondo.

    I Sacri Monti e lo spazio: la sacralizzazione del paesaggio
    I Sacri Monti sono luoghi dell’anima e sono il frutto di un grandioso progetto di sacralizzazione del paesaggio, attuato dalla Chiesa Cattolica tra fine Quattrocento e il Seicento, nella difficile stagione della Controriforma. Dedicati alle storie di Cristo e dei Santi, i Sacri Monti divennero sedi privilegiate di un catechismo raccontato con le immagini, caro alla Chiesa controriformata, sovente illustrato in precedenti luoghi di culto pagani o paleocristiani. È importante sottolineare che, pur nell’identità comune, ciascun Sacro Monte si differenzia dagli altri, nel rispetto dei legami con il contesto territoriale in cui è inserito e dei caratteri delle singole popolazioni locali, componendo un paesaggio culturale dove si intrecciano tradizioni storiche e religiose secolari. Il tema della montagna sacra si sostanzia nell’evocazione del cammino di Cristo verso il Calvario; il percorso che i fedeli sono chiamati a compiere diviene reale pellegrinaggio attraverso un itinerario simbolico di stazioni monumentali stabilite che rendono sacro lo spazio naturale. In questa ascesa spirituale, la componente architettonica, artistica e quella naturale si fondono in una unità indissolubile che rende il paesaggio strumento integrante dell’azione pedagogica religiosa. Per questo motivo, i Sacri Monti sorsero sempre in posizione sopraelevata, su colline sovrastanti il centro abitato o su alture isolate e impervie, in modo che la difficoltà fisica di raggiungerli divenisse momento di contemplazione e purificazione.
    Le Arti al servizio della fede: “vedendo pregavano e pregando vedevano”
    Nei Sacri Monti la rappresentazione dell’episodio sacro è elemento fondamentale. La raffigurazione per mezzo di dipinti e gruppi statuari, spesso dettagliati e realistici, delle scene della vita di Cristo, di Maria o dei Santi, era considerata essenziale per catturare l’attenzione del pellegrino e indirizzarne la preghiera. San Carlo Borromeo sosteneva la meditazione davanti alle immagini sacre. Le cappelle ricche di figurazioni bibliche dei Sacri Monti potevano aiutare a seguire la vera dottrina, a manifestare i contenuti della fede, elevando lo spirito e alimentando la devozione. Alla realizzazione strutturale e decorativa dei Sacri Monti parteciparono i migliori esponenti della tradizione artistica lombarda tardo-rinascimentale e barocca, come Gaudenzio Ferrari, Giovanni d’Enrico, Tanzio da Varallo, Cristoforo Prestinari, Dionigi Bussola, il Morazzone, Francesco Silva, i quali riuscirono ad accendere di misticismo le ‘nuove Gerusalemme’ prealpine e le vie sacre, in armonica assonanza alla purezza naturale di laghi, boschi e cime innevate. Dopo un periodo di declino manifestatosi significativamente nel Novecento, oggi i Sacri Monti sono nuovamente oggetto di programmi condivisi di tutela e valorizzazione, luoghi di confronto interreligioso, di ricerche e convegni, oltre che meta di pellegrini e dei flussi turistici religiosi e culturali.
    I promotori dei Sacri Monti nel XV e nel XVI secolo
    L’Ordine Francescano dei Frati Minori Osservanti fu il primo promotore di questa innovativa e sistematica campagna culturale che modificò per sempre il paesaggio prealpino e portò avanti la tradizione del realismo iconografico che è elemento unificante dei Sacri Monti piemontesi e lombardi. Il fondatore del primo Sacro Monte fu frate Bernardino Caimi; egli ideò la ‘Nuova Gerusalemme’ di Varallo, in cui erano imitati e riprodotti in scala i luoghi della Terra Santa, dal momento che quelli reali erano divenuti inaccessibili ai pellegrini dopo il 1517 a causa della riconquista ottomana di Gerusalemme. Fu soprattutto nell’area di influenza della chiesa borromaica che venne promossa la realizzazione degli universi spirituali dei Sacri Monti, quale particolare tipologia artistica, monumentale e religiosa che verrà poi guardata e imitata dal resto dell’Europa cattolica. A difesa dell’ortodossia, i Sacri Monti costituivano una sorta di catechismo visivo accessibile anche ai poveri ed ai semplici. La costruzione dei Sacri Monti spesso coinvolse la popolazione locale e, in molti casi, fu realizzata grazie alle donazioni di famiglie nobili della zona.
    Per saperne di più
    Sacro Monte di Belmonte
    Valperga (TO). Si tratta di uno dei più recenti Sacri Monti, la cui costruzione venne avviata all’inizio del Settecento dal padre francescano Michelangelo da Montiglio, il quale aveva soggiornato in Terra Santa. Il complesso sorse in un luogo in cui era radicato il culto mariano fin dal X secolo e vi si trovava un santuario mariano medioevale. Nel bosco vicino al santuario, su un itinerario circolare, vennero erette a partire dal 1712 tredici cappelle che ripercorrevano il Cammino della Croce – il tema della Via Crucis darà origine a due percorsi devozionali tra XVIII e XIX secolo, organizzati per stazioni. L’ultima cappella venne ultimata nel 1825. Le opere statuarie e gli affreschi vennero realizzati da artisti locali. Dal punto di vista paesaggistico il luogo è di grande suggestione.
    Sacro Monte di Crea
    Serralunga di Crea (AL). Il complesso possiede una eccezionale veduta panoramica poiché è situato sulla cima del colle, all’altezza di 455 m.s.l.m. Nel 1589 il priore di Crea, Costantino Massino volle ampliare il santuario mariano che qui si trovava e avviò l’edificazione di una serie cappelle dedicate alla vita di Maria. Il Sacro Monte oggi è formato da 23 cappelle, una parte delle quali fu ultimata nell’Ottocento. Nelle cappelle più antiche lavorarono Guglielmo Caccia (il Moncalvo), Giovanni e Nicola Wespin (i Tabachetti), Giorgio Alberini, i Prestinari. Tra le cappelle spiccano quella dell’Incoronazione di Maria, detta il Paradiso, e quella ottocentesca della Salita al Calvario, il cui gruppo scultoreo è opera di Leonardo Bistolfi.
    Sacro Monte Calvario di Domodossola
    Domodossola (VB). È il più settentrionale. Il percorso devozionale parte dalla città di Domodossola e sale al colle di Mattarella. Il complesso fu voluto dai padri cappuccini Gioacchino da Cassano e Andrea da Rho nel 1656, quale rappresentazione della Passione di Cristo per i pellegrini. I lavori di edificazione si protrassero fino all’Ottocento, tanto che, oggi, le 15 cappelle presentano stili architettonici diversi, dal barocco al neoclassicismo.
    Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa
    Ghiffa (VB). Rimasto incompiuto, il Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa è collocato in una splendida posizione da cui si gode la vista sul Lago Maggiore e sulle vette delle prealpi lombarde. Il Santuario venne eretto all’inizio del Seicento, sui resti di un oratorio medievale, mentre le tre cappelle principali risalgono alla metà del secolo e sono dedicate a pagine della Bibbia: l’Incoronazione della Vergine, il Battesimo di Gesù, Abramo. Settecentesco è il porticato con bassorilievi delle stazioni della Via Crucis.
    Sacro Monte di Oropa
    Oropa (BI). Si trova vicino al Santuario di Oropa. La dinastia Sabauda volle nobilitare quello che già in età medioevale era un luogo sacro per i pellegrini e, tra il XVII e il XVIII secolo, vi chiamò a lavorare gli architetti di corte per realizzare il maestoso complesso del Santuario Mariano. Il santuario è considerato centro di culto mariano di primaria importanza e si trova a 1200 metri di altitudine, sulle alpi sopra Biella e alla sua sinistra si sviluppa il Sacro Monte di Oropa. Il Sacro Monte fu edificato tra il 1620 e il 1720, ed è formato da 12 cappelle devozionali che celebrano la Storia della Vergine.
    Sacro Monte di Orta
    Orta San Giulio (NO). Il Sacro Monte di Orta celebra la figura di San Francesco d’Assisi. Venne edificato a partire dal 1590 ed i lavori proseguirono per più di un secolo. Nelle 20 cappelle complessive, in cui sono poste statue in terracotta a grandezza naturale per rappresentare episodi della vita del Santo Patrono d’Italia, si distinguono diversi stili artistici: vi sono le opere d’epoca tardo-rinascimentale, dalle linee più semplici e regolari, con richiami all’aspetto della gente semplice del luogo, e vi sono le cappelle barocche, della metà del Seicento, in cui gli artisti – Dionigi Bussola ed i pittori fratelli Nuvolone – interpretarono le scene sacre in chiave spettacolare e infine cappelle settecentesche di gusto rococò.
    Sacro Monte di Ossuccio
    Ossuccio (CO). Il complesso devozionale, consacrato nel 1699, si affaccia sul Lago di Como. È composto dal Santuario della Beata Vergine del Soccorso e da quattordici cappelle consacrate ai Misteri del Rosario, che vennero edificate a partire dal 1644 lungo un percorso ascensionale. I lavori si conclusero nel 1710. L’itinerario si svolge sul pendio naturale sulla cui sommità sorge il Santuario della Madonna del Soccorso, in un percorso dove le presenze monumentali sono in armonia con la vegetazione e offrono scorci di notevole valore paesaggistico. Il Sacro Monte possiede una pregevole collezione di statue in stucco e terracotta, alcune delle quali opera dello scultore Agostino Silva; gli affreschi sono attribuiti a Carlo Gaffuri, Innocenzo Torriani e Gian Paolo Recchi.
    Sacro Monte di Varallo
    SVarallo (VC). Si tratta del complesso devozionale più antico e più vasto, collocato a circa 600 metri di altitudine sul colle che sovrasta la città di Varallo. Il Sacro Monte di Varallo si articola in numerosi edifici monumentali: la Basilica dell’Assunta e 45 cappelle, tutte dipinte e adornate da statue che complessivamente raggiungono la sbalorditiva cifra di ottocento opere. La fondazione avvenne alla fine del Quattrocento, per volere del frate Bernardino Caimi, il quale presiedette ai lavori di edificazione della chiesa originaria e delle cappelle più antiche. La cappella della Natività venne realizzata secondo le dirette istruzioni di Caimi che la volle perfettamente rispondente alla Grotta nella Basilica di Betlemme, che il francescano aveva visitato di persona e studiato con attenzione. Il Sacro Monte ricreava la città di Gerusalemme e altri luoghi santi, come quelli di Nazareth e Betlemme, ripercorrendo la vita di Gesù e i più importanti capitoli della dottrina cattolica. Il geniale Gaudenzio Ferrari, in qualità di architetto, pittore e scultore, riuscì a stabilire un innovativo rapporto tra elementi scultorei e dipinti, in grado di generare unità scenografiche dal forte impatto emozionale; in un originale combinazione tra realismo e misticismo, le cappelle di Varallo riuscirono nei secoli a narrare i misteri della fede e a far presa sulla pietà popolare, divenendo il modello artistico di riferimento per gli altri Sacri Monti. Altri artisti che lavorarono al complesso di Varallo furono Bernardino Lanino, Tanzio da Varallo, i fratelli d’Enrico, il Morazzone, Dionigi Bussola, Benedetto Alfieri .
    Sacro Monte di Varese
    Sul versante del Monte Velate, al di sopra di Varese, si trova il Sacro Monte fondato nel 1604 dal padre cappuccino Giovanni Battista Aguggiari e realizzato su progetto architettonico di Giuseppe Bernascone detto “Il Mancino”. Le 14 cappelle disposte lungo la Via Sacra celebrano i Misteri del Rosario e conducono al Santuario di Santa Maria del Monte. Gli apparati decorativi del complesso architettonico del Sacro Monte furono realizzati fino a tutto il Settecento ad opera di rilevanti artisti lombardi come Giovan Mauro della Rovere, Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, Francesco Silva, i fratelli Recchi, Dionigi Bussola, Antonio Busca e Stefano Maria Legnani detto il Legnanino.
    Protagonisti
    Frate Bernardino Caimi
    Frate Bernardino Caimi (Milano, XV secolo)

    Fu il fondatore del primo Sacro Monte della storia, il Sacro Monte di Varallo. Nato nella prima metà del XV secolo, si unì all’Ordine Francescano dei Frati Minori Osservanti e operò prima nel convento di Sant’Angelo a Milano, poi fu guardiano nel convento di Lodi. L’evento che segnò la sua esistenza fu un viaggio in Palestina (1478), con l’incarico di presiedere alla nuova elezione del guardiano di Terra Santa e custode del Monte Sion; tale esperienza, forse seguita da un secondo viaggio, fu molto intensa per il frate e determinò il successivo orientamento della sua azione. Nominato vicario dell’Ordine per la Dalmazia, la Croazia e la Bosnia, si fece forte in lui la convinzione della necessità di riprodurre in Occidente i luoghi Santi, in modo che i fedeli potessero compiere dei pellegrinaggi rituali – seppur simulati – nei luoghi di Gesù, senza dover affrontare i pericoli e le spese del viaggio in Oriente. Nella sua visione, gli episodi della vita terrena di Gesù potevano essere compresi e vissuti dai fedeli ricostruendo in scala la città di Gerusalemme e gli altri luoghi santi e ponendo nelle cappelle delle statue realistiche per andare incontro alla sensibilità popolare. Si adoperò quindi per ottenere il supporto politico e finanziario indispensabile all’impresa. A questo proposito, sono documentati i rapporti con Ludovico il Moro, duca di Milano e con la nobiltà locale di Varallo, da cui ottenne pieno appoggio. Ricevuta anche l’autorizzazione da Innocenzo VIII di fondare a Varallo un convento francescano, Caimi avviò nel 1486 la costruzione della Chiesa e del Convento della Madonna delle Grazie e delle prime cappelle. Nel 1493, Caimi ricevette la donazione da parte della comunità di Varallo della chiesa, del convento e delle aree sulla collina, dove sarebbero stati ultimati gli edifici del complesso devozionale, il primo Sacro Monte. Il Sacro Monte di Varallo conserva solo in parte l’impianto originario voluto da Caimi (il Sepolcro e il complesso di Betlemme), già in odore di santità in vita e in seguito canonizzato. Le prime cappelle erano architetture semplici con statue in legno e affreschi o tavole dipinte per favorire l’immedesimazione spirituale dei fedeli.

    Cardinale Carlo Borromeo
    Cardinale Carlo Borromeo (Arona, 1538 – Milano, 1584)

    Nobile di nascita, in qualità di terzogenito venne destinato alla carriera ecclesiastica alla quale ascese con rapidità eccezionale, non solo per le doti personali ma anche grazie al sostegno dello zio materno, Giovanni Angelo de’Medici, salito al soglio pontificio con il nome di Pio IV nel 1559. Cardinale a 22 anni, inviato al Concilio di Trento, arcivescovo di Milano nel 1563, canonizzato nel 1610; Carlo Borromeo impostò la sua esistenza sull’integrità e il rigore e svolse una azione energica seguendo scrupolosamente le direttive della Controriforma. L’obiettivo di diffondere l’ortodossia e rinsaldare il legame tra i fedeli e la Chiesa Cattolica si sposò al progetto dei Sacri Monti, che il cardinale comprese e promosse come valido strumento della dottrina tridentina, per rendere accessibile al popolo la storia sacra in aderenza ai dettami della Controriforma.

    Testimonianze d’autore
    Testimonianze

      Un abisso è certamente Dio; ma colui al quale vuole mostrarsi deve salire fino in vetta ai monti eterni”.

    Angelo Silesio, Pellegrino Cherubico (V, 29) (XVII sec.)

     

     “Era uno spettacolo unico; doveva essere delizioso dormire fra le lenzuola asciugate su un’erba simile e a una simile aria […] C’è da chiedersi, infatti, se in tutto il nord Italia esiste un’opera d’arte più notevole della cappella della Crocifissione di Varallo.”

    Samuel Butler, Alpi e Santuari del Piemonte (1881)

     

     “Benché non conoscessi nulla della storia di questo “Sacro Monte”, la mia sensazione immediata, avvicinandomi al complesso di edifici appollaiati come un nido d’aquila sul fianco della collina, fu di aspettativa, una sensazione come se stessi per intraprendere un’avventura personale di scoperta e di meraviglia”.

    Per Kvaerne, Le vie del Sacro. L’avventura spirituale di uno storico delle religioni fra Tibet e Sacri Monti, (Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, 2010).

     

     “Il viaggio a Varallo è un pellegrinaggio. Attraverso una fitta vegetazione, un ripido sentiero conduce dal trambusto della città al silenzio del Sacro Monte. Nella cripta della chiesa, nello “scurolo”, si trova la statua della Vergine, raffigurata come una giovane donna, che dorme in pace perfetta. Le preghiere alla Madre di Dio in questo luogo non sono rimaste inascoltate e sono molti coloro che sarebbero stati guariti dopo avervi pregato. Anche il giro delle cappelle è un pellegrinaggio. Iniziando dalle origini stesse dell’umanità, con Adamo ed Eva, e passando per l’Annunciazione, la Natività, il Battesimo, la Missione e le molte fasi del dramma pasquale a Gerusalemme, coloro che riescono a vedere con gli occhi della fede vengono condotti alla cappella della Crocifissione e, letteralmente, ai piedi della Croce”.

    Per Kvaerne, Le vie del Sacro. L’avventura spirituale di uno storico delle religioni fra Tibet e Sacri Monti, (Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, 2010).

     

    Legami tra i siti Unesco italiani
    Sacri Monti e... Assisi, la religiosità francescana e il suo messaggio di pace universale

    Tra i Sacri Monti di Piemonte e Lombardia e il Sito di Assisi esiste un forte legame, poiché si tratta di due Patrimoni Mondiali italiani che possiedono un formidabile carattere religioso, con edifici storici e artistici legati inscindibilmente all’ambiente naturale circostante.
    Note bibliografiche
    Bibliografia

    P. Galloni, Sacro Monte di Varallo, Varallo 1909-1914 (ristampa anastatica), Borgosesia 1973

    G. Melzi D’Eril, Sacro Monte d’Orta, in D. Giovanni Medruzza, G. Melzi D’Eril, Isola San Giulio e Sacro Monte d’Orta, Torino 1977, pp. 103-227

    P. Bianconi, Il Sacro Monte sopra Varese, Milano 1985

    A. Barbero, C. Spantigati (a cura di), Sacro Monte di Crea, Alessandria 1998

    A Crea riapre il Paradiso, a c. di E. Spantigati, Regione Piemonte, Assessorato alla cultura, Torino, 1995

    E. De Filippis, Guida del Sacro Monte di Varallo, Borgosesia 2009

    S. Minissale, A. Feltre (a cura di), Calvario: Monte Sacro di Domodossola, Torino 2009

    G. e L. Bertotti, Belmonte e il suo Santuario, Torino 1988

    P. Crosa Lenz, C. Silvestri, Sacro Monte di Ghiffa, Milano 2000

    P. Gatta Papavassiliou, Sacro Monte do Ossuccio. Guida alle cappelle, Menaggio 2013

    Atlante dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, a c. di A. Barbero, Ponzano Monferrato (AL), Novara, 2001

    AA.VV., In montibus Sanctis. Il paesaggio della processione da Fontainemore a Oropa, a c. di T. Galliano, Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, Ponzano Monferrato, 2003

    S. Butler, Alpi e Santuari, a c. di P.F. Gasparetto, Ponzano, 2004

    M. Quercioli, I sacri monti, Ist. Poligrafico dello Stato, Roma, 2005

    D. Tuniz (a cura di), I Sacri Monti nella cultura religiosa e artistica del Nord Italia, Cinisello Balsamo, 2005

    U. Armiraglio, C. Argentiero, S. Langé, Il mistero e il luogo. Paesaggio e spiritualità nei nove Sacri monti patrimonio dell’UNESCO, Nomos 2008

    Di ritorno dal Pellegrinaggio a Gerusalemme, a c. di A. Barbero e G. Roma, Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, Ponzano Monferrato, 2008

    M. Pedron, I sacri monti di Piemonte e Lombardia, Umberto Soletti, 2009

    Convegno internazionale sui Sacri Monti, Varallo 14-20 aprile 1980, Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, Ponzano Monferrato, 2009

    F. Cosi, A. Repossi, Da pellegrini sui Sacri Monti. Guida pratica e spirituale, Ancora, 2010

    P. Kvaerne, Le vie del Sacro. L’avventura spirituale di uno storico delle religioni fra Tibet e Sacri Monti, Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, Ponzano Monferrato 2010

    I SacriMonti. Bibliografia Italiana, a c. di P.G. Longo e D. Zardi, Ponzano Monferrato, 2010

    F. Restelli, R. Franchi, Sacri Monti d’Italia e Svizzera, Macchione, 2013

    L. Zanzi, P. Zanzi, Atlante dei Sacri Monti prealpini, Skira, 2014

    Luoghi e vie di pellegrinaggio. I Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia. Catalogo della mostra a c. di F. Fontana, R. Lodari, P. Sorrenti, Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, Ponzano Monferrato, 2004

    Sacri monti e altre storie. Architettura come racconto, Catalogo della mostra (Varese, 2 ottobre-29 novembre 2015), a c. di C. Tinazzi, Rubettino,2015

    Sacri monti del Piemonte e della Lombardia, SAGEP, 2015

  • Valore UNESCO

    Il Sito, iscritto nel 2003 nella Lista del Patrimonio Mondiale, costituisce una patrimonio architettonico, artistico-figurativo e naturalistico che è espressione della cultura religiosa cattolica della prima Età Moderna. I Sacri Monti italiani riconosciuti dall’UNESCO – 7 piemontesi e 2 lombardi – sono complessi devozionali in cui fede e natura sono intrecciati in un percorso fisico e spirituale originale ed unico. Ciascun Sacro Monte è articolato su una collina dove sono distribuite una serie di cappelle monumentali dove con sculture e dipinti sono rappresentate scene della vita di Cristo, di Maria o dei Santi. I nove Sacri Monti italiani riconosciuti dall’UNESCO costituiscono un modello peculiare che permette al fedele di vivere il racconto sacro attraverso un percorso nello spazio aperto, scandito da tappe devozionali. I Sacri Monti dell’Italia settentrionale rappresentano un fenomeno sistematico e significativo che si diffuse poi nel resto del mondo.

    I Sacri Monti e lo spazio: la sacralizzazione del paesaggio
    I Sacri Monti sono luoghi dell’anima e sono il frutto di un grandioso progetto di sacralizzazione del paesaggio, attuato dalla Chiesa Cattolica tra fine Quattrocento e il Seicento, nella difficile stagione della Controriforma. Dedicati alle storie di Cristo e dei Santi, i Sacri Monti divennero sedi privilegiate di un catechismo raccontato con le immagini, caro alla Chiesa controriformata, sovente illustrato in precedenti luoghi di culto pagani o paleocristiani. Il tema della montagna sacra si sostanzia nell’evocazione del cammino di Cristo verso il Calvario; il percorso che i fedeli sono chiamati a compiere diviene reale pellegrinaggio attraverso un itinerario simbolico di stazioni monumentali che rendono sacro lo spazio naturale. In questa ascesa spirituale, la componente architettonica, artistica e quella naturale si fondono in una unità indissolubile che rende il paesaggio strumento integrante dell’azione pedagogica religiosa. Per questo motivo, i Sacri Monti sorsero sempre in posizione sopraelevata, su colline sovrastanti il centro abitato o su alture isolate e impervie, in modo che la difficoltà fisica di raggiungerli divenisse momento di contemplazione e purificazione.
    Le arti al servizio della fede: “vedendo pregavano e pregando vedevano”
    Nei Sacri Monti la rappresentazione dell’episodio sacro è elemento fondamentale. La raffigurazione per mezzo di dipinti e gruppi statuari, spesso estremamente dettagliati e realistici, delle scene della vita di Cristo, di Maria o dei Santi, era considerata essenziale per catturare l’attenzione del pellegrino e indirizzarne la preghiera. San Carlo Borromeo sosteneva la meditazione davanti alle immagini sacre. Le cappelle dei Sacri Monti potevano aiutare a seguire la vera fede anche chi non sapeva leggere la Bibbia. Alla realizzazione strutturale e decorativa dei Sacri Monti parteciparono i migliori artisti della tradizione artistica lombarda tardo-rinascimentale e barocca, come Gaudenzio Ferrari, Giovanni d’Enrico, Tanzio da Varallo, Cristoforo Prestinari, Dionigi Bussola, il Morazzone, Franscesco Silva. Essi colmarono di misticismo questi itinerari religiosi, in armonia con la purezza naturale di laghi, boschi e cime innevate. Dopo un periodo di declino tra la Seconda Guerra Mondiale e gli anni Ottanta del Novecento, oggi i Sacri Monti sono nuovamente oggetto di programmi condivisi di tutela e valorizzazione, luoghi di confronto interreligioso, di ricerche e convegni, oltre che meta di pellegrini e di flussi turistici religiosi e culturali.
    I promotori dei Sacri Monti nel XV e nel XVI secolo
    L’Ordine Francescano dei Frati Minori Osservanti fu il primo promotore di questa innovativa e sistematica campagna culturale che modificò per sempre il paesaggio prealpino e portò avanti la tradizione del realismo iconografico che è elemento unificante dei Sacri Monti piemontesi e lombardi. Il fondatore del primo Sacro Monte fu frate Bernardino Caimi; egli ideò la ‘Nuova Gerusalemme’ di Varallo, in cui erano imitati e riprodotti in scala i luoghi della Terra Santa, dal momento che quelli reali erano divenuti inaccessibili ai pellegrini dopo il 1517 a causa della riconquista ottomana di Gerusalemme. Fu soprattutto nell’area di influenza del Cardinal Borromeo che venne promossa la realizzazione degli universi spirituali dei Sacri Monti, quale particolare tipologia artistica, monumentale e religiosa che verrà poi guardata e imitata dal resto dell’Europa cattolica. A difesa dell’ortodossia, i Sacri Monti costituivano una sorta di catechismo visivo accessibile anche ai poveri ed ai semplici. La costruzione dei Sacri Monti spesso coinvolse la popolazione locale e, in molti casi, fu realizzata grazie alle donazioni di famiglie nobili della zona.
    Per saperne di più
    Sacro Monte di Belmonte
    Valperga (TO). Si tratta di uno dei più recenti Sacri Monti, la cui costruzione venne avviata all’inizio del Settecento dal padre francescano Michelangelo da Montiglio, il quale aveva soggiornato in Terra Santa. Il complesso sorse in un luogo in cui era radicato il culto mariano fin dal X secolo. Nel bosco vicino al santuario, su un itinerario circolare, vennero erette tredici cappelle che ripercorrevano il Cammino della Croce. L’ultima cappella venne ultimata nel 1825. Le opere statuarie e gli affreschi vennero realizzati da artisti locali.
    Sacro Monte di Crea
    Serralunga di Crea (AL). Il complesso possiede una eccezionale veduta panoramica poiché è situato sulla cima del colle, all’altezza di 455 m.l.m. Nel 1589 il priore di Crea, Costantino Massino volle ampliare il santuario mariano che qui si trovava e avviò l’edificazione di una serie cappelle dedicate alla vita di Maria. Il Sacro Monte oggi è formato da 23 cappelle, una parte delle quali fu ultimata nell’Ottocento. Nelle cappelle più antiche lavorarono Guglielmo Caccia (il Moncalvo), Giovanni e Nicola Wespin (i Tabachetti), Giorgio Alberini, i Prestinari, Leonardo Bistolfi.
    Sacro Monte Calvario di Domodossola
    Domodossola (VB). È il più settentrionale. Il percorso devozionale parte dalla città di Domodossola e sale al colle di Mattarella. Il complesso fu voluto dai padri cappuccini Gioacchino da Cassano e Andrea da Rho nel 1656, quale rappresentazione della Passione di Cristo per i pellegrini. I lavori di edificazione si protrassero fino all’Ottocento, tanto che, oggi, le 15 cappelle presentano stili architettonici diversi, dal barocco al neoclassicismo. 
    Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa
    Ghiffa (VB). Rimasto incompiuto, il Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa, è collocato in una splendida posizione da cui si gode la vista sul Lago Maggiore e sulle vette delle prealpi lombarde. Il Santuario venne eretto all’inizio del Seicento, mentre le tre cappelle principali risalgono alla metà del secolo e sono dedicate a pagine della Bibbia: l’Incoronazione della Vergine, il Battesimo di Gesù, Abramo. Settecentesco è il porticato con bassorilievi delle stazioni della Via Crucis.
    Sacro Monte di Oropa
    Oropa (BI). Si trova vicino al Santuario di Oropa. La dinastia Sabauda volle nobilitare quello che già in età medioevale era un luogo sacro per i pellegrini e, tra il XVII e il XVIII secolo, vi chiamò a lavorare gli architetti di corte per realizzare il maestoso complesso del Santuario Mariano. Il santuario è considerato centro di culto mariano di primaria importanza e si trova a 1200 metri di altitudine, sulle alpi sopra Biella e alla sua sinistra si sviluppa il Sacro Monte di Oropa. Il Sacro Monte fu edificato tra il 1620 e il 1720, ed è formato da 12 cappelle devozionali che celebrano la Vergine.
    Sacro Monte di Orta
    Orta San Giulio (NO). Il Sacro Monte di Orta celebra la figura di San Francesco d’Assisi. Venne edificato a partire dal 1590 ed i lavori proseguirono per più di un secolo. Nelle 20 cappelle complessive, in cui sono poste statue in terracotta a grandezza naturale per rappresentare episodi della vita del Santo Patrono d’Italia, si distinguono diversi stili artistici: vi sono le opere d’epoca tardo-rinascimentale, dalle linee più semplici e regolari, e vi sono le cappelle barocche, della metà del Seicento, in cui gli artisti interpretarono le scene sacre in chiave spettacolare. Vi sono infine le cappelle settecentesche di gusto rococò.
    Sacro Monte di Ossuccio
    Ossuccio (CO). Il complesso devozionale, affacciato sul Lago di Como, è composto da quattordici cappelle consacrate ai Misteri del Rosario, che vennero edificate a partire dal 1644. I lavori si conclusero nel 1710. L’itinerario si svolge sul pendio naturale alla sommità del quale sorge il Santuario della Madonna del Soccorso, in un percorso dove le presenze monumentali sono in armonia con la vegetazione e offrono scorsi paesaggistici. Il Sacro Monte possiede una pregevole collezione di statue in stucco e terracotta, alcune delle quali opera dello scultore Agostino Silva.
    Sacro Monte di Varallo
    Varallo (VC). Si tratta del complesso devozionale più antico e più vasto, collocato a circa 600 metri di altitudine sul colle che sovrasta la città di Varallo. Il Sacro Monte di Varallo si articola in numerosi edifici monumentali: la Basilica dell’Assunta e 45 cappelle, tutte dipinte e adornate da statue che complessivamente raggiungono la sbalorditiva cifra di ottocento opere. La fondazione avvenne alla fine del Quattrocento, per volere del frate Bernardino Caimi, il quale presiedette ai lavori di edificazione della chiesa originaria e delle cappelle più antiche. La cappella della Natività venne realizzata secondo le dirette istruzioni di Caimi che la volle perfettamente rispondente alla Grotta nella Basilica di Betlemme, che il frate aveva visitato di persona e studiato con attenzione. Il Sacro Monte ricreava la città di Gerusalemme e altri luoghi santi, come quelli di Nazareth e Betlemme, ripercorrendo la vita di Gesù e i più importanti capitoli della dottrina cattolica. Il geniale Gaudenzio Ferrari, in qualità di architetto, pittore e scultore, riuscì a stabilire un innovativo rapporto tra elementi scultorei e dipinti, in grado di generare composizioni scenografiche molto emozionanti. Le cappelle di Varallo divennero il modello artistico di riferimento per gli altri Sacri Monti. Altri artisti che lavorarono al complesso di Varallo furono Bernardino Lanino, Tanzio da Varallo, i fratelli d’Enrico, il Morazzone, Dionigi Bussola, Benedetto Alfieri.  
    Sacro Monte di Varese
    Sul versante del Monte Velate, al di sopra di Varese, si trova il Sacro Monte fondato nel 1604 dal padre cappuccino Giovanni Battista Aguggiari e realizzato su progetto architettonico di Giuseppe Bernascone detto “Il Mancino”. Lungo la Via Sacra, le 14 cappelle celebrano i Misteri del Rosario e conducono al Santuario di Santa Maria del Monte. I lavori di decorazione del complesso proseguirono fino a tutto il Settecento ad opera di rilevanti artisti lombardi come Giovan Mauro della Rovere, Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, Francesco Silva, i fratelli Recchi, Dionigi Bussola, Antonio Busca e Stefano Maria Legnani detto il Legnanino.
    Protagonisti
    Frate Bernardino Caimi
    Frate Bernardino Caimi (Milano, XV secolo)

    Fu il fondatore del primo Sacro Monte della storia, il Sacro Monte di Varallo. Nato nella prima metà del XV secolo, si unì all’Ordine Francescano dei Frati Minori Osservanti e operò prima a Milano, poi a Lodi. L’evento che segnò la sua esistenza fu un viaggio in Palestina (1478); tale esperienza, forse seguita da un secondo viaggio, fu molto intensa per il frate e determinò il successivo orientamento della sua azione. Si fece forte in lui la convinzione della necessità di riprodurre in Occidente i luoghi Santi, in modo che i fedeli potessero compiere dei pellegrinaggi rituali – seppur simulati – nei luoghi di Gesù, senza dover affrontare i pericoli e le spese del viaggio in Oriente. Nella sua visione, gli episodi della vita terrena di Gesù potevano essere compresi e vissuti dai fedeli ricostruendo in scala la città di Gerusalemme e gli altri luoghi santi e ponendo nelle cappelle delle statue realistiche per andare incontro alla sensibilità popolare. Si adoperò per ottenere il supporto politico e finanziario indispensabile all’impresa. A questo proposito, sono documentati i rapporti con Ludovico il Moro, duca di Milano e con la nobiltà locale di Varallo, da cui ottenne pieno appoggio. Ricevuta anche l’autorizzazione da Innocenzo VIII di fondare a Varallo un convento francescano, Caimi avviò nel 1486 la costruzione della Chiesa e del Convento della Madonna delle Grazie e delle prime cappelle.

    Cardinale Carlo Borromeo

    Cardinale Carlo Borromeo (Arona, 1538 – Milano, 1584)

    Nobile di nascita, in qualità di terzogenito venne destinato alla carriera ecclesiastica alla quale ascese con rapidità eccezionale, non solo per le doti personali ma anche grazie al sostegno dello zio materno, Giovanni Angelo de’ Medici, salito al soglio pontificio con il nome di Pio IV nel 1559. Cardinale a 22 anni, inviato al Concilio di Trento, arcivescovo di Milano nel 1563, canonizzato nel 1610; Carlo Borromeo impostò la sua esistenza sull’integrità e il rigore e svolse una azione energica seguendo scrupolosamente le direttive della Controriforma. L’obiettivo di diffondere l’ortodossia e rinsaldare il legame tra i fedeli e la Chiesa Cattolica si sposò al progetto dei Sacri Monti, che il cardinale comprese e promosse per rendere accessibile al popolo la storia sacra, in aderenza ai dettami della Controriforma.

    Legami tra i siti Unesco italiani
    Sacri Monti e... Assisi, la religiosità francescana e il suo messaggio di pace universale

    Tra i Sacri Monti di Piemonte e Lombardia e il Sito di Assisi esiste un forte legame, poiché si tratta di due Patrimoni Mondiali italiani che possiedono un formidabile carattere religioso, con edifici storici e artistici legati inscindibilmente all’ambiente naturale circostante.
    Glossario
    Glossario

    devozionale, s.m., che riguarda la devozione, il sentimento di fede e/o la liturgia religiosa.

    misticismo, s.m., esperienza intima o religiosa che prevede una elevazione spirituale e il distacco dalla sfera della realtà quotidiana materiale e passionale. Il mistico è colui che, attraverso la meditazione e pratiche ascetico-contemplative, entra in una condizione estatica, esce dalla razionalità ordinaria ed entra in contatto con una dimensione misteriosa, divina, universale.

    pellegrinaggio, s.m., viaggio a scopo e dal significato religioso verso un luogo considerato sacro nel quale compiere atti di devozione e/o liturgici.

    sacralizzazione, s.f., il rendere sacro, il rivestire qualcosa o qualcuno di un significato e di una funzione sacra nell’ambito di una fede istituzionalizzata.

Il sito per immagini icona-gallery

Iscrizione UNESCO

2003, Parigi, Francia, 27a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale


Sito Culturale, Sito Seriale


Rinascimento, Età Moderna e Contemporanea


Italia Nord Occidentale
Regione Piemonte
Regione Lombardia


Criteri di Iscrizione

(ii) La realizzazione di un’opera di architettura e di arte sacra in un paesaggio naturale, per scopi didascalici e religiosi, ha raggiunto la sua massima espressione nei Sacri Monti dell’Italia settentrionale e ha avuto una profonda influenza sui successivi sviluppi del fenomeno nel resto d’Europa.

(iv) I Sacri Monti dell’Italia settentrionale rappresentano la riuscita integrazione tra l’arte e  l’architettura in un paesaggio di notevole bellezza realizzati per ragioni religiose in un periodo critico della storia della Chiesa Cattolica.

Integrità
Il sito comprende tutti gli elementi necessari per esprimere il suo eccezionale valore e, in particolare, di architettura devozionale, che caratterizza il sito e il contesto in cui è inserito. Una caratteristica essenziale dei Sacri Monti è quella di conservare legami intimi non solo con il paesaggio naturale, ma anche con le comunità vicine. Non sono state identificate minacce per i siti.
Autenticità
Le disposizioni simboliche originali delle cappelle, all’interno del paesaggio naturale, sono ancora invariate, mantenendo l’autenticità della forma, del progetto e dell’impostazione. Inoltre, le tradizioni e l’autenticità della funzione sono state mantenute così come tutti i nove complessi sono conservati come luoghi di pellegrinaggio cristiano, preghiera e riflessione, scopi per i quali sono stati originariamente costruiti. Mentre le modifiche sono state effettuate su alcuni complessi e singoli edifici nel corso del XVII e XVIII secolo, le cappelle hanno sostanzialmente mantenuto la loro integrità in termini di materiali e tecnica. Dal 1980 furono avviate sistematiche opere di conservazione di questi gruppi di monumenti. Tutti i restauri sono pienamente conformi ai moderni principi della teoria di conservazione e di restauro. L’attenzione si è focalizzata sugli interni e sul restauro dei dipinti e delle sculture.
Estensione del bene

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