Illustrazione Elena Prette
Il Comitato Unesco ha deciso di iscrivere tale bene sulla base dei criteri culturali (i), (ii) e (iv), considerando l’eccezionale valore universale del sito in quanto rappresenta la prima applicazione del concetto di disegno urbano del Rinascimento e, come tale, riveste una posizione originale nell’evoluzione del concetto di “città ideale”, che avrà un ruolo significativo nello sviluppo urbano successivo in Italia e altrove. L’applicazione di questo principio a Pienza e, in particolare al gruppo di edifici situati nella piazza centrale, ha determinato la creazione di un modello urbanistico-architettonico che è un capolavoro del genio creativo umano.
- Valore UNESCO
L’eccezionalità del centro storico di Pienza risiede nell’essere la realizzazione materiale di un ideale che esprime lo spirito di un’epoca. Una città che è figlia di uno degli uomini più interessanti del panorama del Rinascimento italiano, una città che nei secoli ha continuato a rappresentare la cristallizzazione di un insieme preciso di valori quali la centralità dell’uomo nel cosmo naturale, la missione della sapienza nel mondo secolare come chiave per rinnovare il mondo, il ruolo della politica come generatrice di pace e tolleranza. Quando un sogno si tramuta in pietra e marmo formando piazze, vie e palazzi, gli ideali che l’hanno generato si trasformano permanentemente in sostanza fisica. E in Pienza, il sogno di Pio II si trasformò in realtà.
Pienza nasce su Corsignano
Il colle su cui sorge Pienza offre uno sguardo panoramico sulla Val d’Orcia e si trova a una quarantina di chilometri a sud-est di Siena. Il colle era abitato fin dall’epoca preistorica, come attestano i reperti ritrovati. In età medievale era un insediamento rurale dove trovavano rifugio di fortuna viaggiatori, mercanti e compagnie d’armi in transito sulla vicina via Francigena, il medioevale itinerario di pellegrinaggio che collegava Roma a Canterbury.
Il sogno di Enea Silvio Piccolomini
La famiglia Piccolomini era una nobile casata senese; quando fu costretta a lasciare Siena per motivi politici, si trasferì nel borgo di Corsignano, dove aveva alcuni possedimenti. Enea Silvio Piccolomini (1405-1464) nacque a Corsignano e, dopo una carriera come letterato, umanista e diplomatico ecclesiastico, divenne papa col nome di Pio II (1458). Egli decise di rifondare e ridisegnare il suo paese natale per renderlo un esempio di “città ideale”. Il borgo abbandonò così il suo nome d’origine, Corsignano, e da quel momento venne chiamato Pienza, in onore di Pio II, suo nuovo padre spirituale e materiale.
La città ideale di Pio II: Rossellino, architetto umanista
Il progetto di rifondazione venne affidato a Bernardo di Matteo Gambarelli, conosciuto come il Rossellino, il quale era allievo di Leon Battista Alberti, grande architetto del Rinascimento italiano, autore del primo trattato d’architettura De re aedificatoria (1452). Rossellino nel progetto di Pienza riuscì a mettere in pratica il mito della renovatio caro a Pio II e alla cultura umanistica. Simbologia astrologica, rispondenze geometriche, eleganza e semplicità mutuate dalla cultura classica, furono queste le direttrici del progetto di rifondazione estetica e culturale di Pienza.
Il modello della città rinascimentale di fondazione. Pienza: utopia reale
I lavori iniziano nel febbraio 1459 e terminano nell’agosto 1462, quando Pio II fece nascere ufficialmente Pienza e la dotò di statuti e di un vescovo, eleggendola a città papale. In tre soli anni, il papa riuscì a creare la sua città d’utopia; non sappiamo quanto ancora avrebbe potuto mutarne ed elevarne il destino, perché Pio II morì improvvisamente il 14 agosto 1464, poco prima di dare inizio all’impresa di una nuova crociata. Il momento più alto di Pienza è Piazza Pio II, a pianta quadrangolare, sulla quale si affacciano i più nobili palazzi e la Cattedrale. Gli edifici, opere dirette del Rossellino, si distinguono per l’eleganza, la genialità, l’armonia architettonica ed estetica. Pienza ha conservato intatto il suo centro storico. La strada principale collega le due opposte porte della città mentre il fulcro dell’impianto urbano è giocato sulla piazza principale. Il progetto di riconfigurazione fu completo e pensò non solo alle dimore per la corte papale e l’aristocrazia, ma anche alle abitazioni per il popolo, con la fondazione nuove case a ridosso delle mura e della Porta del Ciglio. Inoltre, Pio II era consapevole dell’importanza delle pavimentazioni nello spazio urbano e nelle vie di collegamento, in quanto i lastricati agevolavano i commerci e la salubrità dei luoghi. Fece realizzare un mulino e predispose uno spazio per un ospizio e per botteghe artigiane. Ciò dimostra la lungimiranza e il pragmatismo della visione di Pio II per la sua cara Pienza.
Per saperne di più
Monumenti inseriti nel Riconoscimento
Cattedrale di Santa Maria Assunta. La Cattedrale, costruita con arenaria locale, travertino di Bagno Vignoni e cotto, ha pianta a croce latina e una facciata esemplare in linea con lo stile albertiano di eleganti proporzioni e ritmi geometrici. All’interno presenta uno stile goticheggiante – rievocando le Hallenkirchen, chiese tedesche ad aula – e raccoglie opere dei maestri della scuola senese (Giovanni di Paolo, Matteo di Giovanni, Sano di Pietro e il valdorciano Lorenzo di Pietro noto come il Vecchietta). Nella Bolla del 16 settembre 1462 (Pio II, Commentarii, Libro IX, 25), Pio II intese garantire la perfezione della Cattedrale: “nessuno violi il candore delle pareti e delle colonne; nessuno faccia pitture […] nessuno aggiunga altre cappelle o altari…”. Tali prescrizioni sono in accordo con le indicazioni albertiane di sobrietà ed essenzialità per gli edifici sacri.
Palazzo Piccolomini. È il palazzo che Pio II volle come dimora personale e della corte papale. Ricorda l’albertiano Palazzo Rucellai di Firenze. In arenaria e travertino, è a tre ordini, con due file di bifore; nella facciata sud presenta un doppio loggiato che si apre sul panorama della Val d’Orcia e guarda un giardino pensile di rara e poetica bellezza. Il giardino del palazzo è uni dei primi esempi di giardino pensile europeo e giardino all’italiana. I loggiati e il giardino spalancati sulla valle esprimono l’ideale fusione tra elemento artificiale-umano ed elemento naturale-paesaggistico, facendo coincidere in un solo palazzo le funzioni di residenza urbana e villa di campagna. Nel palazzo vi hanno abitato i discendenti della famiglia Piccolomini, fino alla recente estinzione del ramo principale del casato. Oggi è spazio museale con l’esposizione di tesori della famiglia.
Palazzo Vescovile o Palazzo Borgia. Pio II lo volle per il Cardinale Rodrigo Borgia, suo stretto collaboratore che diventerà papa con il nome di Alessandro VI. Oggi ospita il Museo Diocesano che vanta una collezione di opere della Scuola senese.
Palazzo Pubblico. Sempre sulla piazza, il Palazzo Pubblico si caratterizza per la torre in cotto e il grande loggiato con capitelli ionici. Nella Sala del Consiglio si trova l’affresco della Scuola senese, la Madonna con il Bambino e i Santi Patroni di Pienza (XV secolo): San Vito, San Modesto e San Matteo.
Considerazioni su Pio II
“Tanto grande fu il suo amore per le lettere che mantenne anche dopo l’elezione a Papa nel dicembre 1456 con una piena rispondenza fra i libri e la vita, con una duttilità e versatilità d’ingegno che si rivelano sia nell’uomo pratico che nello scrittore. Pertanto poté passare dalla lirica d’amore alla narrazione storica, dalla commedia alla descrizione geografica, dalla novella boccaccesca alla trattazione teologico-politica. Dotato di grande cultura e amico di Nicola Cusano, volle fare della nativa Corsignano, chiamata poi Pienza in suo onore, il primo esempio di città rinascimentale affidandone il progetto al grande Rossellino, ma stando sempre vigile che le sue direttive venissero rispettate”.
Pio II umanista europeo, Atti del XVII Convegno Internazionale Chianciano-Pienza 18-21 luglio 2005, a cura di L. Secchi Tarugi, Franco Cesati Editore, Firenze, 2007, p. 11.
La metafora del corpo umano e l’idea della città nel Quattrocento
“La metafora del corpo umano è l’immagine ricorrente impiegata nel Quattrocento da artisti e letterati per illustrare la nuova “idea di città” […]. Pienza è la prima occasione per metterla in pratica: il piccolo castello di Corsignano cambiò infatti in pochi anni volto per assumere il rango di città […]. A Pienza ritroviamo puntualmente tutti gli elementi rappresentati nella celebre figura di Francesco di Giorgio Martini, dell’uomo inscritto in una cinta muraria con in capo la rocca, nell’ombelico la piazza, nel cuore la chiesa, le braccia e i piedi nelle torri angolari. Immagine che egli forse memorizzò da giovane nel cantiere di Pienza, che frequentò da apprendista al seguito del Vecchietta, che in quegli anni stava realizzando per il duomo e la chiesa di Spedaletto due bellissime pale d’altare. Questa immagine è importante poiché riassume efficacemente i “principi architettonici dell’età dell’umanesimo” (Wittkower, 1952), che mirano in generale a un obbiettivo ambizioso: l’armonia universale e ambientale tra le cose dell’uomo e del mondo, tra il cielo e la terra, così come era stato forse vagheggiato dai greci, ma mai consapevolmente ideato e sperimentato come nel rinascimento. Tale armonia a Pienza non si percepisce solo nel mirabile equilibrio tra case e palazzi, o nella perfetta integrazione tra il centro abitato e il contesto paesistico della Val d’Orcia, ma anche nella variabilità ciclica dei giorni e delle stagioni, che con la luce del sole (e della luna) rendono sempre mutevole e interessante l’apprezzamento dei valori spaziali della piazza e dei suoi edifici.”
Cataldi, Pienza forma urbis. Materiali per il museo della città e del territorio.
La festa di Pienza del 1462
A Pienza era usanza celebrare il giorno di San Matteo con gare di cavalli, asini e corse di fanciulli. Nel settembre del 1462, anno di completamento dei lavori in città, i festeggiamenti furono ancora più copiosi e alla presenza del pontefice si svolsero i giochi in un clima d’allegria, come lo stesso Pio II racconta nel suo diario, in una prosa divertita e compiaciuta che esprime affettuosamente una paterna benevolenza nei confronti della città. Il papa “si godette di quando in quando queste scenette da un’altissima finestra, insieme ai cardinali pur continuando ad attendere ai pubblici affari”.
Il Castello di Spedaletto
Non molto lontano da Pienza, si trova un piccolo castello la cui origine arriva fin dal XII secolo, poiché costituiva uno “spedale” per i viandanti sulla Via Francigena. Si trova presso quello che era un antico ponte per attraversare il fiume Orcia, da cui l’edificio prendeva il nome “Spedale del Ponte dell’Orcia”. La struttura visse una stagione propizia grazie alle donazioni e, fiorendo, attirò l’interesse di un feudatario locale, Rinaldo del Turchio, il quale coinvolse il converso dell’Ospedale in una lite clamorosa con pugni e calci proprio sul vecchio ponte (1277). L’Ospedale S. Maria della Scala di Siena intervenne per sanare la contesa, finendo per beneficiare della proprietà.
Pascoli amò Pienza
“Pienza nata da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza”, così Giovanni Pascoli dichiarò il suo amore per Pienza. Il noto componimento poetico si trova oggi inciso su una lapide posta nel portico del Palazzo Comunale, che venne affissa in occasione della visita alla città da parte della Regina Margherita, il 25 maggio 1904.
Protagonisti
Enea Silvio Piccolomini
Enea Silvio Piccolomini (Corsignano, 18 ottobre 1405 – Ancona, 16 agosto 1464) è una figura che incarna lo spirito del Rinascimento italiano, interprete e innovatore della cultura della sua epoca. Riuscì a far maturare le tante attitudini della sua personalità e realizzò una carriera poliedrica prima come conciliarista, filosofo, letterato, diplomatico ed infine come papa. Perseguì costantemente gli studia humanitatis, che ispirarono le sue scelte politiche e lo misero in contatto con i grandi esponenti della cultura quattrocentesca. Furono molte le affinità intellettuali tra Pio II e Leon Battista Alberti; entrambi propugnavano il rispetto per le opere degli antichi e ne deprecavano il saccheggio e la distruzione per ricavarne materiali da costruzione.Bernardo Rossellino
Bernardo Rossellino (Settignano, 1409 – Firenze, 1464) fu uno scultore e architetto attivo ad Arezzo, Firenze e Roma. A Firenze collabora al cantiere del Duomo e dell’Ospedale degli innocenti. Nel 1446 incontra Leon Battista Alberti e ne diventa amico e collaboratore per Palazzo Rucellai. È celebre il suo intervento nel borgo medievale di Corsignano, l’odierna Pienza, su commissione e secondo le linee guida di Enea Silvio Piccolomini, il papa umanista Pio II che volle ridare forma a quel borgo all’insegna della nuova visione rinascimentale dello spazio antropomorfizzato. A partire dal 1426 Bernardo Rossellino fu al servizio del papa e portò avanti la trasformazione strutturale di Corsignano: vennero costruiti la Cattedrale, Palazzo Vescovile e Palazzo Piccolomini, in accordo con i principi architettonici acquisiti dall’Alberti.Testimonianze d’autore
Testimonianze
“Pienza nata da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza”
Giovanni Pascoli
Legami tra i siti Unesco italiani
Pienza e... Siena
Oltre alla vicinanza geografica, al comune passato storico, al contesto paesaggistico, Pienza permette di conoscere le opere della Scuola senese, poiché ne ospita importanti testimonianze. Inoltre, la famiglia Piccolomini, nobile famiglia senese, determinò l’edificazione di due palazzi a Siena che testimoniano il forte legame tra le due città: Palazzo Piccolomini e Palazzo delle Papesse. Il primo, che oggi ospita l’Archivio di Stato, è opera del Rossellino, architetto preferito da papa Pio II, e ricorda Palazzo Rucellai di Leon Battista Alberti a Firenze e Palazzo Piccolomini (dello stesso Rossellino) a Pienza, con la facciata in pietra, a tre piani e bifore agli ordini superiori. Palazzo Piccolomini a Siena è conosciuto come Palazzo delle Papesse e venne eretto per Caterina Piccolomini, sorella di Pio II. L’architetto è sempre il Rossellino che qui realizzò un perfetto esempio di palazzo nobile rinascimentale, con facciata in pietra a bugnato, sviluppo su tre ordini ed eleganti bifore ai piani superiori. Palazzo delle Papesse accoglie oggi il Centro per l’Arte Contemporanea.Pienza e... la Val d’Orcia
Pienza è uno dei centri più belli della Val d’Orcia ed è parte integrante del paesaggio naturale orciano ridisegnato nel Rinascimento secondo gli ideali del buon governo delle città stato italiane. Dopo l’età aurea della stagione rinascimentale, venne coinvolta nella guerra tra Siena e Firenze, subendo razzie e incendi. Nei secoli seguenti, proseguì come centro rurale coltivando il ricco patrimonio di eccellenze gastronomiche delle terre orciane.
Pienza e... Urbino, Ferrara, Sabbioneta
Il tema rinascimentale della città ideale attraversa diversi luoghi italiani nella Lista del Patrimonio Mondiale. È possibile accostare Pienza del Rossellino a Urbino del Laurana e di Francesco di Giorgio e a Ferrara di Biagio Rossetti. In tutti e tre questi centri nel Rinascimento vennero messi in opera ambiziosi progetti di riconfigurazione urbanistica con visioni prospettiche precise, che precorsero i tempi e segnarono la storia spirituale europea. Anche Sabbioneta può essere aggiunta a tale sequenza, un felice esempio di città ideale realizzata dalla cultura italiana in epoca tardo-rinascimentale.Note bibliografiche
Bibliografia
Il duomo di Pienza 1549-1984. Studi e ricerche, a c. di M. Forlani Conti , Borgo Santa Croce (Fi), Cantini, 1992.
La Val d’Orcia nel Medioevo e nei primi secoli dell’eta moderna, Atti del Convegno Internazionale di Studi Storici, Pienza, 15-18 settembre 1988, a c. di A. Cortonesi, Roma, Viella, 1990.
Pienza: la città utopia, Fabio Pellegrini, Brunetto Martini.
Pio II Umanista europeo, Atti del XVII Convegno Internazionale (Chianciano-Pienza, 18-21 luglio 2005), a cura di L. Secchi Tarugi, Firenze, Franco Cesati, 2007.
Carli, Pienza, la città di Pio II, Editalia, 1993.
Cataldi, Pienza forma urbis. Materiali per il museo della città e del territorio, Aion, 2007.
Pellegrini, L’utopia idraulica di Pio II nell’immaginario antico e moderno della Val d’Orcia, San Quirico d’Orcia, Editrice DonChisciotte, 2006.
- Valore UNESCO
L’eccezionalità del centro storico di Pienza risiede nell’essere la realizzazione di un ideale che esprime lo spirito di un’epoca. La città è figlia di uno degli uomini più interessanti del Rinascimento italiano, Papa Pio II, e rappresenta la cristallizzazione di un insieme preciso di valori quali la centralità dell’uomo nel cosmo naturale, la missione della sapienza come chiave per rinnovare il mondo, la pace e la tolleranza. Quando un sogno si tramuta in pietra e marmo formando piazze, vie e palazzi, gli ideali che l’hanno generata si trasformano permanentemente in sostanza fisica. E in Pienza, il sogno di Pio II si trasformò in realtà.
Pienza nasce su Corsignano
Il colle su cui sorge Pienza offre uno sguardo panoramico sulla Val d’Orcia. In età medievale era un centro rurale dove trovavano rifugio di fortuna viaggiatori, mercanti e compagnie d’armi in transito sulla vicina via Francigena, il medievale itinerario di pellegrinaggio che collegava Roma a Canterbury.
Il sogno di Enea Silvio Piccolomini
La famiglia Piccolomini era una nobile casata senese. Enea Silvio Piccolomini (1405-1464) nacque a Corsignano e, dopo una carriera come letterato, umanista e diplomatico ecclesiastico, divenne Papa, col nome di Pio II (1458). Egli decise di ridisegnare il suo paese natale per renderlo un esempio di “città ideale”. Il borgo abbandonò così il suo nome d’origine, Corsignano, e da quel momento venne chiamata Pienza, in onore di Pio II.
Progetto urbanistico di Pienza
Il centro di Pienza fu completamente trasformato dal Papa Pio II nel Rinascimento. Egli progettò di trasformare il suo borgo natale, Corsignano in Val d’Orcia, una città ideale del Rinascimento facendone degna di un papa e della sua corte. Il papa incaricò l’architetto Bernardo Rossellino allievo di Leon Battista Alberti, di costruire una cattedrale, un palazzo papale e un palazzo comunale; i lavori furono completati in tre anni (1459-1462). L’intervento fu poi esteso al resto della città ristrutturando i più importanti edifici affacciati sulla via principale come residenze del seguito cardinalizio e realizzando un lotto di dodici “case nuove” collocate vicino alle mura. Case tutte uguali a due piani dove probabilmente furono trasferite le famiglie che abitavano in precedenza nell’area della piazza. La piazza centrale, cuore del borgo, è in posizione tangente alla via principale e ha forma trapezoidale, con il Duomo sul lato maggiore, il palazzo Piccolomini a destra, il palazzo Vescovile a sinistra e in fondo, oltre la strada, il palazzo Pretorio. La stessa pavimentazione, in cotto con riquadri in travertino, esalta l’impianto prospettico della piazza.
Il modello della città rinascimentale di fondazione. Pienza: utopia reale
I lavori iniziano nel febbraio 1459 e terminano nell’agosto 1462. In tre soli anni, il papa riuscì a creare la sua città d’utopia; non sappiamo quanto ancora avrebbe potuto mutarne ed elevarne il destino, perchè Pio II morì improvvisamente il 14 agosto 1464, poco prima di dare inizio all’impresa di una nuova crociata. Il momento più alto di Pienza è Piazza Pio II, a pianta quadrangolare e sulla quale si affacciano i più nobili palazzi e la Cattedrale. Gli edifici, opere dirette del Rossellino, si distinguono per l’eleganza, la genialità, l’armonia architettonica ed estetica. La strada principale collega le due opposte porte della città mentre il fulcro dell’impianto urbano è giocato sulla piazza principale. Pio II pensò non solo alle dimore per la corte papale e l’aristocrazia, ma anche alle abitazioni per il popolo, con la fondazione nuove case a ridosso delle mura e della Porta del Ciglio. Inoltre, Pio II era consapevole dell’importanza delle pavimentazioni nello spazio urbano e nelle vie di collegamento, in quanto i lastricati agevolavano i commerci e la salubrità dei luoghi. Fece realizzare un mulino e predispose uno spazio per un ospizio e per le botteghe artigiane.
Per saperne di più
Monumenti inseriti nel Riconoscimento
Cattedrale di Santa Maria Assunta. La Cattedrale, costruita con arenaria locale, travertino di Bagno Vignoni e cotto, ha pianta a croce latina e una facciata esemplare in linea con lo stile albertiano di eleganti proporzioni e ritmi geometrici. All’interno presenta uno stile goticheggiante e raccoglie opere dei maestri della scuola senese (Giovanni di Paolo, Matteo di Giovanni, Sano di Pietro e il valdorciano Lorenzo di Pietro noto come il Vecchietta). Palazzo Piccolomini. È il palazzo che Pio II volle come dimora personale e della corte papale. Ricorda l’albertiano Palazzo Rucellai di Firenze. In arenaria e travertino, è a tre ordini con due file di bifore; nella facciata sud presenta un doppio loggiato che si apre panoramicamente sul panorama della Val d’Orcia e guarda un giardino pensile di poetica bellezza. Il giardino dal palazzo è uno dei primi esempi di giardino pensile europeo e giardino all’italiana. Palazzo Vescovile o Palazzo Borgia. Pio II lo volle per il Cardinale Rodrigo Borgia, che in seguito divenne papa con il nome di Alessandro VI. Oggi ospita il Museo Diocesano che vanta una collezione di opere della Scuola senese. Palazzo Pubblico. Sempre sulla piazza, il Palazzo Pubblico si caratterizza per la torre in cotto e il grande loggiato con capitelli ionici. Nella Sala del Consiglio si trova l’affresco della Scuola senese, la Madonna con il Bambino e i Santi Patroni di Pienza (XV sec.): San Vito, San Modesto e San Matteo.
La festa di Pienza del 1462
A Pienza era usanza celebrare il giorno di San Matteo con gare di cavalli, asini e corse di fanciulli. Nel settembre del 1462, anno di completamento dei lavori in città, i festeggiamenti furono ancora più copiosi e alla presenza del pontefice si svolsero i giochi in un clima d’allegria, come lo stesso Pio II racconta nel suo diario. Il papa “si godette di quando in quando queste scenette da un’altissima finestra, insieme ai cardinali pur continuando ad attendere ai pubblici affari”.
Il Castello di Spedaletto
Non molto lontano da Pienza, si trova un piccolo castello la cui origine arriva fin dal XII secolo, poiché costituiva uno “spedale” per i viandanti sulla via Francigena. Si trova presso quello che era un antico ponte per attraversare il fiume Orcia, da cui l’edificio prendeva il nome “Spedale del Ponte dell’Orcia”. La struttura visse una stagione fortunata grazie alle donazioni e, fiorendo, attirò l’interesse di un feudatario locale, Rinaldo del Turchio, il quale coinvolse il converso dell’Ospedale in una lite clamorosa con pugni e calci proprio sul vecchio ponte (1277). L’Ospedale S. Maria della Scala di Siena intervenne per sanare la contesa, finendo per beneficiare della proprietà.
Pascoli amò Pienza
“Pienza nata da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza”, così Giovanni Pascoli dichiarò il suo amore per Pienza. Il noto componimento poetico si trova oggi inciso su una lapide posta nel portico del Palazzo Comunale, che venne affissa in occasione della visita alla città da parte della Regina Margherita, il 25 maggio 1904.
Protagonisti
Enea Silvio Piccolomini
Enea Silvio Piccolomini (Corsignano, 18 ottobre 1405 – Ancona, 16 agosto 1464) incarna lo spirito del Rinascimento italiano, interprete e innovatore della cultura della sua epoca. Riuscì a far maturare le tante attitudini della sua personalità e realizzò una carriera poliedrica prima come conciliarista, filosofo, letterato, diplomatico ed infine come papa. I suoi studi ispirarono le scelte politiche e lo misero in contatto con i grandi esponenti della cultura quattrocentesca. Furono molte le affinità intellettuali tra Pio II e Leon Battista Alberti; entrambi propugnavano il rispetto per le opere degli antichi e ne deprecavano il saccheggio e la distruzione per ricavarne materiali.
Bernardo Rossellino
Bernardo Rossellino (Settignano, 1409 – Firenze, 1464) fu uno scultore e architetto attivo ad Arezzo, Firenze e Roma. È celebre il suo intervento nel borgo medievale di Corsignano, l’odierna Pienza, per volere di Enea Silvio Piccolomini, Papa Pio II, che volle ridare forma a quel borgo all’insegna della nuova visione rinascimentale dello spazio antropomorfizzato.
Legami tra i siti Unesco italiani
Pienza e... Siena
Oltre alla vicinanza geografica, al comune passato storico, al contesto paesaggistico, Pienza permette di conoscere le opere della Scuola senese, poiché ne ospita importanti testimonianze. Inoltre, la famiglia Piccolomini, nobile famiglia senese, determinò l’edificazione di due palazzi a Siena che testimoniano il forte legame tra le due città: Palazzo Piccolomini e Palazzo delle Papesse. Il primo, che oggi ospita l’Archivio di Stato, è opera del Rossellino, architetto preferito da papa Pio II, e ricorda Palazzo Rucellai di Leon Battista Alberti a Firenze e Palazzo Piccolomini (dello stesso Rossellino) a Pienza, con la facciata in pietra, a tre piani e bifore agli ordini superiori. Palazzo Piccolomini a Siena è conosciuto come Palazzo delle Papesse e venne eretto per Caterina Piccolomini, sorella di Pio II. L’architetto è sempre il Rossellino che qui realizzò un perfetto esempio di palazzo nobile rinascimentale, con facciata in pietra a bugnato, sviluppo su tre ordini ed eleganti bifore ai piani superiori. Palazzo delle Papesse accoglie oggi il Centro per l’Arte Contemporanea.Pienza e... la Val d’Orcia
Pienza è uno dei centri più belli della Val d’Orcia ed è parte integrante del paesaggio naturale orciano ridisegnato nel Rinascimento secondo gli ideali del buon governo delle città stato italiane. Dopo l’età aurea della stagione rinascimentale, venne coinvolta nella guerra tra Siena e Firenze, subendo razzie e incendi. Nei secoli seguenti, proseguì come centro rurale coltivando il ricco patrimonio di eccellenze gastronomiche delle terre orciane.
Pienza e... Urbino, Ferrara, Sabbioneta
Il tema rinascimentale della città ideale attraversa diversi luoghi italiani nella Lista del Patrimonio Mondiale. È possibile accostare Pienza del Rossellino a Urbino del Laurana e di Francesco di Giorgio e a Ferrara di Biagio Rossetti. In tutti e tre questi centri nel Rinascimento vennero messi in opera ambiziosi progetti di riconfigurazione urbanistica con visioni prospettiche precise, che precorsero i tempi e segnarono la storia spirituale europea. Anche Sabbioneta può essere aggiunta a tale sequenza, un felice esempio di città ideale realizzata dalla cultura italiana in epoca tardo-rinascimentale.Glossario
Glossario
albertiano, tipico dello stile dell’architetto rinascimentale Leon Battista Alberti.
antropomorfizzato, part. pass. di antropomorfizzare, dal greco ànthropos, ‘uomo’, e morfè, forma, aspetto; rendere simile all’uomo; dare caratteristiche, aspetto, proprietà di appartenenza dell’uomo.
bifore, s.m. finestra con due aperture separate da una colonnina o da un pilastro.
bugnato, s.m. decorazione da parete composta da blocchi di pietra lavorata sovrapposti tra loro.
compagnie d’armi, espressione della storiografia che indica quei gruppi di soldati professionisti che combattevano per denaro.
converso, s.m., dapprima, in ambito ecclesiastico, il termine indicava un uomo di Chiesa convertitosi in età adulta. Poi finì per significare colui che, nella comunità monastica, attendeva a incarichi manuali e profani.
pellegrinaggio, s.m., viaggio a scopo religioso, rituale, spirituale verso luoghi considerati sacri.
poliedrica, s.f., di poliedrico, dalle molte sfaccettature; si dice di cosa o persona che possiede tante caratteristiche e funzionalità contemporaneamente, a volte anche in opposizione tra loro.
salubrità, s.f., l’essere salubre, detto di un luogo o di un ambiente che offre condizioni che favoriscono lo stato di salute.
Il sito per immagini 
1996, Merida, Messico, 20a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale
Sito culturale
Rinascimento
Italia centrale
Regione Toscana
Criteri di Iscrizione
(i) L’applicazione del principio rinascimentale della “città ideale” a Pienza, ed in particolare nel gruppo di costruzioni intorno alla piazza centrale, ha determinato un capolavoro del genio creativo umano.
(ii) Il centro storico di Pienza, in quanto prima applicazione del concetto di disegno urbano dell’umanista rinascimentale, ha svolto un ruolo significativo nel successivo sviluppo urbano in Italia e non solo.
(iv) Gli edifici che circondano la piazza centrale di Pienza sono un esempio eccezionale di progettazione di Umanesimo rinascimentale.




