Illustrazione Elena Prette
L’insieme dei monumenti religiosi paleocristiani e bizantini di Ravenna è di importanza straordinaria in ragione della suprema maestria artistica dell’arte del mosaico. Essi sono inoltre la prova delle relazioni e dei contatti artistici e religiosi di un periodo importante della storia della cultura europea.
- Valore UNESCO
Ravenna fu un importante centro dell’Impero Romano d’Occidente nel V secolo d.C. e in seguito capitale dell’Esarcato bizantino fino all’VIII secolo d.C. Il suo valore universale risiede nella collezione di mosaici e negli otto monumenti paleocristiani e bizantini, che esibiscono gli apporti orientali e quelli della tradizione occidentale greco-romana, in una sintesi estetica unica e di altissimo pregio. Ravenna testimonia così la realtà del Mediterraneo in età tardo antica e alto medievale.
Gli otto monumenti del Riconoscimento UNESCO
I monumenti iscritti nella Lista del Patrimonio dell’Umanità sono: il Mausoleo di Galla Placidia, i Battisteri Neoniano e degli Ariani, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, la Cappella Arcivescovile, il Mausoleo di Teodorico, la Basilica di San Vitale e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe.
Mausoleo di Galla Placidia
Il mausoleo fu edificato tra il 425 e il 450 d.C. per accogliere la tomba della nobile dama; si tratta di un edificio a croce latina, celebre per i mosaici contenuti all’interno. Come per altri edifici ravennati paleocristiani, l’essenzialità dell’esterno in mattoni rossi si contrappone all’esplosione artistica e cromatica delle decorazioni musive interne. Il ciclo musivo è tra i più antichi di Ravenna e illustra il tema della vita e della morte e della redenzione. Sembra tuttavia che Galla Placidia sia stata sepolta a Roma.Battistero Neoniano o degli Ortodossi
Edificato attorno all’inizio del V secolo d.C., il Battistero presenta una pianta ottagonale con absidi su lati alternati. L’esterno è in laterizio, mentre le decorazioni interne a mosaico, fatte realizzare dal vescovo Neone, riflettono ascendenze ellenico-romane. Nella cupola si trova un medaglione centrale mosaicato che raffigura il Battesimo di Cristo, con la colomba dello Spirito Santo e la personificazione del fiume sacro Giordano. Tutto intorno la processione degli apostoli alternati a simboli battesimali.Battistero degli Ariani
Il Battistero degli Ariani venne costruito nel corso del regno di Teodorico, ricalcando la struttura di quello Neoniano: la pianta ottagonale, con absidi sui lati alternati, gli esterni in laterizio, gli interni a mosaico col medesimo impianto iconografico. Nella cupola è conservato uno splendido mosaico del Battesimo di Cristo e i dodici apostoli. L’arianesimo, dottrina fondata da Ario e religione ufficiale della corte di Teodorico, fu condannato come eresia dal concilio di Nicea (325 d.C.).Basilica di Sant'Apollinare Nuovo
Questa basilica venne fatta costruire per il culto ariano da Teodorico agli inizi del VI secolo e dedicata a Cristo. Dopo la riconquista bizantina passò al culto cattolico (metà VI secolo), ma solo nel IX secolo venne titolata a S. Apollinare, quando vi furono trasportate le spoglie del santo dalla basilica di Classe, esposta in quel periodo ai saccheggi dei pirati. La Basilica presenta una facciata timpanata ed era probabilmente racchiusa da un quadriportico; il loggiato di marmo addossato alla facciata risale al XVI secolo. Affiancato alla struttura si eleva il campanile a base circolare (IX o X secolo). L’interno è suddiviso in tre navate da due file di colonne in marmo greco. Sulle pareti si trova il ciclo musivo bizantino più esteso e meglio conservato in cui si identificano due fasce decorative: la fascia superiore di età teodoriciana, è formata da tredici pannelli con scene di miracoli e parabole del Cristo; quella inferiore, bizantina, un corteo di vergini e martiri. Sono inoltre rappresentati il porto e la città di Classe, con le belle mura merlate e tre navi e il palazzo di Teodorico con la città di Ravenna. Al tempo di Teodorico, sotto le arcate, erano rappresentati personaggi del culto ariano, successivamente cancellati o coperti da tendaggi.Cappella Arcivescovile
Edificata per volontà del vescovo Pietro II, era l’oratorio privato dei vescovi durante il governo teodoriciano, è l’unico esempio di cappella arcivescovile paleocristiano giunto fino a noi. Costruita a pianta a croce greca, al suo interno è caratterizzata da una fascia inferiore ricoperta soltanto da marmi chiari, mentre nella fascia superiore si trova un eccezionale ciclo musivo che afferma l’ortodossia anti-ariana.Mausoleo di Teodorico
È l’unica tomba di re barbarico giunta a noi. Il Mausoleo, costruito in blocchi di bianca pietra d’Istria affiancati a secco e agganciati con grappe metalliche, ha un aspetto imponente e massiccio. L’edificio ha pianta interna a croce greca mentre all’esterno appare come decagonale, chiuso da una cupola superiore molto schiacciata. Venne riportato alla luce completamente soltanto nell’Ottocento, perchè per diversi secoli le acque del fiume Badareno l’avevano sommerso.Basilica di San Vitale
Si tratta del principale monumento della città, tra più importanti dell’arte paleocristiana in Italia. Ha pianta ottagonale e presenta un’enorme cupola emisferica che misura circa 16 metri di diametro. Abside e presbiterio conservano uno straordinario ciclo musivo a testimonianza dell’arte bizantina e delle forti influenze orientali. Vi sono rappresentate scene bibliche come la Cena di Abramo e il Sacrificio di Isacco e quadri con i sovrani Giustiniano e Teodora. San Vitale venne consacrata dall’arcivescovo Massimiano nel 548 d.C. Gli affreschi nella cupola sono stati realizzati da Barozzi e Gandolfi nel 1780.Basilica di Sant'Apollinare in Classe
Consacrata dall’arcivescovo Ursicino nel 549 d.C., la Basilica rappresenta una delle architetture sacre bizantine di Ravenna meglio conservate. I mosaici interni sono di raro valore e pregevoli sono anche i sarcofagi marmorei degli arcivescovi collocati nelle navate laterali. Come molti altri monumenti ravennati che subirono i cambiamenti dell’assetto idrogeologico della zona, talvolta finendo bagnati dall’acqua, talvolta subendo un innalzamento del livello del terreno circostante, anche la Basilica di Sant’Apollinare in Classe non sorse nello stesso paesaggio che vediamo oggi. La Basilica si trova attualmente nella campagna ravennate, mentre un tempo era in riva al mare, non lontano dall’insediamento di Classe, che in età romana possedeva una considerevole flotta di cui sono stati rinvenuti i resti.Per saperne di più
L’età dell’oro di Ravenna
Nel 402 d.C. l’imperatore romano d’Occidente Onorio pose a Ravenna la sua residenza, ne promosse lo sviluppo urbanistico e ne rafforzò le difese in vista della calata del re dei Visigoti Alarico. Ravenna era in una posizione strategica, in caso di pericolo, il sovrano avrebbe potuto salpare dal porto di Classe e fuggire via mare. La città fu conquistata dopo un lungo assedio dal re dei Goti Teodorico che la elevò a capitale del regno. Nel 540 Belisario la occupò facendone la capitale dell’Esarcato Bizantino. Nel 751 Ravenna cadde in mano longobarda ad opera del re Astolfo.Il mosaico di Giustiniano e Teodora a San Vitale
Due tra i mosaici ravennati più celebri raffigurano i cortei dell’imperatore d’Oriente Giustiniano, committente della chiesa, e dell’imperatrice consorte Teodora. Nel presbiterio le figure sono in posizione frontale l’una accanto all’altra e indossano grandi tuniche fino ai piedi, ma l’abbandono completo della tridimensionalità le colloca in uno spazio indefinito che suggerisce l’ultraterreno. L’identificazione di Giustiniano e Teodora è possibile grazie a diademi, insegne e gioielli che stabiliscono il rango di appartenenza dei protagonisti. I capi dei due imperatori sono adornati dal nimbo, o aureola, un alone dorato che nel mondo antico indicava il sole, utilizzato per figure di alta dignità o qualità divine, e che in seguito, nell’iconografia cristiana, è riservato esclusivamente a Gesù e ai santi.La tecnica del mosaico dorato
Una delle caratteristiche dei mosaici ravennati sono i grandi sfondi dorati, che conferiscono una qualità ultraterrena alle raffigurazioni degli edifici. La tecnica del mosaico a foglia d’oro appartiene ai Romani, che la impiegarono a partire dal II secolo d.C. La foglia d’oro era ottenuta dalla battitura dell’oro, spesso mescolato a rame e argento; poi sopra di essa veniva applicata una piastra di vetro soffiato molto sottile e pregiato, quindi nella parte posteriore veniva posta un’altra spessa lastra di vetro per formare la base della tessera. I tre stradi venivano pressati e uniti con colle organiche, quindi si procedeva al taglio delle tessere musive. Ciascuna tessera risultava leggermente diversa dalle altre ed anche l’inclinazione della foglia d’oro contenuta all’interno mutava in ogni pezzo, determinando un effetto scintillante della parete musiva a foglia d’oro, quando lo spettatore vi cammina dinnanzi.Le stelle di Galla Placidia
Il mausoleo di Galla Placidia possiede un’atmosfera particolarmente suggestiva, grazie alla luce dorata che entra dalle finestre in alabastro e grazie alla spettacolarità dei suoi mosaici, di cui sono indimenticabili le infinite stelle dorate su un fondo blu indaco. Nei secoli molti viaggiatori furono colpiti dal fascino del monumento, tra questi si racconta che Cole Porter lo visitò nel corso del suo viaggio di nozze trovando l’ispirazione per comporre Night and Day.Protagonisti
Galla Placidia
Galla Placidia (Costantinopoli, 390 ca. – Roma, 450) nobile figlia dell’imperatore romano Teodosio e sorella di Onorio, il cui destino riflette gli sconvolgimenti del mondo tardo-antico. Rapita dal re visigoto Alarico, venne data in sposa al cognato del condottiero, Ataulfo, ma alla precoce morte del consorte venne restituita al fratello Onorio, primo imperatore romano d’Occidente, e ritornò a Ravenna. Si unì in matrimonio al senatore Costanzo con cui generò due figli, Onoria e Valentiniano, futuro imperatore.Teodorico
Teodorico (Pannonia, 454 ca. – Ravenna, 526), re degli Ostrogoti. Ricevette una formazione classica, essendo inviato da bambino come ostaggio a Costantinopoli, ma ciò non intaccò la sua identità culturale d’origine. Sconfisse Odoacre e divenne sovrano dell’Italia dal 493. La sua guida si distinse per la ricerca della pace, dell’intesa tra le varie popolazioni barbariche e per la conservazione dell’ordinamento romano (l’editto di Teodosio).Testimonianze d’autore
Testimonianze
► “Aut lux hic nata est aut capta hic libera regnat” (O la luce è nata qui o, qui imprigionata, regna)
Iscrizione all’interno della Cappella Arcivescovile di Ravenna
► “Ravenna, glauca notte rutilante d’oro, / sepolcro di violenti custodito / da terribili sguardi, / cupa carena grave d’un incarco / imperiale, ferrea, costrutta / di quel ferro onde il Fato / è invincibile, spinta dal naufragio / ai confini del mondo, / sopra la riva estrema! / Ti loderò pel funebre tesoro / ove ogni orgoglio lascia un diadema. / Ti loderò pel mistico presagio / che è nella tua selva quando trema, / che è nella selvaggia febbre in che tu ardi.”
(Gabriele D’Annunzio – Le città del silenzio)
Legami tra i siti Unesco italiani
Ravenna e... Aquileia
Aquileia è un antico centro del Mediterraneo dove l’Oriente e l’Occidente si fusero generando testimonianze artistiche e monumentali di unico valore. Come Ravenna, Aquileia è celebre per gli apparati musivi paleocristiani presenti nella Basilica Patriarcale.Ravenna e... i Longobardi in Italia
Dopo la dominazione bizantina, il destino di Ravenna fu quello di essere travolta dalla conquista longobarda iniziata nel 568 con la calata di Alboino e dei suoi guerrieri. A Ravenna le fonti collocano la tragica morte di Rosmunda, moglie di Alboino il quale era stato assassinato da Elmechi, amante di Rosmunda. In seguito alla congiura, nel timore della vendetta ad opera del seguito di Alboino, Rosmunda ed Elmechi fuggirono a Ravenna assieme ad un favoleggiato tesoro. Qui, di nuovo in preda a sobillazioni, inganni e sete di potere, persero la vita avvelenandosi vicendevolmente.Note bibliografiche
Bibliografia
AA.VV., Le collezioni del Museo Arcivescovile di Ravenna, Ravenna 2011
W. Bendazzi, R. Ricci, Ravenna. Guida alla conoscenza della città, Ravenna 1987
G. Montanari, Mosaico, culto, cultura. La cultura religiosa nei mosaici delle basiliche ravennati, Ravenna, 2000
P. Novara, L’edilizia di culto ravennate dei secoli V-XI: fonti e ricerche, Ravenna 2008
A. Paolucci, Ravenna. Una Guida d’Arte, Ravenna 1971
C. Rizzardi, a c. di, Il Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, Modena 1996
E. Russo, L’architettura di Ravenna paleocristiana, Verona 2003.
- Valore UNESCO
Ravenna fu un importante centro dell’Impero Romano d’Occidente nel V secolo d.C. e in seguito capitale dell’Esarcato bizantino fino all’VIII secolo d.C. Il suo valore universale risiede nella collezione di mosaici e negli otto monumenti paleocristiani e bizantini, che esibiscono gli apporti orientali e quelli della tradizione occidentale greco-romana, in una sintesi estetica unica e di altissimo pregio.
Gli otto monumenti del Riconoscimento UNESCO
I monumenti iscritti nella Lista del Patrimonio dell’Umanità sono: il Mausoleo di Galla Placidia, i Battisteri Neoniano e degli Ariani, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, la Cappella Arcivescovile, il Mausoleo di Teodorico, la Basilica di San Vitale e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe.
Mausoleo di Galla Placidia
Il mausoleo, tra i monumenti più antichi di Ravenna, fu edificato tra il 425 e il 450 d.C. per accogliere la tomba della nobile dama ed è celebre per i mosaici contenuti all’interno. Come per altri edifici ravennati paleocristiani, l’essenzialità dell’esterno in mattoni rossi si contrappone all’esplosione cromatica delle decorazioni musive interne sul tema della vita e della morte e della redenzione.
Battistero Neoniano o degli Ortodossi
Edificato attorno all’inizio del V secolo d.C., il Battistero presenta una pianta ottagonale con absidi su lati alternati. L’esterno è in laterizio mentre le decorazioni interne a mosaico, fatte realizzare dal vescovo Neone, riflettono ascendenze ellenico-romane. Nella cupola si trova un medaglione centrale mosaicato che raffigura il Battesimo di Cristo, con la colomba dello Spirito Santo e la personificazione del fiume sacro Giordano. Tutto intorno la processione degli apostoli alternati a simboli battesimali.
Battistero degli Ariani
Il Battistero degli Ariani venne costruito nel corso del regno di Teodorico, ricalcando la struttura di quello Neoniano: la pianta ottagonale, con absidi sui lati alternati, gli esterni in laterizio, gli interni a mosaico col medesimo impianto iconografico. Nella cupola è conservato uno splendido mosaico del Battesimo di Cristo e i dodici apostoli. L’arianesimo, dottrina fondata da Ario e religione ufficiale della corte di Teodorico, fu condannato come eresia dal concilio di Nicea (325 d.C.).
Basilica di Sant'Apollinare Nuovo
Questa basilica venne fatta costruire per il culto ariano da Teodorico agli inizi del VI secolo e dedicata a Cristo. Dopo la riconquista bizantina passò al culto cattolico (metà VI secolo), ma solo nel IX secolo venne titolata a S. Apollinare, quando vi furono trasportate le spoglie del santo dalla basilica di Classe, esposta in quel periodo ai saccheggi dei pirati. La Basilica presenta una facciata timpanata ed era probabilmente racchiusa da un quadriportico; il loggiato di marmo addossato alla facciata risale al XVI secolo. Affiancato alla struttura si eleva il campanile a base circolare (IX o X secolo). L’interno è suddiviso in tre navate da due file di colonne in marmo greco. Sulle pareti si trova il ciclo musivo bizantino più esteso e meglio conservato in cui si identificano due fasce decorative: la fascia superiore di età teodoriciana, è formata da tredici pannelli con scene di miracoli e parabole del Cristo; quella inferiore, bizantina, un corteo di vergini e martiri. Sono inoltre rappresentati il porto e la città di Classe, con le belle mura merlate e tre navi e il palazzo di Teodorico con la città di Ravenna. Al tempo di Teodorico, sotto le arcate, erano rappresentati personaggi del culto ariano, successivamente cancellati o coperti da tendaggi.
Cappella Arcivescovile
Edificata per volontà del vescovo Pietro II, era l’oratorio privato dei vescovi durante il governo teodoriciano, è l’unico esempio di cappella arcivescovile paleocristiano giunto fino a noi. Costruita a pianta a croce greca, al suo interno è caratterizzata da una fascia inferiore ricoperta soltanto da marmi chiari, mentre nella fascia superiore si trova un eccezionale ciclo musivo che afferma l’ortodossia anti-ariana.
Mausoleo di Teodorico
È l’unica tomba di re barbarico giunta a noi. Costruito in blocchi di bianca pietra d’Istria affiancati a secco e agganciati con grappe metalliche, ha un aspetto imponente e massiccio. L’edificio ha pianta interna a croce greca mentre all’esterno appare come decagonale, chiuso da una cupola superiore molto schiacciata. Venne riportato alla luce completamente soltanto nell’Ottocento, perchè per diversi secoli le acque del fiume Badareno l’avevano sommerso.
Basilica di San Vitale
Si tratta del principale monumento della città, tra più importanti dell’arte paleocristiana in Italia. Ha pianta ottagonale e presenta un’enorme cupola emisferica che misura circa 16 metri di diametro. Abside e presbiterio conservano uno straordinario ciclo musivo a testimonianza dell’arte bizantina e delle forti influenze orientali. Vi sono rappresentate scene bibliche come la Cena di Abramo e il Sacrificio di Isacco e quadri con i sovrani Giustiniano e Teodora. San Vitale venne consacrata dall’arcivescovo Massimiano nel 548 d.C. Gli affreschi nella cupola sono stati realizzati dai pittori Barozzi e Gandolfi nel 1780.
Basilica di Sant'Apollinare in Classe
Consacrata dall’arcivescovo Ursicino nel 549 d.C., la Basilica rappresenta una delle architetture sacre bizantine di Ravenna meglio conservate. I mosaici interni sono di raro valore, e pregevoli sono anche i sarcofagi marmorei degli arcivescovi collocati nelle navate laterali. Come molti altri monumenti ravennati che subirono i cambiamenti dell’assetto idrogeologico della zona, talvolta finendo bagnati dall’acqua, talvolta subendo un innalzamento del livello del terreno circostante, anche la Basilica di Sant’Apollinare in Classe non sorse nello stesso paesaggio che vediamo oggi. La Basilica si trova attualmente nella campagna ravennate, mentre un tempo era in riva al mare, non lontano dall’insediamento di Classe; il suo nome deriva infatti dal latino Classis, che significa flotta, perché in epoca romana vi era un porto che ospitava una flotta permanente della marina militare dell’impero.
Per saperne di più
L’età dell’oro di Ravenna
Nel 402 d.C. l’imperatore romano d’Occidente Onorio pose a Ravenna la sua residenza, ne promosse lo sviluppo urbanistico e ne rafforzò le difese in vista della calata di Alarico. Grazie alla posizione strategica, in caso di pericolo, il sovrano avrebbe potuto salpare dal porto di Classe e fuggire via mare. Nel 493 Teodorico conquistò la città dopo un lungo e faticoso assedio e la elevò a capitale del regno Goto. Nel 540 Belisario la occupò facendone la capitale dell’Esarcato Bizantino. Nel 751 Ravenna cadde in mano longobarda a opera del re Astolfo.Il mosaico di Giustiniano e Teodora a San Vitale
Due tra i mosaici ravennati più celebri raffigurano i cortei dell’imperatore d’Oriente Giustiniano, committente della chiesa, e dell’imperatrice Teodora. Nel presbiterio le figure sono in posizione frontale l’una accanto all’altra e indossano grandi tuniche fino ai piedi ma l’abbandono completo della tridimensionalità le colloca in uno spazio indefinito che suggerisce l’ultraterreno. L’identificazione di Giustiniano e Teodora è possibile grazie a diademi, insegne e gioielli che stabiliscono il rango di appartenenza dei protagonisti. I capi dei due imperatori sono adornati dal nimbo, o aureola, un alone dorato che nel mondo antico indicava il sole, utilizzato per figure di alta dignità o qualità divine, e che in seguito, nell’iconografia cristiana, è riservato esclusivamente a Gesù e ai santi.La tecnica del mosaico dorato
Una delle caratteristiche dei mosaici ravennati sono i grandi sfondi dorati, che conferiscono una qualità ultraterrena alle raffigurazioni degli edifici. La tecnica del mosaico a foglia d’oro appartiene ai Romani, che la impiegarono a partire dal II secolo d.C. La foglia d’oro era ottenuta dalla battitura dell’oro, spesso mescolato a rame e argento; poi sopra di essa veniva applicata una piastra di vetro soffiato molto sottile e pregiato, quindi nella parte posteriore veniva posta un’altra spessa lastra di vetro per formare la base della tessera. I tre strati venivano pressati e uniti con colle organiche, quindi si procedeva al taglio delle tessere. Ciascuna tessera risultava leggermente diversa dalle altre ed anche l’inclinazione della foglia d’oro contenuta all’interno mutava in ogni pezzo, determinando un effetto scintillante della parete musiva a foglia d’oro, quando lo spettatore vi cammina dinnanzi.Le stelle di Galla Placidia
Il mausoleo di Galla Placidia possiede un’atmosfera particolarmente suggestiva, grazie alla luce dorata delle finestre in alabastro e grazie alla spettacolarità dei suoi mosaici, di cui sono indimenticabili le infinite stelle dorate su un fondo blu indaco. Nei secoli molti viaggiatori furono colpiti dal fascino del monumento, tra questi si racconta che il musicista Cole Porter lo visitò nel corso del suo viaggio di nozze trovando l’ispirazione per comporre Night and Day.Protagonisti
Galla Placidia
Galla Placidia (Costantinopoli, 390 ca. – Roma, 450) nobile figlia dell’imperatore Teodosio e sorella di Onorio, il cui destino riflette gli sconvolgimenti del mondo tardo-antico. Rapita dal re visigoto Alarico, venne data in sposa al cognato del condottiero, Ataulfo, ma alla precoce morte del consorte venne restituita al fratello Onorio, primo imperatore romano d’Occidente, e ritornò a Ravenna. Si unì in matrimonio al senatore Costanzo con cui generò due figli, Onoria e Valentiniano, futuro imperatore come Valentiniano III.
Teodorico
Teodorico (Pannonia, 454 ca.- Ravenna, 526), re degli Ostrogoti. Fu inviato da bambino come ostaggio a Costantinopoli, ma ciò non intaccò la sua identità culturale d’origine. Sconfisse Odoacre e divenne sovrano dell’Italia dal 493. La sua guida si distinse per la ricerca della pace, dell’intesa tra le varie popolazioni barbariche e per la conservazione dell’ordinamento romano.
Legami tra i siti Unesco italiani
Ravenna e... Aquileia
Aquileia è un antico centro del Mediterraneo dove l’Oriente e l’Occidente si fusero generando testimonianze artistiche e monumentali di unico valore. Come Ravenna, Aquileia è celebre per gli apparati musivi paleocristiani presenti nella Basilica Patriarcale.Ravenna e... i Longobardi in Italia
Dopo la dominazione bizantina, il destino di Ravenna fu quello di essere travolta dalla conquista longobarda iniziata nel 568 con la calata di Alboino e dei suoi guerrieri. A Ravenna le fonti collocano la tragica morte di Rosmunda, moglie di Alboino il quale era stato assassinato da Elmechi, amante di Rosmunda. In seguito alla congiura, nel timore della vendetta ad opera del seguito di Alboino, Rosmunda ed Elmechi fuggirono a Ravenna assieme ad un favoleggiato tesoro. Qui, di nuovo in preda a sobillazioni, inganni e sete di potere, persero la vita avvelenandosi vicendevolmente.Glossario
Glossario
abside, s.f., costruzione a pianta semicircolare coperta da una volta.
Arianesimo, s.m., dottrina proposta da Ario nel IV secolo d.C., secondo la quale nella Trinità soltanto il Padre può considerarsi veramente Dio, non generato e non creato, eterno e immutabile, mentre il Figlio, intermediario tra Dio e il mondo e suo strumento, essendo stato creato non partecipa della sostanza del Padre. L’arianesimo fu condannato come eresia in Occidente dal Concilio di Nicea (325), mentre in Oriente fu appoggiato dall’imperatore Costanzo, che cercò di imporlo anche all’Occidente. L’arianesimo sopravvisse presso le popolazioni germaniche, evangelizzate dal vescovo goto Ulfila che tradusse la Bibbia in lingua germanica.
consorte, s.m., marito, sposo, compagno ufficiale.
laterizio, s.m., materiale da costruzione a base di argilla. Il mattone e la tegola appartengono a questa tipologia e si caratterizzano per il colore rosso-aranciato.
martire, s.m., colui che sacrifica la vita per sostenere e testimoniare un ideale o un credo; colui che è oggetto di martirio.
musivo, s.m., che è proprio del mosaico.
presbiterio, s.m., parte della chiesa destinata ad ospitare il vescovo, spesso rialzata e collocata nella navata centrale.
Il sito per immagini 
1996, Merida, Messico, 20a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale
Sito Culturale e seriale
Medioevo
Italia nord-orientale
Regione Emilia-Romagna
Criteri di Iscrizione
(i) I monumenti paleocristiani di Ravenna sono la prova della suprema maestria artistica dell’arte del mosaico.
(ii) I monumenti non hanno pari nel dare ragione delle relazioni e dei contatti artistici e religiosi di un periodo importante della storia della cultura europea. I mosaici che vi sono custoditi costituiscono l’espressione più alta di questa tecnica artistica diffusa in tutta Europa e sono ancora più significativi in quanto rappresentano l’incontro di tecniche e motivi orientali e occidentali.
(iii) I monumenti paleocristiani di Ravenna testimoniano la grande maestria artistica, comprendendo un’eccezionale commistione di tradizione greco-romana, iconografia cristiana e tratti stilistici sia orientali che occidentali.
(iv) Essi costituiscono l’emblema dell’arte e dell’architettura sacra e funeraria del VI secolo.




