Area archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia

Illustrazione Elena Prette

Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale

La particolarità di Aquileia, che era la quarta città dell’Impero Romano nel IV secolo d.C., dopo Roma, Capua e Milano secondo Ausonio, non risiede solo nella sua riconosciuta importanza storica e archeologica, ma anche nella conservazione dei suoi monumenti – il foro, il porto fluviale, le strade fiancheggiate con le tombe, e le case private – che sono ancora visibili e aperti ai visitatori. Inoltre, la Basilica cristiana, in cui è conservato il più grande esempio superstite in Europa di mosaici del IV secolo, continua ad essere un centro religioso di particolare importanza per i paesi dell’Europa centrale.

  • Valore UNESCO

    Il Sito di Aquileia, che consta della Basilica Patriarcale e dell’area archeologica, reca i simboli culturali ed architettonici di un’epoca che ha plasmato il mondo mediterraneo ed europeo. Dalla Romanità alla Cristianità altomedievale, tutt’ora c’è una parte ancora nascosta di eccezionale valore archeologico che gli scavi vanno a poco a poco restituendoci.

    Da colonia a municipium: l’ascesa di una città romana fra le maggiori dell’Impero
    Sorta sul sito di un insediamento di ascendenza venetica, cioè protoveneta, Aquileia fu fondata dai Romani nel 181 a.C. A quell’epoca venne concepita come avamposto difensivo, colonia latina in territorio veneto, baluardo ai confini nord-orientali dell’Impero. Nacque così quello che negli anni divenne uno dei principali centri urbani, fiorente in ogni aspetto della vita cittadina, eretto nel 90 a.C. al rango di municipium: i suoi abitanti ottennero i pieni diritti di cittadini romani. Nel IV secolo Aquileia ebbe il suo massimo splendore, con la realizzazione di grandiosi edifici pubblici (circo, terme, ecc.) e la costruzione, per volere del vescovo Teodoro, della chiesa paleocristiana da cui trarrà più tardi il suo sviluppo il complesso Patriarcale.
    La Basilica di Aquileia come straordinario esempio di stratificazione architettonica
    Di non semplice datazione per via delle opere di costruzione e ricostruzione seguitesi attraverso i secoli, la Basilica sorge dove un tempo si trovava una casa romana. Su queste preesistenze, sorse il complesso ecclesiastico. Il nucleo originario paleocristiano della chiesa teodoriana, così detta perché sorta ai tempi del vescovo Teodoro, venne costruito tra il 314 e il 320 circa; copriva una superficie di circa 750 metri quadrati con pianta ad U: le due aule (Aula Nord e Aula Sud) parallele erano collegate da una terza trasversale pavimentata a cocciopesto. La pavimentazione a mosaico delle prime due aule costituisce una delle testimonianze più notevoli delle opere musive di età paleocristiana, e la struttura a forma rettangolare e senza abside è unica nel suo genere e tipica di Aquileia. Intorno alla metà del IV secolo il complesso fu notevolmente ampliato, assumendo all’inizio del V secolo la fisionomia di due basiliche affiancate, con quadriportico dinnanzi quella settentrionale e battistero esterno in asse con quella meridionale (corrispondente all’attuale). Ma la storia della città di Aquileia è spezzata in due dal passaggio devastante del popolo unno e del suo capo Attila, nel funesto anno 452. Da tale evento drastico si delineano un prima dell’antico splendore imperiale, e un dopo caratterizzato, a seguito del crollo di quel prestigio, da lenta rinascita e ricostruzione verso il secolo IX. La basilica meridionale sopravvisse e fu ristrutturata per volere del patriarca Massenzio, col fondamentale supporto finanziario di Carlo Magno. Una nuova fase di profondo rifacimento si deve al Patriarca Poppone (morto nel 1045), che riconsacrò la basilica nel 1031, dotandone l’abside di uno splendido ciclo di affreschi e costruì la torre campanaria, alta oggi 73 metri.
    Eccezionali testimonianze romane vengono alla luce
    La prosperità e la potenza della città di Aquileia in epoca romana sono documentate dai lavori di scavo: case, infrastrutture idrauliche, luoghi dedicati al culto, al commercio e alla vita civica. Il porto fluviale risale al I secolo d.C. e costituiva un imponente sistema che dimostra il ruolo chiave di Aquileia come crocevia commerciale tra il Mediterraneo e l’Europa. Anche il foro romano, scavato negli anni Trenta e oggetto di un intervento di ricomposizione delle colonne nel 1935, è fra i tesori archeologici del sito e risale sempre al I secolo. Vi è poi un piccolo tratto di necropoli utilizzata tra I e IV secolo. Da questa loro sede originaria, alcuni materiali riscoperti sono stati trasferiti presso le sale del Museo Archeologico, tra i più importanti e interessanti per l’Antichità in Italia.
    Per saperne di più
    Il tappeto musivo dell’Aula sud: l’annuncio della nuova religione
    Nell’Aula sud si trova la raffigurazione della storia di Giona, raccontata nelle scene in cui viene inghiottito dal mostro marino, in cui approda sulla spiaggia e in cui riposa. L’eccezionale mosaico è popolato da animali con significati simbolici tra cui pesci, una pecora, un cervo, un antilope.  Tra di essi, vi è il celeberrimo riquadro della lotta tra il gallo e la tartaruga: il gallo, che rappresenta l’ortodossia cristiana, la novella del mattino e della salvezza, vince la tartaruga, che simboleggia le eresie poiché si tratta di una creatura che gli antichi credevano provenire dall’oscurità della terra.
    Significati misteriosi e ipotesi interpretative delle raffigurazioni musive nell’Aula nord
    A partire dal 1893 sono stati scoperti i primi mosaici della fase, attribuita a Teodoro, della Basilica, e da allora fino a oggi non sono cessati gli studi per sciogliere il fascino misterioso che avvolge le raffigurazioni dell’Aula nord.
    Si possono ammirare qui splendidi mosaici raffiguranti svariati animali (soprattutto uccelli, ma anche l’Ippogrifo) in strane posizioni (l’aragosta sull’albero) o con particolari oggetti (il capro con il corno e il pastorale) ricchi di significati simbolici allusivi alle verità di fede, alle virtù cristiane, alla vita eterna nel Paradiso. Girando attorno alle fondazioni del Campanile, si possono vedere altri mosaici (l’Ariete, la lotta tra il Gallo e la Tartaruga, il coniglio), mentre a un ambiente adiacente all’aula apparteneva un mosaico con schema stellare a sei punte.
    Secondo alcuni recenti studi, le raffigurazioni sopra descritte potrebbero essere legate a un antico testo religioso gnostico scritto in lingua copta, la Pistis Sophia (Fede Sapienza, II secolo d.C.), infatti la serie planetaria così rappresentata si trova soltanto qui e soltanto in quel vangelo gnostico.l.
    Il nome
    Il nome Aquileia potrebbe, secondo alcuni studi, essere di origine venetica e legato al fiume Akylis-Aquilis (“fiume dalle acque scure”), probabilmente coincidente con il Natisone, presso le cui sponde i romani iniziarono la fondazione della città.
    Ambra, ori, vetri: l’artigianato in epoca romana
    Nell’area archeologica di Aquileia sono ritornate alla luce collezioni di bellissimi vetri, monili in oro e oggetti in ambra. La raffinatezza delle lavorazioni e la preziosità dei manufatti è indice dell’importanza dell’emporio aquileiese e dell’ampio raggio di influenza e attrazione delle sue reti commerciali e culturali.
    Protagonisti
    Attila
    Attila (406 – 453)
    Il suo nome in lingua gotica significa “piccolo padre”, fu l’ultimo e più famoso e potente sovrano del popolo Unno. Attila invase e saccheggiò Aquileia il 18 luglio del 452, sfruttando l’incidentale crollo di un muro della fortificazione.
    Esistono due leggende che legano Aquileia e la figura di Attila. La prima riguarda proprio quell’episodio incidentale che rese possibile alle truppe unne di penetrare in città: si dice che Attila avesse avuto un sogno premonitore che gli mostrava la via di accesso. La seconda leggenda narra di un puteum aureo (pozzo d’oro) dove sarebbero stati nascosti i più ricchi e preziosi tesori di Aquileia quando, in stato di grave emergenza e per salvare il possibile dal saccheggio, la città si trovava sotto assedio.
    Questa è una leggenda che, in varie versioni, appartiene a diverse altre città del nord Italia a cui toccò la medesima sorte durante le invasioni barbariche. Di particolare interesse è il dettaglio che riguarda la versione di Aquileia: fra gli oggetti del tesoro di Aquileia ci sarebbe il mitico Santo Graal (la coppa con cui Gesù celebrò l’Ultima Cena e in cui poi venne raccolto il suo sangue dopo la crocifissione).
    Teodoro di Aquileia
    Teodoro di Aquileia, vescovo di Aquileia dal 308 al 319. Dopo l’Editto di Milano (313) fu a capo della cattedra di Aquileia e partecipò al Concilio di Arles nel 314. Il contesto in cui egli operò fu quello della prima, potente e ufficiale espansione del Cristianesimo: dopo il famoso Editto (che consentiva il culto cristiano in pubblico e quindi toglieva il veto a una pratica già diffusissima in tutto l’Impero), la chiesa di Aquileia in particolare ebbe notevole importanza e un ruolo chiave nell’aperta diffusione del Cristianesimo nell’Italia nord-orientale e in tutta l’Europa balcanico-danubiana.
    Paolino di Aquileia
    Paolino di Aquileia (Premariacco, 750 circa – Cividale, 11 gennaio 802), patriarca di Aquileia (che risiedeva a Cividale del Friuli) dal 787 all’802. È venerato come santo dalla Chiesa Cattolica che lo ricorda il giorno 11 gennaio. Operò profonde trasformazioni nella sua diocesi, con riforme liturgiche, come si può desumere dagli atti del Concilio di Cividale del 796.
    Poppone
    Poppone, patriarca di Aquileia dal 1019 alla morte (1045), consacrò nel 1031 la rinnovata Basilica e costruì negli anni successivi il campanile che ancora oggi la affianca.
    Testimonianze d’autore
    Testimonianze

    «Aquileia […] può essere raggiunta dai navigli commerciali attraverso il fiume Natisone che si risale per più di sessanta stadi. La città serve da emporio a quei popoli illirici che abitano lungo il Danubio: costoro vengono a prendere i prodotti provenienti dal mare, il vino che mettono in botti di legno caricandole su carri e, inoltre, l’olio, mentre la gente della zona viene ad acquistare in cambio schiavi, bestiame e pelli».

    Strabone

     

    Legami tra i siti Unesco italiani
    Aquileia e... Ravenna
    Ravenna fa parte del Patrimonio Mondiale per i suoi mosaici di inestimabile valore risalenti, proprio come quelli di Aquileia, all’età paleocristiana (IV-VI secolo). Sia Aquileia che Ravenna furono inoltre importanti centri urbani della Romanità.
    Aquileia e...i Longobardi in Italia
    Tra i luoghi rappresentativi del potere longobardo in Italia c’è Cividale del Friuli (con il Tempietto e la Gastaldaga), che fu il primo e il più importante ducato longobardo. Prima di allora, Cividale fu anche sede del Patriarcato nonché capitale della Regio X Venetia er Histria, quando Attila rase al suolo Aquileia nel V secolo.
    Note bibliografiche
    Bibliografia

    Aquileia, Patrimonio dell’Umanità, a c. di L. Fozzati, Magnus, Udine, 2010.

    B. Forlati Tamaro et alii (a cura di), Da Aquileia a Venezia: una mediazione tra l’Europa e l’Oriente dal II secolo a.C. al VI secolo d.C., Scheiwiller, Milano, 1980.

    F. Ghedini, M. Bueno, M. Novello (a cura di), Moenibus et portu celeberrima. Aquileia: storia di una città, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 2009.

    R. Iacumin, Le porte della salvezza. Guida alla lettura dei mosaici della basilica di Aquileia, Gaspari Editore, Udine, 2000.

    A.M. Breccia Cipolat, Bambini di Aquileia. Avventure di un gruppo di ragazzi di una città romana ai tempi di Augusto, illustrazioni di Raffaela Salvi, Trediaci, Oderzo, 1995.

  • Valore UNESCO

    Aquileia fu una delle più grandi e floride città dell’antico Impero Romano ed è l’esempio più completo di città romana. Gli scavi archeologici continuano a svelare i suoi tesori, che la elevano a modello del mondo mediterraneo antico. Il complesso della Basilica Patriarcale testimonia il ruolo di Aquileia come centro di diffusione del Cristianesimo nei primi secoli del Medioevo.

    Da colonia a municipium: l’ascesa di una città romana fra le maggiori dell’Impero
    Sorta sul sito di un insediamento di origine veneta, Aquileia fu fondata dai Romani nel 181 a.C. come avamposto difensivo dei confini nord-orientali dell’Impero, colonia latina in territorio veneto. Nacque così quello che negli anni divenne uno dei principali centri urbani, fiorente in ogni aspetto della vita cittadina, eretto nel 90 a.C. al rango di municipium: i suoi abitanti ottennero i pieni diritti di cittadini romani. Nel IV secolo Aquileia ebbe il suo massimo splendore, con la realizzazione di grandiosi edifici pubblici (circo, terme, ecc.) e la costruzione, per volere del vescovo Teodoro, della chiesa paleocristiana da cui trarrà più tardi il suo sviluppo il complesso Patriarcale.
    La Basilica di Aquileia come straordinario esempio di stratificazione architettonica
    Di non semplice datazione per via delle opere di costruzione e ricostruzione seguitesi attraverso i secoli, la Basilica sorge dove un tempo si trovava una casa romana.
    Su queste preesistenze sorse il complesso ecclesiastico. Il nucleo originario paleocristiano della chiesa teodoriana, così detta perché sorta ai tempi del vescovo Teodoro, venne costruito tra il 314 e il 320 circa. Esso copriva una superficie di circa 750 metri quadrati con pianta ad U: due aule (Aula Nord e Aula Sud) parallele erano collegate da una terza trasversale pavimentata a cocciopesto. La pavimentazione a mosaico delle prime due aule costituisce una delle testimonianze più notevoli delle opere musive di età paleocristiana, e la struttura a forma rettangolare e senza abside è unica nel suo genere e tipica di Aquileia.
    Intorno alla metà del IV secolo il complesso fu notevolmente ampliato, assumendo all’inizio del V secolo la fisionomia di due basiliche affiancate, con quadriportico dinnanzi quella settentrionale e battistero esterno in asse con quella meridionale (corrispondente all’attuale).
    Ma la storia della città di Aquileia è spezzata in due dal passaggio devastante del popolo unno e del suo capo Attila, nel funesto anno 452. Questo evento separa l’epoca dell’antico splendore imperiale, da un periodo  lenta rinascita e ricostruzione verso il secolo IX. La basilica meridionale sopravvisse e fu ristrutturata per volere del patriarca Massenzio, col fondamentale supporto finanziario di Carlo Magno. Una nuova fase di profondo rifacimento si deve al Patriarca Poppone (morto nel 1045), che riconsacrò la basilica nel 1031 dotandone l’abside di uno splendido ciclo di affreschi e costruì la torre campanaria alta oggi 73 metri.
    Eccezionali testimonianze romane vengono alla luce
    La prosperità e la potenza della città di Aquileia in epoca romana sono documentate dai lavori di scavo in: case, infrastrutture idrauliche, luoghi dedicati al culto, al commercio e alla vita civica.
    Il porto fluviale risale al I secolo d.C. e costituiva un imponente sistema che dimostra il ruolo chiave di Aquileia come crocevia commerciale tra il Mediterraneo e l’Europa. Anche il foro romano, ricostruito nel 1955, è fra i tesori archeologici del Sito e risale sempre al I secolo. Vi è un piccolo tratto di necropoli utilizzata tra I e IV secolo. Da questa loro sede originaria, alcuni materiali riscoperti sono stati trasferiti presso le sale del Museo Archeologico, tra i più importanti e interessanti per l’Antichità in Italia.
    Per saperne di più
    Il tappeto musivo dell’Aula sud: l’annuncio della nuova religione
    Nell’Aula sud si trova la raffigurazione della storia di Giona, raccontata nelle scene in cui viene inghiottito dal mostro marino, in cui approda sulla spiaggia e in cui riposa. L’eccezionale mosaico è popolato da animali con significati simbolici tra cui pesci, una pecora, un cervo, un antilope.  Tra di essi, vi è il celeberrimo riquadro della lotta tra il gallo e la tartaruga: il gallo, che rappresenta l’ortodossia cristiana, la novella del mattino e della salvezza, combatte vittoriosamente la tartaruga, che simboleggia le eresie poiché si tratta di una creatura che gli antichi credevano provenire dall’oscurità della terra, dalle profondità degli inferi.
    Significati misteriosi e ipotesi interpretative delle raffigurazioni musive nell’Aula nord
    A partire dal 1893 sono stati scoperti i primi mosaici della fase, attribuita a Teodoro, della Basilica, e da allora fino a oggi non sono cessati gli studi per sciogliere il fascino misterioso che avvolge le raffigurazioni dell’Aula nord.
    Si possono ammirare qui splendidi mosaici raffiguranti svariati animali (soprattutto uccelli, ma anche l’Ippogrifo) in strane posizioni (l’aragosta sull’albero) o con particolari oggetti (il capro con il corno e il pastorale) ricchi di significati simbolici allusivi alle verità di fede, alle virtù cristiane, alla vita eterna nel Paradiso. Girando attorno alle fondazioni del Campanile, si possono vedere altri mosaici (l’Ariete, la lotta tra il Gallo e la Tartaruga, il coniglio), mentre ad un ambiente adiacente all’aula apparteneva un mosaico con schema stellare a sei punte. Secondo alcuni recenti studi, le raffigurazioni sopra descritte potrebbero essere legate a un antico testo religioso gnostico scritto in lingua copta, Pistis Sophia (Fede Sapienza, II secolo d.C.), infatti la serie planetaria così rappresentata si trova soltanto qui e in quel vangelo gnostico.
    Il nome

    Il nome Aquileia potrebbe, secondo alcuni studi, essere di origine venetica e legato al fiume Akylis-Aquilis (“fiume dalle acque oscure”), probabilmente coincidente con il Natisone, presso le cui sponde i romani iniziarono la fondazione della città.

    Ambra, ori, vetri: l’artigianato in epoca romana

    Nell’area archeologica di Aquileia sono ritornate alla luce collezioni di bellissimi vetri, monili in oro e oggetti in ambra. La raffinatezza delle lavorazioni e la preziosità dei manufatti è indice dell’importanza dell’emporio aquileiese e dell’ampio raggio di influenza e attrazione delle sue reti commerciali e culturali.

    Protagonisti
    Attila

    Attila (406 – 453). Il suo nome in lingua gotica significa “piccolo padre”, fu l’ultimo e più famoso e potente sovrano del popolo Unno. Attila invase e saccheggiò Aquileia il 18 luglio del 452, sfruttando l’incidentale crollo di un muro della fortificazione.
    Esistono due leggende che legano Aquileia e la figura di Attila. La prima riguarda proprio quell’episodio incidentale che rese possibile alle truppe unne di penetrare in città: si dice che Attila avesse avuto un sogno premonitore che gli mostrava la via di accesso. La seconda leggenda narra di un puteum aureo (pozzo d’oro) dove sarebbero stati nascosti i più ricchi e preziosi tesori di Aquileia quando, in stato di grave emergenza e per salvare il possibile dal saccheggio, la città si trovava sotto assedio.
    Questa è una leggenda che, in varie versioni, appartiene a diverse altre città del nord Italia a cui toccò la medesima sorte durante le invasioni barbariche. Di particolare interesse è il dettaglio che riguarda la versione di Aquileia: fra gli oggetti del tesoro di Aquileia ci sarebbe il mitico Santo Graal (la coppa con cui Gesù celebrò l’Ultima Cena e in cui poi venne raccolto il suo sangue dopo la crocifissione).

    Teodoro di Aquileia
    Teodoro di Aquileia, vescovo di Aquileia dal 308 al 319. Dopo l’Editto di Milano (313) fu a capo della cattedra di Aquileia e partecipò al Concilio di Arles nel 314. Il contesto in cui egli operò fu quello della prima, potente e ufficiale espansione del Cristianesimo: dopo il famoso Editto (che consentiva il culto cristiano in pubblico e quindi toglieva il veto a una pratica già diffusissima in tutto l’Impero), la chiesa di Aquileia in particolare ebbe notevole importanza e un ruolo chiave nell’aperta diffusione del Cristianesimo nell’Italia nord-orientale e in tutta l’Europa balcanico-danubiana.
    Paolino di Aquileia
    Paolino di Aquileia (Premariacco, 750 circa – Cividale, 11 gennaio 802), patriarca di Aquileia (che risiedeva a Cividale del Friuli) dal 787 all’802. È venerato come santo dalla Chiesa Cattolica che lo ricorda il giorno 11 gennaio. Operò profonde trasformazioni nella sua diocesi, con riforme liturgiche, come si può desumere dagli atti del Concilio di Cividale, del 796.
    Poppone
    Poppone, patriarca di Aquileia dal 1019 alla morte (1045), consacrò nel 1031 la rinnovata Basilica e costruì negli anni successivi il campanile che ancora oggi la affianca.
    Legami tra i siti Unesco italiani
    Aquileia e... Ravenna
    Ravenna fa parte del Patrimonio Mondiale per i suoi mosaici di inestimabile valore risalenti, proprio come quelli di Aquileia, all’età paleocristiana (IV-VI secolo). Sia Aquileia che Ravenna furono inoltre importanti centri urbani della Romanità.
    Aquileia e...i Longobardi in Italia
    Tra i luoghi rappresentativi del potere longobardo in Italia c’è Cividale del Friuli (con il Tempietto e la Gastaldaga), che fu il primo e il più importante ducato longobardo. Prima di allora, Cividale fu anche sede del Patriarcato nonché capitale della Regio X Venetia er Histria, quando Attila rase al suolo Aquileia nel V secolo.
    Glossario
    Glossario

    Patriarcale, s. m., “del Patriarcato”, qualifica per una diocesi che vanta la fondazione da parte di un evangelista o di un esponente dell’ambiente apostolico. La tradizione vuole che la chiesa di Aquileia venisse istituita dall’apostolo Marco; la diocesi di Aquileia era la più vasta d’Europa in età medievale.
    Il ‘patriarca’, in senso generico, è il capostipite di una stirpe, l’autorevole ‘padre’ di una comunità.

    Municipium, termine latino, in italiano ‘municipio’, che indica il riconoscimento concesso ad una città come centro romano, con la conseguente inclusione dei suoi cittadini nello ius romanum (diritto romano). La città elevata a municipio romano si dotava di uno statuto e ad essa veniva riconosciuto un territorio amministrativo di competenza.

    Cocciopesto, s. m., rivestimento impermeabile costituito da frammenti di laterizi frantumati (tegole, mattoni) insieme a malta fine.

    Domus ecclesiae, dal latino, “casa della chiesa” o anche “casa dell’assemblea”. Così si chiamavano gli edifici privati adattati alle necessità del culto cristiano, dove si radunavano i primi fedeli, prima dell’Editto di Costantino del 313 – l’Editto di Costantino concesso la libertà di culto per il Cristianesimo.

    Ortodossia, s. f., la parola indica in generale “la retta credenza”, ovvero la corretta professione di fede. Si contrappone ad ‘eresia’, dottrina che va contro al credo ufficiale stabilito e ne costituisce una deformazione o corruzione.

    Lingua copta, ultima fase evolutiva della storia della lingua egizia.

    Gnostico, s. m., che riguarda la teologia gnostica, secondo la quale domina l’universo un dio ineffabile, infinito, inaccessibile, dal quale emana ogni cosa.

     

Il sito per immagini icona-gallery

Iscrizione UNESCO

1998, Kyoto, Giappone, 22° sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale


Sito Culturale


Età Romana, Medioevo


Italia nord-orientale
Regione Friuli Venezia Giulia
Provincia di Udine


Criteri di Iscrizione

 

Criterio (iii) Aquileia fu una delle più grandi e floride città dell’antico Impero Romano.

Criterio (iv) Aquileia antica sopravvive fino ad oggi perlopiù intatta e ancora non del tutto riscoperta dall’archeologia, perciò è l’esempio più completo di antica città romana che abbiamo nel mondo mediterraneo.

Criterio (vi) Il complesso della Basilica Patriarcale di Aquileia ebbe un ruolo fondamentale nella diffusione del cristianesimo verso l’Europa centrale nei primi secoli del Medioevo.

Autenticità

In generale il livello di autenticità è elevato, anche perché la maggior parte dell’area della città romana non è ancora stato sottoposto a scavi. Alcuni dei lavori di restauro, effettuati nei decenni immediatamente precedenti e seguenti la seconda guerra mondiale sulle aree archeologiche di scavo, non sono considerati accettabili per gli standard attuali. La ricostruzione di colonnati utilizzando mattoni per riempire porzioni di colonne mancanti e l’importazione di lastre di pietra per la pavimentazione vanno infatti oltre i limiti accettabili di anastilosi. Tuttavia, è ora in funzione una politica più rigorosa, che prevede interventi minimi. Gli interventi eseguiti nella Basilica sono per la maggior parte accettabili, anche se il restauro del 1950 del portico contiene alcuni elementi discutibili. Al contrario, il restauro e la conservazione dei pavimenti a mosaico nella parte interna e il progetto di restauro in corso sul battistero, sono impeccabili.

Estensione del bene

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