Il Monte San Giorgio

Illustrazione Elena Prette

Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale

L’area montuosa, a forma di piramide, del Monte San Giorgio, adiacente il Lago di Lugano, è considerata la miglior sequenza fossilifera per la vita marina nel Triassico Medio (245-230 milioni di anni fa). La successione registra un ambiente di laguna tropicale, talvolta parzialmente separato dal mare aperto da una fascia di biocostruzioni. Una ben diversificata vita fioriva nella laguna stessa con rettili, pesci, bivalvi, ammoniti, echinodermi e crostacei. Inoltre, poiché la laguna era prossima a terre emerse il contenuto paleontologico comprende anche organismi terrestri quali rettili, insetti e piante. Il risultato è una serie di associazioni fossilifere di grande ricchezza.

  • Valore UNESCO

    È un sito transnazionale italo-svizzero, e l’area interessata dall’iscrizione UNESCO ha un valore geo-paleontologico a livello mondiale per le numerose presenze fossilifere databili al Triassico Medio (tra 242  e 230 milioni di anni fa), le quali permettono di studiare l’evoluzione di una grande va­rietà di fauna marina e terrestre. A partire dal XIX secolo, dagli scavi sono stati rinve­nuti esemplari di specie rare e uniche, tra rettili marini e terrestri, pesci, invertebrati (bivalvi, ammoniti, crostacei, insetti) e piante.

    Un riconoscimento condiviso tra Italia e Svizzera
    Il Monte San Giorgio è un rilievo montuoso situato nelle prealpi occidentali tra Italia e Svizzera, che si affaccia sulla parte meridionale del Lago di Ceresio o Lago di Lugano. Il lato svizzero entra nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco nel 2003 (Mendrisio, Brusino Arsizio), mentre il versante italiano ottiene il riconoscimento nel 2010. Le località inserite nella zona dell’iscrizione UNESCO sono in provincia di Varese e riguardano i comuni di Porto Ceresio, Besano, Viggù.
    Un eccezionale laboratorio di diversità paleontologica
    Il Monte San Giorgio ha l’aspetto di una boscosa montagna a piramide, che si affaccia panoramicamente dai suoi 1097 metri di altezza sullo specchio d’acqua del lago. Il primato di tale area naturalistica consiste nella presenza di una sequenza fossilifera relativa al periodo geologico del Triassico Medio, che risale a 242-230 milioni di anni fa. All’epoca, qui vi era un ambiente subtropicale, una sorta di laguna: un braccio di mare profondo un centinaio di metri con isolotti e banchi di sabbia, separato dal mare aperto da una scogliera carbonatica di alghe calcaree. Ciò determinò fenomeni di sedimentazione che associati a basse concentrazioni di ossigeno sui fondali marini resero possibile la conservazione dei fossili di innumerevoli organismi, i quali si depositarono in sei livelli sovrapposti. Dallo studio di tali livelli è stato ricostruito il cammino evolutivo di molte specie di animali marini, in relazione ai cambiamenti delle condizioni ambientali e lungo un arco temporale di 12 milioni di anni. Di eccezionale interesse è poi il rivenimento di organisimi diversi all’interno dei medesimi livelli fossiliferi e negli stessi blocchi rocciosi, perchè consente di studiare l’associazione naturale delle diverse forme di vita.
    Dallo sfruttamento industriale all’interesse scientifico
    Il Monte San Giorgio divenne famoso già in epoca premoderna – a partire dal XV secolo – per l’affioramento di materiale organico fossile oleoso, composto in prevalenza da resti di pesci e rettili marini, dal quale veniva ottenuto l’ittiolo, impiegato in farmacopea e cosmesi. Nello stesso periodo in cui si intrapresero interventi di tipo industriale come cave e miniere alla ricerca di combustibili fossili, iniziò anche l’interesse e lo studio scientifico degli scisti bituminosi. I primi scavi risalgono alla seconda metà del XIX secolo; nel 1854 il naturalista Emilio Cornalia descrisse i ritrovamenti di alcuni piccoli rettili fossili, nel 1863 l’abate Antonio Stoppani, che è considerato il padre della Geologia italiana, attuò la prima campagna di scavo paleontologico nella zona. Tale lunga tradizione di studi paleontologici e la gestione disciplinata degli scavi hanno prodotto un insieme notevole di collezioni di reperti, ben documentate e catalogate, che sono alla base di un grande numero di pubblicazioni scientifiche. La successione fossilifera del Monte San Giorgio rappresenta il principale riferimento su scala mondiale per tutti i futuri studi paleontologici riguardanti le faune marine triassiche.
    Il patrimonio paleontologico
    Il Monte San Giorgio appartiene geologicamente all’unità tettonica delle Alpi Meridionali. Molti dei reperti rinvenuti appartengono a specie rare o addirittura uniche, come il Sangiorgiosaurus o il Besanosaurus, i quali devono il loro nome alla toponomastica del luogo. Dalle prime campagne di scavi e nelle seguenti opere di ricerca sul territorio fino ad oggi sono stati rinvenuti 21.000 esemplari fra cui 30 specie di rettili, 80 specie di pesci, circa 100 specie di invertebrati, numerosi microfossili e numerose piante, esposte nel Museo Civico di Storia Naturale di Milano, Paläontologisches Museum-Universität Zurich, Museo dell’Istituto di Paleontologia di Zurigo, Museo Cantonale di Storia Naturale di Lugano, Museo dei Fossili di Meride, Museo Insubrico di Storia Naturale a Clivio, Museo Civico dei Fossili di Besano (Italia). L’accoglienza ai visitatori dell’area UNESCO è garantita attraverso le strutture dei visitor-center di Clivio (Italia) e di Meride (Svizzera).
    Per saperne di più
    Il Ceresiosauro
    (Svizzera, Calcare di Meride, Triassico Medio) è considerato il simbolo del patrimonio fossilifero del Monte San Giorgio, e infatti, quando nel 2003 venne iscritto il versante svizzero nella Lista del Patrimonio Mondiale, venne creato per l’occasione un francobollo con l’immagine del Ceresiosauro. Il Ceresiosaurus appartiene alla famiglia dei notosauri, che sono rettili dal collo allungato, con una testa piccola con denti aguzzi e arti a forma di pagaia, anche detti “foche del Triassico”, perchè erano ottimi nuotatori, anche se non trascorrevano la vita esclusivamente in acqua. Nell’area del Monte San Giorgio, i primi rinvenimenti avvennero negli anni Trenta, nel corso di scavi coordinati da Bernhard Peyer dell’Università di Zurigo nella località Acqua del Ghiffo, di proprietà del commendator Emilio Calcagni. Nel sito vennero ritrovati numerosi scheletri di ceresiosauri di diverse dimensioni e anche altri resti di pesci, piccoli rettili, e alghe.
    Il Besanosauro
    (Italia, Formazione di Besano, Triassico Medio). Nel 1993, i resti di un gigantesco rettile marino vennero rinvenuti nei pressi di Besano, nella Cava del Sasso Caldo. Si tratta di una specie nuova, un esemplare unico, appartenente alla famiglia degli ittiosauri, e il suo nome Besanosaurus leptorhynchus significa “Rettile di Besano dal rostro sottile” poiché sul muso possedeva una specie di becco allungato, simile a quello di un delfino odierno. Raggiungeva una lunghezza di sei metri e la struttura ritrovata è completa e intatta. Venne individuata con i raggi X su di una lastra rocciosa, che per essere pulita e preparata richiese 16.500 ore di lavoro del gruppo di ricerca del Museo di Storia Naturale di Milano. Il Besanosauro ritrovato era una femmina, aveva piccoli denti a forma conica ed era golosa di calamari. Una delle particolarità del fossile è che sono individuabili nell’addome della creatura le tracce di quattro piccole colonne vertebrali, che appartengono agli embrioni che si trovavano all’interno della madre.
    Le grotte del Monte San Giorgio
    La zona del Monte San Giorgio è ricca di grotte carsiche che hanno alimentato l’immaginazione popolare dando origine nei secoli a varie leggende di maghi e rapimenti di fanciulle. Tali grotte furono abitate dal beato Manfredo Settala (XII secolo), eremita medievale di nobili origini milanesi a cui si attribuirono vari prodigi.
    Protagonisti
    Abate Antonio Stoppani
    Abate Antonio Stoppani (Lecco, 1824 – Milano, 1891)

    Fu uno scienziato e letterato italiano. Docente di Geologia all’Università di Pavia e al Politecnico di Milano, pubblicò il primo trattato italiano di geologia. Collaboratore del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, ne assunse anche la direzione dal 1882 fino alla morte. Alla ricerca e alla didattica, accompagnò anche la passione per le ‘belle lettere’, e fu ottimo divulgatore nell’opera di grande successo editoriale Il Bel Paese (1875), che raccontava le bellezze dell’Italia unificata.

    Testimonianze d’autore
    Testimonianze
    Legami tra i siti Unesco italiani
    Monte San Giorgio e... le Dolomiti
    Le Dolomiti, Sito naturalistico dell’Italia orientale, raccontano la storia della Terra (dalla fine del Paleozoico a tutto il Mesozoico). Come nel caso del Monte San Giorgio, anche le Dolomiti avevano un aspetto totalmente diverso dall’attuale, simile a quello di una grande laguna subtropicale, con isolotti, scogliere coralline separate da bacini e vulcani attivi. Gli ambienti bacinali erano favorevoli alla conservazione degli organismi marini, anche rettili, che dopo la morte si depositavano sui fondali.
    Monte San Giorgio e... le Foreste primordiali dei faggi e Monte Etna

    I tre siti conservano tracce della storia del Terra di centinaia di anni fa. Attraverso lo studio delle loro caratteristiche è possibile ricostruire i cambiamenti climatici e morfologici del nostro pianeta e conoscere la flora e la fauna che l’hanno abitato nelle diverse epoche geologiche.

    Note bibliografiche
    Bibliografia

    Il monte San Giorgio: dai fossili alla lavorazione artistica della pietra, una storia di 300 milioni di anni, a cura di M. Felber, Edizioni Casagrande, Bellinzona, 2005.

    Monte San Giorgio, a cura di M. Balini, C. Lombardo e B. Grassi, Edizioni SAGEP, Genova, 2015.

    M. Felber, Il Monte San Giorgio, Edizioni Casagrande, Bellinzona, 2007.

    S. Magnoli, Zac e Lalo. Sulle tracce del Ceresiosauro, Giacomo Morandi Editore, Varese, 2014.

    S. Nosotti, G. Teruzzi, I rettili di Besano-Monte San Giorgio, Milano, Società italiana di scienze naturali, Museo di Storia Naturale, 2008.

  • Valore UNESCO

    Il Sito si trova a cavallo tra il territorio italiano e quello svizzero, e l’area interessata dall’iscrizione UNESCO ha un valore geo-paleontologico a livello mondiale per i reperti fossili databili al Triassico Medio (tra 242 e 230 milioni di anni fa), i quali permettono di studiare l’evoluzione di una grande va­rietà di fauna marina e terrestre. A partire dal XIX secolo, dagli scavi sono stati rinve­nuti esemplari di specie rare e uniche.

    Un riconoscimento condiviso tra Italia e Svizzera
    Il Monte San Giorgio è un rilievo montuoso situato nelle prealpi occidentali tra Italia e Svizzera, che si affaccia sulla parte meridionale del Lago di Ceresio o Lago di Lugano. Le località italiane  inserite nella zona dell’iscrizione UNESCO sono in provincia di Varese, e riguardano i comuni di Porto Ceresio, Besano, Viggù.
    Un eccezionale laboratorio di diversità paleontologica
    Il Monte San Giorgio ha l’aspetto di una boscosa montagna a piramide, che si affaccia panoramicamente dai suoi 1097 metri di altezza sullo specchio d’acqua del lago. Il primato di tale area naturalistica consiste nella presenza di una altissima concentrazione di fossili, vissuti nel periodo geologico del Triassico Medio. All’epoca, qui vi era un ambiente subtropicale, una sorta di laguna: un braccio di mare profondo soltanto un centinaio di metri con isolotti e banchi di sabbia, separato dal mare aperto da una scogliera di alghe calcaree. Queste condizioni facilitarono il depositarsi sul fondale delle carcasse di animali morti o travolti dalle onde; grazie alla scarsa circolazione dell’acqua all’interno della laguna e alle basse concentrazioni di ossigeno, i resti di rettili volanti, terrestri e marini ed altri organismi (soprattutto pesci) rimasero intatti e iniziarono a fossilizzarsi, imprigionati negli strati di rocce e di sedimenti.
    Dallo sfruttamento industriale all’interesse scientifico
    Il Monte San Giorgio era famoso nel Medioevo per l’ittiolo, estratto da materiale organico fossile oleoso, composto in prevalenza da resti di pesci e organismi marini; l’ittiolo era usato come farmaco per la pelle. Successivamente, nell’Ottocento iniziarono scavi nella zona alla ricerca di combustibili fossili, poichè gli scisti bituminosi dell’area si prestavano a diversi utilizzi industriali. I primi scavi scientifici risalgono alla seconda metà del XIX secolo; nel 1854 il naturalista Emilio Cornalia descrisse i ritrovamenti di alcuni piccoli rettili fossili,  nel 1863 l’abate Antonio Stoppani, che è considerato il padre della Geologia italiana, attuò la prima campagna di scavo paleontologico nella zona. Tale lunga tradizione di studi paleontologici e la gestione disciplinata degli scavi hanno prodotto un insieme notevole di collezioni di reperti, che sono alla base di un grande numero di pubblicazioni scientifiche. La successione fossilifera del Monte San Giorgio rappresenta il principale riferimento su scala mondiale per tutti i futuri studi paleontologici riguardanti le faune marine triassiche.
    Il patrimonio paleontologico
    Molti dei reperti del Monte San Giorgio appartengono a specie rare o addirittura uniche, come il Sangiorgiosaurus o il Besanosaurus, i quali devono il loro nome ai luoghi del ritrovamento. Dalle prime campagne di scavi e nelle seguenti opere di ricerca sul territorio, fino ad oggi sono stati rinvenuti 21.000 esemplari fra cui 30 specie di rettili, 80 specie di pesci, circa 100 specie di invertebrati, numerosi microfossili e numerose piante, esposte nel  Museo Civico di Storia Naturale di Milano, Paläontologisches Museum-Universität Zurich, Museo dell’Istituto di Paleontologia di Zurigo, Museo Cantonale di Storia Naturale di Lugano, Museo dei Fossili di Meride, Museo Insubrico di Storia Naturale a Clivio, Museo Civico dei Fossili di Besano (Italia). L’accoglienza ai visitatori dell’area UNESCO è garantita attraverso le strutture dei visitor-center di Clivio (Italia) e di Meride (Svizzera).
    Per saperne di più
    Il Ceresiosauro
    (Svizzera, Calcare di Meride, Triassico Medio) è considerato il simbolo del patrimonio fossilifero del Monte San Giorgio, e infatti, quando nel 2003 venne iscritto il versante svizzero nella Lista del Pattrimonio Mondiale,  venne creato per l’occasione un francobollo con l’immagine del Ceresiosauro. Il Ceresiosaurus appartiene alla famiglia dei notosauri, che sono rettili dal collo allungato, con una testa piccola con denti aguzzi e arti a forma di pagaia, anche detti “foche del Triassico”, perchè erano ottimi nuotatori, anche se non trascorrevano la vita esclusivamente in acqua. Nell’area del Monte San Giorgio, i primi rinvenimenti avvennero negli anni Trenta, nel corso di scavi coordinati da Bernhard Peyer dell’Università di Zurigo nella località Acqua del Ghiffo, di proprietà del commendator Emilio Calcagni. Nel sito vennero ritrovati numerosi scheletri di ceresiosauri di diverse dimensioni e anche altri resti di pesci, piccoli rettili, e alghe.
    Il Besanosauro
    (Italia, Formazione di Besano, Triassico Medio). Nel 1993, i resti di un gigantesco rettile marino vennero rinvenuti nei pressi di Besano, nella Cava del Sasso Caldo. Si tratta di una specie nuova, un esemplare unico, appartenente alla famiglia degli ittiosauri, e il suo nome Besanosaurus leptorhynchus significa “Rettile di Besano dal rostro sottile” poichè sul muso possedeva una specie di becco allungato, simile a quello di un delfino odierno. Raggiungeva una lunghezza di sei metri e la struttura ritrovata è completa e intatta. Venne individuata con i raggi X su di una lastra rocciosa, che per essere pulita e preparata richiese 16.500 ore di lavoro del gruppo di ricerca del Museo di Storia Naturale di Milano. Il Besanosauro ritrovato era una femmina, aveva piccoli denti a forma conica ed era golosa di calamari. Una delle particolarità del fossile è che sono individuabili nell’addome della creatura le tracce di quattro piccole colonne vertebrali, che appartengono agli embrioni che si trovavano all’interno della madre.
    Le grotte del Monte San Giorgio
    La zona del Monte San Giorgio è ricca di grotte carsiche, che hanno alimentato l’immaginazione popolare dando origine nei secoli a varie leggende di maghi e rapimenti di fanciulle. Tali grotte furono abitate dal beato Manfredo Settala (XII secolo), eremita medievale di nobili origini milanesi a cui si attribuirono vari prodigi.
    Protagonisti
    Abate Antonio Stoppani
    Abate Antonio Stoppani (Lecco, 1824 – Milano, 1891)

    Fu uno scienziato e letterato italiano. Docente di Geologia all’Università di Pavia e al Politecnico di Milano, pubblicò il primo trattato italiano di geologia. Fu un grande studioso dell’area del Monte San Giorgio. Collaboratore del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, ne assunse anche la direzione dal 1882 fino alla morte.

    Legami tra i siti Unesco italiani
    Monte San Giorgio e... le Dolomiti
    Le Dolomiti, Sito naturalistico dell’Italia orientale, raccontano la storia della Terra (dalla fine del Paleozoico a tutto il Mesozoico). Come nel caso del Monte San Giorgio, anche le Dolomiti avevano un aspetto totalmente diverso dall’attuale, simile a quello di una grande laguna subtropicale, con isolotti, scogliere coralline separate da bacini e vulcani attivi. Gli ambienti bacinali erano favorevoli alla conservazione degli organismi marini, anche rettili, che dopo la morte si depositavano sui fondali.
    Monte San Giorgio e... le Foreste primordiali dei faggi e Monte Etna

    I tre siti conservano tracce della storia del Terra di centinaia di anni fa. Attraverso lo studio delle loro caratteristiche è possibile ricostruire i cambiamenti climatici e morfologici del nostro pianeta e conoscere la flora e la fauna che l’hanno abitato nelle diverse epoche geologiche.

    Glossario
    Glossario

    embrione, s.m., è il nome che indica il primo stadio di sviluppo di un organismo complesso, a partire dalla fecondazione della cellula uovo e fino alla differenziazione cellulare che determina gli abbozzi dei vari organi.

    invertebrati, sono gli animali senza colonna vertebrale, come insetti, vermi, molluschi e artropodi.

    scisti bituminosi, espressione che indica rocce sedimentarie nerastre, ricche di oli organici e facilmente sfaldabili.

Iscrizione UNESCO

2010, Brasilìa, Brasile, 34a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale


Sito Naturale


Età della Terra


Italia Nord-Occidentale
Regione Lombardia


Criteri di Iscrizione

(viii) Il Monte San Giorgio rappresenta l’area che singolarmente testimonia meglio la vita marina durante il Triassico Medio, presentando, inoltre, anche resti di organismi terrestri. Il sito ha prodotto molti e ben differenziati resti fossili, spesso di eccezionale completezza e conservazione. La lunghissima tradizione di studi paleontologici e la gestione disciplinata degli scavi hanno prodotto un insieme notevole di collezioni di reperti, ben documentate e catalogate, che sono alla base di un grande numero di pubblicazioni scientifiche di elevata qualità. Conseguentemente, la successione fossilifera del Monte San Giorgio rappresenta il principale riferimento a scala mondiale per tutti i futuri studi paleontologici riguardanti le faune marine triassiche.

Integrità
Il Bene comprende il completo strato del Triassico medio del Monte San Giorgio tra cui tutte le principali aree che conservano fossili. La parte italiana inserita nel Bene è stata aggiunta nel 2010 all’area originariamente iscritta della Svizzera, che entrò nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 2003. L’area estesa che ne risulta soddisfa pienamente i requisiti di integrità per un sito fossile. I principali attributi dell’eccezionale valore universale della proprietà sono le rocce fossilifere accessibili, con strati intatti presenti in molte parti della proprietà.
Estensione del bene

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Informazioni