Illustrazione Elena Prette
Le opere di difesa veneziane tra il XVI e XVII secolo: Stato da Terra – Stato da Mar Occidentale è costituito da sei strutture dislocate in Italia, Croazia e Montenegro e si estende per oltre 1000 km tra la Lombardia e la costa adriatica orientale. Insieme rappresentano le opere difensive della Serenissima tra il XVI e il XVII secolo, il periodo più significativo della lunga storia della Repubblica di Venezia; e mostrano le progettualità, gli adattamenti e gli interventi delle difese alla moderna, che dovevano caratterizzare tutta Europa. L’introduzione della polvere da sparo ha portato cambiamenti significativi nelle tecniche e nell’architettura militare che si riflettono nella progettazione di fortificazioni – definite alla moderna. L’organizzazione e le difese dello Stato da Terra, che proteggeva la Repubblica dalle altre potenze europee a nord-ovest, e lo Stato da Mar, che proteggeva le rotte marittime e i porti nel Mar Adriatico verso Levante, erano necessarie per sostenere l’espansione e il potere di la Repubblica di Venezia. L’ampiezza del territorio della Serenessima era indiscutibilmente la ragione di fondo della nascita del sistema alla moderna o bastionato, durante il Rinascimento; e le ampie e innovative reti difensive stabilite dalla Repubblica di Venezia hanno un eccezionale valore storico, architettonico e tecnologico. Le caratteristiche del valore universale eccezionale includono i lavori di sterro e le strutture di fortificazione e difesa della Repubblica di Venezia nei secoli XVI e XVII. Oltre a queste contribuiscono molto la configurazione del paesaggio, che rafforza la qualità del campo visivo delle sei strutture, nonché le strutture urbane e difensive risalenti a periodi storici precedenti (medievali) e più recenti (come le modifiche e le aggiunte del periodo napoleonico e ottomano), permettono di presentare in modo veritiero i componenti seriali e di riconoscere la coerenza tattica di ogni sito militare nel suo stato finale.
- Valore UNESCO
Le Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato da Terra – Stato da Mar Occidentale formano un sito seriale transnazionale presentato dall’Italia insieme con Croazia e Montenegro. Il sito raccoglie un insieme straordinario dei più rappresentativi sistemi difensivi alla moderna realizzati dalla Repubblica di Venezia, progettati dopo la scoperta della polvere da sparo e dislocati lungo lo Stato de Terra e lo Stato de Mare. Per decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale, entrano a far parte del sito Unesco le opere di difesa presenti a Bergamo, Palmanova (Ud), Peschiera del Garda (Vr) per l’Italia, Zara e Sebenico per la Croazia, Cattaro per il Montenegro.
Bergamo
La Città Alta è circondata da mura, capolavoro di ingegneria militare costruite dai Veneziani nel corso della dominazione cinquecentesca in Lombardia; le mura di Bergamo, volute per ragioni politiche e mai utilizzate come reale difesa, appaiono come una gigantesca fortezza con baluardi dotati di vie di fuga e strade per rifornimenti, postazioni di cannoni, saloni per le truppe e per il deposito di munizioni.Peschiera
Peschiera, sul lago di Garda, per secoli è stata piazzaforte militare; divenne nel tempo una formidabile macchina da guerra: nel Cinquecento furono i veneziani a costruire il fortilizio, castello fortificato, a forma di pentagono, poi ampliato grazie a Napoleone e soprattutto agli austriaci, che rafforzarono il dispositivo con ben sette forti. All’epoca, Peschiera faceva parte del Quadrilatero: insieme a Verona, Legnago e Mantova doveva proteggere la valle dell’Adige e la via per l’Austria.Palmanova
Palmanova ha conservato nel tempo la forma di una stella a nove punte entro cui è iscritto un ennagono regolare con una rete viaria radiocentrica e una piazza esagonale. Una fortezza che il governo veneziano volle a difesa del confine orientale, ma che in realtà non svolse mai un ruolo di particolare rilievo in tal senso. Oggi è uno degli esempi meglio conservati di architettura militare e di città ideale del Rinascimento.Per saperne di più
Le mura veneziane di Bergamo
La città fortificata di Bergamo rappresenta l’estremità più occidentale del sistema di difesa dello Stato di Terra della Serenissima per difendersi dalle potenze europee. Le mura di Bergamo vennero costruite fra il 1561 e il 1588 dalla Repubblica di Venezia su progetto degli ingegneri Francesco Malacreda e Genesio Bersani per arginare gli attacchi nemici, anche se non subì mai assedi. Le fortificazioni hanno un tracciato di oltre 6 chilometri e comprende 14 baluardi, 2 piattaforme, 100 aperture per bocche da fuoco, 2 polveriere, 4 porte: Sant’Agostino, San Giacomo, Sant’Alessandro e Garibaldi (già San Lorenzo). Per realizzare le Mura vennero demoliti oltre 250 edifici, di cui 8 religiosi, tra cui rientrano anche la cattedrale di Sant’Alessandro e il convento domenicano di Santo Stefano: questo il motivo delle otto scomuniche lanciate durante i lavori. Alcuni tratti di fortificazione erano già presenti in epoca romana ma agli inizi del Cinquecento si trovavano in condizioni di estrema decadenza e vennero quasi totalmente sostituite dalla nuova opera. A lavori conclusi, il perimetro della fortificazione risultò del tutto nuovo e non includeva alcuna parte di opere da difesa precedenti. Il perimetro comprende il sistema fortificato veneziano nella sua complessità di mura interne (bastionate) ed esterne, con elementi fortificati come i Forti di San Vigilio e di San Domenico e la Cittadella e la Rocca.Le mura veneziane di Peschiera
La città fortificata di Peschiera del Garda è un collegamento, essenziale per uno Stato così vasto e ramificato, tra Venezia e i suoi territori più occidentali situati oltre il fiume Mincio. E’ caratterizzata da una pianta pentagonale, comprende l’intero centro abitato all’interno del pentagono bastionato ed è l’unica dell’intero sistema collocata in un contesto lacustre; sono stati inclusi nella fortificazione anche elementi idrici come il Canale di Mezzo, ramificazione del Mincio, navigabile già al tempo dei romani. Quando la piazzaforte di Peschiera passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia, le fortificazioni vennero rinnovate secondo i criteri adottati in quell’epoca: la cinta venne quindi terrapienata e bastionata su progetto redatto da Guidobaldo della Rovere. Questa nuova cinta fortificata alla moderna seguiva l’andamento di quella medievale, quindi con cinque lati ma con cinque angoli protetti da bastioni. Lungo la cinta vennero inoltre aperte due porte, porta Verona e porta Brescia, poste in direzione delle strade che conducevano alle due importanti città. Intorno alla metà del Cinquecento la Rocca Scaligera venne modificata e terrapienata per adeguarla alle necessità delle moderne artiglierie. Nel 1797 la fortezza passò sotto il dominio dell’Impero austriaco: che la trasformarono in piazzaforte che diventò un robusto caposaldo del Quadrilatero, insieme a Legnago, Mantova e Verona.Le mura veneziane di Palmanova
Palmanova fu fondata il 7 ottobre 1593 e progettata per ospitare ventimila persone. La fortezza della città doveva costituire il centro strategico per neutralizzare gli attacchi ottomani dall’Oriente e gli attacchi dall’Austria. E’ l’unica città di nuova fondazione inserita nel sito UNESCO e perfetta sintesi tra aspetti militari e aspetti civili delle città utopiche rinascimentali. La fortezza cittadina si presenta come un nucleo urbano di 70 ettari, contenuto all’interno di tre cinte murarie concentriche, due mura veneziane e il perimetro più esterno è francese, che conferiscono a Palmanova la sua forma a stella a nove punte. L’area abitata è organizzata seguendo rigidi moduli geometrici e si estende in stretta connessione con il perimetro fortificato; questi due elementi rappresentano un insieme in cui ogni opera di costruzione è collegata in forma e funzione alla struttura militare. Palmanova rimase per più di duecento anni sotto il dominio della Serenissima (1593-1797), fino a quando Napoleone la conquistò. Dopo la caduta di Napoleone Palmanova rientrò a far parte dell’eterogeneo impero asburgico fino al 1866, con la sola parentesi dell’insurrezione del 1848, quando la fortezza subì un lungo assedio da parte delle truppe austriache.Protagonisti
Buonaiuto Lorini
Buonaiuto Lorini (1540 – 1611) iniziò la sua attività a Firenze nella cerchia di tecnici di Cosimo I de’ Medici, che lo introdusse nella bottega di Bernardo Buontalenti. Tra il 1568 e il 1572 fu nell’esercito di Filippo II nelle Fiandre dove ebbe modo di vedere le architetture fortificate realizzate da progettisti italiani. Poco dopo rientrò in Italia e lavorò nei territori della Repubblica veneta, dove era stata avviata una massiccia opera di adeguamento e trasformazione delle piazzeforti. Nel 1579 entrò in contatto con i maggiori responsabili della Serenissima, tra cui il soprintendente alle fortezze Giulio Savorgnan e Sforza Pallavicino, capitano generale delle milizie in Terraferma e venne assunto come ingegnere militare. Negli anni ’80 del Cinquecento fu direttore dei lavori negli interventi di adeguamento e ristrutturazione di alcune fortezze dislocate tra la Terraferma e le isole della costa dalmata, che costituiva il fronte veneziano più esposto alle avanzate dei Turchi e proseguì l’ adeguamento delle fortificazioni di Rab e di Zara dove, oltre a occuparsi del restauro di alcune caserme della fortezza, curò la sistemazione dei fondali e la fortificazione del porto, “che cinse di muri fondati in casse di sua invenzione”. Intervenne, con ogni probabilità, anche nella cittadella, realizzando una serie di opere in terra, più economiche e sicure rispetto a quelle in muratura, scavate in massima parte nella viva roccia. La prima opera che lo impegnò in forma continuativa fu la realizzazione, nel 1590 e sotto la supervisione di Sforza Pallavicino, delle mura di Bergamo, di cui Lorini potrebbe avere curato non solo l’esecuzione ma gli stessi sviluppi progettuali. Dal 1591 partecipò alla realizzazione delle difese di Brescia. Nel 1592 Lorini lavorò con Giulio Savorgnan e Antonio Martinengo alla progettazione di Palmanova eretta dalla Repubblica di Venezia contro Turchi e Imperiali. Impiantata su un sito attentamente selezionato dai provveditori alle Fortezze su indicazione degli stessi architetti, Palma concluderà, insieme con la città olandese di Coevorden (1597), “la parabola cinquecentesca delle città militari di nuova fondazione”. Nel 1597 scrisse un trattato in cinque libri che raccoglie il risultato del suo lavoro: Delle fortificazioni.
Testimonianze d’autore
Testimonianze
► “[Bergamo] è tutta serrata con baluardi e i suoi membri quasi tutti terrapienati, compite le piazze, i parapetti e le traverse per coprirsi dalle vicine colline e la fortezza col circuito di tre miglie è bellissima”.
Alvise Grimani, comandante veneto, 1590
► “Hoggi habbiamo deliberato, adherendo anco in ciò al prudente vostro consiglio, cioè che il nome della fortezza sia Palma, il che pregheremo il Signore Iddio che sia col suo servitio et con la felicità della nostra e di tutta le Repubblica”.
Marc’Antonio Barbaro, primo provveditore generale di Palmanova, 1593
► “E Peschiera una piccola terra posta quasi nel mezzo tra Verona e Brescia, sulla bocca del Lago di Garda, detto dagli antichi Benaco, per la comodità del sito di tanla importanza; che dicono, che passando per di là Carlo V Imperatore, essendo sul ponte che divide la terra in due parti, e guardandosi intorno disse: «questo è un bel sito ed è poco considerato». Le quali parole, raccolte e riportate da questo a quello, forse sono state cagione che si faccia la presente fortezza in quel luogo, come per sicurezza di avere sempre il passo libero da poter andare da Verona a Brescia, e di venire di là in qua e difendere che altri non vi possano passare; che per conservazione e sicurezza dello stato della Illustrissima Signoria è di grandissima importanza, essendo che dissopra vi è il lago, e di sotto il fiume, che non si può passare così facilmente, di modo che si può dire che Peschiera sia il ponte e la porta per passare da queste nostre parti in Lombardia”.
Andrea Minucci, medico, arcivescovo e scrittore italiano, XVI sec.
Legami tra i siti Unesco italiani
Le fortezze veneziane e... Mantova e Sabbioneta
Sabbioneta, edificata tra il 1544 e il 1591, si presenta circondata da mura con bastioni a punta di freccia e dotate di terrapieni. Le fortificazioni sabbionetane ricalcano le indicazioni proposte nei trattati di architettura militare per le mura alla moderna che ritroviamo anche a Bergamo, Peschiera e Palmanova. Vespasiano Gonzaga, signore e progettista di Sabbioneta, era architetto militare alla corte di Filippo II di Spagna nello stesso periodo in cui vi era a servizio anche Benauito Lorini, progettista delle mura veneziane. Inoltre Palmanova e Sabbioneta sono città di nuova fondazione, mentre Mantova e Bergamo e Peschiera sono il risultato di trasformazioni delle realtà preesistenti.Note bibliografiche
Bibliografia
F.P. Fiore, L’architettura militare di Venezia, in terraferma e in Adriatico fra XVI e XVII secolo: atti del convegno internazionale di studi Palmanova, teatro Gustavo Modena, 8-10 novembre 2013, Firenze, Olschki, 2014.
- Valore UNESCO
Le Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato da Terra – Stato da Mar Occidentale formano un sito seriale transnazionale presentato dall’Italia insieme con Croazia e Montenegro. Il sito raccoglie un insieme straordinario dei più rappresentativi sistemi difensivi alla moderna realizzati dalla Repubblica di Venezia, progettati dopo la scoperta della polvere da sparo e dislocati lungo lo Stato de Terra e lo Stato de Mare. Per decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale, entrano a far parte del sito Unesco le opere di difesa presenti a Bergamo, Palmanova (Ud), Peschiera del Garda (Vr) per l’Italia, Zara e Sebenico per la Croazia, Cattaro per il Montenegro.
Bergamo
La Città Alta è circondata da mura, capolavoro di ingegneria militare costruite dai Veneziani nel corso della dominazione cinquecentesca in Lombardia; le mura di Bergamo, volute per ragioni politiche e mai utilizzate come reale difesa, appaiono come una gigantesca fortezza con baluardi dotati di vie di fuga e strade per rifornimenti, postazioni di cannoni, saloni per le truppe e per il deposito di munizioni.
Peschiera
Peschiera, sul lago di Garda, per secoli è stata piazzaforte militare; divenne nel tempo una formidabile macchina da guerra: nel Cinquecento furono i veneziani a costruire il fortilizio, castello fortificato, a forma di pentagono, poi ampliato grazie a Napoleone e soprattutto agli austriaci, che rafforzarono il dispositivo con ben sette forti. All’epoca, Peschiera faceva parte del Quadrilatero: insieme a Verona, Legnago e Mantova doveva proteggere la valle dell’Adige e la via per l’Austria.
Palmanova
Palmanova ha conservato nel tempo la forma di una stella a nove punte entro cui è iscritto un ennagono regolare con una rete viaria radiocentrica e una piazza esagonale. Una fortezza che il governo veneziano volle a difesa del confine orientale, ma che in realtà non svolse mai un ruolo di particolare rilievo in tal senso. Oggi è uno degli esempi meglio conservati di architettura militare e di città ideale del Rinascimento.
Per saperne di più
Le mura veneziane di Bergamo
La città fortificata di Bergamo rappresenta l’estremità più occidentale del sistema di difesa dello Stato di Terra della Serenissima per difendersi dalle potenze europee. Le mura di Bergamo vennero costruite fra il 1561 e il 1588 dalla Repubblica di Venezia per arginare gli attacchi nemici, anche se non subì mai assedi. Le fortificazioni hanno un tracciato di oltre 6 chilometri e comprende 14 baluardi, 2 piattaforme, 100 aperture per bocche da fuoco, 2 polveriere, 4 porte. Alcuni tratti di fortificazione erano già presenti in epoca romana ma agli inizi del Cinquecento si trovavano in condizioni di estrema decadenza e vennero quasi totalmente sostituite dalla nuova opera. A lavori conclusi, il perimetro della fortificazione risultò del tutto nuovo e non includeva alcuna parte di opere da difesa precedenti. Il perimetro comprende il sistema fortificato veneziano nella sua complessità di mura interne (bastionate) ed esterne, con elementi fortificati come i Forti di San Vigilio e di San Domenico e la Cittadella e la Rocca.Le mura veneziane di Peschiera
La città fortificata di Peschiera del Garda serviva da collegamento tra Venezia e i suoi territori più occidentali situati oltre il fiume Mincio. E’ caratterizzata da una pianta pentagonale e include il centro abitato ed elementi idrici come il Canale di Mezzo, ramificazione del Mincio, navigabile già al tempo dei romani. Quando la piazzaforte di Peschiera passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia, le fortificazioni vennero rinnovate secondo i criteri adottati in quell’epoca: la cinta venne quindi terrapienata e bastionata. Questa nuova cinta fortificata alla moderna seguiva l’andamento di quella medievale, quindi con cinque lati ma con cinque angoli protetti da bastioni. Lungo la cinta vennero inoltre aperte due porte, porta Verona e porta Brescia, poste in direzione delle strade che conducevano alle due importanti città. Intorno alla metà del Cinquecento la Rocca Scaligera venne modificata e terrapienata per adeguarla alle necessità delle moderne artiglierie. Nel 1797 la fortezza passò sotto il dominio dell’Impero austriaco: che la trasformarono in piazzaforte che diventò un robusto caposaldo del Quadrilatero, insieme a Legnago, Mantova e Verona.Le mura veneziane di Palmanova
Palmanova fu fondata il 7 ottobre 1593 e progettata per ospitare ventimila persone. La fortezza della città doveva costituire il centro strategico per neutralizzare gli attacchi ottomani dall’Oriente e gli attacchi dall’Austria. La fortezza cittadina si presenta come un nucleo urbano di 70 ettari, contenuto all’interno di tre cinte murarie concentriche, due mura veneziane e il perimetro più esterno è francese, che conferiscono a Palmanova la sua forma a stella a nove punte. L’area abitata è organizzata seguendo rigidi moduli geometrici e si estende in stretta connessione con il perimetro fortificato; questi due elementi rappresentano un insieme in cui ogni opera di costruzione è collegata nella forma e nella funzione alla struttura militare. Palmanova rimase per più di duecento anni sotto il dominio della Serenissima (1593-1797), fino a quando Napoleone la conquistò. Dopo la caduta di Napoleone, Palmanova rientrò a far parte dell’impero asburgico fino all’annessione nel Regno d’Italia nel 1866.Protagonisti
Buonaiuto Lorini
Buonaiuto Lorini (1540 – 1611) iniziò la sua attività a Firenze tra i tecnici di Cosimo I de’ Medici, che lo introdusse nella bottega di Bernardo Buontalenti. Negli anni ’80 del Cinquecento lavorò nei territori della Repubblica veneta, dove era stata avviata una massiccia opera di adeguamento e trasformazione delle piazzeforti; fu direttore dei lavori delle ristrutturazione di alcune fortezze dislocate nella costa dalmata, il fronte veneziano più esposto alle avanzate dei Turchi. Lavorò all’ adeguamento delle fortificazioni di Rab e di Zara. La prima opera che lo impegnò in forma continuativa fu la realizzazione nel 1590 delle mura di Bergamo. Dal 1592 Lorini lavorò alla progettazione di Palmanova. Nel 1597 scrisse un trattato in cinque libri che raccoglie il risultato del suo lavoro: Delle fortificazioni.
Legami tra i siti Unesco italiani
Le fortezze veneziane e... Mantova e Sabbioneta
Sabbioneta, edificata tra il 1544 e il 1591, si presenta circondata da mura con bastioni a punta di freccia e dotate di terrapieni. Le fortificazioni sabbionetane ricalcano le indicazioni proposte nei trattati di architettura militare per le mura alla moderna che ritroviamo anche a Bergamo, Peschiera e Palmanova. Vespasiano Gonzaga, signore e progettista di Sabbioneta, era architetto militare alla corte di Filippo II di Spagna nello stesso periodo in cui vi era a servizio anche Benauito Lorini, progettista delle mura veneziane. Inoltre Palmanova e Sabbioneta sono città di nuova fondazione, mentre Mantova e Bergamo e Peschiera sono il risultato di trasformazioni delle realtà preesistenti.Glossario
Glossario
Sistemi difensivi alla moderna, sono tipi di fortificazione utilizzati dal XV secolo in Italia. La struttura delle mura viene modificata per rispondere all’utilizzo delle armi da fuoco e dell’artiglieria negli assedi. Lo sviluppo delle nuove tecniche e delle armi da fuoco influenzò per secoli l’urbanistica e fornì nuovi stimoli ad architetti ed ingegneri e fu argomento di molti trattati, soprattutto in Italia, che portarono questi nuovi modelli in tutt’Europa e nel Mediterraneo.
Rete viaria radiocentrica, quando le strade di una città convergono in uno o più punti.
Quadrilatero, fu un sistema difensivo costruito tra il 1815 e il 1866 dall’Impero austriaco nel regno del lombardo-veneto, che si dispiegava su un quadrilatero i cui vertici erano le fortezze di Peschiera del Garda, Mantova, Legnago e Verona, comprese fra il Mincio, il Po, l’Adige. All’interno di quest’area le armate austriache potessero riorganizzarsi in tutta sicurezza; per migliorare la funzionalità di questo sistema difensivo vennero realizzati collegamenti tra le piazzeforti, facilitati dallo sviluppo delle ferrovie.
Serenissima, nome con cui si intende la Repubblica di Venezia.
Bastione, s. m., o baluardo è un elemento difensivo caratteristico della fortificazione alla moderna¸ ha stessa altezza delle mura, si trovava generalmente agli angoli della fortificazione e può avere diverse forme, circolare o a punta di freccia. Il suo scopo era proteggere i tratti di mura rettilinei e permetteva il tiro incrociato delle artiglierie che erano ospitate al suo interno.
Terrapieno, s. m., opera di difesa che prevedeva il riempimento del perimetro delle mura con terra, impedendo così la frattura del muro ad opera delle armi d’artiglieria.
Costa dalmata, è la costa orientale del mare Adriatico che si estende dalla Croazia fino al confine tra Montenegro e Albania.
2017, Cracovia, Polonia, 41a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale
Sito Culturale, Seriale e Transnazionale
Monumento
Rinascimento
Italia Orientale
Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia
Criteri di Iscrizione
(iii): le opere di difesa veneziane forniscono una testimonianza eccezionale della cultura militare alla moderna, che si è evoluta all’interno della Repubblica di Venezia nei secoli XVI e XVII, coinvolgendo vasti territori e interazioni. Insieme, i componenti mostrano una rete difensiva o un sistema per lo Stato da Terra e lo Stato da Mar occidentale nel Mar Adriatico o Golfo di Venezia, che aveva dimensioni civili, militari e urbane che si estendevano ulteriormente, attraversando la regione mediterranea fino a Levante.
(iv): le opere di difesa veneziane presentano le caratteristiche del sistema fortificato alla moderna (sistema bastionato) costruito dalla Repubblica di Venezia in seguito ai cambiamenti introdotti in seguito all’aumento dell’uso delle armi da fuoco. Insieme, le sei strutture dimostrano in modo eccezionale le caratteristiche del sistema alla moderna, comprese le sue capacità tecniche e logistiche, le moderne strategie di combattimento e le nuove esigenze architettoniche all’interno dello Stato da Terra e nelle porzioni occidentali dello Stato da Mar.
Integrità
Insieme, le sei strutture delle opere di difesa veneziane all’interno di Stato da Terra e le porzioni occidentali dello Stato da Mar presentano gli attributi necessari di eccezionale valore universale di questo patrimonio transnazionale, compresa la loro varietà tipologica, integrità visiva e stato di conservazione. Questo sito seriale lascia aperta la possibilità di una futura nomina di altri esempi che possano rappresentare in modo eccezionale e complementare le applicazioni delle tecnologie alla moderna attraverso l’estensione della Repubblica di Venezia in questo periodo storico nell’area ad est o dello Stato da Mare Orientale. Lo stato di conservazione delle singole strutture è generalmente buono, la loro integrità invece non è sempre rispettata, e in alcuni casi carente, a causa dello sviluppo sia passato che presente dell’area e delle pressioni turistiche. Sebbene alcune ulteriori espansioni potrebbero essere apportate alle zone buffer (in particolare per i componenti di Zadar e Kotor), i limiti dei sei componenti sono appropriati.
Autenticità
Le opere di difesa veneziane all’interno di Stato da Terra e le porzioni occidentali dello Stato da Mar e il fenomeno dell’architettura militare alla moderna sono stati ampiamente studiati, supportati da ampi materiali d’archivio, documenti, disegni architettonici, mappe e modelli. A causa della loro funzione e della loro posizione, i componenti selezionati hanno subito molti cambiamenti, inclusi i danni subiti attraverso diversi periodi di conflitto tra il periodo napoleonico, austriaco e ottomano e il Ventesimo secolo.




