Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Associazione Beni Italiani
Patrimonio Mondiale UNESCO

Cultura per vocazione

Tutelare e valorizzare lo straordinario patrimonio artistico, culturale, storico e paesaggistico del nostro Paese. Questo è il primo impegno che l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO persegue, attraverso un’intensa e organica attività di sostegno alle politiche di salvaguardia e di promozione dei territori e dei siti insigniti dall’UNESCO del prestigioso riconoscimento di “Patrimonio dell’Umanità”.

“Culture is the way we understand the world and the means by which we shape it. […] Culture and heritage are not about stones and buildings – fundamentally, they are about identities and belonging.”.
Irina Bokova, 2014

 

 

  • Come nasce l’Associazione

    L’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO è stata ideata e promossa dalla città di Vicenza nel 1995. Si è costituita il 15 ottobre 1997 dai seguenti soci fondatori: i Comuni di Alberobello, Andria, Capriate San Gervasio, Ferrara, Matera, Ravenna e Vicenza. Nel volgere di 18 anni l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO, della quale oggi fanno parte 56 soci fra Comuni, Province, Regioni, Parchi, Comunità Montane e Fondazioni, ha saputo diventare un importante punto di riferimento per tutte le località italiane nei cui territori sono presenti Beni culturali e naturali inseriti nella World Heritage List, beni che possiedono un valore unico, insostituibile, eccezionale per tutta l’umanità e che costituiscono una eredità inalienabile da trasmettere alle generazioni future.
  • Obiettivi e strategie dell’Associazione

    Nel mondo l’Italia si colloca al vertice dell’eccellenza: è fra i Paesi con il maggior numero di siti inclusi nella Lista del Patrimonio UNESCO. Dal 1997, anno di fondazione, l’Associazione si prodiga per favorire il dispiegamento di iniziative e interventi utili a favorire la conoscenza e la corretta fruizione delle inestimabili risorse artistico-culturali di cui il Paese è ricco, ma non sempre si mostra sapiente e sagace tutore; nonché la definizione di linee e strategie politico-gestionali adeguate a garantire l’equilibrio fra un’attenta e responsabile conservazione e l’imprescindibile missione divulgativa. Garantire la conoscenza e la piena fruibilità del prezioso tesoro culturale, infatti, non è solo un dovere che le istituzioni sono chiamate ad assolvere nel rispetto dei cittadini e in particolare delle nuove generazioni; l’accessibilità del patrimonio è anche un’opportunità, la condizione che può fungere da volano di crescita e generatore di ricchezza. Le potenzialità insite nel capitale costituito dai beni culturali e paesaggistici sono enormi: vanno sapientemente coltivate anche attraverso politiche turistiche capaci di fare del coordinamento e dell’integrazione (fra luoghi, territori e differenti realtà) l’elemento di forza e coesione indispensabile per un deciso e indifferibile salto di qualità. L’Italia ha tutte le prerogative per imporsi come meta imprescindibile nel contesto internazionale, più di quanto abbia saputo fare sino ad ora. L’idea di un turismo armonico, emozionale, legato a esperienze profonde è oggi estremamente apprezzata da significativi flussi turistici: i luoghi della cultura, le città d’arte e i viaggi della conoscenza, del sapere e dell’arricchimento interiore sembrano resistere meglio al vento della crisi e sicuramente rappresentano, per il presente e in prospettiva, un volano prezioso per il rilancio del turismo italiano. In questa direzione, l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO ha, e deve sempre più saper marcare con autorevolezza, la rilevanza del proprio ruolo. Già si qualifica come referente primario per enti pubblici e soggetti privati, interessati a concorre all’obiettivo di rilanciare il comparto turistico-culturale, attraverso protocolli di intesa, convenzioni, partnership e collaborazioni su scala nazionale. Suoi principali interlocutori sono i Ministeri competenti, e in particolare il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, oltre alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e al Centro per il Patrimonio Mondiale.
  • Modalità operative dell’Associazione

    L’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO opera attraverso progetti partecipati e iniziative quali: l’organizzazione di esposizioni, la partecipazioni ad eventi fieristici selezionati, pubblicazioni divulgative dirette a target di pubblico particolari, pubblicazioni monografiche sui temi della valorizzazione culturale e protezione dei Siti UNESCO, elaborazione e diffusione di strumenti multimediali sui temi e valori UNESCO anche diretti a supportare la didattica. Il coordinamento delle attività dell’Associazione sono di competenza del Segretariato, che ha sede presso il Comune di Ferrara.

 

Legge 20 febbraio 2006 n. 77

L’Italia è l’unico paese al mondo ad avere adottato una specifica legge che riconosce l’esistenza delle eccellenze UNESCO. La 77/2006, “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale inseriti nella Lista del patrimonio mondiale posti sotto la tutela dell’UNESCO”, è un provvedimento importante, perché ha introdotto un quadro normativo per l’eccellenze UNESCO e assegnato specifiche risorse finanziarie per la loro tutela e la loro valorizzazione.

  • Lo strumento normativo per finanziare progetti, azioni di tutela e valorizzazione dei Beni italiani UNESCO

    L’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO è inoltre l’unico soggetto, unitamente ai gestori dei Siti, a poter ufficialmente fruire delle misure finanziarie previste dalla Legge 20 febbraio 2006 n. 77 e destinate alla tutela, gestione e valorizzazione dei Siti Patrimonio UNESCO italiani. Nel tempo, l’Associazione – della quale oggi sono soci Comuni, Province, Regioni, Parchi, Comunità Montane e Fondazioni – ha saputo diventare progressivamente un punto sempre più importante di riferimento per tutte le località italiane nei cui territori sono presenti Beni culturali e naturali inclusi nella Lista del Patrimonio Mondiale. Ciò è stato possibile grazie alla capacità di costruire una fitta e solida rete che si giova di competenze che di anno in anno si affinano. Significativo è il fatto che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo abbia indicato l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO fra gli organismi nazionali di riferimento per l’attuazione della “Convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale dell’Umanità”, al pari del Gruppo di Lavoro interministeriale permanente per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, dell’Ufficio del Patrimonio Mondiale e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

 

 

Gruppo Unesco

Organigramma

Presidente dell’Associazione:
Giacomo Bassi (Sindaco del Comune di San Gimignano)

Assemblea Generale:

Soci

I Soci dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO

Comuni Alberobello, Amalfi, Andria, Aquileia, Assisi, Barumini, Capriate San Gervasio, Caserta, Cerveteri, Ercolano, Ferrara, Firenze, Genova, Mantova, Matera, Milano, Modena, Montalcino, Napoli, Nola, Noto, Padova, Palazzolo Acreide, Piazza Armerina, Pienza, Pisa, Pompei, Porto Venere, Ravenna, Roma, Sabbioneta, San Gimignano, Siena, Siracusa, Sortino, Tarquinia, Tivoli, Torre Annunziata, Urbino, Venezia, Verona, Vicenza

Regioni Friuli Venezia Giulia, Lazio, Toscana, Umbria, Veneto

Parchi, Consorzi e Comunità Montane Comunità Montana di Valle Camonica, Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità-Delta del Po

Fondazioni Fondazione Dolomiti-Dolomiten-Dolomitis Unesco

Consiglio Direttivo:
Presidente
Giacomo Bassi (Comune di San Gimignano)
Vice Presidenti
Filippo Miroddi (Comune di Piazza Armerina)
Alessio Pascucci (Comune di Cerveteri)
Antonia Pavesi (Comune di Verona)

Consiglieri:
Stefania Proietti (comune di Assisi) Corrado Bonfanti (Comune di Noto)
Paola Nobis (Comune di Mantova)
Roberta Fusari (Comune di Ferrara)
Massimo Guidi (Comune di Urbino)
Emanuele Lilliu (Comune di Barumini)
Michele Maria Longo (Comune di Alberobello)
Francesco Manella (Comunità Montana di Valle Camonica)
Marcella Morandini (Fondazione Dolomiti UNESCO)
Dario Nardella (Comune di Firenze)
Sandro Pupillo (Comune di Vicenza)

Segretario dell’Associazione:
Angelo Andreotti (Dirigente del Comune di Ferrara)
Coordinatore Scientifico:
Carlo Francini (Comune di Firenze)

Coordinamento Scientifico

Per l’attuazione dei propri obiettivi, l’Associazione si avvale di un Coordinatore Scientifico che è un organo dell’Associazione con funzioni consultive e propositive, nominato dai Soci. Dal giugno 2007 si è ritenuto opportuno affiancare all’assetto tradizionale dell’Associazione un gruppo di tecnici, nominati dai Soci e riuniti in un Comitato Tecnico Scientifico. Il Coordinatore Scientifico si avvale per la sua attività dei tecnici del Comitato ponendosi una serie di obbiettivi: – Riportare la consapevolezza politica e sociale sul tema dell’appartenenza e della gestione dei Siti UNESCO; – Elaborare i progetti dell’Associazione in sinergia tra Presidenza, Segretariato e Comitato Tecnico Scientifico; – Garantire l’impegno del Comitato per indicare linee progettuali efficaci per l’Associazione sviluppando sinergie con i singoli associati. sia per qualità che per tempestività, in grado di evitare possibili conflittualità con la progettazione dei singoli associati. – Continuare la collaborazione con altre realtà afferenti all’UNESCO: Commissione Nazionale Italiana per l’ UNESCO, Club e Centri UNESCO, scuole associate UNESCO Italia, ecc.