Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

L’UNESCO

Il termine UNESCO è l’acronimo di United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, (in italiano: Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura). Si tratta di un’agenzia speciale delle Nazioni Unite, fondata a Parigi nel 1945 (subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale), con l’obiettivo di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni. 

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La Convenzione del Patrimonio Mondiale

Nel novembre del 1972 venne ratificata la World Heritage Convention, cioè la Convenzione riguardante la protezione sul piano mondiale del Patrimonio Culturale e Naturale.

  • Come nasce la Convenzione

    Il caso storico del Tempio di Abu Simbel in Egitto. Negli anni ’50, la decisione di costruire la diga di Aswan in Egitto suscitò la preoccupazione internazionale perchè avrebbe provocato l’inondazione della valle dove sorgevano i templi di Abu Simbel, un tesoro dell’antica civiltà egizia. Nel 1959, dopo un appello ai governi di Egitto e Sudan, l’UNESCO lanciò una campagna di tutela su scala internazionale. Vennero accelerate le ricerche archeologiche nelle aree che sarebbero state inondate ma, soprattutto, i templi di Abu Simbel e di Philae furono smontati, trasportati su terreno asciutto e  e riassemblati, portando a termine la più grande azione internazionale di tutti tempi per salvare un bene archeologico dal valore inestimabile. Ciò mostrò l’importanza della solidarietà tra le Nazioni e il vantaggio di una responsabilità condivisa nella conservazione di eccezionali siti culturali. Con l’aiuto del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti (ICOMOS) – prestigiosa organizzazione non-governativa che raccoglie una rete internazionale di esperti tra architetti, storici, archeologi, storici dell’arte, geografi, antropologi, ingegneri e urbanisti che partecipano a comitati scientifici per contribuire alla conservazione dei patrimonio culturali nel mondo – l’UNESCO avviò la preparazione di un progetto di convenzione riguardo la protezione del Patrimonio culturale di tutto il mondo. A Parigi, il 16 novembre 1972 venne ratificata la Convenzione del Patrimonio Mondiale; è il primo strumento internazionale ufficiale che riunisce le nozioni di protezione della natura e di preservazione dei beni culturali e li riconosce come elementi necessari e fondamentali per lo sviluppo delle società di tutto il pianeta e per il mantenimento della pace e della solidarietà. La conoscenza è considerata uno strumento di prevenzione delle tragedie, il sapere un incentivo dell’interscambio tra i popoli.
  • Obiettivi e intenzioni programmatiche della Convenzione

    Obiettivo imprescindibile della Convenzione del 1972 è la salvaguardia del Patrimonio Mondiale, affinché possa essere trasmesso alle generazioni future. Il Patrimonio culturale e naturale è soggetto a fenomeni di degradazione spontanea (fenomeni climatici, metereologici, di alterazione dovuta al passare del tempo), di degradazione naturale (inquinamento ambientale, aggressioni biologiche, agenti geologici e idrogeologici) o di alterazione o distruzione direttamente causati dall’uomo. La degradazione o la sparizione di un bene del Patrimonio Mondiale significa la perdita di una testimonianza Eccezionale (e pertanto unica) ed Universale (ovvero importante per tutti i popoli del mondo).La Convenzione definisce la tipologia dei Siti naturali o culturali che possono essere iscritti nella Lista del patrimonio mondiale e i doveri degli Stati Parte nell’identificare i potenziali siti, così come il loro ruolo nella protezione e salvaguardia dei Siti stessi. Delinea inoltre le norme di utilizzo e di gestione del Fondo del Patrimonio Mondiale e le condizioni e le modalità di assistenza finanziaria internazionale. Le nazioni che firmano la Convenzione, chiamati Stati Parte o Stati Membri, si impegnano a tutelare i beni culturali e naturali presenti sul proprio territorio, con particolare riferimento ai beni inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale, la cui perdita rappresenterebbe un danno irrecuperabile per tutta l’umanità. La Convenzione presta particolare attenzione agli aspetti relativi all’educazione e all’informazione, dal momento che è solo consolidando “il rispetto e l’attaccamento dei popoli al patrimonio culturale e naturale” che è possibile garantire la conservazione del nostro Patrimonio-
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    I. Comitato del Patrimonio Mondiale Il Comitato del Patrimonio Mondiale è l’assemblea intergovernativa che persegue i fini della Convenzione ed è formata dai delegati degli Stati Membri. II. Centro del Patrimonio Mondiale è il segretariato permanente della Convenzione, istituito nel 1992 con sede a Parigi, e si occupa portare avanti gli obietti della Convenzione e amministrare il Fondo per il Patrimonio Mondiale.
  • Organismi di riferimento per l’attuazione della Convenzione

    Ad ogni seduta del Comitato intervengono con funzione consultiva i rappresentanti di alcune organizzazioni di autorevolezza mondiale nell’ambito della protezione Patrimonio Mondiale: ICOMOS – Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti, per pareri tecnico-scientifici sulle modalità di conservazione dei Beni. ICCROM – Centro internazionale di Studi per la Consevazione e il Restauro dei Beni Culturali, sede di Roma IUCN – Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e delle Risorse naturali. Oltre a tali organizzazioni, il Comitato del Patrimonio Mondiale può decidere di consultare altri soggetti, organizzazioni o consulenti privati, anche su segnalazione degli Stati membri. Gruppo di lavoro interministeriale permanente per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Istituito nel 1997 presso il MiBACT, è la sede del coordinamento tra le diverse Amministrazioni competenti per l’attuazione della Convenzione. Sono rappresentati, oltre al MiBACT, il Ministero per gli Affari Esteri, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, la Commissione Nazionale Italiana UNESCO, il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca ed il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ed è presieduto dal Sottosegretario di Stato ai Beni e alle Attività Culturali con delega per l’UNESCO. CNI – Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. Come negli altri Stati Membri e su indicazione della Convenzione del 1945, anche nel nostro paese esiste un organismo ufficiale di raccordo permanente tra il Governo italiano e l’UNESCO: è la CNI, istituita nel 1950. Di competenza del Ministero degli Affari Esteri, la Commissione ha il compito di garantire il collegamento con l’UNESCO e di provvedere a promuovere, informare, consultare ed eseguire i programmi e le direttive dell’UNESCO sul territorio italiano. Ufficio del Patrimonio Mondiale UNESCO. Istituito nel 2004, di competenza del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha funzioni di coordinamento e assistenza per la realizzazione degli obiettivi della Convenzione sul territorio nazionale. Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO. È il primo referente degli organi ministeriali italiani ad operare su scala nazionale in materia di tutela, promozione e conoscenza del Patrimonio Mondiale italiano, intraprendendo mirati progetti e iniziative di valorizzazione.

La Lista del Patrimonio Mondiale

La Convenzione per il Patrimonio Mondiale istituisce la Lista del Patrimonio Mondiale (World Heritage List – WHL), l’elenco dei Beni a cui il Comitato del Patrimonio Mondiale ha riconosciuto ufficialmente un Valore Eccezionale Universale (Outstanding Universal Value – OUV).

  • I Beni del Patrimonio Mondiale

    Un Bene del Patrimonio Mondiale è un prodotto dell’uomo o della natura che possiede un eccezionalevalore universale (Outstanding Universal Value) per l’intera umanità, indipendentemente dall’appartenenza politica del luogo in cui si trova. Può essere un habitat naturale o un’opera d’arte, un monumento o un paesaggio culturale che esibisce una determinata interazione tra l’uomo e l’ambiente. Con 51 Beni riconosciuti, l’Italia è il paese che detiene il più alto numero di Siti Patrimonio Mondiale.
  • La procedura di riconoscimento: la candidatura

    I luoghi nei quali si trovano uno o più Beni riconosciuti Patrimonio dell’Umanità vengono iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale. Per ottenere il riconoscimento, ciascuno stato firmatario della Convenzione deve proporre la candidatura del proprio Bene, argomentandola con documenti e ricerche e redigendo un dossier che ne comprovi gli OUV in base ad alcuni dei criteri di selezione UNESCO. Il Centro del Patrimonio Mondiale (WHC) verifica la completezza del dossier di candidatura, e, in caso positivo, lo sottopone al Comitato del Patrimonio Mondiale il quale si riunisce una volta all’anno per esaminare le candidature. L’assemblea del Comitato delibera poi se procedere o meno all’iscrizione del Bene nella Lista del Patrimono Mondiale.
  • Siti culturali

    Il primo articolo della Convenzione del Patrimonio Mondiale dà la definizione di che cosa sia da considerare “patrimonio culturale” e cioè un bene avente un valore eccezionale universale sul piano storico, artistico, scientifico, estetico, etnologico o antropologico. Sono compresi: i monumenti, opere architettoniche, plastiche o pittoriche monumentali, elementi o strutture di carattere archeologico, iscrizioni, grotte e gruppi di elementi di valore universale eccezionale dall’aspetto storico, artistico o scientifico; gli agglomerati, gruppi di costruzioni isolate o riunite che, per la loro architettura, unità o integrazione nel paesaggio hanno valore universale eccezionale dall’aspetto storico, artistico o scientifico; i siti, opere dell’uomo o opere coniugate dell’uomo e della natura, compresi i siti archeologici, di valore universale eccezionale dall’aspetto storico ed estetico, etnologico o antropologico.
  • Siti naturali

    Il secondo articolo della Convenzione dei Patrimonio Mondiale individua il beni naturali eccezionali sotto il profilo scientifico e/o estetico: i monumenti naturali costituiti da formazioni fisiche e biologiche o da gruppi di tali formazioni di valore universale eccezionale dall’aspetto estetico o scientifico; le formazioni geologiche e fisiografichee le zone strettamente delimitate costituenti l’habitat di specie animali e vegetali minacciate, di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico o conservativo; i siti naturali o le zone naturali strettamente delimitate di valore universale eccezionaledall’aspetto scientifico, conservativo o estetico naturale.
  • Siti seriali e transnazionali

    I Siti del Patrimonio Mondiale possono avere carattere transnazionale, nel caso in cui siano dislocati su aree che si snodano nei territori di due o più Stati. In Italia, sono Siti transnazionali: il Monte San Giorgio, la Ferrovia Retica, i Siti Palafitticoli Preistorici nell’Arco Alpino, le Proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città di Roma. Sono anche da ricordare anche i Siti di tipo seriale, che si compongono di un insieme di Beni omogenei localizzati entro uno o più Stati nazione. I Siti seriali italiani sono: le Ville e Giardini Medicei in Toscana, i Siti Palafitticoli Preistorici nell’Arco Alpino (sito anche transnazionale), i Longobardi in Italia. I luoghi del potere, i Sacri Monti di Piemonte e Lombardia, le Residenze della Casa Reale di Savoia in Piemonte, le Dolomiti.
  • Convenzione per il Patrimonio immateriale

    Nel 2003 è stata approvata la Convenzione per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, che stabilisce la salvaguardia, la promozione e la consapevolezza di Beni intangibili, come tradizioni culturali, etniche, artigianali che rappresentano l’espressione e i valori di gruppi o comunità. Per l’Italia, hanno ricevuto il riconoscimento di Patrimonio Immateriale dell’Umanità i seguenti sei Beni intangibili: l’opera dei pupi in Sicilia, il canto a tenore in Sardegna, la dieta mediterranea, il saper fare liutaio di Cremona, le macchine dei santi – la rete delle macchine a spalla, la pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria.

Criteri di selezione UNESCO

(i) Rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo.
(ii) Mostrare un importante interscambio di valori umani in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi dell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio.
(iii) Essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa
(iv) Costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico o di un paesaggio che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana.
(v) Essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture) o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto per effetto delle trasformazioni irreversibili.
(vi) Essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie dotate di un significato universale eccezionale.
(vii) Presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica.
(viii) Costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative.
(ix) Costituire esempi significativi di importanti processi ecologici e biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini.
(x) Presentare gli habitat naturali più importanti e significativi, adatti per la conservazione in situ della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista della scienza o della conservazione.

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